Daymare: 1998

Daymare: 1998, il survival horror che omaggia il passato per plasmare il suo futuro

Abbiamo provato in modo approfondito la nuova produzione del team italiano Invader Studios, in arrivo tra poche settimane su PC.

Sin dal suo reveal ufficiale, Daymare: 1998 ha catalizzato l’attenzione degli amanti del genere horror complice la fama che il team di sviluppo, gli italiani di Invader Studios, è riuscita a crearsi tra la community di Resident Evil col remake non ufficiale del secondo episodio. Un progetto che si era fatto notare dalla stessa Capcom, congratulatasi con il team capitanato da Michele Giannone con un invito ufficiale nel proprio “tempio”. Dalla cancellazione del remake non ufficiale (dovuto principalmente alla volontà di Capcom di svilupparlo da sé), Invader Studios ha iniziato a lavorare al brand proprietario Daymare, con 1998 che rappresenta il primo episodio di quella che, in caso di successo, potrebbe diventare una vera e propria trilogia.

Noi di VGN.it seguiamo con attenzione Daymare: 1998 sin dalle prime fasi dello sviluppo e abbiamo avuto l’occasione di chiacchierare più volte con il giovane team romano, che pur con un occhio di riguardo verso il passato e i mostri sacri del genere, tenta di creare un’esperienza horror con una propria personalità ben definita. Dopo l’ultimo incontro all’evento milanese ID@Xbox, abbiamo trascorso il weekend in compagnia di una build avanzata della versione PC, che debutterà entro fine agosto su Steam. Eccovi le nostre impressioni prima della recensione finale.

Daymare: 1998
L’agente Liev è uno dei tre personaggi giocabili che saranno presenti nella storia di Daymare: 1998.

IL CASO AEGIS

Daymare: 1998 è un survival horror in terza persona che punta sul comparto narrativo per creare un’esperienza di gioco coinvolgente. Sin dalle prime missioni che abbiamo visto in anteprima, il canovaccio pare voler offrire molteplici spunti attraverso cut-scene e documenti che promettono di approfondire le misteriose circostanze che hanno dato vita a una vera e propria epidemia di temibili non-morti. La nostra missione comincia in quel di Keen Sight, cittadina dell’Idaho circondata dalle Redcrest Mountains sulla quale si è abbattuta un’infezione, una piaga che ha trasformato in creature fameliche tutti gli abitanti della zona.

Nei panni di Liev, agente della corporazione H.A.D.E.S. nonché uno dei tre protagonisti che potremo controllare durante l’avventura, ci siamo introdotti nei laboratori Aegis per investigare sulle origini dell’epidemia, che pare avere a che fare con un agente tossico creato all’interno di questa struttura. Liev dovrà dunque comprendere cos’è accaduto all’interno dei laboratori e sbarazzarsi di qualsiasi testimone possa far luce sulle cause di questa epidemia. Un incipit interessante che, nel corso della missione, si arricchirà di dettagli inquietanti e che ci porterà ben presto a scontrarci con creature terrificanti.

La struttura di gioco, come dicevamo, è quella di un action survival in terza persona con telecamera alle spalle del protagonista. Invader Studios ha cercato di inserire elementi in grado di differenziare Daymare: 1998 da altri esponenti del genere puntando tutto sul coinvolgimento e sulla costante sensazione di tensione. Liev può muoversi lentamente o spostarsi più rapidamente lungo lo scenario, ma in caso di necessità può effettuare uno scatto che gli consente di fuggire dal pericolo consumando però la barra della stamina. È bene tenere a mente che la stamina non è infinita e si ripristina lentamente: in questo senso, è fondamentale gestire oculatamente i movimenti, onde evitare di ritrovarsi privi di energia nel momento del bisogno.

Parlando di coinvolgimento, si nota un’incredibile cura da parte di Invader Studios nella gestione dell’inventario e delle peculiarità principali del gameplay tramite una sorta di dispositivo posizionato nel braccio del protagonista, che può essere richiamato con la pressione di un tasto mentre sullo sfondo il gioco continua a fare il proprio corso. In tal senso, la gestione delle munizioni e degli oggetti utilizzabili tramite il menu rapido sarà fondamentale nelle fasi più avanzate dell’avventura: utilizzando il palmare sarete infatti esposti agli attacchi nemici e persino azioni basilari come ricaricare l’arma o ripristinare l’energia tramite medikit corrono il rischio di “uccidervi” se non gestirete le risorse come si deve.

Daymare: 1998
I nemici principali potranno essere uccisi con qualche colpo ben assestato in testa, ma progredendo nell’avventura non sarà così semplice disfarsi dei non-morti che popolano il mondo di Daymare: 1998.

PAROLA D’ORDINE: SOPRAVVIVENZA

Già, perché nell’ottica di mantenere l’esperienza ancorata ad alcuni cardini del passato, i proiettili della pistola o mitraglietta non saranno automaticamente aggiunti all’arma che state utilizzando ma dovranno essere gestiti manualmente dall’inventario. Avete trovato un kit medico? Fantastico, ma dovrete posizionarlo nel menu rapido per usarlo durante l’avventura senza accedere al menu. Allo stesso modo, per ricaricare l’arma è necessario inserire i proiettili estrapolati da altri caricatori in quello presente nell’equipaggiamento sfruttando l’apposita opzione “combina”, anche perché, come vi avevamo già svelato nei primi test di Daymare, il gioco di Invader Studios può contare su due tipi di ricarica: con una singola pressione del tasto, il giocatore sacrifica il caricatore esistente per essere immediatamente pronto a sparare (a patto di avere un secondo caricatore da utilizzare), mentre mantenendo il tasto per la ricarica potrete aggiungere manualmente i proiettili mancanti al caricatore, restando tuttavia esposti agli attacchi nemici. Queste limitazioni sono mirate a rendere l’esperienza più strategica e creare un continuo stato di tensione.

Una simile gestione delle risorse a disposizione assume particolare importanza quando ci si trova a dover affrontare nemici fuori dal comune, versioni avanzate o corazzate dei tradizionali non-morti che incontrerete durante l’avventura. Nel nostro caso, dopo una serie di enigmi che hanno ostacolato il cammino di Liev e richiesto un minimo di spirito d’osservazione per essere risolti, ci siamo trovati di fronte a un nemico mutato dal virus che ci ha costretto a utilizzare tutto l’arsenale a disposizione per riuscire a sopravvivere. Così, dopo aver svuotato un intero caricatore della mitraglietta e una decina di colpi di pistola, siamo riusciti a sbarazzarci del mini-boss e progredire all’interno del laboratorio.

A livello tecnico, Daymare: 1998 mostra un notevole passo in avanti rispetto alle prime build che avevamo visto lo scorso anno. Invader Studios continua a migliorare a vista d’occhio nel padroneggiare un motore versatile come Unreal Engine 4, e nonostante sia chiaro che in alcuni casi il gioco non sia paragonabile alle cosiddette produzioni tripla-A (il cui budget a disposizione, vale la pena sottolinearlo, è ben più elevato), ciò che il team di sviluppo romano è stato in grado di creare con sole dieci persone a disposizione è di gran lunga oltre le aspettative.

Non dimentichiamo, infatti, che escludendo il remake “amatoriale” di Resident Evil 2, per la startup italiana si tratta della primissima esperienza nell’industria videoludica: al netto di qualche incertezza nel sistema di controllo (a tratti un po’ meccanico e poco naturale, impresa non certo semplice utilizzando la visuale in terza persona) e una gestione delle hitbox non sempre accurata, Daymare: 1998 sembra avere tutte le carte in regola per ritagliarsi uno spazio di rilievo in questo segmento di mercato.

D’altronde, la community di Resident Evil pare attendere con ansia un prodotto che, pur ispirandosi chiaramente alla saga di Capcom, vuole omaggiare il passato per plasmare il proprio futuro. Invader non ha nascosto di certo la propria passione per il franchise che rappresenta la principale musa ispiratrice di Daymare: 1998, offrendo tanti easter egg e riferimenti all’interno del gioco. Una mossa che testimonia quanta dedizione e umiltà il team di sviluppo abbia messo nello sviluppo del primo progetto inedito. Aspettando di mettere le mani sulla versione completa, ricordiamo che Daymare: 1998 arriverà entro la fine di agosto su PC e qualche settimana più tardi anche su PS4 e Xbox One.

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