Far Cry: New Dawn

Come si è ridotto il mondo dopo Far Cry 5? La risposta, pazza e scatenata come non mai, arriva con il nuovo spin-off di Ubisoft.

Partendo da quello che è stato il finale di Far Cry 5, indubbiamente il migliore della serie, Ubisoft tenta di raccontare una storia diversa, immersa come non mai nel caos e nella violenza. Sceglie di farlo con Far Cry: New Dawn, nuovo capitolo della saga shooter creato da Crytek ambientato sempre nel Montana, più precisamente a Hope County, la fittizia località del precedente episodio. Molte cose sono cambiate, niente è come lo abbiamo lasciato e tutto può succedere. Un anno dopo il nostro verdetto definitivo sul quinto episodio, torniamo ancora una volta a Hope County per scoprire cosa ci aspetta in New Dawn.

Far Cry: New Dawn
Colori saturi e dicromìe azzardate: anche questo è Far Cry New Dawn.

DOVE ERAVAMO RIMASTI

Sono passati più di quindici anni dagli eventi narrati nell’ultima parte di Far Cry 5 e la piccola regione di Hope County nel Montana è cambiata molto dall’epoca. Sebbene la narrazione di New Dawn prenda piede dalla conclusione del capitolo precedente, è bene precisare fin da subito che non è in alcun modo obbligatorio aver giocato il vecchio episodio per poter apprezzare al meglio questo prodotto. È però da ritenersi fortemente consigliato per comprendere al meglio la nuova sceneggiatura e per godersi, in ogni caso, il vecchio episodio che reputiamo essere il capitolo più riuscito dell’intera serie.

In ogni caso, il mondo è molto diverso da come lo avevamo lasciato: il Padre e i suoi edeniti sono quasi scomparsi e hanno lasciato spazio ai più violenti e caotici Guerrieri della Strada, dei gruppi di pazzi tanto bizzarri quanto pericolosi che sembrano usciti da Mad Max o RAGE 2, capitanati dalle sanguinarie (e quantomai dimenticabili) gemelle Mickey e Lou. Il mondo non è più lo stesso e, nonostante nel gioco si palesino piuttosto spesso dei rimandi al passato sia mediante filmati che attraverso diverse missioni, la desolazione di un’ambientazione post-apocalittica non può lasciarci indifferenti. Le radiazioni che hanno colpito la zona, prima pervasa del Gaudio (l’allucinogeno usato dai fedeli di Joseph Seed, ndr), hanno causato un cambiamento sostanziale della flora e della fauna: tra fioriture fucsia e animali mutati, il mondo così come lo conoscevamo è andato. Per sempre.

Anche noi però siamo cambiati e nell’avventura vestiamo i panni di un soldato ben addestrato che assieme a dei compagni e al suo capitano Thomas Rush giunge a Hope County in soccorso di Carmina Rye – figlia del simpatico Nick Rye che alcuni di voi ricorderanno da Far Cry 5 – e dei suoi compagni. Per sfuggire alla furia sanguinaria dei Guerrieri della Strada, Carmina e i suoi si sono rinchiusi a Prosperity, una zona recintata un po’ più sicura che assumerà ben presto il ruolo di quartier generale. Ed è proprio da lì che, pianificando spedizioni, alleanze o difendendoci dalle incursioni nemiche, proveremo a sopravvivere e a farci largo tra le numerose minacce che si celano nel nuovo mondo. Come in ogni Far Cry che si rispetti, il prezzo da pagare per riuscire a sopravvivere o sconfiggere le nostre nemesi è molto alto e anche in questo caso, sarà necessario ingaggiare una lunga ed estenuante lotta per la supremazia.

Far Cry: New Dawn
I pericoli sono ovunque: specie se si tratta di animali mutati.

UNA SVOLTA RPG?

Per la quantità e la qualità dei contenuti proposti, il gioco non può essere considerato in alcun caso come una espansione o un DLC: si tratta a tutti gli effetti, che vi piaccia o no, di uno spin-off con tutte le conseguenze del caso. Partendo da quella che è la mappa di gioco esplorabile, poco più di un terzo di quella enorme di Far Cry 5 e passando poi ad armi e veicoli, le differenze col passato sono veramente tante. Come detto nel paragrafo precedente, la mappa di gioco ricorda vagamente l’Hope County che conoscevamo ma è in questa lettura molto più spoglia e desolata. Si tratta perlopiù di strade dissestate, boschi molto fitti e di una flora incontenibile: scordatevi tutte le costruzioni o gli agglomerati cittadini tipici del Montana. Il mondo è andato a rotoli e tutto ciò che si erge oggi non sono altro che costruzioni di fortuna, sporche, asimmetriche e rustiche.

Allo stesso modo anche i veicoli e le armi: quest’ultime in particolare, sono costruite con scarti e pezzi di metallo cercando di imitare la forma e lo stile dei fucili e delle pistole più conosciute. Il design con cui sono state rivisitate in chiave post-apocalittica è veramente eccellente e rende ogni pezzo d’artiglieria, più unico che raro, degno di essere ammirato attraverso gli appositi menu di gioco. Tra graffi, metalli arrugginiti e sangue incrostato, ogni arma riesce a rappresentare con stile la precarietà e la brutalità di un mondo sull’orlo del baratro, senza risorse e senza speranze. Menzione d’onore per lo Sparaseghe, una sorta di balestra che spara a grande velocità delle seghe circolari (con sopra uno smile, ndr) che trafiggono i nemici e rimbalzano da una parte all’altra causando talvolta delle vere e proprie stragi.

In termini di novità il gioco non offre, come prevedibile, dei grandi passi in avanti rispetto al suo precedessore ma è importante segnalare un primo approccio da parte dello sviluppatore verso una lettura RPG della serie. In particolare, sono presenti degli indicatori numerici di danno quando colpiamo i nemici che si sottraggono man mano dalla barra della vita mostrata sopra la loro testa (come in The Division, per intenderci). Una mossa sicuramente apprezzabile e utile che permette un maggiore tatticismo da parte del giocatore nel caso di nemici particolarmente ostici, per la scelta di armi o del tipo di colpi.

Un’altra piacevole novità sono le inedite missioni chiamate “Spedizioni”, ovvero delle quest extra grazie alle quali possiamo raggiungere luoghi inediti, come fossero delle mappe multiplayer, con la possibilità di recuperare un pacco e fuggire fino al punto di recupero. Oltre a donare un po’ di varietà al gameplay, garantiscono anche un sacco di risorse ma richiedono una buona abilità al giocatore per via della loro difficoltà sempre più crescente.

Piuttosto bizzarra è invece la scelta di classificare per livelli le armi, i veicoli e i nemici, umani o animali, presenti nel gioco. In questo modo, anziché una più saggia classificazione per livelli, si ottiene una insipida divisione in compartimenti stagni di ogni aspetto del gioco. Le armi, i veicoli e i tipi di nemici vengono classificati in maniera netta senza lasciare al giocatore il gusto della scoperta, della comparazione o della libera scelta e personalizzazione. Il titolo ci tiene quindi a indicare con precisione al giocatore che armi usare, quando, come e contro chi, finendo per banalizzare in parte quello che invece sarebbe un sistema di gioco ben rodato.

Far Cry: New Dawn
In New Dawn potrete catturare o saccheggiare gli avamposti presenti nella nuova ambientazione.

LUNGA VITA E PROSPERITÀ

Come in ogni Far Cry che si rispetti, gran parte delle missioni e delle ricompense che raccogliamo in giro per il mondo di gioco sono utili per la crescita e lo sviluppo di quello che è il quartier generale del nostro protagonista. In questo caso si tratta di una modesta zona recintata chiamata Prosperity, nella quale potremo spendere gran parte delle risorse ottenute per potenziare il nostro equipaggiamento e renderci così più pericolosi e temibili.

Tra i consueti oggetti che si possono raccogliere in giro, l’etanolo è quello che ricopre un ruolo fondamentale per la crescita della nostra base. Al di là delle missioni di trama, lo si può ottenere in buone quantità conquistando gli avamposti oppure saccheggiandoli quando sono sotto il nostro controllo. Si tratta di una novità piuttosto curioso e intrigante che sicuramente rivedremo nei prossimi capitoli: ogni avamposto, una volta conquistato, può essere mantenuto oppure saccheggiato e abbandonato. Nel primo caso, si potrà contare sul classico punto per lo spostamento rapido mentre se scegliamo di saccheggiarlo, potremo ottenere immediatamente delle risorse extra ma il campo sarà abbandonato e diventerà immediatamente dominio dei nemici, i quali lo fortificheranno ancora di più. Così come le armi, i nemici, i veicoli e i potenziamenti di Prosperity, anche gli avamposti hanno un grado segnalato da una a tre stelline per indicarne il livello forza delle truppe nemiche a difesa.

In termini di NPC e aiutanti purtroppo, il gioco non brilla particolarmente così come brillava il buon vecchio Far Cry 5. Scordatevi personaggi o animali memorabili: oltre alla già citata Carmina Rye, più o meno un soldato come un altro, troviamo il cane Timber e il cinghiale Horatio. Completano il roster la cecchina Nana, una simpatica vecchietta e vecchie conoscenze come Hurk, il pastore Jerome e non solo.

Far Cry: New Dawn
La lettura apocalittica secondo Ubisoft di un mondo apocalittico è… bizzarra!

IL DIAVOLO STA NEI DETTAGLI

Per quanto divertente e caratteristico però, l’impressione generale che traspare da un prodotto di questo tipo – specie se siete reduci dall’avventura di Far Cry 5 – è quella di un sistema di gioco un po’ raffazzonato, per certi aspetti molto ancorato al passato e per altri ambiguamente sperimentale. Purtroppo, che si sia trattato di problemi legati al tempo di sviluppo o per questioni relative al budget messo a disposizione, il gioco non riesce a brillare come avremmo voluto rivelandosi debole sotto diversi aspetti.

La tripartizione di molti elementi di gameplay, il mezzo passo verso uno stile RPG e un sistema di progressione non calibrato in maniera eccellente possono rendere talvolta l’esperienza di gioco leggermente frustrante, costringendo il giocatore a potenziarsi un po’ per riuscire a battere nemici “di livello superiore”. Anche la gestione dei tratti ci è sembrata piuttosto banale e anonima, relegando tra i miglioramenti del protagonista elementi di gioco quantomai classici come l’aumento del fiato in corsa, delle munizioni a disposizione e così via. Dall’altra parte invece, decisamente più interessanti – per quanto esoterici – i tratti speciali degli Edeniti che si possono sbloccare verso metà gioco.

In termini squisitamente grafici e tecnici invece, il gioco ci è sembrato un passo indietro rispetto al capitolo precedente nonostante la maggior parte degli asset e dei modelli sia la medesima. Questo perché pare sia mancato nel corso dello sviluppo il solito e accurato processo di pulizia del codice e di ottimizzazione della qualità grafica. Il risultato finale, oltre ai soliti bug, presenta un ampio uso di anti-aliasing e una pessima ottimizzazione delle texture nei momenti più critici come nell’utilizzo di un veicolo.

GIUDIZIO
Al di sopra di ogni etichetta che in questi mesi gli è stata appioppata quale sequel, spin-off o espansione standalone, Far Cry: New Dawn è un buon FPS che riesce a divertire offrendo una simpatica variazione sul tema rispetto al suo predecessore. Ci sono alcune mancanze sia in termini di sceneggiato che di rifiniture tecniche o varietà del gameplay, segni incontrovertibili di una produzione probabilmente ridotta in termini di budget e di tempistiche ma comunque il titolo ci è parso ben confezionato e rappresenta un divertente svago per tutti quei giocatori appassionati della saga.
GRAFICA7
SONORO8
LONGEVITÀ7
GAMEPLAY8
PRO
Il gusto di un mondo post-apocalittico violento e caotico
Un nuovo stile per le armi e i veicoli
Buona l'idea di inserire qualche componente RPG...
CONTRO
...ma paradossalmente finisce per semplificare il tutto
Tecnicamente poco rifinito
7
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