Days Gone

Days Gone

Da Bend Studio arriva una nuova avventura post-apocalittica in esclusiva per PS4.

Quella di Days Gone è una storia complessa, fatta di perdite, sacrifici, stenti e rimpianti. Una storia che ruota attorno alla figura di un drifter, un randagio con uno spiccato senso per la sopravvivenza, un uomo che non è fedele ad alcun accampamento tenti di riprendersi dopo la terribile catastrofe che ha cambiato totalmente il mondo. La stessa catastrofe che, due anni prima, ha trasformato buona parte degli abitanti del pianeta in un ammasso di carne putrescente, in non-morti feroci e mossi dal solo desiderio di fare a pezzi qualunque forma di vita esistente. Deacon St. John è un biker ed ex-cacciatore di taglie che ha provato sulla propria pelle il significato della perdita quando, allo scoppio dell’epidemia, ha dovuto dire addio all’amata moglie Sarah. Più di settecento giorni dopo la terrificante invasione dei cosiddetti Furiosi, Deacon vaga tra le strade di un Oregon in balia dei non-morti, guadagnandosi da vivere come cacciatore di taglie in compagnia dell’amico di sempre, il fidato Boozer.

Con Days Gone, Bend Studio torna a proporre un brand inedito dopo i fasti di Syphon Filter e dopo aver lavorato a franchise first-party di Sony come Uncharted e Resistance. Per la software house è un’occasione unica di dimostrare il proprio talento con qualcosa di completamente nuovo e privo di vincoli creativi, e in tal senso si può dire che l’obiettivo del team di sviluppo sia stato ampiamente raggiunto. Già, perché nonostante i ragazzi di Bend Studio non abbiano introdotto sostanzialmente nulla di nuovo nel panorama degli open-word a tema survival, quello di Days Gone è un mix fatto di azione, survival ed elementi ruolistici che funziona particolarmente bene, grazie ad alcune colonne portanti come il canovaccio, la suggestiva ambientazione e lo stesso protagonista, ma anche grazie a un gameplay che prende in prestito tante idee diverse unendole in un unico ecosistema.

Days Gone
Deacon St. John è il protagonista dell’avventura: un biker che deve fare i conti con la perdita della persona amata e tentare di sopravvivere in un mondo infestato dai non-morti.

SOPRAVVIVERE ALL’INCUBO

Days Gone è un gioco d’azione in terza persona ambientato in un mondo che, come da tradizione, è completamente esplorabile, a piedi o a bordo dell’inseparabile moto. Il gioco pone l’enfasi su una componente survival che, oltre a basarsi su elementi come energia vitale, concentrazione e vigore, punta molto anche su un sistema di crafting con il quale Deacon può creare kit medici, misture e bende, ma anche trappole, esplosivi, molotov e munizioni speciali per affrontare le minacce che lo attendono tra le strade dell’Oregon. Uccidendo nemici (i non-morti Furiosi sono solo alcuni, ma non mancano banditi noti come Predoni, fanatici chiamati Ripugnanti e tanto altro), completando gli incarichi principali e le attività secondarie presenti nel mondo di gioco, Deacon può guadagnare punti esperienza con i quali sbloccare nuove abilità passive e attive, all’interno di un albero che si articola in tre differenti rami: Combattimento, A Distanza e Sopravvivenza. In totale, sono 45 i livelli (e relative abilità) che Deacon potrà sbloccare lungo il suo viaggio, ma il sistema di progressione non finisce qui.

La storia di Days Gone parte due anni dopo lo scoppio dell’epidemia che ha trasformato il genere umano in Furiosi, e si articola attraverso la consueta schiera di missioni principali e secondarie che offrono differenti punti di vista su ciò che ha causato l’infezione, e su come il virus abbia cambiato definitivamente la vita di coloro che sono riusciti a sopravvivere. Nei panni di Deacon, il giocatore deve muoversi tra le strade dell’Oregon completando degli incarichi e cercando di guadagnarsi la fiducia dei vari accampamenti presenti nella gigantesca mappa open-world. Completando le quest, Deacon può infatti incrementare la lealtà con il responsabile dell’accampamento e ottenere crediti da spendere presso i mercanti che popolano ogni rifugio. Progredendo nell’avventura, il giocatore sbloccherà diversi accampamenti e a quel punto potrà svolgere mansioni differenti per ognuno dei NPC che li popolano, guadagnando fiducia e crediti per il rispettivo accampamento.

VITA DA RANDAGIO

Ogni campo è indipendente, e ciò vuol dire che i crediti guadagnati da Deacon nelle quest principali e secondarie possono essere spesi esclusivamente nel campo di riferimento, ma ciò costituisce uno stimolo per recarsi in ogni campo e approfondire, tramite missioni principali, inseguimenti, taglie e altre decine di attività differenti, la conoscenza con altri personaggi che si riveleranno sempre più importanti nel quadro generale. Ciascun accampamento offre motivi evidenti per portare a termine determinati compiti, e aumentando la fiducia potrete sbloccare nuovi oggetti, come armi o pezzi di ricambio per la moto, per rendere Deacon una macchina da guerra sempre più letale. Alcuni NPC infatti offriranno pezzi esclusivi per la moto, altri invece delle armi sempre più potenti (con cinque livelli di rarità differenti), ed è in questo caso che entrano in gioco alcune missioni opzionali che, in caso di completamento, possono spingere il giocatore a prendere delle decisioni che doneranno dei crediti e fiducia extra con il quale potenziarsi. Ad esempio, salvando un ostaggio dai Furiosi o da un gruppo di Predoni potrete scegliere a quale accampamento indirizzarlo, ottenendo in cambio una ricompensa differente: crediti, fiducia o un misto di entrambi che permetteranno di salire più velocemente e sbloccare nuove ricompense.

Tutto ciò si traduce in una mole di attività notevole che, pur non raggiungendo la densità dei titoli open-world di Ubisoft, riesce nell’intento di tenere il giocatore incollato davanti allo schermo e di stimolarlo nell’esplorare (a suo rischio e pericolo) le strade dell’Oregon in cerca di un nido di Furiosi da bruciare, di un accampamento di Predoni da ripulire e depredare, di un ostaggio da liberare, di un bersaglio da inseguire a bordo della propria moto. Il tutto è funzionale nell’ottica di donare a chi gioca la possibilità di intraprendere l’avventura senza particolari vincoli, ma allo stesso tempo corre il rischio di frammentare eccessivamente la narrazione degli eventi e di rendere il ritmo della storia principale fin troppo compassato. È un problema generale degli open-world, certo, ma in titolo del calibro di Days Gone si corre il rischio di andare avanti per dieci o venti ore senza vedere nulla della sceneggiatura, per poi raggiungere un punto in cui la storia sembra arrivare frettolosamente a una conclusione scontata… salvo poi smentire totalmente il giocatore e aprire a una miriade di attività e nuove missioni da portare a termine. Ma soprattutto, facendoci vivere da vicino qualcosa che, nelle prime ore di gioco, si vede solo saltuariamente e non assume particolare rilevanza: le orde.

Days Gone
Il rapporto tra Sarah e Deacon sarà articolata attraverso numerosi flashback, che mostreranno il rapporto tra i due prima dello scoppio dell’epidemia.

CINQUECENTO

Le orde sono il vero punto di forza di Days Gone e consistono in gruppi erranti di decine e decine di Furiosi che sono anche la causa dell’espansione dell’epidemia. Per affrontarli, il giocatore necessita di un equipaggiamento superiore che si sblocca, appunto, raggiungendo gradi di fiducia più elevati presso i vari accampamenti, ma una volta che Deacon sarà armato a dovere potrà affrontare quella che è certamente la sfida maggiore di Days Gone. Già, perché sebbene nel vostro viaggio capiterà di incontrare varianti di Furiosi sempre più potenti (come il Grigio, un furioso albino più resistente del solito, o la Sirena, una sorta di wraith che può richiamare con le proprie urla altri non-morti), è in gruppo che i Furiosi diventano particolarmente letali. Le Orde sono composte infatti da gruppi di Erranti, la tipologia standard di Furiosi che vaga nel mondo di gioco spostandosi in massa alla sera e tornando in “ibernazione” di giorno.

Per affrontarli, il giocatore ha bisogno di pianificare con cura le trappole, gli spostamenti da fare e gli elementi dello scenario con cui interagire per poter sfoltire le fila e distruggere l’orda, tuttavia la loro imprevedibilità, sommata a una generazione casuale degli eventi casuale, a un sistema meteo dinamico in grado di influenzare i comportamenti dei Furiosi e a un ciclo notte/giorno che rende le creature più pericolose al calar delle tenebre, il mondo di Days Gone può sorprendere il giocatore e costringerlo a dover cambiare rapidamente piano in corsa. Ciò si traduce in una continua esigenza di adattarsi alle situazioni, di rallentare i nemici con trappole esplosive per rallentare le orde quel tanto che basta a raccogliere risorse con le quali creare nuove molotov o misture per recuperare un po’ di vigore, fondamentale per scappare da centinaia di nemici che ti fiatano addosso senza la benché minima tregua. Le orde sono quanto di più riuscito ci sia in un gioco che si basa sull’idea di zombie, di creature non-morte che si muovono in sciami e che, nel gioco di Bend Studio, arrivano a gestire simultaneamente fino a cinquecento Furiosi. Trovarseli di fronte è un’esperienza terrificante ma allo stesso tempo adrenalinica. Sconfiggerne una, oltre a dare una soddisfazione unica, spinge il giocatore a continuare a migliorare il proprio equipaggiamento per decimare tutte e quaranta le orde che si nascondono nell’Oregon virtuale.

UN MONDO LETALE

Già, l’Oregon: di certo protagonista assoluto della produzione di Bend Studio, che ha sede proprio tra le strade dello stato americano: la cura da parte del team nella realizzazione dello scenario è disarmante, la varietà di ambientazioni e situazioni che il giocatore esplorerà nel corso delle oltre trenta ore per portare a termine la campagna principale è degna di nota, e se a ciò aggiungiamo il sistema meteo dinamico, che può cambiare drasticamente lo scenario imbiancandolo dopo pochi istanti con una fitta nevicata o rendendo le foreste un ammasso di fango che può rendere difficile il movimento della moto, non si può che fare un plauso agli sforzi degli sviluppatori e gli sforzi nel rendere l’open-world “vivo”. In qualsiasi momento può capitare di essere assaliti da orsi o lupi (sia normali che infetti dal virus dei Furiosi), di essere vittima di un’imboscata dei predoni o di trovarsi di fronte a un gruppo di Erranti in movimento. Muoversi tra le strade dell’Oregon è pericoloso, ma allo stesso tempo decisamente appagante.

Tuttavia, tutto ciò ha un prezzo: a partire dai tempi di caricamento tra le cut-scene e il gioco vero e proprio, passando per i continui cali di frame-rate mentre si viaggia tra le strade dell’Oregon, fino a veri e propri bug che gravano sull’esperienza di gioco. Quello della fluidità è probabilmente uno dei problemi maggiori a livello tecnico, ma in generale si ha come l’impressione che quanto realizzato da Bend Studio sia almeno un gradino sotto rispetto agli altri giochi first-party per PlayStation 4. C’è da dire che nessun gioco per la console di Sony muove un numero simile di elementi su schermo in un open-world di queste proporzioni, ma probabilmente l’ambizione da parte del team di sviluppo è sfociata in un prodotto non sempre perfetto tecnicamente, specialmente su PS4 standard. Ed è un peccato, perché a livello artistico Days Gone non ha nulla da invidiare a tante produzioni più blasonate e dona l’impressione di essere catapultati nel mondo di un Sons of Anarchy in salsa zombie, il tutto impreziosito da una colonna sonora degna di nota e in grado di accompagnare i momenti più importanti (come gli scontri con le orde) in modo estremamente convincente. Nota di merito infine per il performance capture e, in particolare, per l’attore Sam Witwer, che ha prestato il volto a Deacon St. John e la cui recitazione si sposa perfettamente con il personaggio.

GIUDIZIO
Con Days Gone, Bend Studio ha creato un open-world ambizioso e intrigante che, pur non proponendo nulla di nuovo, riesce a catturare il giocatore grazie a una storia piacevole e caratterizzata da qualche colpo di scena interessante. Il gameplay è un mix di idee già viste ma amalgamate alla perfezione in un ecosistema sempre e rigorosamente ostile, pericoloso e imprevedibile, che fa delle orde il proprio punto di forza. Un buon punto di partenza per il team che ha dato i natali a Syphon Filter, sperando che possa essere l'inizio di una nuova saga di successo per i fan PlayStation.
GRAFICA7.5
SONORO8.5
LONGEVITÀ9
GAMEPLAY8
PRO
Open-world immenso e splendido
Combattere le orde è un'esperienza mai vista prima
Il mix di survival ed elementi GdR funziona bene
Campagna longeva, condita da tante cose da fare...
CONTRO
...ma il ritmo non è sempre dei migliori
Nessuna idea veramente rivoluzionaria
IA altalenante
Tecnicamente non è ai livelli di altre esclusive PlayStation
8.2
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