The Art Inside Videogames

The Art Inside Videogames

La valorizzazione dell’arte e della cultura attraverso i videogiochi.

Sin dalla sua nascita VGN.it si è occupato di trattare i videogiochi a 360° con anteprime e recensioni dedicati ai titoli più attesi così come quelli di caratura minore, ma si è anche prodigato con la copertura di eventi importanti in ambito nazionale e internazionale. Negli anni abbiamo dato spazio a tematiche e persone correlate al mondo videoludico con interviste, speciali e approfondimenti di vario genere. Questa volta vogliamo proporre a voi lettori una serie di speciali differenti incentrati anche sull’arte e sulla cultura all’interno dei videogiochi, partendo però dal principio di tutto ed elaborando il medium videoludico sotto differenti aspetti.

Con grande piacere vi presentiamo dunque “The Art Inside Videogames”, dieci approfondimenti tratti dall’omonima tesi di diploma di Monique Pasini, collaboratrice di VGN.it, che avranno il compito di mostrarvi i videogiochi sotto una luce completamente diversa. Ogni due settimane ci sarà un nuovo appuntamento da scoprire sulle pagine di VGN.it, per quello che si prospetta come un viaggio intenso e avvincente alla scoperta di un medium sempre affascinante come quello videoludico.

INDICE: THE ART INSIDE VIDEOGAMES

  • 1 – La nascita e l’evoluzione delle console
  • 2 – La tridimensionalità dei videogiochi
  • 3 – L’avatar del giocatore e l’esperienza videoludica
  • 4 – Ludologia e narratologia del videogioco
  • 5 – La classificazione e generi dei videogiochi
  • 6 – Il retrogaming
  • 7 – La cultura e il videogioco
  • 8 – Il gioco per il cambiamento e l’innovazione sociale con la Gamifcation
  • 9 – La localizzazione della cultura e dell’arte nei videogiochi (pt.1)
  • 10 – La localizzazione della cultura e dell’arte nei videogiochi (pt. 2)

Premessa, a cura di Monique Pasini

Il videogioco è un medium, un linguaggio e un formato di intrattenimento “culturale” composito, poiché la sua storia è relativamente recente se comparata con quella degli altri media, tanto che solo negli ultimi decenni ha conosciuto un rapido sviluppo grazie al legame con il progresso tecnologico. I videogames possono essere un nuovo terreno creativo, il modello di una narrazione decostruita, personalizzata, contemporanea e anche strumento per avvicinare un nuovo pubblico alla cosiddetta cultura alta.

Oggi più che mai, i videogiochi dominano il mercato e anche l’immaginario collettivo, rimodellando spesso le strutture narrative e i contenuti di tutti gli altri media e viene percepito come prodotto dell’industria culturale di massa. Una “merce” che viene “divorata” da milioni di persone, ma non come oggetto culturale. Il videogioco, infatti, è allo stesso tempo un universo che fa parte di questo mondo, di cui io mi sento parte e che ho voluto raccontare nella mia tesi magistrale. Da un lato la storia del videogioco e le sue componenti come l’avatar del giocatore, l’esperienza videoludica, la conservazione attraverso il retrogaming, dall’altra l’arte nei videogiochi e lo stato creativo di questo medium accompagnato poi dall’idea di un progetto di mostra da realizzare negli spazi dell’Hangar Bicocca con alcune associazioni videoludiche e coinvolgendo alcune software house.

L’idea di creare una mostra sulla valorizzazione dell’arte attraverso i videogiochi è dettata dal fatto che possono anche essere straordinari strumenti nelle attività didattiche museali, strumenti per raggiungere nuovi pubblici. L’intenzione del progetto è stata quella di rendere il videogioco un soggetto da mostra, scoprendo gli aspetti della catena produttiva e mostrando il livello di arte che questi richiedono in certi momenti della loro costruzione: dallo schizzo di un concept, allo sviluppo in 3D di interi scenari e soggetti, studiando fin nei dettagli i particolari storici e situazionali.

I videogiochi sono un’espressione trasversale determinata da varie influenze e molto spesso contengono riferimenti all’arte colta mentre altre volte ispirano gli artisti stessi, creando una nuova cultura artistica. Nella mia tesi e nella mostra ho scritto anche della localizzazione, che non si intende solo l’inquadramento geografico che si presenta all’interno del gioco, ma anche della contestualizzazione stilistica all’interno della storia dell’arte nei videogiochi.

Inoltre i videogiochi sono diventati anche luoghi esplorabili dando vita a nuovi viaggiatori digitali, navigatori della rete che allo stesso tempo sono stanziali, poiché interpretano una nuova forma di viaggio che non si svolge più nella realtà ma in mondi complessi all’interno dei quali si muovono intelligenze artificiali, nei quali si intrecciano storie, con i caratteri del gioco e del racconto. Il videogioco quindi è medium in continua evoluzione e i game designer non si limitano a raccontare storie, ma progettano veri e propri mondi e dunque si trovano al crocevia tra cultura e tecnologia, poiché offrono molto spesso produzioni culturali non indifferenti, preceduti da studi e ricerche di uno staff professionista, richiamando, come ha scritto Debora Ferrari, il concetto di lavoro a più mani delle botteghe cinquecentesche.

Il mio lavoro, The Art Inside Videogames, si propone, con grande umiltà, di arricchire la conoscenza di un mezzo che rappresenta un lato importante della cultura contemporanea, contribuendo a considerare i videogiochi non più solo prodotti dell’industria per l’intrattenimento, ma anche come cultura.