La nuova modalità di Assassin’s Creed Origins, intitolata Discovery Tour, è uscita da soli due giorni su PC, PS4 e Xbox One e ha già attirato l’attenzione dei giocatori. Infatti, le statue che presentavano nudità nell’edizione principale del gioco, risultano invece “coperte” nella modalità educativa.

Questa scelta appare a prima vista controversa. Origins, come tutti i titoli della saga, è ovviamente un videogioco caratterizzato da contenuti forti, riservati a un pubblico maturo (non a caso, infatti, la classificazione dell’ente PEGI è un 18+), vista la vasta presenza di scene decisamente violente.

La ragione di questa opera di censura da parte di Ubisoft sta quindi in una piccola differenza di questa modalità che, come ricorderete, può essere acquistata anche in un formato standalone ed è infatti indirizzata a un pubblico adolescente, in modo che si possa sfruttare il titolo con scopi educativi. La decisione è stata condivisa da Ubisoft in risposta alla redazione di Polygon, che chiedeva chiarimenti sulla controversa decisione.

Dal canto suo, la software house ha aggiunto che la modalità è stata ideata con l’aiuto di educatori e accademici affinché i contenuti fossero adatti a un più vasto pubblico di diverse età e culture. Lo storico Maxime Durand, che ha lavorato ai vari titoli della saga, svela che questo tipo di accorgimenti erano stati espressamente richiesti da varie figure accademiche, che avevano lamentato l’impossibilità di utilizzare la versione base di Origins per l’inadeguatezza dei contenuti.

In Discovery Tour si potranno quindi esplorare le meraviglie dell’Antico Egitto senza incappare in elementi non adatti al nuovo target. Le conchiglie la faranno da padrona, coprendo seni e genitali maschili ove necessario.

La questione generale su cosa sia giusto o meno censurare nei videogiochi per coniugare il target con i contenuti, rimane sicuramente dubbia. L’ente ESRB, che si occupa di categorizzare i giochi in base ai contenuti, nel 2015 ha valutato Apotheon, gioco che presenta elementi di nudo in ceramiche dell’antica Grecia, come un titolo adatto a un pubblico adolescente. In questo specifico caso, sarebbe stato meglio probabilmente chiedere un’eccezione da parte dello stesso ente ESRB, così da coniugare i contenuti di Assassin’s Creed Origins agli intenti educativi. Ma allo stesso tempo c’è da valutare che le statue a cui è stata applicata la censura non sono che elementi di contorno totalmente generici, e che questo lato del gioco non ha nulla a che fare con il tour guidato.

Oltre alla nudità, non è presente nemmeno la violenza in Discovery Tour. Durand afferma che il lavoro su questa modalità è stato duro per poter garantire un’esperienza di gioco completamente pacifica, specificando che il team Ubisoft ha dovuto “hackerare il loro stesso gioco” perché ciò fosse possibile. Anche mantenere un certo rispetto nei confronti dell’ambientazione storica non è stato uno scherzo, stando alle parole di Durand, che ha collaborato con un team di storici ed Egittologi per realizzare i testi che accompagnano il tour.

Alla fine, con un lungo e minuzioso lavoro, sono riusciti a ottenere un gioco che rispettasse tutti.