RIDE 3

Al titolo di Milestone manca davvero poco per essere perfetto.

La specializzazione di Milestone nel mondo delle due ruote è ormai un dato di fatto. Affiancandosi ai prodotti su licenza dedicati a MotoGP e MXGP, l’affascinante RIDE ha permesso agli appassionati delle due ruote di mettere le mani su un prodotto di discreta fattura in grado di far guidare su strada o su pista le stesse moto che possiedono in garage o che hanno sempre sognato di guidare ma per i più disparati motivi sono rimasti soltanto dei desideri mai realizzati. Se il primo RIDE si è dimostrato un ottimo esperimento, con il secondo capitolo la software house milanese ha affermato ancora di più di essere in grado di proporre un modello di guida divertente e appagante, specie ai livelli di simulazione più alti, insieme a un vasto catalogo di moto di varie cilindrate, annate e generi. Per chi da sempre ha sognato un titolo dedicato alle moto stradali o continua a rimpiangere l’ormai vecchissimo Tourist Trophy di Polyphony Digital su PlayStation 2, RIDE ha sicuramente colmato un vuoto che per anni nessuno sviluppatore ha mai tentato di colmare, eccezion fatta per la parentesi di BIKES firmata dall’ormai defunta Evolution Studios per il videogioco DRIVECLUB su PlayStation 4.

RIDE 3 cerca fin dal principio di mostrarsi con una veste meno rigida che in passato. I menu limitati alla sola azione di gioco vengono sostituiti da una stanza che il vostro alter ego virtuale condivide con il bolide preferito tra quelli che avete in garage. La personalizzazione del personaggio è piuttosto scarna, pochi volti e limitate impostazioni per la barba, così come una varietà di scarpe che ricordano più che altro dei calzini antiscivolo per bambini dato che suole e lacci sono praticamente “incollati” alla sagoma del vostro piede. Finalmente, dopo anni di inutili segnalazioni in tutte le mie recensioni dedicate ai titoli Milestone, sono riuscito a inserire il mio nome per intero dato che è sparito il limite degli 8 caratteri per nome e cognome del pilota. Per questo importante risultato, ancor prima di scendere in pista, ero pronto a dare 10 e spegnere la console senza dedicare altro tempo a RIDE 3, in fondo quella che ritenevo una lacuna gravissima era stata finalmente risolta ma ho comunque preferito proseguire nella mia avventura e, sopratutto, mettere a fuoco quanto di buono Milestone ha messo in questa nuova produzione.

IN SELLA

Con in dote oltre 230 moto a disposizione, a cui se ne aggiungeranno altre 70 attraverso i futuri DLC a pagamento, RIDE 3 è il videogioco dedicato al motociclismo più completo di sempre. Il piatto forte è reso ancora più ricco da oltre trenta diverse location in cui si alternano varie configurazioni di tracciato, con la possibilità di percorrere alcune piste anche al contrario, e offrire una quantità complessiva di contenuti davvero notevole. Oltre ciò, per non farci mancare nulla, sono presenti tantissimi accessori d’abbigliamento delle più note case di attrezzatura tecnica per motociclisti, dalle tute intere agli spezzati tra giacche e pantaloni, tantissimi caschi, guanti e stivali per rendere unico il vostro centauro. Finalmente è possibile personalizzare anche la livrea della vostra moto, operazione non facilissima ma che vi consentirà per la prima volta in un episodio della serie di avere un aspetto davvero unico non soltanto in sella ma anche sotto di voi.

Giunti finalmente in pista per alcuni giri di prova ci rendiamo subito conto che il passaggio dal motore grafico proprietario di Milestone al nuovo Unreal Engine 4 è evidente. Questo cambio tecnologico, inaugurato lo scorso anno con MXGP Pro e seguito qualche mese fa con il debutto di MotoGP 18, ha consentito alla software house milanese di migliorare non soltanto l’aspetto puramente estetico del gioco ma di attribuire molto probabilmente più risorse ad altri aspetti. Il nuovo motore grafico ha infatti permesso di rendere i modelli delle moto incredibilmente curati ma a ciò si aggiungono elementi di contorno come ombre ed effetti di illuminazione che, per quanto belli, nelle edizioni precedenti del gioco erano piuttosto limitate. A beneficiare di questa manciata di potenza in più è stata sicuramente la fisica che offre un modello di guida simile a RIDE 2 ma più preciso e impegnativo se impostata a livello “Pro”. Ci si diverte, nulla da dire al riguardo, e tenere in pista bolidi a 4 cilindri non è per niente facile se non avete un “indice” parecchio sensibile ma dà davvero molta soddisfazione. Fare l’ultima curva del Nürburgring GP o la parabolica dell’Autodromo di Monza in piena accelerazione derapando vi può far venire un brivido lungo la schiena quanto la striscia nera che stamperete sull’asfalto bollente di questi circuiti.

NUOVO RIDE, VECCHI PROBLEMI

Avanzando nella carriera offerta dal gioco invece si notano i primi problemi ereditati dalle versioni precedenti del gioco. Per vincere non basta guidare bene, a parità di moto e livello di difficoltà in alcuni tracciati i piloti controllati dall’intelligenza artificiale sembreranno dei missili impossibili da raggiungere. Potrete guidare senza sbagliare l’approccio alle curve, senza mai perdere aderenza di anteriore e posteriore e venire staccati di 3-6 secondi dagli avversari “inaspettatamente troppo veloci” che nella gara precedente e in quella successiva si comportano stranamente come dei piloti di livello totalmente differente. In quelle occasioni RIDE 3 offre fondamentalmente due alternative, che sono le stesse dei capitoli già giocati, ovvero cambiare livello di difficoltà o tornare al menu di selezione della moto e acquistare nuove gomme, cambio, freni e altri elementi per rendere il vostro bolide più performante. Questa anomalia non del tutto risolta si unisce a quella degli urti con gli avversari: se investite un avversario a cadere sarete nel 90% dei casi soltanto voi, discorso analogo se venite centrati in pieno dalla moto di un pilota controllato dal computer. RIDE 3 si ricorda della fisica delle cadute soltanto con voi e quasi mai con gli avversari. Fortunatamente, rispetto a MotoGP 18, non abbiamo riscontrato glitch lungo i tracciati che possano farvi lanciare il joypad contro la TV.

La carriera, anche se suddivisa per magazine dedicati al motociclismo da collezionare, è strutturata fondamentalmente come quella dei precedenti capitoli. Superata la prima fase tutto il resto è infatti diviso esattamente come in passato, menu compresi. Un ammodernamento sotto questo aspetto non avrebbe fatto male, soprattutto per rendere più snello il passaggio tra una gara e l’altra dello stesso evento: piuttosto che tornare al menu di selezione del tracciato sarebbe stato molto comoda l’opzione per proseguire alla gara successiva, similmente a quanto proposto da Forza Motorsport 7 su Xbox One. Ciò che dispiace è che per andare avanti nelle gare sia praticamente necessario potenziare sempre la vostra moto al massimo, reinvestendo i guadagni in crediti ottenuti dopo ogni gara semplicemente per il tuning e non nel piacere di guidare il vostro bolide così come “mamma l’ha fatto”. La corsa all’aggiornamento tecnico diventa così una routine, non si cerca la performance con il setup migliore ma semplicemente acquistando sempre il potenziamento più costoso. Ha poco senso offrire due/tre tipi di cambio o gomme quando per pochi crediti in più puoi acquistare direttamente quelle da gara e, soprattutto, dato che raramente all’interno di una stessa classe la vostra moto verrà esclusa per un eccesso di potenziamenti.

In generale sulla PlayStation 4 Pro con cui abbiamo testato RIDE 3 il gioco si comporta molto bene. Milestone permette di scegliere tra una grafica più curata e una con maggiore fluidità, nel secondo caso però si assiste a un eccessivo degrado estetico che non giustifica il passaggio ai 60 fotogrammi al secondo. Molto meglio restare su una resa grafica migliore ancorata ai 30fps piuttosto che perdere quanto di bello Milestone è riuscita a offrire visivamente con questo nuovo simulatore e perdersi il piacere di ammirare una bellissima moto ricreata in ogni minimo dettaglio.

Cosa avremmo voluto di più? Menu più snelli, caricamenti più veloci e un’interfaccia ridisegnata. Cosa non ci ha soddisfatto? Il fatto che la Carriera sia fondamentalmente la stessa di quella di RIDE 2, a parte la presentazione iniziale e la suddivisione in magazine. Probabilmente si sarebbe potuto fare qualcosa di più. Milestone continua a provarci ma, pur essendo l’unico interprete di un panorama dedicato alle due ruote poco considerato dai produttori più famosi, propone comunque un’edizione non paragonabile ai videogiochi di guida più apprezzati oggigiorno. Il confronto, tecnicamente parlando, resta comunque impietoso se confrontato con l’offerta di produzioni molto grosse (Forza Motorsport o Gran Turismo) o comunque di sviluppatori indipendenti che hanno dato una scossa al mercato (Project CARS e Assetto Corsa). RIDE 3 non riesce a essere né un simulatore perfetto né un bellissimo arcade, resta in quel limbo che non ti permette di premiarlo del tutto né di definirlo un prodotto mediocre, proprio perché in realtà non lo è. Immancabile nella vostra collezione di appassionati delle due ruote ma non perfetto come ci saremmo aspettati che fosse. Milestone, ancora una volta, non ha saputo osare e lasciare totalmente il segno.

GIUDIZIO
Sono davvero tanti i miglioramenti di RIDE 3 che quasi ci dispiace dover comunque parlare di evidenti lacune realizzative. Il gioco è divertente, offre nuovi livelli di personalizzazione di pilota e moto, aggiunge tanti contenuti ed è migliorato parecchio nel passaggio al nuovo motore grafico Unreal Engine ma, tolta la pellicola che lo rende apparentemente più bello, resta sempre il solito RIDE. La modalità carriera è sempre la stessa, così come la selezione delle moto. Si è lavorato molto sul contorno senza rielaborare quelle meccaniche che rendono il gioco "lento", non potendo modificare i componenti della moto direttamente dal menu di gara, nel momento in cui vi rendete conto di non riuscire a tenere il passo degli avversari, né l'eventualità di poterla sostituire con una differente per lo stesso scopo. I caricamenti sono leggermente migliorati ma continua a saltare la musica di sottofondo prima di scendere in pista, sempre al 67%. L'eccessiva differenza estetica tra i circuiti storici e quelli più recenti denota invece un riciclaggio dei contenuti senza una elaborazione che avrebbe reso meno evidente l'impatto grafico tra una gara e l'altra. Non ci aspettiamo da Milestone di ritrovarci di fronte lo splendore di BIKES del videogioco DRIVECLUB ma per lo meno un miglioramento più netto e al passo coi tempi. Se amate le moto dovete assolutamente acquistare RIDE 3 ma, sfortunatamente, soltanto perché non avete altre alternative.
GRAFICA7.5
SONORO7
LONGEVITÀ8
GAMEPLAY7.5
PRO
Un discreto salto avanti estetico rispetto ai capitoli precedenti
I nuovi tracciati sono molto curati e belli da vedersi
Finalmente il mio nome non è tagliato!
CONTRO
Il rombo dei motori non è all'altezza di una produzione simulativa
Alcune piste sembrano non aver beneficiato dell'evoluzione grafica
Ancora immaturo e non elimina alcuni dei difetti storici della serie
7.5
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Associate Editor
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