Days Gone: i Furiosi e l’imprevedibilità dell’open-world di Bend Studio

L'Oregon creato dagli autori di Syphon Filter nasconde continue minacce e sorprese. Scopriamole insieme.

Quando si parla di Days Gone si pensa principalmente al suo protagonista, Deacon St. John, e alla moto, compagna di mille avventure del cacciatore di taglie. Tuttavia c’è un elemento in particolare che rende l’esclusiva PS4 di Bend Studio così unico e intrigante: il mondo di gioco. L’Oregon che il team statunitense ha confezionato è un omaggio alla propria terra (Bend è una città che si trova nella contea di Deschutes, appunto nello stato dell’Oregon), un vastissimo scenario esplorabile che la software house ha suddiviso in sei regioni, macrozone che fanno parte di un unico ecosistema ma che risultano estremamente differenti tra loro.

Nel corso della nostra prova in anteprima di Days Gone, abbiamo potuto esplorare l’open-world di Farewell in sella alla moto da randagio di Deacon, un ibrido costruito con pezzi di fortuna che potrà essere potenziata nel prosieguo dell’avventura. Ciascuna di queste zone include accampamenti, stazioni di rifornimento, piccole cittadine e presidi di una multinazionale chiamata Nero, ma anche tunnel, grotte e piane laviche che, nel migliore dei casi, rappresentano il nascondiglio ideale per i predoni: spietati esseri umani che lottano disperatamente per sopravvivere e sono pronti a tutto pur di restare in vita un giorno in più.

Days Gone
L’open-world di Days Gone è suddiviso in sei zone completamente diverse.

LA MINACCIA DEI FURIOSI

Per avanzare nella campagna principale e completare gli incarichi da cacciatore di taglie, Deacon dovrà portare a termine delle missioni che lo obbligheranno a muoversi tra le foreste di Farewell. Lo scenario, come detto, si rivela particolarmente ostile: i Furiosi (i non-morti di Days Gone) sono imprevedibili e possono manifestarsi da un momento all’altro, principalmente a causa della loro natura di Erranti, primo stadio dell’infezione che ha colpito il pianeta. Nei primi giorni del contagio, infatti, i treni trasportavano migliaia di cadaveri da seppellire nelle terre selvagge, tuttavia le fosse comuni non hanno fatto altro che moltiplicare le orde di non-morti, diventando la principale fonte di sostentamento dei Furiosi.

Il fatto che un’area non sia momentaneamente popolata da Furiosi non deve indurre il giocatore a credere che la zona sia completamente sicura. Non esiste un luogo realmente quieto nel mondo di Days Gone, dal momento che i Furiosi seguono degli schemi migratori che li portano a spostarsi di continuo dopo essere stati in “ibernazione”, lo stadio di riposo dei Furiosi. Dopo questa fase, i non-morti manifestano il bisogno di nutrirsi e bere, proprio come gli esseri umani, ed è per questo che Deacon può imbattersi in uno sciame in qualsiasi momento. Gli Erranti viaggiano generalmente in gruppi da due o tre zombie, ma alle volte possono creano vere e proprie orde dalle quali conviene certamente stare alla larga.

Le Larve sono le unità più piccole dei Furiosi e note per il loro essere estremamente opportuniste. In genere, questi piccoli e agilissimi zombie proteggono il proprio territorio, attaccando solo in caso d’intrusione o avvistamento del giocatore, ma come dicevamo adorano prendersela con le prede in difficoltà. Tuttavia, ci sono due “varianti” dei Furiosi dalle quali i giocatori devono tenersi alla larga: le Sirene, simili ai Wraith, possono attirare con le loro urla interi sciami di Erranti, mentre i Colossi sono i Furiosi più corazzati e letali, in grado di uccidere il giocatore con un sol colpo. Vien da sé che l’unione di questi elementi, sommati alla generazione procedurale delle unità di Furiosi durante le missioni, rende ogni missione imprevedibile. Come se non bastasse, i Furiosi sono più forti di notte e potrebbero mettere a dura prova le vostre abilità di sopravvivenza. Per tale motivo, Deacon può scegliere di sfruttare la notte per dormire e recuperare le forze, così da affrontare i non-morti alla luce del giorno (che li rende meno coriacei), tuttavia i nemici non mancheranno anche alla luce del sole, con i predoni che si daranno particolarmente da fare tra trappole, imboscate e posti di blocco. Ma non è tutto.

I Predoni ostacolano il vostro cammino? Usate i Furiosi per liberarvene rapidamente (ma occhio alle conseguenze!)

LA VARIETÀ DELL’OREGON

Il mondo di Days Gone è suddiviso in sei zone, ciascuna caratterizzata da una conformazione ben distinta che di conseguenza può portare a comportamenti differenti di Furiosi e Predoni. Le grotte, come dicevamo, sono il nascondiglio più amato dai predoni, ma i loro accampamenti sono di volta in volta differenti e costringeranno Deacon a utilizzare strategie diverse per farsi strada tra i nemici. Nel versante a nord della Cascades, la pioggia è praticamente onnipresente e trasforma i sentieri battuti dal vento in percorsi fangosi. Percorrendoli con la propria moto, Deacon corre il rischio di impantanarsi nel terreno ed essere una preda facile. Il giocatore dovrà dunque comprendere se il terreno può rappresentare un’insidia e parcheggiare di conseguenza la propria moto, facendo però attenzione a non abbandonarla in un luogo troppo remoto, dal momento che la moto funge sia da punto di rifornimento per armi e oggetti, sia come punto di respawn in caso di morte.

Dall’altra parte della regione, sulle montagne dell’Oregon, la neve rende i furiosi più forti e letali. I viaggi tra le foreste e le gole sono pericolosi, ma anche stazioni di servizio, accampamenti, piccole città o segherie possono essere ancora più rischiose a causa della presenza di predoni, Furiosi o di fauna ostile. In ogni istante, senza alcun preavviso, è possibile imbattersi in nemici di diverso tipo: dai cecchini nascosti negli alberi fino a lupi e persino orsi infetti. Nella nostra prova in anteprima ci siamo imbattuti proprio in un gigantesco orso colpito dall’infezione e sconfiggerlo non è stato una passeggiata, neanche dopo avergli fatto esplodere contro una cisterna di carburante. Qui si arriva a un punto cruciale dell’esperienza di gioco offerta da Days Gone: l’importanza della fuga.

Days Gone
Deacon può combattere “ad armi pari” con uno sciame da due o tre Furiosi, ma in situazioni del genere è consigliabile darsela a gambe!

FUGGIRE COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI

Al contrario di altri open-world a tema zombie, Days Gone enfatizza particolarmente il concetto di survival rendendo le armi quantomai essenziali per sopravvivere tra le ostili foreste dell’Oregon. Il protagonista può sfruttare i combattimenti corpo a corpo (con tanto di schivata) e un coltello per attacchi ravvicinati, tuttavia è consigliabile affrontare i nemici da una certa distanza. Il gioco offre un arsenale di tutto rispetto per ostacolare i Furiosi, con molotov e frecce infuocate per bruciare i loro Nidi, al cui interno i Furiosi riposano e si riproducono. Sfruttando esplosivi o frecce infuocate (uno dei potenziamenti per la balestra di Deacon), potrete incendiare i nidi per tentare di ridurre il numero di non-morti che popolano il mondo di Days Gone. Attenzione: appiccare il fuoco porterà i Furiosi a uscire dai Nidi e attaccare Deacon. Assicuratevi di essere pronti a respingerli onde evitare di perire miseramente.

Oltre a bonificare le zone infestate per ridurre il numero di erranti, potreste imbattervi in presidi dell’organizzazione Nero, al cui interno sono nascoste unità mediche, ma anche Furiosi. Risulterà fondamentale per la progressione del personaggio trovare il modo di entrare al loro interno e di recuperare queste risorse, che potrebbero fungere da merce di scambio particolarmente gradita dai leader di alcuni accampamenti. Tuttavia, come anticipato poco prima, bisogna capire quando è il caso di affrontare un’orda e quando invece è il momento di battere in ritirata, se le munizioni in possesso permettono di affrontare i nemici in sicurezza o se al contrario si rischia concretamente di lasciarci le penne. È fondamentale pianificare al meglio una strategia e un piano di fuga prima di scendere dalla moto, e in tal senso è opportuno parcheggiarla in un punto strategico e posizionarla già nella direzione di una possibile fuga disperata.

Days Gone non è il classico survival in cui una volta fatti fuori i nemici potrete depredare un luogo raccattando tutto ciò che vi si para di fronte: in qualsiasi momento dell’avventura, infatti, potreste ritrovarvi circondati da uno sciame che fino a pochi istanti prima non c’era, e se malauguratamente dovreste imbattervi in una Sirena, non è da escludere che lo sciame possa tramutarsi in un’orda. A quel punto, l’ipotesi di darsela a gambe potrebbe essere quella più congeniale. Il posizionamento della moto, però, non deve essere visto come un semplice pretesto per fuggire, ma anche come un punto di rifornimento strategico nel caso in cui foste a corto di munizioni. Attenzione, però, a come tratterete la vostra moto, che potrebbe rompersi e lasciarvi a piedi nel momento meno opportuno.

Pro Tip: la moto è particolarmente delicata, per cui assicuratevi di atterrare “dolcemente” per evitare danni ingenti, posizionandola parallelamente al terreno.

La moto, infatti, può subire danni ed essere riparata in corsa, lasciando Deacon esposto ai colpi dei nemici, ed è per questo che una delle prime cose che dovrete fare è potenziarla completando delle missioni specifiche in uno dei campi di Farewell. Potrete acquistare dei ricambi più resistenti al fine di renderla più duratura, o potenziare il motore e il turbo per fuggire più rapidamente. Attenzione: Days Gone non è GTA, e pertanto dovrete tenere d’occhio continuamente il carburante per evitare di restare a secco. Le riserve di benzina, disseminate in tutto il mondo di Days Gone, sono preziose e saranno particolarmente ambite da predoni e altri biker. A voi il compito di scegliere se utilizzarla per rifornire la moto e tornare a casa in sicurezza o come esplosivo per liberarsi di uno sciame.

In tutto ciò, bisogna fare i conti con un sistema meteo dinamico che, in qualsiasi momento, può cambiare le sorti della partita: è ancora presto per dire quanto l’influenza di pioggia, vento e neve possa gravare sulla routine dei Furiosi e sui loro pattern offensivi, ma siamo convinti che questo sistema possa rappresentare l’ennesimo tassello in grado di rendere questo mondo imprevedibile e letale. Nella nostra prova, abbiamo affrontato due missioni già viste nei test precedenti all’E3 e alla Milan Games Week, tra cui lo scontro con una delle famose orde da cinquecento Furiosi. Ogni volta, che abbiamo affrontato una missione già vista, non è andata mai due volte allo stesso modo. Ogni volta che abbiamo provato a replicare una strategia vincente in precedenza, abbiamo notato un comportamento diverso da parte dei Furiosi, un nemico posizionato in un luogo diverso oppure un pattern più o meno aggressivo, che ci ha spinto a cambiare completamente approccio.

È questo l’aspetto più bello dell’open-world creato da Bend Studio: sa sempre come sorprendere, anche durante una missione all’apparenza semplice. Se il mondo di Days Gone saprà confermare questa imprevedibilità dall’inizio alla fine, potremmo trovarci di fronte a un’avventura memorabile e diversa da ogni altro titolo first-party prodotto da Sony nell’era di PlayStation 4. L’appuntamento per scoprirlo è fissato al 26 aprile, quando Days Gone sarà finalmente disponibile sul mercato. Fino ad allora, continuate a seguire la nostra Cover Story per scoprire l’epopea di Deacon St. John.