Assassin's Creed Origins: Discovery Tour

Assassin’s Creed Origins: Discovery Tour – Una lezione di storia

L’arrivo della modalità Discovery Tour in Assassin’s Creed Origins, l’ultimo capitolo della serie firmata Ubisoft che da un decennio vede assassinitemplari scontrarsi in varie epoche storiche, rappresenta il tassello che fin dalla prima avventura probabilmente è sempre mancato all’interno di una ricostruzione storica maniacale e artisticamente ineccepibile che gli sviluppatori hanno messo a disposizione degli appassionati di tutto il mondo.

Muoversi tra le vie di Damasco e Gerusalemme, trovarsi a scoprire le bellezze del Rinascimento italiano oppure il dramma delle rivoluzioni francese e americana senza un background storico che accompagnasse le vicende dei protagonisti degli Assassin’s Creed precedenti ha infatti rappresentato probabilmente per molti videogiocatori, soprattutto i più giovani, un grosso limite per andare oltre la trama raccontata dagli eventi e i dialoghi vissuti in prima persona.

L’introduzione di questa nuova modalità esplorativa, a metà strada tra un approccio da documentario e da turista che viaggia nel tempo, rende ancor più concreto il lavoro che il team di Ubisoft ha svolto con estrema dovizia di particolari per portare di fronte ai nostri occhi i diversi capitoli della serie.

Assassin's Creed Origins: Discovery Tour

SI PARTE DA ALESSANDRIA…

Il viaggio nel tempo proposto da Ubisoft nell’Antico Egitto inizia con un primo tour fuori dalle mura della città fatta costruire da Alessandro Magno sulla foce del Nilo. Nei panni di Aya, la moglie di Bayek, scopriremo le prime tappe che ci aiuteranno a scoprire quando fu fondata, la costruzione delle mura, le posizione strategica e il background storico visto anche dagli occhi della popolazione egizia che già popolava quelle zone.

La voce narrante (e i sottotitoli, opzionali) vi aiuteranno ad approfondire, camminando all’interno della città, una serie di curiosità che il semplice girovagare in compagnia di Bayek durante l’avventura di Origins non vi avrebbe mai permesso di apprendere. Curiosità storiche, ponendo di fronte agli occhi del giocatore un modo tutto nuovo di scoprire con piccole nozioni informazioni importanti sullo sviluppo dell’Antico Egitto dalle più antiche dinastie di oltre 4 millenni fa fino ai giorni più vicini alle missioni del videogioco base.

Assassin's Creed Origins: Discovery Tour

…E DISPIACE FERMARSI QUI

Non perdendo del tutto l’interattività tipica di un videogioco, anche durante le fasi esplorative potrete sbloccare una serie di obietti quando completerete uno dei tanti tour a disposizione. Per facilitare gli spostamenti vi basta aprire dalle opzioni la mappa del gioco e utilizzare lo spostamento rapido per viaggiare agevolmente in ogni area esplorabile.

Nella modalità Discovery Tour, vista la totale assenza di nemici, potrete usare indifferentemente i protagonisti dell’avventura originale, semplici abitanti o i personaggi storici presenti nell’avventura (come Tolomeo, Cleopatra e Giulio Cesare) e viaggiare liberamente in cielo vestendo i panni dell’aquila Senu.

Assassin's Creed Origins: Discovery Tour

Ciò che spiace davvero è il fatto che dopo numerosi capitoli e location ricostruite in modo praticamente perfetto (basti ricordare Firenze o Venezia delle avventure di Ezio Auditore) Ubisoft abbia pensato di introdurre il Discovery Tour soltanto oggi. Sarebbe davvero bello poter esplorare le mappe del passato con una voce guida che racconta ai videogiocatori il contesto storico, quando e perché un palazzo sia stato costruito o quale avvenimento importante sia avvenuto in quella piazza. Ciò nonostante, la presenza del sottotitolo Antico Egitto dopo il nome Discovery Tour lascia intendere la possibilità che Ubisoft possa effettivamente lanciare tutta una serie di tour all’interno di ambientazioni già utilizzate in passato per gli episodi precedenti di Assassin’s Creed, o includere la modalità Discovery Tour in tutti gli episodi futuri.

Un modo tutto nuovo di “scoprire” la storia (nonostante la discutibile scelta di censurare le nudità delle opere), ma da non confondere sicuramente con lo “studiare”. Quello, ovviamente, è un’altra cosa.

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