Remothered: Tormented Fathers

Remothered: Tormented Fathers (Switch)

Il tormento di Stormind Games e Darril Arts arriva anche sulla console ibrida di Nintendo.

Il Made in Italy si fa sempre più strada. Siamo un passo avanti in cucina, moda e forse prima o poi faremo un salto anche dal punto di vista videoludico. In questo universo, in ogni caso, sono già molti gli esempi di orgoglio nazionale, che testimoniano giorno dopo giorno quanta passione e unicità gli sviluppatori di casa nostra provino a imprimere nelle loro creazioni: ci vengono in mente nomi come quello del mitico Detective Gallo di Footprint Games, o Mario + Rabbids: Kingdom Battle, party game sviluppato dagli studi milanesi di Ubisoft.

In quest’ottica, i catanesi Stormind Games sono stati capaci di creare una piccola perla, che abbiamo già avuto il piacere di provare nella versione PC e in quella PS4. Abbiamo riscoperto cosa vuol dire aver paura anche su console portatile grazie a Remothered: Tormented Fathers. Senza indugio, ecco il nostro verdetto della versione per Nintendo Switch, ultimo contatto prima del secondo capitolo Broken Porcelain, che abbiamo potuto assaporare in quel di Colonia.

Remothered: Tormented Fathers
Rosemary Reed è alla ricerca di Celeste: che fine avrà fatto?

ROSEMARY REED IN MINIPIXEL

Al nostro terzo approccio a Remothered, la storia è ormai diventata per noi familiare: in un’immensa magione vive il Dottor Felton, un anziano notaio ormai stanco e costretto a vivere nella penombra a causa di una grave malattia. Rosemary Reed è la protagonista di una storia di tensione e terrore, e si reca alla villa alla ricerca di Celeste, la misteriosa figlia di Felton scomparsa senza lasciare traccia. Nel suo investigare, si imbatte in Gloria, l’infermiera incaricata di prendersi cura del vecchio signore, ma durante l’interrogatorio Rosemary suscita le furie del padrone di casa, venendo cacciata dalla dimora. Riuscita a farsi di nuovo strada in casa di soppiatto, scoprirà segreti oscuri e osceni che circondano la vicenda, girovagando tra freddi androni e nemici inquietanti.

Nella versione Switch, il gameplay rimane fedele a quelle sapientemente concepite per le altre console. Obiettivo è sopravvivere all’interno della casa e fuggire dagli inquietanti “stalker” che si aggirano minacciosi e pronti a catturarci. La visuale in terza persona si rivela sempre molto utile nonostante la cornice ridotta di Switch, specialmente quando si tratta di spiare i nemici in sicurezza: nel caso in cui dovessero avvicinarsi troppo, ci darà il tempo di lanciare un diversivo o colpirli con un oggetto tagliente, in modo da poter fuggire e trovare un altro luogo sicuro.

I comandi sulla console di Nintendo seguono grossomodo quelli della versione PS4 e il tutorial, attivabile dal menu, dà subito la possibilità ai giocatori di familiarizzare con il gameplay in modo da godere appieno di questa terrificante esperienza. Personalmente, avrei preferito che alcune funzionalità dei Joy-Con fossero meglio implementate nella meccanica di gioco, come la possibilità di sfogliare i documenti tramite il giroscopio: un dettaglio non vitale, ma che sicuramente avrebbe allontanato il titolo dall’etichetta di semplice porting e conferito maggiore coinvolgimento nell’esplorazione dell’ambiente.

Remothered: Tormented Fathers
La villa di Felton nasconde molti, troppi oscuri segreti.

IL TORMENTO SU SWITCH

È sul versante tecnico che questa versione fa riscontrare le prime debolezze, perché a onor del vero, dal punto di vista grafico siamo rimasti poco colpiti. Purtroppo l’hardware di Switch non permette di dar vita a un livello di dettagli elevato come nelle versioni per PC e console domestiche, ed è certamente un vero peccato (ma un fattore comune alla maggior parte delle conversioni per Switch), in quanto molte texture paiono quasi non completare mai il caricamento, andando a perdere quello spessore che invece era stato esaltato su PlayStation 4 e Xbox One.

Per quanto riguarda il comparto sonoro, a un primo ascolto dagli altoparlanti integrati, l’audio sembra assordante e mal calibrato, ma il semplice posizionamento sulla base ci ha permesso invece di migliorarne la resa. La musica di sottofondo, specie nei momenti più concitati, non oscura per nulla quelli che sono i rumori e lamenti degli stalker, con un ottimo bilanciamento dei dialoghi che permette di mantenere sempre in tensione il giocatore senza mai dargli tregua, cut-scene comprese. Tra gli inquietanti mormorii di Felton e lo scricchiolio della villa, la versione Switch di Remothered: Tormented Fathers gode comunque dello stupenda colonna sonora realizzata dalla maestria di Nobuko Toda (Kindgom Hearts) e dal nostro conterraneo Luca Balboni.

GIUDIZIO
Nonostante le dimensioni "ridotte", l'avventura di Remothered: Tormented Fathers su Nintendo Switch si rivela piacevole, ma non al massimo delle sue possibilità. Colpevole forse un comparto grafico stroncato limiti fisici della console, che fanno perdere il dettaglio stilistico necessario per godere al meglio delle atmosfere di tensione create da Stormind Games e Darril Arts.
GRAFICA6
SONORO7
LONGEVITÀ7.5
GAMEPLAY7.5
PRO
Avventura sempre inquietante
Contenuti invariati rispetto alle altre versioni
CONTRO
Dettaglio grafico stroncato dalla console
Si poteva sfruttare qualche funzionalità dei Joy-Con
7
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