Wolfenstein: Cyberpilot

Wolfenstein: Cyberpilot

MachineGames ci propone una prospettiva diversa dal solito: tutti a bordo delle infernali macchine naziste!

Wolfenstein è uno di quei brand con radici molto profonde: il primo episodio a portarne il nome ha visto la luce nel lontano 1984 e anno dopo anno si è evoluto diventando uno dei primi shooter tridimensionali (Wolfenstein 3D) a esordire su PC nel 1992. Passano gli anni ma la serie viene accantonata fino al 2001, quando grazie allo splendido Return to Castle Wolfenstein si gioca anche (e soprattutto) online su PC, PS2 e Xbox, le console di quella generazione. Altro salto e nel 2009 vediamo il ritorno di William B.J. Blazkowicz in un titolo che porta semplicemente il nome di Wolfenstein e fa il suo debutto su PC, PS3 e Xbox 360, senza tuttavia far gridare al miracolo.

Per un cambio deciso di rotta serve avanzare fino al 2014, quando Bethesda ordina agli sviluppatori di MachineGames di lavorare a un reboot della serie che si concretizza nel progetto di Wolfenstein: The New Order, uno sparatutto che rinnova tutto quanto si era visto precedentemente fornendo anche un’ambientazione in un universo alternativo ai precedenti. Il titolo riesce a guadagnare i favori del pubblico e dopo solo un anno ecco spuntare Wolfenstein: The Old Blood, prequel che consacra una volta per tutte il soldato Blazkowicz a sterminatore di nazisti. Nel 2017, Terror Billy compare nuovamente in Wolfenstein II: The New Colossus, episodio che chiude la trilogia moderna della serie e che dà spunto a due nuovi progetti. Il primo, Wolfenstein: Youngblood, vede il passaggio di testimone alle figlie del nostro soldato preferito, tuttavia considerando la popolarità guadagnata dal titolo negli ultimi anni e l’ambientazione decisamente collaudata perché non tentare di trasportare il mondo di Wolfenstein anche sul visore PlayStation VR?

Con Wolfenstein: Cyberpilot, potrete indossare il visore PSVR e mettervi alla guida dei mezzi corazzati nazisti.

PILOTI CIBERNETICI

Wolfenstein: Cyberpilot è il titolo di questo primo esperimento in VR per la storica serie di ammazza-nazisti, ambientato cronologicamente nello stesso periodo di Youngblood (e dunque vent’anni dopo gli eventi di The New Colossus): il gioco vi mette nei panni di un soldato della resistenza francese che, aiutato da un gruppo di hacker, vi immerge in una storia parallela a quella raccontata da Youngblood. Cyberpilot si divide in sezioni distinte: inizialmente vi troverete in un immenso silos che funge da base operativa, nella quale andrete ad assemblare e riprogrammare i mezzi corazzati nemici per poi poterli liberamente utilizzare e potenziare. Ogni piano della base ha una propria funzione: se il più basso fungerà da officina in cui fare il lavoro sporco (come ad esempio smontare e rimontare Panzerhund, e così via), quello più elevato vi vedrà calarvi in azione mentre gli altri saranno utili per briefing e potenziamenti vari.

Prima di ciascun livello, sono presenti speciali sezioni in cui imparerete a utilizzare i vari macchinari attraverso brevi tutorial realizzati con uno stile che richiama il wireframe già visto in Tron o le missioni VR di Metal Gear Solid. Una volta terminato l’addestramento, passerete a controllare il mezzo adatto ad affrontare la missione selezionata. La libertà di movimento nei diversi livelli è molto ampia, le possibilità offerte da PlayStation VR e le diverse impostazioni che potete modificare andranno ad adattarsi a ogni stile di gioco e giocatore limitando, per chi lo soffre maggiormente, il famigerato motion sickness.

UN ATTIMO FUGACE

Le sezioni a bordo dei mezzi disponibili sono certamente il punto forte di Cyberpilot: i comandi rispondono bene ed è divertente avanzare e pianificare gli attacchi ai nemici incontrati avanzando livello dopo livello, mentre ciò che sembra un po’ forzato e inserito solo per farvi passare più tempo all’interno del gioco sono le parti all’interno del “silos”. Queste risultano ripetitive e meno ispirate, un continuo saliscendi in ascensore guidati dagli ordini che vi vengono impartiti dagli alleati, fattore su cui grava qualche problema di calibrazione del controller, che risponde poco bene e non di rado perde la posizione costringendovi a continuamente a riconfigurarlo. Fortunatamente le cose migliorano sensibilmente utilizzando una coppia di controller PlayStation Move, che vi consigliamo caldamente di sfruttare accantonando del tutto l’uso del tradizionale DualShock 4.

Quella che è la vera nota negativa del titolo è sfortunatamente la sua brevità: proprio quando entrerete nel vivo dell’avventura e le cose inizieranno a farsi interessanti, con gran sorpresa compariranno i titoli di coda lasciandovi per un attimo spaesati e con il senso di aver appena giocato a qualcosa di incompiuto. Purtroppo anche l’aspetto della rigiocabilità è pressoché nullo: in un paio d’ore potreste essere in grado di arrivare a porre fine a questo promettente titolo che purtroppo non offre ulteriori sfide una volta portato a termine.

Wolfenstein: Cyberpilot
Sfortunatamente, quando l’esperienza di Wolfenstein: Cyberpilot sembra finalmente entrare nel vivo, arriva il momento dei titoli di coda.

Wolfenstein: Cyberpilot è completamente doppiato e sottotitolato in Italiano (anche se spesso e volentieri le vostre mani virtuali nel gioco andranno a coprire i sottotitoli). Nonostante le piccole aggiunte estetiche e i tocchi di classe inseriti durante l’avventura (che vanno a impreziosire il titolo) e la libertà di movimento durante le missioni che, per quanto guidate riescono a mascherare per certi versi l’aspetto di avventura su binari, ciò che manca purtroppo è qualcosa che ci faccia amare il gioco e che lo faccia apparire più di un grosso tutorial. Sfortunatamente, la realtà dei fatti è di un gioco interessante che ci prepara a entrare in azione ma che pecca nel ritmo e finisce immediatamente una volta raggiunta la parte più interessante.

GIUDIZIO
Breve ma intenso, proprio quando il gioco decolla dovete togliervi il casco e dimenticare il mondo distopico che MachineGames e Bethesda vi avevano messo davanti agli occhi. Tante buone idee ma sfruttate troppo poco per arrivare ad una sufficienza piena, piacerà agli amanti della serie senza dubbio, girare per una Parigi nazista ha il suo fascino basterà questo a giustificarne l’acquisto?
GRAFICA6.5
SONORO5.5
LONGEVITÀ4
GAMEPLAY6.5
PRO
Pilotare i macchinari nazisti è divertente
Stage abbastanza vari
Tutto in Italiano
CONTRO
Sistema di controllo non ottimale senza una coppia di Move
Durata eccessivamente breve
5.5
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