Mario Day

Mario Day 2018 – I ricordi più belli della redazione su Super Mario

Oggi in tutto il mondo Nintendo ha scelto di festeggiare il suo personaggio più famoso, quel baffuto e vestito di rosso idraulico Italiano che da 33 anni è simbolo sia di Nintendo stessa che dei videogiochi in generale. La scelta del 10 marzo come giorno per questo evento non è per nulla casuale: infatti la data odierna, nel formato utilizzato dagli americani, si trasforma facilmente in Mar10, graficamente interpretabile proprio come il celebre nome del festeggiato.

Mario, è diventato un icona pop universalmente riconosciuta, l’amico sempre al nostro fianco che ci accompagna senza paura in ogni avventura. Insieme a lui siamo stati capaci di esplorare infiniti e coloratissimi mondi, a casa o nei luoghi più disparati, sconfiggendo ogni genere di nemico per salvare la nostra principessa.

Questa vecchia pubblicità rende ancora meglio oggi l’idea della vastità del fenomeno Mario, quasi profetizzando allora quanto sarebbe stato un fenomeno di massa, quanto l’idraulico di casa Nintendo sarebbe stato capace di farsi conoscere e di contribuire alla diffusione del videogioco e dalla sua cultura in generale. Un mondo interno che urla il suo nome, che lo chiama a gran voce, che aspetta di avere qualche minuto libero per fare una partita e giocare con lui.

Mario è stato capace di creare generi e ridefinirli, si è evoluto da piccola comparsa fino a diventare il nome stesso sulla scatola del gioco, continuando la sua inarrestabile corsa saltando come solo lui sa fare da un genere all’altro. E così, insieme al fratello Luigi, il baffuto idraulico è stato protagonista di un gioco di ruolo nella serie Mario & Luigi, ha dimostrato le proprie doti atletiche come golfista, tennista e persino calciatore, guidato un kart a folli velocità e si è dilettato in complessi rompicapo nei panni di Dr. Mario.

Insomma, di cose ne ha fatte davvero tante in questi 33 anni e oggi vogliamo ringraziarlo per tutto quello che il nostro Mario ha rappresentato sia per i videogiochi in generale che per il nostro mondo fatto di videogiochi. Oggi la redazione di VGN.it ha voluto dedicare un piccolo ricordo legato a Super Mario rendendo il giusto tributo a un nome capace di unire la nostra passione: se siamo qui a scrivere di videogiochi da anni, alla fine parte del merito è suo. Quindi buon #Mar10 Day a tutti i nostri lettori, a tutti gli appassionati di videogiochi, a tutti coloro che almeno una volta hanno preso un pad in mano e giocato con un titolo della serie. Buon Mario Day anche a chi non è videogiocatore ma conosce parte del suo mondo e dei suoi abitanti, siano essi funghi, piante carnivore, tubi o tartarughe, nomi comuni che assumono un completo e differente aspetto se immaginati nel fantastico universo creato da Nintendo in cui vive Mario insieme a tutti loro.

Che questo Mario Day sia una festa non solo per Mario ma per tutto il mondo dei videogiochi: che sia il simbolo di una passione capace di far unire, divertire, rilassare e discutere. Vi lasciamo quindi ai nostri ricordi, convinti che in qualche modo ognuna delle nostre storie sarà simile a qualcuna delle vostre. Sentitevi liberi di condividerle con noi nei commenti nel caso lo vogliate e… buon Ma10 Day a tutti!

Alessandro Adinolfi

Mario per me non rappresenta l’incontro con i videogiochi, anzi. È arrivato tardi, molto tardi, intorno al mio decimo compleanno, con un Game Boy Color, insieme alla cartuccia di Super Mario Bros. Deluxe. Inutile dire che fu amore a prima vista e da lì in avanti ho giocato praticamente quasi tutti i giochi della serie, recuperandoli anche in un secondo momento.

Grazie Shigeru Miyamoto e grazie Nintendo per avermi regalato uno dei personaggi più belli e funzionali mai costruiti nella storia dei videogiochi.

Alessandro Palladino

Ricordo principalmente Super Mario perché era uno dei giochi che univa me ai miei cugini. Quando mi trasferii nella nuova casa non li conoscevo, però cercavano una persona con cui giocare a Mario Kart su SNES. Accettai ovviamente di buon grado, nonostante non avessi mai giocato a Mario Kart in vita mia. Da allora abbiamo stabilito una sorta di tradizione e ogni tanto ci ritroviamo a giocarci ancora oggi dopo ben più di 10 anni! In un certo senso, Mario ha aiutato a unire la parte giovane della famiglia, e lo fa ancora con i miei cugini più piccoli.

Angelo Bianco

Mamma mia Mario! Anche se sono passati più di vent’anni, è sempre un piacere affrontare insieme a te nuove avventure. Ricordo come se fosse ieri i pomeriggi trascorsi a “consumare” la cartuccia di Super Mario All Stars (già all’epoca eri una superstar!) per SNES. E il pad che seguiva ogni tuo movimento, quasi fosse il sottoscritto a dover correre, saltare e salvare principesse. Buon Mar10 Day a tutti i lettori di VGN!

Caterina Del Pace

Mario è stato forse uno degli amici con cui ho passato più tempo nell’infanzia. Giocavo così tanto (e così male!) che pensavo che Mario mi odiasse per il numero di game over con cui ho dovuto fare i conti… I due titoli a cui sono più legata sono Dr. Mario e Super Mario World.

Il primo l’ho conosciuto a casa di un’amica che fece l’errore di sfidarmi. Tutt’ora se inizio a giocare non riesco più a scollarmi. È magnetico. Super Mario World… beh, ho uno strano rapporto con questo gioco. Tutte le volte che lo riprendo in mano. finisco o per perdermi nei livelli segreti (che ricorderò sempre come sbloccare e affrontare a distanza di anni) o per auto-impormi sfide assurde, come portare a termine tutti i livelli con Mario piccolo o con Yoshi Blu.

Insomma, grazie Mario… e scusa se ti ho fatto morire così tante volte!

Davide Dell’Edera

La mia prima console è stata il NES, quindi è facile che il mio ricordo più prezioso legato alla saga dell’idraulico italiano più amato nel mondo sia Super Mario Bros.

I pomeriggi interi trascorsi con mio padre per studiare il miglior percorso da affrontare nei vari livelli e l’immane soddisfazione nel completarlo la prima volta, sono sensazioni che difficilmente potrò mai dimenticare.

A ogni modo, il mio Mario preferito però è senza alcun dubbio Super Mario Bros 3, arrivato qualche anno più tardi, ma che ha catalizzato la mia attenzione per mesi interi senza che riuscissi a staccarmici. Momenti che hanno certamente formato il mio percorso da videogiocatore.

Filippo Ceron

La mia avventura con Super Mario è iniziata nell’era del Super Nintendo, quando una copia di All Stars girava come il santo Graal tra i compagni di scuola, poco prima che Donkey Kong Country gli rubasse temporaneamente la scena nel 1994.

Ma il mio ricordo più vivido è, strano ma vero, una pagina pubblicitaria su un numero natalizio di Topolino, che devo ancora avere sepolto da qualche parte. Campeggiava la figura di Mario con le braccia allargate e uno strano cappello alato ad accompagnare la nuova, fiammante console della grande N. Circa un anno dopo stringevo tra le mani la cartuccia di Super Mario 64 e partivo alla ricerca proprio di quel cappello alato.

Per il bambino di allora, da quel momento in poi, il mondo dei videogiochi sarebbe cambiato per sempre. Grazie, Super Mario.

Mario Day

Filippo Scaboro

Ricordo quanto rimasti stupito nel vedere Super Mario Bros. su NES a casa di un amico per la prima volta. I suoi colori, le musiche, gli effetti sonori, tutto sembrava così perfetto davanti ai miei occhi di bambino. Ora che sono diventato un bambino grande mi rendo conto che, ancora oggi, posso tornare a stupirmi come una volta, posso provare ancora le stesse emozioni e sensazioni semplicemente inserendo una cartuccia dentro al NES o accendendo il Nintendo NES Mini, ma forse, alla fine di tutto, quello che conta è solo la compagnia di Mario.

Francesca Guido

Il ricordo più bello di Super Mario è legato a mio padre. Quando mi regalò il NES, iniziò anche lui a giocare con me a Super Mario Bros., anticipando quella che pochi anni più tardi sarebbe diventata una tecnologia, il motion control, visto che, invece di premere i tasti, era lui a saltare col pad in mano!

Gaspare Belmonte

A cinque anni e lo ricordo ancora come fosse ieri, mi misi per la prima volta al comando di Mario nella sua terza avventura, Super Mario Bros. 3. Un titolo che mi regalò interi pomeriggi passati davanti alla TV, giocando in  in compagnia di mio cugino nella modalità multiplayer.

Ogni giorno non mancavano i litigi per chi dovesse utilizzare Mario e chi Luigi, seppur sostanzialmente identici nell’aspetto ma di colorazione differente. Ogni giorno si tentava, invano, di finire il gioco scovando piccoli segreti che ci permettevano di saltare alcuni livelli e arrivare all’ultimo mondo ma purtroppo (o per fortuna), dopo un certo numero di ore trascorse a tentare i nostri genitori ci “esortavano” a chiudere per studiare o andare a giocare all’aria aperta.

Ma non demordevamo: il giorno successivo, dopo la scuola, ci posizionavamo sempre davanti la TV con Mario e cercavamo nuovi segreti che ci permettessero di arrivare alla fine dell’avventura nel minor tempo possibile. Non lo finimmo mai, ma penso che anche oggi, dovessimo decidere di riprovarlo a finirlo, litigheremmo un bel po’ per chi dovrebbe utilizzare Mario.

Mario Day

Giovanni Marrelli

Il mio primo incontro con Mario è stato in occasione della sua prima avventura da protagonista in Super Mario Bros., un gioco che ho avuto modo di provare da piccolo grazie al NES di mio zio. Erano sempre sessioni brevi, toccate e fughe che mi lasciavano con l’amaro in bocca ogni qualvolta arrivava il momento di separarmi da quel personaggio così buffo. L’amore è scoccato definitivamente con Super Mario Bros. 3, dopo che, inscenando un pianto interminabile, sono riuscito nel difficile compito di farmi prestare la console e giocare per un intero fine settimana (!) in compagnia di Mario, nel tentativo di salvare la principessa dei suoi sogni dalle grinfie di Bowser.

Mario è il volto di un’industria che, con creatività e passione, sta lentamente diventando la più importante forma di intrattenimento digitale del mondo. Un baffuto omino che da anni prende a capocciate muri, ingurgita funghi e si trasforma nelle creature più bizzarre, ma che a ogni nuova avventura riesce sempre nel compito più difficile: farci divertire in modo genuino, facendoci tornare bambini per pochi istanti. Mario è un’icona in grado di unire generazioni differenti, di trasmettermi le stesse emozioni vissute sul NES a vent’anni di distanza, giocando in compagnia di mio figlio sul piccolo NES Mini.

Grazie Mario: senza di te, i videogiochi non sarebbero gli stessi.

Mario Day

Jacopo Mungai

Il giorno di Mario, il Mario Day, è come se fosse anche la festa del videogioco. Troppa la sua importanza, infinito il suo significato. Dalla prima apparizione fino a oggi un continuo crescendo di emozioni e gestualità dal sapore iconico.

Un’icona, appunto, che non stanca mai, capace di rinnovarsi e adeguarsi ai tempi correnti. Mario e Nintendo  mantengono fervidi i cuori di tantissimi appassionati, capaci di emozionarsi ancora dopo oltre trent’anni dal primo salto, con pochissimi pixel a disposizione. Come dimenticarsi il viaggio a tre dimensioni su Nintendo 64, ma anche l’ultimo a bordo della già mitica Odyssey.

Mario è Mario, e per chi ama questo mondo è un punto fermo, uno standard ma anche un esempio, sinonimo puro di divertimento e allegria. Tanti auguri Mario, e ancora cento di questi giorni: non potrebbe essere altrimenti.

Luciano Cofano

In occasione del Mario Day vorrei esprimere due parole su uno dei personaggi che ha fatto la storia della saga. Devo ammettere che non ho un ricordo preciso a riguardo che ha segnato la mia infanzia, in quanto ho scoperto le console Nintendo e tutte le sue figure principali solo dopo qualche anno aver covato la mia passione.

Un ricordo indelebile però che ho legato alla figura di Mario è senza dubbio Super Mario Galaxy su Wii, uno dei titoli che mi è rimasto più impresso per la sua qualità sia a livello tecnico che a livello di gameplay, in quanto coniugava perfettamente tutte le caratteristiche offerte dalla console.

Ovviamente poi con il passare degli anni ho scoperto altre mille sfaccettature dedicate alla figura di Mario, e ho imparato ad apprezzare e amare anche i titoli vecchio stampo come Super Mario Bros. e tutti i suoi seguiti. Che dire allora, tanti auguri Mario e alla prossima avventura!

Marco Simone Rossi

Mario è quell’amico che ogni bambino e ragazzo desidera, un amico su cui puoi contare e che sai non ti deluderà mai… Ricordo ancora il mio primo gioco di Mario per Game Boy, avevo poco più di cinque anni, passavo giornate intere a giocarci giorno dopo giorno, per mesi… poi crebbi, vennero altri giochi, altre console, ma Mario rimase lì, cresceva con me proprio come farebbe un amico. Oggi, a distanza di quasi vent’anni, sento che forse è arrivato il momento di ringraziarlo, nell’unico modo di cui sono capace, scrivendo poche righe che non sono sufficienti a descrivere le emozioni che mi hai regalato in questi anni. Grazie di tutto, Mario.

Michele Capacchione

Il mio ricordo più bello di Mario? I pomeriggi estivi passati a sfidare mia sorella. All’epoca eravamo poco più che bambini, e gareggiavamo con lo scopo di finire Super Mario Land su Game Boy Color con più vite possibili.

Dopo Land il mio digiuno con i titoli della serie è durato ben 15 anni e indovinate qual è il titolo che ha saputo riavvicinarmi alla serie? Super Mario 3D World, su 3DS. Da quel momento, l’amore per le console Nintendo è sbocciato nuovamente, sfociando di recente nell’acquisto di Switch e ovviamente Super Mario Odyssey.

Alla luce di questa esperienza credo che non si è mai troppo grandi per vivere un’avventura con l’idraulico baffuto e spero di condividere nuovamente quei bei momenti con mia sorella o, chi lo sa… magari con i miei figli.

Nicola Del Giudice

Mario. Di quel baffuto idraulico ho ricordi legati solo all’infanzia. Ricordo ancora quel capolavoro per Game Boy di Super Mario Bros., ero fissato con quel gioco e mi piaceva da morire, ma poi arrivò quel livello maledetto dove correre senza mai fermarsi. Ero davvero piccolo quando arrivai a quel livello e, per la disperazione, abbandonai il tutto. Ora, alla veneranda età di 21 anni, mi pento della mia mancanza di costanza e volontà.

Piersandro Guerrera

Ho conosciuto Mario senza rendermene conto negli anni ’80 grazie al Commodore 64 di mio zio. A trasformare il paffuto personaggio in un simbolo che mi ha perennemente legato alle console Nintendo è stato Super Mario Bros. 3, e da quel momento ho acquistato le piattaforme da gioco dell’azienda giapponese in primis per Mario.

Non mi considero un “Nintendaro” ma devo giocare a tutti i giochi di Mario, la mia droga videoludica.

Pietro Quattrone

Ho conosciuto Mario quando avevo tre anni, in una sala giochi sperduta in Abruzzo. Per farmi giocare, i miei cugini mi facevano salire su uno sgabello. Non sapevo nemmeno come si chiamasse e non penso di essere mai arrivato alla fine del primo livello, ma ero già pazzo di lui e non ho mai in realtà capito il perché.

Non so come abbia fatto mio padre a sapere che esistesse il NES con Super Mario Bros., e non so nemmeno come sia arrivato in casa mia, ma da quel momento non ci siamo mai separati (e penso che mai ci separeremo). Altri cento Mar10 Day a tutti!

Tommaso Stio

Se penso alla saga di Super Mario, penso a quando ho scoperto i videogiochi, penso a mio fratello, ai suoi amici, alle loro strane console e la mia mente ritorna, inevitabilmente, al buffo mondo colorato e brillante di Super Mario 64.

La spensieratezza di pomeriggi interminabili trascorsi con gli occhi illuminati davanti alla TV e con quello strano pad grigio in mano mi regala tutt’ora un ricordo unico, un vero e proprio ponte tra il me bambino e la gioia del gioco Nintendo. E poi Mario si spostò dal salotto di casa alle mie mani, spesso al mio fianco nei lunghi viaggi, sotto le coperte o nei momenti più tristi.

Super Mario Bros. 2 fu per me uno dei primi giochi portatili a cui mi dedicai con incredibile passione quando lo scoprii con estrema gioia sul Game Boy Advance di mio fratello.

Valentina Caramignoli

Pur avendo giocato le avventure di Mario solo da bambina, ricordo con piacere i pomeriggi spensierati passati al Game Boy Color dopo scuola, trascorsi in compagnia di un Mario sempre in cerca dell’amata principessa rapita.

Speriamo che questo momento di condivisione vi sia piaciuto e magari possa risvegliare in voi qualche vecchio ricordo o spingervi a farvi rispolverare i vecchi Game Boy.

Non potevamo che chiudere questo speciale con un’immagine tratta dall’unboxing di Wii U a opera dell’allora presidente di Nintendo, Satoru Iwata che, una volta indossati i guanti bianchi, commentò simpaticamente di come lo facessero sentire un po’ come se fosse Mario.

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