L’ente di classificazione software americano ESRB ha annunciato che procederà a inserire una nuova etichetta addetta a informare gli acquirenti dell’eventuale presenza all’interno di un videogioco delle famigerate loot box, ovvero la possibilità di acquistare dei contenuti aggiuntivi per il gioco tramite microtransazioni, e dunque denaro reale. Un fenomeno condannato da alcune nazioni come il Belgio, ma che considerati i numeri generati da colossi come Activision, difficilmente sparirà dall’industria in tempi brevi.

L’ente ha annunciato che l’etichetta sarà presente anche negli store digitali e servirà a informare gli utenti che “è possibile acquistare oggetti o contenuti premium con moneta reale”, trovando dunque una soluzione che non ha intenzione di considerare, effettivamente, il fenomeno delle transazioni come gioco d’azzardo, ma limitandosi a segnalare la presenza di loot box.

“L’industria dei videogiochi si sta innovando ed evolvendo velocemente, così come sta facendo ESRB”, si legge in una nota rilasciata alla stampa. “L’obiettivo dell’ente è di assicurare che i consumatori abbiano gli strumenti più adatti per comprendere quello che il prodotto offre e acquistarlo in tutta tranquillità”.

“Con questa nuova modalità di classificazione, i genitori sapranno subito se il gioco che stanno acquistando per i propri figli contengono oggetti acquistabili con moneta reale”, recita il comunicato stampa, che non specifica se nei contenuti acquistabili con valuta reale saranno considerate solo le loot box o altri tipi di servizi, come Season Pass o abbonamenti vari, questo perché, secondo il presidente di ESRB Patricia Vance, molti utenti non hanno cognizione delle reali differenze tra questo genere di contenuti.

Credete che le nuove etichette saranno utili a non far cadere i ragazzini in facili tentazioni del “tutto e subito”?