Hearthstone: Salvatori di Uldum

Hearthstone: Salvatori di Uldum

Alla scoperta della nuova espansione per il gioco di carte di Blizzard, in un viaggio tra le sabbie del passato.

Da qualche settimana, Blizzard ha dato il via alla seconda espansione dell’Anno del Drago di Hearthstone, con un ritorno di alcune vecchie glorie approdate per la prima volta sulla serie nel lontano novembre del 2015: la Lega degli Esploratori. La strategia di una linea narrativa coerente tra le varie espansioni sta avendo risvolti positivi e reazioni incoraggianti da parte della community, che aveva già accolto particolarmente bene la precedente apertura del nuovo ciclo vitale con l’espansione Ascesa delle Ombre. Tutto ciò è destinato a continuare con il nuovo pacchetto, intitolato Salvatori di Uldum.

L’impressione che stiamo avendo fin da aprile è che Blizzard e il Team 5 stiano in un certo senso rimescolando ciò che di buono era stato realizzato finora, riproponendo meccaniche e carte leggendarie in grado di amalgamarsi con la situazione attuale del meta e andando così a creare una buona diversità tra le classi del gioco. Naturalmente esistono (ed esisteranno sempre) classi più avvantaggiate rispetto ad altre, in primo luogo per il rafforzamento di archetipi che con la nuova espansione di turno possono ricevere dei rafforzamenti e/o gli eventuali mazzi contrastanti che subiscono invece degli indebolimenti per varie ragioni. In generale, la situazione nella scena competitiva appare buona, con varie liste di mazzi molto eterogenee tra loro grazie anche ad alcune carte e meccaniche di cui vi andremo a parlare tra poco.

UN TUFFO TRA I RICORDI

Lo spumeggiante quartetto dei sogni è tornato!

Come dicevamo in apertura, con Salvatori di Uldum tornano quattro grandi personaggi dell’universo Blizzard, rispettivamente: Reno Jackson, Brann Barbabronzea, Ser Pinnus e Elise Cercastelle in veste di nuovi servitori leggendari per le quattro classi corrispondenti (in questo caso mago, cacciatore, paladino e druido). La famosa Lega degli Esploratori è tornata per sconvolgere i malefici piani della Legione del M.A.L.E. e con essa tornano le nuove Missioni leggendarie, introdotte per la prima volta volta con l’espansione Viaggio ad Un’goro e poi scomparse dallo Standard alla fine del loro ciclo vitale.

Naturalmente oltre a ciò ha fatto la sua comparsa anche la nuova meccanica chiamata “Rinascita” che, come lascia intendere il nome, permette a un servitore di ritornare in vita dopo la morte con un punto salute. Sebbene, quantomeno secondo il sottoscritto, questa sembrasse una meccanica che rallenta un po’ troppo la lunghezza media delle partite, attualmente la situazione sembra smentire le paure iniziali.

Non manca inoltre un nuovo tipo di carta, le cosiddette Piaghe: si tratta di alcune magie che vanno a intervenire principalmente sul campo di gioco con vari effetti più o meno potenti. Tuttavia, a differenza di quelle a tema egizio, le Piaghe sono risultate molto meno sconvolgenti, poiché disponibili solo per le cinque classi che, per esclusione, non possono usare gli eroi della Lega degli Esploratori (sacerdote, ladro, sciamano, stregone e guerriero).

Situazione differente invece per quanto riguarda le nuove Missioni leggendarie, che sono disponibili per tutte e nove le classi, permettono di ottenere dei potenti artefatti che vanno a sostituire immediatamente l’attuale Potere Eroe con nuove abilità molto potenti, a patto di soddisfare certi requisiti durante la partita.

Torniamo per un momento ai nostri beniamini esploratori, in quanto essi stessi vanno a rispolverare un’ulteriore meccanica molto particolare che avevamo già visto in passato su Hearthstone. Il vecchio Reno Jackson aveva infatti il potere di ricaricare totalmente la vita del nostro Eroe, a condizione che il nostro mazzo avesse una sola copia per carta. Questa situazione l’abbiamo ritrovata solamente in un altro archetipo appartenente al formato Selvaggio del Sacerdote (Razakus Priest), che andava proprio a sfruttare alcuni vantaggi durante le partite a patto che il mazzo fosse appunto monocopia.

Ebbene, i quattro nuovi servitori leggendari di classe ricalcano la medesima meccanica, fornendoci grandi vantaggi nel caso in cui una sola copia di ciascuna carta sia presente nei propri mazzi.

ZEFRIS IL GRANDE

Ci eravamo dunque chiesti se i loro effetti fossero sufficienti a giustificare una simile scelta di composizione dei mazzi, fino a quando non hanno rivelato la nuova carta leggendaria “non di classe”, probabilmente la più forte mai creata finora da Blizzard: Zefris il Grande.

Questo nuovo servitore leggendario ha richiesto tempi di sviluppo probabilmente superiori anche all’espansione stessa, in quanto detentore di un nuovo algoritmo studiato apposta per esso. Zefris è infatti in grado di valutare in tempo reale tutte le possibili soluzioni e di fornirci una scelta fra tre carte del Set Classico, riuscendo così a risolvere o svoltare le partite.

Stando quindi a fonti ufficiali confermate durante i vari streaming tenuti da Blizzard, il modus operandi di Zefris prevede la diffusione di carte che migliorino la situazione sul tavolo o che ci forniscano i danni sufficienti a vincere, basandosi solo ed esclusivamente sulle informazioni visibili a occhio nudo: mana disponibile, classi dei giocatori, numero dei servitori in campo e le loro statistiche, la salute degli eroi, i loro poteri eroe, numero di carte nella propria mano (senza tuttavia poter scoprire di cosa si tratti) e nei mazzi. È un lavoro incredibile, estremamente meticoloso e davvero lodevole in quanto saremo sempre e comunque in grado di ricevere qualcosa di alto valore, tutto sta nello scegliere il momento giusto.

Infine, guardando anche più in generale l’insieme di tutte e 135 le nuove carte lanciate in Salvatori di Uldum, la potenza complessiva dell’intera espansione è decisamente alta, in quanto un buon numero di soluzioni sono visivamente di grande impatto e stanno permettendo la nascita o il consolidamento di nuovi archetipi. Resta tuttavia ancora da valutare a fondo la nuova modalità per giocatore singolo che arriverà nella Locanda non prima di settembre e l’evoluzione del meta competitivo nei prossimi mesi.

A tal proposito bisogna segnalare un importante patch note in arrivo per il 26 agosto che andrà a ritoccare tutta una serie di carte per il formato Standard e Selvaggio, con lo scopo principale di rimescolare i delicati equilibri creatisi e dare un costante senso di novità al gioco. Blizzard si sta infatti dimostrando molto attento sotto questo punto di vista, andando a intervenire più spesso nel bilanciamento delle carte e introducendo vari eventi per mantenere alta l’attenzione della community. Non dimentichiamo che la software house ha sempre operato nel bilanciamento depotenziando le carte, mentre quest’anno per la prima volta in assoluto ha optato per una patch contenente solo dei potenziamenti a tutta una serie di carte poco usate, con grande riscontro positivo dei giocatori.

GIUDIZIO
Blizzard sta continuando a proporre delle espansioni che risultano molto stuzzicanti dal punto di vista strutturale e narrativo, seppur non spiccando in eccessiva creatività in quanto vanno a rispolverare personaggi e meccaniche già viste. Ciò non deve esser percepito necessariamente come un dato negativo se lo sviluppatore si dimostra in grado di donargli un tocco di novità e adeguarlo alle attuali esigenze del meta, sfoderando anche delle chicche del calibro di Zefris.La vera critica che la community di giocatori muove da tempo a Hearthstone è appunto la sua lentezza nel rinnovarsi e il quantitativo di capitale necessario da investire ogni tre mesi per poter giocare a livelli competitivi. Sebbene le esigenze di un gioco di carte, pienamente al centro del flusso eSports con tornei e montepremi altisonanti, richiede senza dubbio un continuo investimento di risorse, siamo dell'idea che almeno un cambiamento nell'economia di gioco delle polveri arcane sia davvero necessario.
GRAFICA8
SONORO9
LONGEVITÀ7.5
GAMEPLAY9
PRO
Meccaniche varie e ben mixate
Power Level generale sopra la media
Supporto sempre più attivo dello sviluppatore nei bilanciamenti
Zefris il Grande è il vero fiore all'occhiello
CONTRO
Lentezza forse eccessiva dei futuri meta con la meccanica Rinascita
Un ribilanciamento dell'economia di gioco non guasterebbe
7.5
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