Black Clover: Quartet Knights
Versione testata: PlayStation 4

Black Clover: Quartet Knights

Negli ultimi tempi, Bandai Namco si è lanciata nell’acquisizione e sfruttamento delle licenze per le principali opere shonen del panorama Jump/Shueisha. Non è di certo una nuova pratica per il già rodato publisher, ma è indubbio che nell’ultimo periodo ci sia stata una vera e propria propensione aggressiva nella creazione di giochi tematici.

Tra questi, dopo Naruto to Boruto: Shinobi Striker vediamo l’arrivo di Black Clover: Quarter Knights, gioco ispirato alla recente nuova proposta del colosso nipponico dell’animazione. Come se la sarà cavata la prima trasposizione videoludica di questo marchio?

MAGIA E ANTI-MAGIA

La premessa dietro Black Clover è basata su un mondo dove la magia è un qualcosa di molto diffuso, tanto da essere un rito di passaggio per i giovani più abili e predisposti. In questo mondo mistico, la società è gestita proprio dai maghi più potenti, i quali usano i loro poteri per assicurare pace e prosperità, coltivando allo stesso tempo tutti i giovani talenti che nascono nelle loro terre. Tra chi sogna di diventare il prossimo Imperatore dei Maghi – l’equivalente dell’Hokage di Naruto – c’è il giovane Asta, una persona con la volontà di ferro ma senza alcuna capacità magica. Tuttavia, per le misteriose ruote del fato presenti in tutti gli shonen, riesce a mettere le mani su uno dei Tomi Maledetti più forti del mondo, diventando in grado di combattere contro nemici e avversari grazie alle spade anti magia. Eventualmente si unirà alla compagnia del Toro Nero e arriverà a scoprire i segreti del mondo magico che tanto amava.

Poco dopo la sconfitta di Mars nel primo dungeon conquistato dalla compagnia del Toro, vediamo inserirsi la storia originale di Black Clover: Quarter Knights, la quale ci racconta di come Asta e compagni cercheranno di sventare il piano malvagio di un mago proveniente dal passato. Il fatto che si tratti di uno scenario inedito realizzato dallo stesso autore è una qualità piuttosto succosa per tutti i fan della saga, soprattutto se nel gioco tale storia viene spesso e volentieri eseguita come se fossero episodi estratti dall’anime. La modalità Storia è piuttosto breve ma abbastanza significativa da giustificare la sua esistenza e presenta diverse chicche per accentuare la rigiocabilità, come vedere alcuni momenti da prospettive diverse o sfide da completare con personaggi specifici.
Sebbene il cuore del gioco sia insito nel gameplay e nella parte online, che toccheremo nelle prossime righe, è presente anche un onesto sforzo nel cercare di dare maggior spessore contenutistico all’offerta del titolo, utilizzandolo come se fosse uno dei tanti film che vengono prodotti per anime del genere.

Tutto sommato, la storia risulta godibile ma assolutamente inadatta a chi non conosce di già il mondo di Black Clover. I personaggi sono solamente accennati e nessuno di essi è caratterizzato a dovere, rendendo Quartet Knight un’appendice inestirpabile dello show. Ma, del resto, siamo chiaramente di fronte a un prodotto che almeno nella narrazione è mirato a dare un contenuto aggiuntivo ai fan e perciò va trattato come tale.

INCANTESIMI DINAMICI

Uscendo dalle righe di dialogo – non molte in ogni caso – vi ritroverete nei campi di battaglia a scagliare magie a destra e a manca. Controllando un singolo personaggio, avrete a disposizione due abilità da utilizzare in base a dei cooldown, un attacco standard come base, un incantesimo di difesa e infine un’abilità molto potente che si sblocca riempiendo con il tempo una barra vicino alla vita del vostro avatar. Similmente a quanto accade con Overwatch, vi ritroverete a scegliere un guerriero dal discreto roster suddiviso nei vari ruoli classici come attaccante e guaritore. Il resto sono botte da orbi mentre vi contendente il controllo delle zone, del carico da portare nel punto X o il conteggio delle morti in deathmatch a squadre.

Sebbene la struttura sia tendenzialmente semplice, la complessità dei personaggi e delle varie strategie attuabili è sorprendentemente molto buona, tanto da garantire una giusta varietà negli scontri e un buon equilibrio tra i poteri dei vari maghi. La dimensione attualmente ridotta del cast ha permesso di creare un ecosistema in grado di mettere tutti quasi allo stesso livello di utilizzabilità, calcando la mano sulle interazioni che creano sinergie combattive e di abbellimento. Fare il gioco di squadra è essenziale nel quartetto che compone i team di Black Clover e il gioco fa di tutto per agevolare le combinazioni di poteri anche per i gruppi di giocatori casuali.

Black Clover: Quartet Knights

Il gameplay è piuttosto immediato e permette di lanciarsi nell’azione fin da subito, ma superato lo stupore del neofita si può osservare una leggera sfumatura di approfondimento nella gestione dei personaggi. Infatti, per ognuno dei nostri eroi è possibile organizzare tre “mazzi di carte” che forniscono alcuni bonus a determinate abilità. Ciò permette la creazione di set-up in grado di cambiare così tanto un personaggio da renderlo diverso rispetto allo stesso mago ma con una build differente equipaggiata. Ad esempio, è possibile potenziare le abilità da Guaritrice di Fana, rendendola più proficua nelle cure, ma è possibile anche fare l’opposto nel caso in cui ci si focalizzasse sul migliorare la sua magia del fuoco. Ciò aggiunge la giusta varietà che va a contrapporsi alla ripetitività presente nelle arene e nelle modalità di gioco.

Purtroppo però c’è un elemento che potenzialmente è in grado di nuocere a quanto di buono è stato finora evidenziato: l’eccessiva confusione creata dalla gestione dell’HUD e dalla telecamera. Immaginate di trovarvi in uno scontro concitato tra otto giocatori che cercano di assumere il controllo di una zona, sommersi da esplosioni, tornado e cristalli che si ergono dal terreno. In questo macello, dovrete cercare di puntare con esattezza la telecamera verso il vostro bersaglio designato, mentre nel frattempo dovete tentare di schivare i colpi e buttare un occhio sui cooldown. In questo scenario, l’impossibilità di bloccare manualmente il nemico può e riesce a impedire qualsiasi contrattacco offensivo, portandovi a fare cilecca con qualsiasi abilità che non sia a corto raggio. Mentre il sistema del “puntamento libero” funziona in uno scenario più tranquillo, in casi similari a quello citato sarà davvero difficile avere un senso della propria mira, il che è un bel problema in un gioco in cui il puntatore conta tantissimo sia per lo scorrere del match che per la conquista degli obiettivi. Manca insomma il feedback che vi dice da cosa siete stati colpiti e da dove, il che vi manderà al tappeto senza neanche capire come. Il che non aiuta soprattutto quando alcuni personaggi hanno una salute ancora più ridotta rispetto alla già minuta normalità, rendendo il time-to-kill ridicolmente breve.

Un altro problema non indifferente risiede nell’assenza di stimoli a continuare a combattere. Quasi tutti gli oggetti sono facilmente sbloccabili e non sono così tanti da richiedere più delle ore di gioco utili a completare la trama e a fare qualche match online. Ci sono elementi estetici ma sono principalmente icone o cromature per i personaggi e nessuno di essi è legato a imprese in-game o a pietre miliari specifiche, basta avere la moneta di gioco per acquistarli. L’assenza contenutistica è un grande problema per Black Clover: Quartet Knights, soprattutto perché è relativa a quasi tutti gli elementi di gioco, comprese le modalità e il cast. Ciò porta a esaurire subito la carica del giocatore, specialmente se si considera la brevità di alcune specifiche battaglie. Il lato PvE aiuta un pochino su questo fronte, introducendo le “sfide dei personaggi” e vari altri obiettivi utili ad accumulare ore al fine di ottenere un trofeo o due. Se si fosse fatto uno sforzo in più per premiare il giocatore per i suoi traguardi, magari utilizzando potenziamenti/cosmetici legati ai personaggi, la permanenza su Quartet Knights sarebbe stata più duratura e, soprattutto, giustificata.

DUELLI ALL’ULTIMO MANA

Una delle feature più importanti di Black Clover: Quartet Knight è proprio il multiplayer. Sebbene il comparto da giocatore singolo sia buono, è innegabile che la costruzione del titolo è basata proprio sugli scontri 4 vs 4 da fare online. I ruoli, gli obiettivi e le abilità sono tutti elementi tarati per l’esperienza PvP e, giocandola, ci si rende conto che si tratta effettivamente del modo migliore di vivere ciò che questo titolo ha da offrire. I match sono tendenzialmente sufficientemente lunghi e richiedono una minima coordinazione tra le parti in gioco, comunque in una misura tale da non richiedere la comunicazione verbale. Dinamicità e pura azione sono al centro dell’offerta della modalità multiplayer e potrete viverla in maniera libera, utilizzando le stanze dei giocatori, oppure puntare al settore competitivo per scalare i gradi dell’istanza classificata.

Tuttavia, è piuttosto evidente che la componente online soffra di diversi problemi tecnici non indifferenti. Primo tra tutti sembra essere un difetto nel matchmaking delle lobby online che causa diversi errori di connessione. Nel caso in cui riusciate a ottenere l’accesso alle lobby, la divisione in server divide di molto i già pochi giocatori presenti nella popolazione dei match, rendendo lunghi i tempi d’attesa per raggruppare otto persone. Nel caso in cui passi un certo lasso di tempo, il gioco riempirà gli spazi con l’intelligenza artificiale. Questa “toppa” sarebbe ottima se solo l’IA fosse almeno competitiva e non tendente al suicidio gettandosi nelle prime linee in ogni occasione. Magari l’acerbità del periodo di lancio potrebbe essere l’unico fattore che fa comparire questi risolvibilissimi difetti, ma non avendo le capacità di predire il futuro vi descriviamo l’attuale condizione tecnica di Quartet Knights, che comunque non risulta ingiocabile o così afflitto da bug da rendere frustrante l’accesso al multigiocatore.

Per fortuna questa sembra essere l’unica pecca di un titolo che altrimenti presenta un buon comparto tecnico. Il motore grafico fa il suo dovere arrivando a essere molto fedele alla qualità dello show animato, sebbene non dia il suo massimo nelle cut-scene renderizzate in 3D. Nelle battaglie raggiunge il picco, rendendole estremamente godibili e ricche di effetti speciali unici e ben caratterizzati. Le mosse finali dei personaggi sono ovviamente l’elemento che li differenzia di più, soprattutto grazie all’animazione di apertura che omaggia alcuni dei momenti più topici dello show. Espressività e fluidità sono stati gli elementi guida verso la realizzazione visiva e sonora dei moveset di ognuno dei maghi, permettendo alle magie di definire il caster nei modi e nelle frasi personalizzabili. Le arene sono ben curate ma forse un po’ troppo spartane, con alcuni elementi al chiuso molto monotoni nel loro design.

Il lato sonoro è ottimo nel doppiaggio, visto che propone una storia inedita con linee di dialogo mai sentite prima, grazie all’apporto del cast originale e di nuove voci per i personaggi creati per Black Clover: Quarter Knights. Le musiche invece sono davvero dimenticabili a eccezione dei brani cantati, i quali sono veramente i diamanti in mezzo ai grigi sassi che rappresentano le altre tracce. La poca varietà della colonna sonora è purtroppo un elemento che va ad aggiungere peso alla sensazione di monotona ripetizione che la pochezza contenutistica del titolo trasmette.

GIUDIZIO
Black Clover: Quartet Knights è un buon titolo che i fan dello show sicuramente apprezzeranno. Attraverso una breve ma inedita storia e un multiplayer accattivante, è possibile vivere un’esperienza molto divertente che basa tutto sulle relazioni tra i personaggi e sull’azione tipica dell’anime. Purtroppo però, oltre ad alcuni problemi tecnici al momento presenti, c’è la sensazione che in questo titolo ci siano pochi contenuti. Sia per via del roster ridotto o per le poche ricompense destinate ai giocatori più assidui, la ripetitività getta una grande ombra in quello che altrimenti sarebbe stato un eccellente inizio per l’esordio videoludico di Black Clover. Lo stesso può essere detto del gameplay, il quale è pieno di buone idee ma con diverse pessime scelte di design.
GRAFICA7.5
SONORO6
LONGEVITÀ6
GAMEPLAY7
PRO
Storia inedita direttamente dall'autore del manga
Fedeltà grafica dei personaggi impressionante
Dinamico e veloce, pieno di magie diverse da utilizzare
Doppiaggio del cast originale
CONTRO
Gameplay con buone idee ma disturbato da scelte di design infelici
Diversi problemi di connettività per la parte online
Colonna sonora non proprio entusiasmante
L'irritante voce di Asta, proprio come nello show
6.5
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