Burnout Paradise Remastered
Versione testata: Xbox One S e X

Burnout Paradise Remastered

Tornare a sfrecciare per le strade Paradise City dieci anni dopo l’ultimo viaggio virtuale nella città è un’esperienza decisamente interessante. Tutto è esattamente lì dove lo ricordavi: ogni scorciatoia, ogni curva o garage è rimasto dov’era quando, in compagnia della tua inseparabile Xbox 360 bianca, ti divertivi a distruggere decine di vetture a suon di takedown e correre a più non posso tra una gara e l’altra. Nonostante l’aria familiare, però, avverti che qualcosa di diverso in realtà c’è: tutto è molto più bello di come lo ricordavi l’ultima volta, colorato e fluido come non mai.

Sembra quasi di trovarsi davanti a una produzione recente, di certo non a un gioco che è stato concepito lo scorso decennio: in questo senso, il lavoro svolto dal team Stellar Entertainment con Burnout Paradise Remastered è stato davvero ottimo. Riproporre un concept come quello di Burnout Paradise in una generazione che vede titoli come Forza Horizon 3 e l’imminente The Crew 2 poteva essere forse una mossa sconsiderata, eppure nonostante i dieci anni sul groppone la riedizione in alta definizione del racing di Criterion Games sa ancora come divertire il giocatore, a patto di essere disposti ad accettarne i difetti legati all’inesorabile scorrere del tempo. Scopriteli nella nostra recensione della versione Xbox One di Burnout Paradise Remastered.

Burnout Paradise Remastered

RITORNO A PARADISE CITY

Così come l’originale, la nostra avventura in Burnout Paradise Remastered inizia sulle note di “Paradise City” dei Guns N’ Roses, che ci accompagna sin dalle prime battute alla scoperta dell’omonima città tra una sfida all’ultima derapata nella categoria Stunt e una lotta per la sopravvivenza nelle gare chiamate Uomo nel Mirino, nelle quali raggiungere un determinato punto dello scenario cercando di sopravvivere agli attacchi delle macchine rivali. La struttura di base di Burnout Paradise è rimasta inalterata: per avviare una gara vi basta raggiungere un semaforo e premere i due grilletti contemporaneamente, mentre per scoprire nuovi eventi e tipologie di gare è sufficiente girovagare per la città così da aggiungere nuovi punti d’interesse alla mappa. Qui, però, si avvertono i primi acciacchi di un gioco che, pur essendo stato incredibilmente all’avanguardia al suo esordio, resta ancorato a dei limiti che negli ultimi dieci anni sono stati ampiamente superati da altre software house.

Mettiamo il caso che vogliate impostare un percorso guidato verso lo sfasciacarrozze più vicino, per riscattare una delle nuove auto che avete guadagnato con fatica nell’ultima gara (e che, proprio per la filosofia stessa del gioco, è selezionabile solo recandovi fisicamente in uno di questi punti della città). Pur avendo la possibilità di aprire la mappa e studiarla attentamente per identificare i luoghi di interesse più vicini, la mancanza di un sistema di GPS capace di indicarci quantomeno la direzione da prendere costringe il giocatore a dover memorizzare ogni singolo angolo di Paradise City nella speranza di orientarsi. Ciò obbliga, sopratutto nelle prime battute, a ripetere più e più volte le gare e gli scontri testa a testa per memorizzare il percorso più adatto, la scorciatoia o il salto in grado di fornirci il seppur minimo vantaggio rispetto agli avversari.

Fortunatamente, l’edizione Remastered include gli update del gioco originale, tra cui la possibilità di ripetere una sfida fallita premendo il tasto destro del D-Pad. Questa feature sopperisce in parte alla mancanza di un sistema di viaggio rapido che avrebbe costretto altrimenti a dover raggiungere nuovamente il punto d’inizio della gara, visto che, chiaramente, per questa Remastered il team non ha potuto realizzare un’interfaccia più moderna ex novo per la selezione delle attività disponibili, o semplicemente per muoversi da un punto all’altro di una città che, seppur non grandissima se comparata ai più moderni racing open-world, è comunque densa di attività da fare.

Burnout Paradise Remastered

TESTA A TESTA

Proprio a tal proposito, col senno di poi ci si rende conto che nonostante di cose da fare a Paradise City e segreti da scoprire ce ne siano davvero tanti, è la varietà che, a dieci anni di distanza dall’originale, non fa certo gridare al miracolo, visto che il numero di modalità presenti è sostanzialmente molto ridotto. Burnout Paradise Remastered ripropone in toto la formula del gioco originale con le stesse gare (tra la classica corsa da un punto A a un punto B della mappa, le sfide di abilità in cui ottenere un punteggio minimo, la modalità Uomo nel Mirino e la variante in cui sarà il giocatore a dover effettuare quanti più takedown delle auto avversarie) e i vari collezionabili (cartelloni, cancelli che nascondono scorciatoie, e via dicendo) già presenti nel 2008, aggiungendo anche le attività presenti nell’espansione Big Surf Island, le moto e feature che nel gioco originale furono introdotte solo successivamente.

Sfortunatamente, però, oggi più che mai si sente la mancanza di un sistema di progressione ordinato che ci porti alla scoperta di tutto ciò che Paradise City può offrire, costringendoci a girovagare per la città alla ricerca di altre gare o a lanciarsi nella modalità online, all’epoca principale attrattiva del gioco, sfidando altri giocatori in rete. Il sistema di matchmaking è rimasto nel bene e nel male simile a quello dell’originale e permette in pochi istanti di sfidare un avversario, con la possibilità di invitare gli amici nel proprio party e divertirsi alla ricerca di scorciatoie e segreti.

Al netto di questi difetti, Burnout Paradise Remastered mantiene inalterata l’esperienza estremamente leggera e divertente dell’originale, con un’impostazione chiaramente arcade che fa dell’immediatezza e della totale libertà il proprio punto di forza. Non è raro ritrovarsi a correre senza una meta, sia in locale che nel più affollato comparto multiplayer online, cercando la stazione di servizio più vicina per rifornire il turbo o un carrozziere per rimettere in sesto un’auto distrutta dopo una curva calibrata male, studiando nel frattempo nuove scorciatoie per avere la meglio sugli amici o tentando a più riprese un salto con cui moltiplicare il proprio punteggio nelle gare di stunt.

Burnout Paradise Remastered

UNA LUCIDATA ALLA CARROZZERIA

Il principale punto d’interesse di questa edizione è ovviamente l’intervento da parte di Stellar Entertainment sulla grafica, ora capace di spingersi fino alla risoluzione 4K su PS4 Pro e Xbox One X. Il risultato di questa operazione è certamente positivo, in primis perché grazie all’edizione Remastered il frame-rate del gioco adesso è finalmente ancorato ai 60fps, andando così a risolvere uno dei problemi più gravi che affliggevano il titolo originale. L’arrivo su PS4 e Xbox One ha permesso alla software house di aumentare la risoluzione delle texture e di incrementare la qualità del sistema di illuminazione, con ottimi giochi di luce e riflessi di tutto rispetto per un titolo appartenente a un’altra generazione.

Chi si aspettava un gioco completamente stravolto dal punto di vista tecnico resterà probabilmente deluso, visto e considerato che a conti fatti il comparto grafico, già piuttosto buono nella produzione originale, è stato adattato a quelli che sono gli standard moderni senza particolari ricostruzioni nei modelli poligonali, siano essi delle auto o degli elementi di contorno presenti in quel di Paradise City. Il colpo d’occhio nel complesso è molto buono e fa sì che Burnout Paradise Remastered non sfiguri in confronto ad altre produzioni lanciate in questa generazione, ma se speravate in un vero e proprio remake con un comparto grafico in grado di far impallidire l’ultimo capitolo di Forza Horizon probabilmente dovreste rivolgere le vostre attenzioni altrove.

GIUDIZIO
Burnout Paradise Remastered è una discreta riedizione di un titolo che all'epoca fu decisamente avveniristico e che ha saputo ispirare tutta una serie di racing in grado di migliorarne la formula. Nonostante i dieci anni sul groppone, Burnout Paradise si lascia giocare con piacere e vi permette di vivere un'esperienza in totale libertà per le strade della frenetica Paradise City, a patto di riuscire a chiudere un occhio di fronte ad alcune mancanze che, nel 2018, potrebbero risultare piuttosto gravi per i fan dei giochi di guida arcade.
GRAFICA8
SONORO8.5
LONGEVITÀ8
GAMEPLAY7.5
PRO
Gameplay immediato e divertente
Buon colpo d'occhio in 4K, frame-rate ancorato a 60fps
Include anche tutti i contenuti del DLC Big Surf Island
Colonna sonora sempre stupenda
CONTRO
Si avverte un po' il peso degli anni
Assenza di GPS, viaggio rapido e altre feature dei moderni open-world
Non aspettatevi un vero remake sul profilo grafico
7.8
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