Assassin's Creed Origins: Discovery Tour

È corretto censurare i seni nel Discovery Tour di Assassin’s Creed Origins?

Quando Ubisoft annunciò che in Assassin’s Creed Origins sarebbe stata aggiunta la modalità Discovery Tour, permettendo al giocatore di esplorare in prima persona gli scenari più importanti dell’Egitto tolemaico, ero entusiasta. Una funzione altamente didattica, che avrebbe potuto permettere a professori, studenti e perché no, anche ai profani dei videogiochi di esplorare un’era storica davvero imponente (ricordo ancora il vecchietto che girò in gondola per due ore tra i canali di Venezia in Assassin’s Creed 2). Premesso anche che il lavoro di ricerca, studio, creazione dietro alle ambientazioni è monumentale, specialmente in un gioco dove prendere spunto da elementi esistenti è pressoché impossibile: stiamo parlando di una civiltà le cui radici affondano agli albori della storia e di cui rimangono indelebili le testimonianze di templi e ovviamente delle maestose piramidi.

Ieri vi abbiamo parlato della controversa decisione di oscurare qualsivoglia nudità nei monumenti della modalità Discovery Tour. Ancora una volta, burocrazia e vincoli imposti dagli enti di classificazione software e dalla società ci hanno messo lo zampino. È giusto censurare le statue romane e greche dell’ultimo capitolo di Assassin’s Creed?

Assassin's Creed Origins: Discovery Tour

Partiamo con ordine. Nelle scorse ore, Polygon ha contattato i vertici di Ubisoft per chiarimenti sulla censura alle statue, interrogando il team sui motivi che hanno spinto a mettere delle conchiglie ai seni delle statue femminili e alla zona pelvica di quelle maschili. La motivazione della casa francese è stata a mio avviso poco convincente, con il responsabile Maxime Durand che ha identificato nella volontà di “offrire al maggior numero di persone, siano esse di ogni età e cultura, la possibilità di scoprire l’antico Egitto“. Una risposta che, ahimè, non fornisce delle argomentazioni valide.

Qualsiasi civiltà, religione o cultura ha avuto a che fare con il tema della sessualità. Dal Giappone alla Grecia, dall’Induismo alla religione Maya, fino ad arrivare al primissimo Homo Sapiens, la tematica della sessualità è stata sempre trattata; ne possiamo trovare numerose testimonianze nei reperti archeologici arrivati fino a noi. Nell’età romana il sesso era un argomento assai fervido: basti pensare a Cesare (forse il personaggio più noto dell’epoca e figura rilevante nella trama di Assassin’s Creed Origins), che era considerato “il marito di tutte e le mogli e la moglie di tutti i mariti“. Persino quando si studia latino, greco, arte o qualsiasi disciplina umanistica le allusioni alla sfera sessuale sono ovunque, spesso e volentieri alquanto spinte e neanche troppo velate.

Assassin's Creed Origins: Discovery Tour

I seni o il pube nelle opere, tuttavia, al tempo non erano trattati volgarmente, anzi. Davano l’idea di qualcosa di divino, perfetto, sovrumano. Basta guardare una qualsiasi statua di Ercole: anche se totalmente o solo in parte svestito, l’idea che lo spettatore riceve osservandole è quella di maestosità, potenza e non certo di volgarità. La domanda sorge quindi spontanea: siamo forse tornati a quella che viene definita dagli storici “l’evirazione” di Papa Clemente XIII?

Da parte dell’ente ERSB, che si occupa della classificazione software negli Stati Uniti in base a diversi parametri come violenza e sesso, non c’è stata alcuna risposta. Un particolare sgradevole che aggrava ulteriormente la scelta di occultare le nudità nei monumenti dell’Antico Egitto nella modalità Discovery Tour, quando nel prodotto base le stesse statue non sono censurate. Non è ben chiara infatti quale sia la soglia per cui un gioco possa considerarsi M (classificazione ESRB per un pubblico maturo, corrispondente al nostro 18+) a causa della presenza di nudità. Come abbiamo già commentato nella notizia di ieri, il gioco Aphoteon presenta leggere scene di nudo ma questo perché lo stile grafico riprende i disegni e le forme presenti sui vasi di ceramica greci. Senza contare che i giochi etichettati con T (classificazione ESRB per teenager, che l’ente europeo PEGI classifica a volte 12+ e altre volte con il bollino 16+) con nudità parziale sono ben 285.

Assassin's Creed Origins: Discovery Tour

Maxime Durand, lo storico dietro alla saga di Assassin’s Creed, ha confidato che questi accorgimenti sono stati presi al fine di permettere ai professori di mostrare il gioco durante le proprie lezioni. Il discorso avrebbe pure un suo senso se considerassimo elementi come la violenza, i combattimenti e possibili cut-scene in cui sono mostrate chiare scene di sesso, ed è giusto che Ubisoft abbia rimosso dall’esperienza di Discovery Tour qualsiasi missione o elemento gameplay per non distogliere l’attenzione dal contesto principale, quello educativo.

Durante gli anni di liceo, ho portato più volte all’attenzione dei compagni di classe e dei professori la tematica del videogioco storico o caratterizzato da retroscena etici, andando però incontro a numerose difficoltà ogni volta che ho tentato di portare dei titoli spesso basati sulla violenza in un contesto come quello scolastico. Nulla di tutto ciò è presente in Discovery Tour. La violenza, così come il sistema di combattimento e le armi sono state totalmente rimosse. Assassin’s Creed Origins si è improvvisamente trasformato in un affascinante e meraviglioso walking simulator a sfondo educativo.

Assassin's Creed Origins: Discovery Tour

Era davvero necessario posizionare conchiglie sui seni di una statua? No. Immaginate una scolaresca che entra in un qualsiasi museo o negli Uffizi di Firenze: secondo il ragionamento di Ubisoft, le maestre dovrebbero tenere gli occhi dei bambini sempre coperti o mettere una banda nera di fronte alle pudicizie delle opere più importanti che la storia ricordi, gli stessi monumenti che hanno segnato la storia della civiltà così come la conosciamo.

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