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Dangerous Driving

Dangerous Driving

Dangerous Driving è pronto a raccogliere l'eredità della serie Burnout, ci sarà riuscito?

Fatta eccezione per la riedizione in alta definizione di Burnout Paradise, lanciata su PS4 e Xbox One poco più di un anno fa, i vari tentativi di far tornare alla ribalta una serie così apprezzata, o perlomeno calcarne i fasti con opere concettualmente ispirate a essa, non hanno portato i frutti sperati. Ad esempio, l’idea di Paul Rustchynsky e del suo OnRush si è rivelata del tutto disastrosa, rendendo nuovamente l’attuale generazione priva di un punto di riferimento in tal senso. Ma la situazione pare non sia destinata a durare a lungo, per nostra fortuna. 

Se Dangerous Driving somiglia maledettamente alle ultime iterazioni della serie Burnout, il terzo capitolo su tutti, non allarmatevi perché il motivo è presto svelato. Lo studio di produzione dietro questo nuovo gioco di corse arcade è composto proprio da ex-dipendenti di Criterion Games, la software house che per una decade, dal 2001 al 2011, creò la serie racing che diventò un punto di riferimento per gli appassionati di corse automobilistiche dal piglio arcade. Dangerous Driving è un racing game sviluppato e pubblicato da Three Fields Entertainment, già autori di Danger Zone, un altro gioco di corse che strizzava l’occhio alla serie Burnout. Abbiamo dunque tra le mani un degno erede della serie Burnout o questo nuovo tentativo di far rivivere questa saga si rivelerà ancora una volta vano? Allacciate le cinture e scopritelo insieme a noi in questa recensione. 

Dangerous Driving
Se c’è una cosa che Dangerous Driving riesce a fare ottimamente è quella di ricreare un adrenalinico senso di velocità.

ARCADE FINO AL MIDOLLO 

Dangerous Driving mette in chiaro fin da subito la sua predisposizione alla sostanza piuttosto che all’estetica, come testimoniato da interfacce e menu stile cabinato anni ‘80 e poche impostazioni con cui smanettare. Come ampiamente prevedibile il modello di guida è quanto di più lontano ci sia da un Gran Turismo Sport o Forza Horizon 4, prediligendo quello più arcade e adrenalinico del franchise Burnout a cui si ispira. Questa scelta si traduce in frenetiche corse contro avversari gestiti dall’IA, tra scambi di vernice, sorpassi e controsorpassi, ma soprattutto guidando sporco e mettendo fuori gioco gli altri pretendenti alla vittoria. 

Le sei classi di auto, tra cui vetture come coupé, supercar e anche macchine in stile Formula Uno, si differenziano in maniera abbastanza netta l’una dall’altra ma non cambiano sostanzialmente il modello di guida predisposto nel titolo, offrendo sempre e comunque un’esperienza prettamente di tipo arcade. Non aspettatevi dunque tecnicismi di vario genere o una fisica ai limiti del realismo ma un controllo più diretto e semplice delle quattro ruote sull’asfalto, che si traduce comunque in gare abbastanza impegnative ma appaganti da affrontare e in particolar modo da vincere. 

RISCHIO UGUALE RICOMPENSA 

Gli anni trascorsi a infrangere il codice della strada ed effettuare spettacolari takedown ci hanno lasciato in eredità una regola d’oro che viene riproposta naturalmente anche in Dangerous Driving. Rischio uguale ricompensa. Una frase, che in realtà assomiglia più a un invito a rompere le regole, ripetuta fino allo sfinimento nella serie di Criterion Games, che anche qui rende alla perfezione l’idea di velocità estrema. Tutto ruota intorno alla barra del turbo che tenderá presto a riempirsi facendo a sportellate, eseguendo derapate fino a colmarsi del tutto eseguendo un takedown contro uno dei nostri avversari. Allo stesso tempo le probabilità di ricevere lo stesso trattamento o schiantarci contro un tir sono discretamente alte, e in tal caso potremmo comunque tentare di effettuare takedown postumi sfruttando per qualche secondo un effetto rallentatore con cui muovere il proprio rottame verso altri avversari. E vedere la proprio macchina o quella degli altri accartocciarsi, esplodere e volare al di fuori della carreggiata regala sempre attimi di pura adrenalina, oltre a uno spettacolo visivo ben ricreato e particolarmente dettagliato tra frammenti di ferro e vetro scagliati ovunque. 

Nelle otto modalità disponibili, che vanno dalla classica gara singola a quelle composte da più corse, passando per prove a tempo (con tanto di checkpoint à la Out Run) e sfide uno contro uno per sbloccare nuove varianti di vetture. Non mancano poi divertenti variazioni sul tema come inseguimenti di una o più vetture da tamponare guidando una volante della polizia o eseguire un determinato numero di takedown entro un tempo limite per ambire alla medaglia di platino o quella d’oro. Modalità a parte, la varietà contenutistica di non è di certo il piatto forte dell’intera produzione. Quasi settanta sono gli eventi da affrontare, distribuiti su una manciata di circuiti più o meno vari in termini di level design, ma abbastanza anonimi e non particolarmente ricchi di dettagli.  

L’aggiunta in futuro di una modalità multiplayer, e verosimilmente di nuove auto e circuiti, fa ben sperare ma è chiaro che ci saremmo aspettati un maggior numero di contenuti di base soprattutto per quanto riguarda tracciati e auto. Ad esempio, si sente la mancanza di una modalità in stile tour mondiale, dove non ci sarebbe dispiaciuto gareggiare su tracciati sparsi in giro per il mondo, proprio come quindici anni fa, o di una dedicata esclusivamente alla distruzione più totale come già proposto dal team nella serie Danger Zone. La quantità di contenuti non è quindi particolarmente alta e non ci vorrà molto prima di aver completato tutti le gare messe a disposizione, mentre sono presenti invece classifiche online per confrontare i propri risultati con quelli raggiunti dagli amici e da altri giocatori.

Dangerous Driving
Non c’è niente di meglio che vedere le auto dei propri avversari ridotte a scatolette d’acciaio.

LIMITI (TECNICI) DI VELOCITÀ 

Dal punto di vista grafico il lavoro svolto con Dangerous Driving è apprezzabile sul versante della risoluzione, 1080p per la maggior parte delle console, con i 1440p raggiunti esclusivamente da Xbox One X. Per quanto riguarda il frame-rate in questo caso il limite segnato sul cartello stradale indica i 30fps per le console standard, che si trovano a dover rispettare per forza di cose mentre su console mid-gen il frame rate è raddoppiato, offrendo un quadro generale migliore. Data anche la modesta quantità di elementi a schermo ci saremmo aspettati sicuramente qualche frame in più o perlomeno una fluidità costante in ogni situazione sulle console standard, due aspetti di grande importanza considerando il tipo di titolo e la necessità di non incappare in rallentamenti quando si è lanciati contromano a folle velocità.  

Coloro che hanno passato decine e decine di ore su Burnout 3: Takedown probabilmente ricorderanno con nostalgia i consigli che lo speaker di Crash FM si divertiva a dare tra un brano e l’altro di una pregevole colonna sonora. Dimenticate però tutto questo perché la strada intrapresa dagli sviluppatori in questo titolo potrebbe apparire come una scelta strana ma che è semplicemente figlia dei tempi che corrono: siete voi a dover scegliere la playlist. Di base Dangerous Driving supporta l’integrazione in-game con il servizio musicale Spotify, a patto di aver sottoscritto un abbonamento a pagamento, ma in caso contrario vi basterà avviare l’applicazione ed è il gioco è fatto, salvo dover mettere in pausa per cambiare brano. Nella media gli effetti sonori come il rombo dei motori e quelli causati dallo schianto, ma in un certo senso l’assenza di una colonna sonora di accompagnamento finisce col rendere il comparto sonoro abbastanza spoglio.

GIUDIZIO
Più che un sentito omaggio alla serie Burnout, Dangerous Driving è a tutti gli effetti un tentativo di riportare nell’attuale generazione la serie che ha fatto la fortuna di Criterion Games in quelle precedenti. Sulla carta gli elementi per far rivivere quei momento ci sono e divertono anche a distanza di anni, colmando un vuoto lasciato libero da fin troppo tempo. Pur mantenendo intatto lo spirito arcade e l’alto senso di velocità il gioco di corse sviluppato da Three Fields Entertainment appare come un prodotto poco rifinito su alcuni aspetti tecnici e un po’ carente in termini di contenuti. A conti fatti, Dangerous Driving si pone proprio a metà strada tra e l’occasione mancata per rivivere a pieno regime i fasti della serie e la cosa che più si avvicina all’indimenticabile terzo capitolo di Burnout.
GRAFICA7
SONORO6
LONGEVITÀ7
GAMEPLAY7
PRO
Adrenalinico, divertente e appagante
È il racing game che più si avvicina alla serie Burnout
Un buon numero di modalità inserite...
CONTRO
... ma pochi tracciati e auto
Qualche calo di frame rate di troppo
Level design dei circuiti poco ispirato
6.8
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