Monster Jam - Steel Titans

Monster Jam: Steel Titans

I ragazzi di Rainbow Studios provano a dare lustro al mitico mondo dei monster truck: ci saranno riusciti?

Uno dei maggiori protagonisti dell’E3 2019 di THQ Nordic è stato Monster Jam: Steel Titans, che con i suoi monster truck in bella vista ha animato quello che lo scorso anno era lo spazio occupato dal negozio di Sony e PlayStation. Questo anno, invece, facevano la loro apparizione i mitici veicoli americani, tra cui il bizzarro Zombie, veicolo con tanto di braccia protese in avanti come il celebre mostro degli horror.

Dopo aver apprezzato l’intento pubblicitario di Rainbow Studios, che ci ha fatto sognare di gironzolare per Los Angeles a bordo di questi stralunati veicoli, abbiamo finalmente messo le mani sulla versione definitiva del racing. Così, tra salti, ribaltamenti e pezzi di carrozzeria volanti, possiamo finalmente lasciarvi al verdetto finale del nuovo capitolo della serie sviluppata dal team texano.

Monster Jam: Steel Titans
Tutto comincia da una classica corsa su sterrato…

OCCHIO AL DOSSO

Prima di partire per i campionati di tutto il mondo alla ricerca di fama, gloria e distruzione, Monster Jam: Steel Titans ci invita a prendere parte al tipico addestramento dove impareremo le tecniche di base di ogni tipologia di sfida o gara. Dalla corsa, fino alle acrobazie, il titolo ci permette di capire bene come bisogna comportarsi all’interno del mondo dei monster truck. Diversamente da altri titoli racing, dov’è più importante il controllo sulla velocità e sull’accelerazione, nel caso di Steel Titans occorre tenere conto principalmente della verticalità della corsa a causa dei dossi e avvallamenti presenti sul circuito.

Questo fattore, spiegato durante il tutorial, obbliga il giocatore a prestare attenzione al tempismo durante i salti che, se mal eseguiti, possono rovinare la gara. Fortunatamente il nostro veicolo può essere potenziato: oltre ai classici parametri, molto importante è il ruolo delle sospensioni che in questo caso diventa quasi primario. Il potenziamento dei vari parametri può essere fatto spendendo le monete di gioco, ottenibili gareggiando nelle varie discipline, oppure come bonus dopo una vittoria. Sin da subito si nota una mancanza di lungimiranza da parte di Rainbow Studios, che ha reso i monster truck tutti uguali a livello di prestazioni. A parte il mero senso estetico, non ha senso acquistare un altro mezzo fintanto che quello selezionato non avrà potenziamenti da sbloccare.

Monster Jam: Steel Titans
…e si arriva a competere negli stadi di tutti gli Stati Uniti.

L’UNIVERSITÀ SU QUATTRO RUOTE

Una cosa molto importante quando si parla di racing è la presenza di licenze, specie in un gioco come questo, che fa dell’aspetto stravagante dei vari monster truck il proprio punto di forza. Fortunatamente Rainbow Studios non è si è sottratta a questo dovere e tutti i mezzi sono realmente esistenti o riproduzioni curate di vecchie glorie del passato. Allo stesso modo, le arene dove competeremo nei campionati sono realmente esistenti: non manca in tal senso la Monster Jam University, dove potrete muovere i primi passi in questo mondo, esiste realmente e si trova a Paxton (Illinois), sebbene nel gioco sia stata teletrasportata in un’ambientazione desertica che ricorda il Colorado, perdendo così di quella magia che si avrebbe avuto esplorando una versione (anche in miniatura) della città di Paxton.

In Monster Jam: Steel Titans è stato infatti aggiunto una sorta di open world che farà da scenario ad alcune gare e che sarà esplorabile al fine di trovare vari collezionabili sparsi in giro. In realtà questo spazio si è rivelato davvero misero e privo di mordente, inserito tanto per aggiungere un po’ di carne al fuoco, quando in realtà ne avremmo potuto fare tranquillamente a meno. La modalità non è completamente disponibile all’inizio e per accedere alle due aree fuori dalla University, è necessario progredire nella Carriera.

Quest’ultima rappresenta senza dubbio il cuore pulsante del gioco, ma anche in questo caso Rainbow Studios avrebbe potuto sforzarsi un po’ di più al fine di proporre maggiori contenuti, come ad esempio il numero di campionati, che allo stato attuale si limitano a sei. Arrivare tra i primi tre equivale a procedere al campionato successivo e sbloccare nuove aree: come dicevamo, alcune zone della mappa sono inaccessibili se non si arriva a un certo punto della Carriera, così come i veicoli, che non possono essere potenziati al massimo se non raggiunge certo grado. Si tratta certamente di un buon modo per far provare il gioco nella sua interezza, anche se a lungo andare risulta noioso completare i campionati più lunghi per poter sbloccare il mezzo desiderato.

Monster Jam: Steel Titans
Il Wheelie è una delle acrobazie più difficili da padroneggiare, ma vi darà anche più punti.

ROLLING TRUCKS

La bellezza dei monster truck sta nella capacità di violare alcune leggi della fisica, nelle acrobazie e ovviamente nell’enorme stazza di questi veicoli che sfrecciano sui circuiti sterrati. Monster Jam: Steel Titans prova a farci emozionare tra le rampe e le macchine da schiacciare sotto il nostro peso, ma quello che poi ci rimane è solo una sana dose di frustrazione e confusione, tutto per colpa di una fisica non perfetta. Troppo spesso nelle corse siamo finiti rovinosamente fuori pista, a causa di un engine che reagisce in modo a dir poco inaspettato ai dossi e alle sbandate.

Purtroppo schiantarsi contro uno dei bordi del circuito può risultare fatale per la buona riuscita della gara. Penalizzare questo comportamento a causa dell’inesperienza è cosa buona e giusta, ma ciò che corre il rischio di risultare particolarmente frustrante è la serie di rotolamenti causati da questo incidente. Nella realtà, il monster truck, una volta rotolato su sé stesso, finisce col fermarsi immediatamente dopo, mentre in Steel Titans potremo invece continuare a rotolare come se niente fosse, anche tentando in tutti i modi di fermarci. I più furbi troveranno in questo problema di fisica del gioco una buona fonte di punti per le esibizioni, ma anche lì serve una certa dose di bravura nel capire come controllare questo caos rotatorio. Tutto questo senza contare la presenza di bug che potrebbero lanciare il nostro veicolo a metri di distanza, senza capirne l’effettiva ragione.

LASCIARE IL SEGNO

Per quanto concerne il comparto tecnico, Steel Titans non riserva grandi sorprese, né sull’aspetto video né sull’aspetto audio. La mappa, come sottolineato in apertura, non è nulla di particolarmente maestoso, ma soffre di una certa monotonia e mancanza di ispirazione. Anche all’interno degli stadi non si riesce a vivere quell’esperienza che un evento Monster Jam dovrebbe trasmettere. Se il vostro Truck è potenziato al massimo, la possibilità che l’evento si concluda in una manciata di secondi è altissima, a meno che non commettiate commettere un errore banale. Sfortunatamente, alla monotonia che si fa notare esplorando lo scenario si aggiunge anche quella nell’animazione di vittoria che è sempre uguale in tutte le gare. Ci saremmo aspettati una colonna sonora più vivace, magari con qualche artista su licenza, ma sfortunatamente anche in questo caso resta la scelta di mantenere un’esperienza blanda, con canzoni per nulla incalzanti e che fanno da mero contorno alle corse.

Una piccola nota positiva è la volontà di ricerca un minimo di realismo nell’interazione con l’ambiente e nel monster truck. L’ambiente è infatti quasi totalmente distruttibile, anche il terreno può essere segnato dal passaggio dalle gargantuesche gomme. Allo stesso modo il Truck si romperà in mille pezzi se dovessimo capovolgerci tragicamente. Un altro dettaglio molto simpatico è la possibilità di rompere una delle gomme che possono essere riparate tramite una sorta di QTE, ma l’unica volta in cui ci è successa una tale disgrazia abbiamo preferito continuare forzatamente la nostra gara, che ovviamente abbiamo vinto anche con una ruota a terra.

GIUDIZIO
Se Monster Jam: Steel Titans fosse uscito qualche anno fa, avrebbe potuto certamente meritarsi il suo spazio. Allo stato attuale, invece, il titolo di Rainbow Studios è mediocre, breve e a tratti snervante. Complice una fisica che reagisce in modo imprevedibile, il rischio di trovarsi di fronte a un'esperienza frustrante è molto elevato. Il che è un peccato, viste la presenza delle licenze ufficiali del mondo Monster Jam: anche in questo caso, però, c'è una sorta di monotonia di fondo, con i truck che sono tutti uguali e variano esclusivamente a livello estetico.
GRAFICA6
SONORO5.5
LONGEVITÀ5
GAMEPLAY5
PRO
Licenze ufficiali del mondo Monster Jam
CONTRO
Tutti i Monster Truck sono uguali a livello prestazionale
Numero esiguo di contenuti
Engine della fisica imprevedibile e frustrante
5
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