Museo Videoludico #03 – Medusa di God of War

La mitologia greca è certamente una delle più affascinanti. I greci erano riusciti a dare un significato a ogni evento straordinario: se era in corso una tempesta significava che Zeus, padre degli dèi e signore dei fulmini, era adirato; se nel bel mezzo di una navigata il mare si agitava era a causa di Poseidone. Gli antichi erano riusciti a insegnare ai giovani importanti lezioni di vita solo raccontando di gesta eroiche e punizioni esemplari. A questo proposito, uno dei racconti più famosi del mito greco è quello di Medusa, la regina delle Gorgoni, demoni dallo sguardo pietrificante.

In questo mese di aprile, totalmente dedicato a God of War (di cui potete leggere la nostra recensione), anche Museo Videoludico si unisce al coverage della più sanguinosa saga mai uscita su PlayStation, portando alla vostra attenzione la stessa Medusa, affrontata dal prode Kratos nel primissimo capitolo del 2005.

The Time Machine: God of War

Il nostro anti-eroe incontra la creatura per la prima e unica volta durante l’assedio di Atene. In quel momento Ares, insieme alla sua armata, sta cercando di espugnare la città sacra dell’omonima dea. Con in atto il complotto per eliminare il dio della guerra, viene chiesto a Kratos di aiutare le forze ateniesi a respingere il nemico non-morto. Durante questo tentativo, il protagonista incontra Medusa, che, strisciando fuori da una nube rossa, ci attacca. Come vi abbiamo accennato in The Time Machine, gli dèi donano a Kratos molti dei loro beni. Su questa scia, Afrodite invita lo spartano a mondare questa piaga e, in caso di successo, la testa della gorgone diverrebbe sua.

Museo Videoludico - Medusa - God of War

Il combattimento è subdolo e, per certi versi, si addice a un essere serpentiforme. Medusa attacca repentinamente, sparendo nell’ombra e caricando all’improvviso. Ovviamente sfrutta il suo sguardo pietrificante per intrappolare Kratos prima di dare il colpo di grazia. La battaglia tra i due si conclude col Fantasma di Sparta che taglia via la testa della gorgone con le sue Spade del Caos, ottenendo così un immenso potere da usare contro i nemici.

Il mito della gorgone è forse uno dei più conosciuti, come dicevamo all’inizio, ma storia vuole che l’immaginario di Medusa e di tutta la sua stirpe mostruosa non sia serpentiforme, bensì umanoide. L’immaginario comune della donna mezza serpe, mezza umana è dovuto al colossal del 1981 Scontro di Titani, diretto da Desmond Davis, di cui recentemente è stato realizzato un remake con Sam Worthington nei panni di Perseo.

Museo Videoludico - Medusa - God of War

Il racconto di Perseo narra di come egli avrebbe dovuto regalare un cavallo al re Polidette per il suo matrimonio. Essendo l’eroe povero, si offrì di fare qualsiasi cosa pur di rimediare ed evitare che il re insidiasse la madre Danae. Il patto fu di uccidere Medusa e riportargli la testa. Dopo mille peripezie, tipiche di ogni narrazione greca, Perseo sconfisse la temibile gorgone, vincendo la sfida di Polidette.

La mitologia greca vuole anche che la Regina delle Gorgoni abbia due sorelle: Euriale e Steno, entrambe anche presenti all’interno del mondo di God of War. La prima è uno dei tanti boss del secondo capitolo: rilegata all’interno di un santuario nella palude delle Parche, attacca Kratos per vendicare la sorella, ma sfortunatamente fa la stessa fine. Steno, la maggiore tra le tre sorelle, invece compare in Ascension, ma all’interno di una delle arene multiplayer. Probabilmente è stata relegata lì da Medusa stessa per rubarle il titolo di Regina.

Museo Videoludico - Medusa - God of War

Incerto invece il motivo per cui queste, un tempo bellissime donne, siano state trasformate in tali bestialità. Alcuni vogliono che siano nate già in questa forma dall’unione di due divinità marine: Forco e Ceto. Altri invece pensavano che questa un tempo avesse osato gareggiare in bellezza con Atena.

Le gorgoni venivano incise sui cammei e altri rilievi come simbolo apotropaico. Questo significa che tale oggetto, definito anche gorgoneion, aveva come scopo quello di tenere spiriti ed entità malvagie lontano dall’abitazione o dalla battaglia. Il viso mostruoso fu utilizzato spesso nella cultura occidentale, addirittura oggi è il simbolo della rinomata catena di moda Versace.

La nostra avventura odierna termina qui. Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate e cosa vorreste vedere in futuro. Museo Videoludico torna il prossimo mese con una nuova analisi e tante curiosità.