My Hero One's Justice
Versione testata: PlayStation 4

My Hero One’s Justice

Boku no Hero Academia è indubbiamente uno dei successi d’animazione più riusciti del momento. Direttamente dalle pagine di Shonen Jump – casa di altri manga di spessore come gli immortali One Piece e Dragon Ball – è riuscito a esplodere come serie animata fin dalle prime puntate, creando un fenomeno che definire globale è alquanto riduttivo. L’eroismo, i protagonisti, lo stile, la lotta del bene contro il male, ogni elemento è tarato per incarnare il nuovo ideale di “shonen” che si fa largo nel panorama moderno. In molti meno anni delle altre divinità, il manga di Kohei Horikoshi sembra aver raggiunto il tanto agognato pantheon dorato di Shueisha.

Un simile successo ha portato, oltre alla serie animata in corso, alla realizzazione di un film e del picchiaduro di cui vi parleremo quest’oggi: My Hero One’s Justice. Targato Bandai Namco Entertainment e Byking, il marchio degli eroi è stato posto sotto la cura della compagnia che da sempre spinge sulle licenze degli anime giapponesi, soprattutto nell’ultimo periodo. Sarà riuscito My Hero One’s Justice a posizionarsi sulla punta e a rappresentare il famoso motto “Plus Ultra?”

DI EROI E VILLANI

My Hero One’s Justice inizia prendendo una direzione narrativa alquanto bizzarra per essere il primo titolo dedicato a una serie in corso: la sua modalità Storia infatti vi racconterà le vicende che vanno da circa metà della seconda stagione animata, cioè l’incontro con Gran Torino e la fine del festival sportivo, fino all’epico scontro con All for One. Sebbene le informazioni chiave siano raccolte nei filmati, la gestione della trama non è decisamente adatta a chi non ha mai sentito parlare di Boku no Hero Academia o a chi volesse approcciarsi alla serie per la prima volta. Sia perché non c’è nessun approfondimento ad esempio sul rapporto che lega All Might e Midoriya, sia su quanto l’accademia sia importante e i suoi studenti più vicini al mondo dei professionisti. Il giocatore, a meno di non essere al pari con gli eventi inseriti nel gioco, si troverà quasi all’improvviso in universo di cui ha solo visto degli accenni. È indubbiamente una scelta ben precisa che farà la gioia dei fan, visto che si tratta dell’arco narrativo più pieno, ma potrebbe non permettere a nuovi giocatori o ai curiosi di appassionarsi a ciò che vede su schermo, proprio perché manca un contesto chiaro e posizionato con fermezza.

Fatte le dovute premesse, ci ritroveremo a vivere gli eventi che più hanno scandito la crescita di Midoriya Izuku e compagni, focalizzandoci sulla lotta tra Villain e Eroi che dà il leitmotiv a tutti gli elementi dell’opera. La scelta del team di sviluppo è quello di raccontare il tutto utilizzando le immagini dell’anime in una serie di vignette con dialoghi doppiati, alternando ogni tanto delle ottime scene con il motore di gioco. Anche qui, si tratta di una decisione che suscita reazioni miste, soprattutto considerando come altri titoli del genere hanno utilizzato soluzioni fenomenali, tra cui la serie di Naruto Ninja Storm. D’altro canto, l’azione principale è riservata agli scontri e in questa modalità ne troverete a bizzeffe, perfino con alcuni “What if” non compresi nell’opera originale. Queste deviazioni dalla sceneggiatura principale sono l’elemento che più distingue i due lati da cui si può vivere la storia tra Eroi e Villain, controllando prima gli uni e poi gli altri.

Per quanto se ne possa dire riguardo la gestione della narrativa, la modalità Storia di My Hero One’s Justice è bella ricca e abbastanza durevole da costituire una parte centrale dell’esperienza del titolo. Ciò che però colpisce di più l’occhio è l’acuta gestione dei vari personaggi, i quali non sono solamente attivi all’interno delle sequenze narrative, ma permeano invece in tutto l’apparato del gioco. Dai menu fino alle voci fuori campo dell’annunciatore, ogni cosa è stata realizzata coinvolgendo l’eccellente team di doppiatori, donando un valore non indifferente al carattere del gioco e accentuando lo stile di tutte quelle chicche inserite per solleticare il palato dei fan. Del resto, sono proprio i giovani protagonisti e i loro ideali ad aver fatto innamorare milioni e milioni di appassionati, vederli messi sotto i riflettori nel videogioco ufficiale non è certo qualcosa di cui ci si dovrebbe sorprendere, soprattutto in un’opera in cui frasi iconiche come Plus Ultra sono ripetute a iosa.

Tralasciando la storia, il gioco presenta anche un’altra modalità PvE molto interessante denominata “Missioni”. Attraverso scontri in rapida successione, con modificatori attivi e difficoltà crescente, verrete messi alla prova in diverse sfide create ad hoc. Oltre a una serie di scenari da completare per ottenere oggetti cosmetici per la personalizzazione dei personaggi e del profilo, troverete anche uno speciale campo di battaglia dove affronterete gli avversari più tosti nel tentativo di dare la vostra performance migliore e salire nell’ambita classifica online.

Questo aspetto rende l’offerta contenutistica di My Hero One’s Justice molto più profonda e diversificata di quanto possa trasparire ma bisogna necessariamente venire a compromessi con la ripetitività tipica del genere in questione. Il team di sviluppo si è evidentemente sforzato per portare elementi in grado di differenziare le vostre ore di gioco, dando spazio anche a una competizione fuori dal PvP, però è altrettanto manifesto un potenziale quasi inespresso, soprattutto nei confronti della Storia. Perché, ad esempio, utilizzare tutti quei frame dell’anime rendendo il racconto statico e simile a una presentazione Power-Point? Considerando le adrenaliniche sequenze dello show, chiunque abbia visto la serie non avrà il minimo interesse a leggere dei dialoghi che ha già sentito recitare. Dato che le scene con il motore di gioco sono ben realizzate, è impossibile non domandarsi perché abbandonarlo il 90% del tempo e indirizzare tutto su una tecnica quasi da produzione indipendente. Per fortuna, l’anima eroica di My Hero One’s Justice non risiede nella sua tecnica narrativa, ma nel suo potenziale combattivo.

UNITED STATES OF SMASH

Come ogni buon prodotto basato su manga shonen, il gioco di Bandai Namco Entertainment punta tutto sul sistema di combattimento e sul gameplay. Su questo fronte, My Hero One’s Justice vi propone dei combattimenti 1 vs 1 – con occasionali personaggi di supporto – in arene tridimensionali. Il punto forte di questo sistema è l’eccellente caratterizzazione del moveset dei personaggi e dei loro “Quirk”, ovvero i poteri che essi possiedono. Sebbene la base dello schema di controllo sia uguale per tutti, ognuno di essi usa le combinazioni principali dei pulsanti in maniera completamente diversa e con vantaggi/svantaggi evidenti.

Alcuni degli esempi più lampanti dell’efficienza del design vengono sorprendentemente dai personaggi non principali, come per esempio Yaoyorozu e Kaminari. La prima è in grado di creare diversi oggetti utilizzando i lipidi presenti nel suo corpo, convertendoli in materia da plasmare a suo piacimento. In My Hero One’s Justice questa particolarità è stata utilizzata come metodo per permettere alla versatile donzella di cambiare l’arma che impugna, creando combo uniche in base a quale armamento si sceglie di utilizzare. Oltre a questo, è possibile creare granate, cannoni laser, scudi e altri oggetti che vanno ad arricchire le possibilità dell’eroina, rendendola una minaccia sia a corta che a lunga distanza grazie alla sua estrema adattabilità.

Mentre Yaoyorozu è un personaggio piuttosto bilanciato dalle mille sorprese, senza particolari mosse in grado di infliggere ingenti danni in un istante, Kaminari è invece l’esatto opposto. La sua abilità è quella di poter rilasciare potenti scariche elettriche e controllare la corrente emessa dal suo corpo. Purtroppo però, nel caso in cui ne abusasse, si scaricherebbe completamente e diventerebbe stupido e incapace di fare qualsiasi cosa per un breve periodo di tempo. Anche questo, nel gioco di Bandai Namco è reso in maniera fedele attraverso potentissime mosse ad area che infliggono un enorme quantitativo di danni più si preme il comando d’avvio. Però, nel caso in cui si utilizzasse troppo l’elettricità emessa dal ragazzo, quest’ultimo andrà in sovraccarico e rimarrà bloccato per un periodo di tempo abbastanza lungo da lasciarvi alla mercé del vostro avversario. A questo corrisponde un abbassamento delle possibilità di combo per focalizzarsi su pochi colpi dal potenziale esplosivo.

Potremmo elencarvi tutte le caratteristiche di ogni eroe e il loro funzionamento di gameplay e non troverete mai un design ripetuto, tranne forse per All Might e All For One per ovvie ragioni. L’importanza di creare un ambiente vario e bilanciato è stata perfettamente azzeccata, tanto da posizionare l’intero roster sullo stesso livello di potenza. Il tutto scorre fluido e abbastanza dinamicamente, sebbene non ci sia una grande varietà di mosse da eseguire anche per via dell’acerbità dell’opera animata. E già così molte cose sono state quasi “inventante” per dare mosse a personaggi visti a malapena.

Per quanto il bilanciamento sia ottimo, il sistema di combattimento contiene alcuni nei. Il primo tra tutti è forse l’eccessiva guida della modalità “Normale” per il controllo dei personaggi, la quale crea delle combinazioni molto lunghe premendo solamente il tasto d’attacco principale. Per alcuni personaggi come Dabi, queste combo sono così devastanti da arrivare a surclassare molte delle possibilità fruibili con il controllo Manuale, il che crea un dislivello piuttosto evidente soprattutto per colpa del “frame cancel” che viene inserito nel bel mezzo della combo automatica. Si tratta di una scelta molto discutibile che forse va a tendere troppo la mano ai neofiti, quasi dandogli la possibilità di non selezionare mai l’opzione Manuale per via dei vantaggi di quella standard. A seguire, le arene con la possibilità di ring out sono forse i campi più mal gestiti, soprattutto perché l’IA molte volte decide di uscire dal ring di sua spontanea volontà e gli scatti in aria sono veramente imprecisi, soprattutto per la telecamera.

Si tratta di piccoli difetti che tuttavia non vanno a intaccare più di tanto la spettacolarità e il divertimento di tutto il sistema. Le mosse Plus Ultra sono spettacolari e ricalcano alcune famose scene dell’opera originale, gli scenari interagiscono con i poteri distruggendosi, cambiando e creando opportunità per colpire gli avversari sfruttando le pareti. Purtroppo, al netto dell’ottimo test con l’IA, non abbiamo potuto provare il suo rodaggio nel comparto online per via del fatto che al tempo della scrittura di questa recensione il gioco non era ancora disponibile al pubblico. Se il netcode reggerà, siamo fiduciosi del fatto che il PvP sarà abbastanza soddisfacente, seppur magari non proprio adatto all’aspetto competitivo che va necessariamente preso con leggerezza.

ESPLOSIONI E VIGNETTE

Trasporre il manga di My Hero Academia in serie anime ha in qualche modo giovato alla rappresentazione dei vari scontri, rendendoli estremamente dinamici e d’impatto grazie all’incredibile lavoro di Studio Bones. Come esponente videoludico, My Hero One’s Justice ha dovuto cercare lo stile grafico che più rendesse con fedeltà ciò che tutti noi abbiamo visto nel corso delle imprese anime di Deku e compagni. Bandai Namco è forte dei suoi studi ormai pratici di questa tecnica, lo abbiamo visto con l’eccellente Dragon Ball FighterZ di Arc System Works e più recentemente con Black Clover: Quartet Knights. Perciò ha sfruttato le tecniche recentemente adoperate per tirare fuori uno stile grafico abbastanza appagante e fluido, in grado di fondere le esigenze tridimensionali alla fedeltà della parte cartacea.

Le linee sono molto soffici e si ha la sensazione che i personaggi abbiano tratti quasi malleabili per quanto poca marcatura sia presente nei contorni, eppure questa particolare tecnica – vista parzialmente anche in Naruto to Boruto: Shinobi Striker – riesce a convincere sul lungo periodo. Gli effetti visivi, le texture ambientali e il sistema d’illuminazione sono tutti elementi accuratamente tarati per complementare l’azione dei combattenti, puntando l’obiettivo della resa estetica nel rendere ogni combattimento un’esplosione di colori ed elementi. A incentivare l’attenzione sul cast di gioco c’è anche il ricco doppiaggio da parte dei doppiatori originali della serie, i quali hanno tantissime linee di dialogo personalizzabili in modo da dare quel tocco di epicità eroica all’esecuzione delle mosse più iconiche.

Le musiche sono libere da qualsiasi blocco e sono abbastanza in linea con quanto già sentito nella serie animata. Qualche brano in particolare è degno di nota, ma in generale è una semplice colonna sonora d’accompagnamento che ha come ragion d’essere quella di dare ancora più adrenalina alle battaglie. Non sarebbe stato male includere anche alcuni dei brani più famosi della serie, considerando che non ci si è scomodati a prenderne eventuali immagini e illustrazioni.

Per quanto lo stile sia eccellente e la personalizzazione del profilo e dei combattenti varia, il motore di gioco ha delle incertezze non indifferenti, come cali di frame quando Dabi e Todoroki scatenano un mare di fiamme oppure alcune animazioni eccessivamente statiche e la mimica facciale leggermente trascurata. Difetti di poco conto che tuttavia insieme danno l’idea di un qualcosa di poco rifinito, ottimo nella base ma senza quel tocco in più che avrebbe portato la parte visiva alla vetta.

GIUDIZIO
My Hero One’s Justice è sicuramente un’ottima trasposizione di Boku no Hero Academia. La presenza di un cast ricco e delle diverse modalità, tra cui la storia dei momenti più iconici della seconda e terza stagione, ha molto da offrire a tutti i fan del marchio. Il sistema di combattimento è fluido, divertente e punta tutto a creare meccaniche che esaltino i Quirk di ognuno dei membri del roster. In questo, Bandai Namco ha azzeccato la formula giusta per rendere al meglio le idee di Horikoshi nella loro variante videoludica, appagando il desiderio di vedere il nuovo shonen d’oro diventare un picchiaduro. Il titolo in questione ha stile da vendere e il motore grafico fa il suo lavoro, eppure alcuni difetti tecnici e di design sono in grado di lasciare l’amaro in bocca dopo diverse ore spese tra uno scontro e l’altro. Al netto di qualche macchia, My Hero One’s Justice è indubbiamente un buon gioco, soprattutto se visto come un punto di partenza per progetti futuri. Come Deku nel suo cammino verso il Simbolo della Pace, bisognerà lavorare sodo per far diventare il lato videoludico di Boku no Hero Academia il migliore possibile.
GRAFICA7
SONORO7
LONGEVITÀ7.5
GAMEPLAY7.5
PRO
Diverse modalità da scoprire oltre alla Storia
Cast variegato e ottimamente caratterizzato nelle loro mosse
Combattimento divertente, bilanciato e adrenalinico
Doppiaggio originale di spessore, sottotitoli in italiano
Visivamente appagante, molto fedele nei riguardi dell'anime
CONTRO
Alcune incertezze dal lato tecnico e cali di frame-rate sporadici
Gestione della storia discutibile, eccessivamente statica
Opzioni di personalizzazione poco adattabili ai modelli dei personaggi
Le frasi di intro/outro non sono sottotitolate
7.3
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