God of War
Versione testata: PS4

God of War

Qualcosa è cambiato“, suggerisce Atreus nelle prime battute di gioco del nuovo God of War, grande ritorno di uno dei franchise più amati dai fan PlayStation. Il nuovo capitolo, che abbandona la progressione numerica quasi a illudere i giocatori di voler fungere da reboot, non taglia assolutamente i ponti col passato, ma tenta di scrivere un nuovo capitolo in un canovaccio complesso, denso di momenti spettacolari, in cui il dio della guerra Kratos ha vissuto avventure incredibili tra Inferi e Olimpo. Non ci dilungheremo a parlare della storia del franchise per non tediarvi troppo con l’ennesima lezione di storia: per quello vi rimandiamo all’ultima puntata della nostra rubrica The Time Machine, con un’approfondita analisi dell’evoluzione di God of War.

Esaurite le divinità da sterminare nella mitologia greca, gli sviluppatori di Sony Santa Monica hanno optato per un cambio drastico nell’ambientazione, portandoci nelle fredde terre nordiche alla scoperta di una mitologia che poco ha a che spartire con quella precedente, ma non per questo risulta meno affascinante. In questa recensione, frutto di decine e decine di ore spese nel mondo di God of War, non ci saranno anticipazioni sulla trama né alcun tipo di spoiler. Su richiesta degli sviluppatori, che hanno impiegato ben cinque anni a mettere insieme i numerosi tasselli che compongono questa eccezionale avventura, preferiamo non rovinarvi il gusto di scoprire da soli come si evolverà la storia, e con essa il difficile legame tra Kratos e Atreus.

God of War

UN LUNGO VIAGGIO

Qualcosa è cambiato, dicevamo, e in realtà i cambiamenti sono più numerosi di quanto non si possa pensare. Il primo, quello più evidente, è che con l’adozione della nuova telecamera alle spalle del protagonista, il sistema di combattimento assume i tratti di un gioco d’azione moderno, abbandonando lo stile a cui la saga ci aveva abituato sin dal suo debutto su PlayStation 2. Il gioco mette da parte la fruizione estremamente lineare dell’avventura per abbracciare un tocco più contemporaneo, con vasti scenari esplorabili che strizzano l’occhio agli open-world, pur non offrendo un’esperienza completamente libera nel vero senso della parola. Il nuovo God of War non è Horizon Zero Dawn, per intenderci, e non offre certamente la stessa profondità di un The Witcher 3, ma riesce comunque a garantire un’evoluzione tanto elaborata quanto ricca di contenuti secondari e attività extra, che si traducono in una longevità decisamente fuori dal comune.

Una volta che avrete raggiunto i titoli di coda, e potrete farlo in 20 ore se deciderete di dedicarvi esclusivamente alla quest principale o in oltre il doppio del tempo se vi concederete, di tanto in tanto, una piccola variazione sul tema, il mondo di God of War si lascerà esplorare completamente, abbracciando appieno quell’anima moderna e mettendo a disposizione di un incredulo giocatore una mole di contenuti inaspettata. Boss secondari, mappe del tesoro, enigmi, dungeon nascosti sono solo alcuni dei contenuti che potrete provare tra storia principale e le varie missioni secondarie in cui dovrete portare a termine dei compiti per determinati NPC che incontrerete nel corso della lunga avventura di Kratos e Atreus. Un viaggio che permetterà al brutale dio della guerra spartano, sempre tormentato dal suo passato, di allacciare un rapporto più che mai complicato con un figlio all’oscuro della vera natura del padre.

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APPENDERE LE LAME AL CHIODO

Quando si tratta di menare le mani Kratos non si tira certo indietro e lo fa abbracciando uno stile sicuramente più lento che in passato, ma non per questo meno avvincente. Il dio della guerra infatti non dispone più delle storiche Lame del Caos ma di una nuova arma appartenente alle terre norrene, il Leviatano: si tratta di un’ascia dal potere congelante che ha una particolarità, quella di poter essere richiamata a sé con la semplice pressione di un tasto. Il Leviatano diventa così molto simile a Mjolnir, il martello di Thor, e consente sia di colpire i nemici in prossimità, sia di affrontarli dalla lunga distanza, premendo L2 per mirare e R1/R2 per sferrare rispettivamente un colpo più rapido ma leggero o potente ma lento. Allo stesso tempo, Kratos dispone del cosiddetto Scudo del Guardiano nel braccio sinistro, che può essere richiamato in ogni istante con la pressione di L1 per parare gli attacchi nemici o, se utilizzato col giusto tempismo, per contrattaccare immediatamente. Con il tasto X il protagonista può eludere un attacco, mentre premendolo due volte può effettuare una schivata. Lanciando il Leviatano, o semplicemente riponendolo con la pressione del D-Pad verso destra, Kratos può scegliere di combattere a mani nude, mossa più che utile per fronteggiare nemici immuni al potere dell’ascia, rendendo il gameplay molto più variegato e ricco di variabili da memorizzare.

Già, perché i moveset di base del Leviatano, dello Scudo del Guardiano e dell’immancabile Furia di Sparta sono abbastanza semplici, ma con il tempo possono essere arricchiti da nuove mosse sbloccabili attraverso punti XP che otterrete al termine di ogni scontro, completando particolari sfide riportate nel Diario di Atreus o tramite le numerose quest secondarie. God of War assume dunque i tratti di un gioco di ruolo, con un albero delle abilità e la possibilità di migliorare le statistiche di Kratos e Atreus tramite l’uso di nuove armature e oggetti sempre più rari. Le armature potranno essere migliorate e potenziate dai fabbri presenti in gran numero nella mappa, con la possibilità di applicare degli incantesimi nell’equipaggiamento che prevede i castoni, così da incrementare valori come Forza, Runico, Difesa, Vitalità, Fortuna e Ricarica e personalizzare l’esperienza di gioco in base al proprio stile di combattimento. Man mano che procederete nell’avventura, sbloccherete nuovi progetti per armature di tipo comune, raro, leggendario ed epico, ciascuna dotata di proprie abilità. Potrete realizzare diversi set da usare per fronteggiare nemici diversi, tenendo conto di bonus che vi permettono, ad esempio, di incrementare il danno dei colpi da gelo o di migliorare la protezione contro il veleno o il fuoco.

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LE RUNE DEL LEVIATANO

I nemici però non resteranno certo a guardare, e più vi addentrerete nelle rigide terre nordiche, maggiori saranno i rischi di incappare in avversari più potenti e caratterizzati da stili di combattimento differenti. A tal proposito, vi tornerà particolarmente utile la possibilità di aggiungere speciali abilità al Leviatano: gli Attacchi Runici, presenti sotto forma di Runico Leggero e Pesante, che potranno essere attivati rispettivamente con la pressione di R1 e R2 mentre si usa lo Scudo del Guardiano (premendo L1). Questi Attacchi Runici, anch’essi potenziabili tramite punti esperienza, dispongono di un tempo di recupero e variano per quantitativo di danni, capacità di stordimento o le abilità extra, come ad esempio il Gelo, risultando più o meno utili contro determinati nemici. Personalizzando il Leviatano, e in particolare il Pomo dell’Ascia e il Talismano dell’armatura di Kratos, potrete donare nuove abilità all’ascia o fornire aiuti decisamente utili in battaglia, come la possibilità di ripristinare la vita a ogni uccisione o di ricaricare istantaneamente tutte le abilità runiche per liberarsi velocemente di un gruppo nutrito di nemici.

Tutto ciò che riguarda i potenziamenti è applicabile tanto a Kratos quanto a suo figlio Atreus, che non svolgerà un ruolo da semplice comprimario ma sarà protagonista sia nell’esplorazione e risoluzione degli enigmi che durante i combattimenti. In qualsiasi momento dello scontro, con il tasto Quadrato potrete ordinare ad Atreus di scoccare una freccia, lasciandogli libertà nella scelta del bersaglio oppure mirando con L2 e indicando il punto da colpire con Quadrato. Questa possibilità assumerà maggiore importanza nel corso dell’avventura, con nuove abilità che Atreus imparerà strada facendo e che saranno alla base della risoluzione di particolari enigmi ambientali, ma all’occorrenza potranno essere utilizzate in combattimento per tenere impegnati nemici, stordirli oppure aprire un varco per permettere a Kratos di colpire.

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L’evoluzione delle abilità di Kratos e Atreus va di pari passo a quella degli enigmi, si tratti di puzzle principali che sono fondamentali per avanzare nell’avventura o di casse secondarie che potrete aprire scovando particolari rune nascoste negli scenari, spesso inaccessibili se non utilizzando le abilità di Kratos, Atreus, Leviatano e frecce in modi particolari. Gli sviluppatori sono riusciti a rendere ogni enigma sempre interessante, senza risultare banale o poco stimolante, riuscendo di volta in volta ad aggiungere piccole ma significative variazioni sul tema, in grado di coinvolgere nuove abilità sbloccate poco prima o l’uso combinato delle peculiarità del Leviatano e dell’arco di Atreus per risolvere enigmi avanzati. Lo stile scelto da Sony Santa Monica non è di quelli estremamente difficili e cervellotici, scelta che avrebbe corso il rischio di risultare frustrante, ed è raro trovarsi bloccati in un punto senza avere i giusti riferimenti per proseguire. Gli amanti delle sfide non devono disperare, dal momento che ci saranno enigmi opzionali in grado di mettere a dura prova le proprie meningi.

E proprio le attività secondarie rappresentano un modo tanto affascinante quanto indispensabile per permettere a Kratos di ottenere nuovi punti esperienza con cui migliorare il proprio parco mosse, o per ottenere risorse più rare con cui confezionare armature sempre più potenti. Completando scontri opzionali potrete ottenere oggetti con cui potenziare il Leviatano o l’arco di Atreus, incrementare il livello dell’armatura e il numero di castoni da applicare, o ancora aggiungere incantesimi in grado di fornire bonus sempre più efficaci. Le risorse che scoverete nell’avventura saranno fondamentali per ottenere loot sempre più potente, e sebbene all’inizio la componente ruolistica poteva apparire come un semplice contorno per estendere la longevità del gioco, a conti fatti si tratta di una delle novità più apprezzabili del nuovo corso di God of War scelto da Barlog.

È grazie all’elemento GdR che il gameplay assume sempre tratti differenti, spinge a completare quest secondarie alla ricerca di risorse rare per creare una armatura utile a sconfiggere un boss opzionale che, a sua volta, può fornire una runa devastante con cui rendere il Leviatano sempre più potente. Si tratta di un meccanismo che crea assuefazione e vi porterà spesso e volentieri ad allontanarvi dalla avvincente trama principale per lasciarsi andare all’esplorazione e al completamento di missioni segrete, alla ricerca di tesori e collezionabili che possono essere poi venduti ai fabbri in cambio di argento, risorsa con cui potrete poi acquistare nuovi pezzi d’equipaggiamento. Ne parleremo sicuramente meglio una volta che l’embargo imposto da Sony sarà scaduto e avremo la libertà di approfondire nei particolari come funziona il sistema di progressione, ma possiamo dirvi con certezza che una componente del genere rappresenta la naturale evoluzione per un franchise che, come God of War: Ascension ha mostrato qualche anno fa, aveva ormai dato tutto ciò che poteva senza lo stravolgimento di questo episodio.

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TRA QUICK-TIME EVENT E BOSS

E veniamo al tasto dolente, ciò che i fan avevano indicato come un difetto, ovvero l’assenza di Quick-Time Event nel gameplay di God of War. Da sempre marchio di fabbrica della serie negli scontri con i boss, i QTE sono stati re-immaginati da Barlog al fine di essere meno invasivi e permettere ai giocatori i nemici più importanti in modo attivo, sfruttando le abilità di Kratos, Atreus e rispettive armi. Personalmente, non ho avvertito particolarmente l’assenza dei QTE, che nel nuovo capitolo di God of War ci sono ma in una manciata di momenti, e ho apprezzato che i combattimenti fossero più incentrati sulle abilità del giocatore che sul frenetico button-smashing di un particolare pulsante su schermo. L’uso di QTE è stato invece gestito in modo ottimale dalla software house, che ha scelto di limitarli a momenti particolari dell’avventura per mantenere alto il tasso di spettacolarità, optando al tempo stesso per uno stile più moderno. Basta un po’ di tempo trascorso nelle terre di God of War per abituarsi al nuovo corso e capire che, in fondo, è meglio così: arrivati al 2018, preferisco di gran lunga che le azioni scriptate siano limitate a pochi (ma buoni) momenti dell’avventura e rendere i boss più accattivanti tramite l’uso di abilità e attacchi specifici, che costringeranno a sfruttare tutto l’arsenale a propria disposizione e studiare la tattica più adatta per sopravvivere.

Certo, c’è da dire che il numero complessivo di boss potrebbe risultare inferiore alle aspettative, sebbene non manchino le creature spettacolari estrapolate dalla mitologia norrena e situazioni decisamente fuori di testa che omaggiano gli episodi passati di God of War. L’impressione è che il team di sviluppo si sia concentrato su quest e attività end-game disponibili una volta terminata l’avventura principale, in cui potrete affrontare boss opzionali che di sicuro vi metteranno a dura prova, ma si avverte l’assenza di tutti quegli scontri contro le divinità che, nei capitoli precedenti, avevano sicuramente un ruolo più importante e di rilievo. L’esperienza di God of War invece è talmente vasta e articolata che gli sviluppatori hanno optato per scontri con giganteschi boss meno frequenti, ma non per questo meno esaltanti e impegnativi. Ancora una volta, il rischio di incappare in spoiler è elevato, per cui preferiamo attendere il lancio del gioco prima di approfondire la questione con numerosi articoli dedicati che proporremo nelle prossime settimane.God of War

UN VIAGGIO MERAVIGLIOSO

Non potevamo che concludere questa analisi con un approfondimento sul comparto tecnico, che manco a dirlo è tra i migliori mai visti su PlayStation 4 e, in generale, in questa generazione di console. Il mondo confezionato da Sony Santa Monica è tremendamente affascinante, la direzione artistica è pregevole e la scelta di abbandonare lo scenario classico a favore della più fredda ambientazione norrena si è rivelata particolarmente azzeccata. Il team di sviluppo ha creato un mondo estremamente vasto e variegato, con la possibilità di esplorare scenari unici che vi resteranno particolarmente impressi e si presteranno all’uso smodato della Photo Mode, che arriverà pochi giorni dopo il lancio sul mercato. Il nuovo corso scelto da Barlog passa da un’ambientazione curata nei minimi particolari, in dettagli che permettono di approfondire la mitologia norrena e riferimenti alla lore dei vecchi God of War, con alcuni omaggi al passato della saga che saranno certamente graditi dai fan di lunga data, ma fruibili anche da chi non avesse mai vissuto le avventure del giovane Kratos contro gli dèi dell’Olimpo.

God of War su PlayStation 4 è una gioia per gli occhi e spreme a fondo la potenza della console Sony, ma è sulla versione hi-end PS4 Pro che la produzione di Santa Monica Studios offre il meglio di sé, arrivando a offrire ben due modalità di visualizzazione. La prima punta a un leggero incremento delle performance sbloccando il frame-rate e limitando la risoluzione ai 1080p, ma nel corso della nostra prova non abbiamo notato particolari boost in grado di portare la fluidità ai più appetibili 60fps, motivo per cui crediamo che l’uso della seconda modalità, che consente di raggiungere i 4K tramite il consueto checkerboard rendering, sia la scelta più appropriata per godere al meglio dell’incredibile mondo confezionato dalla software house californiana. Il lavoro svolto dal team passa tanto dal video quanto dall’audio, con una colonna sonora che non manca di accompagnare l’avventura dei due protagonisti con melodie sommesse quando si tratta di enfatizzare il dialogo (o l’assenza di esso) tra Kratos e suo figlio, il difficile rapporto che li lega e la loro evoluzione, ma che non manca di incalzare con temi epici degni del miglior kolossal hollywoodiano quando si tratta di affrontare boss o momenti particolarmente esaltanti. Ancora una volta, bisogna fare un plauso alla localizzazione italiana, che si traduce in un doppiaggio decisamente buono nella nostra lingua, tuttavia se come il sottoscritto amate godere al meglio delle performance degli attori scelti da Sony per prestare movenze e voce a Kratos e Atreus, vi consigliamo di optare per il doppiaggio originale. Non ve ne pentirete di certo.

GIUDIZIO
Un nuovo inizio per una delle saghe più amate dai fan PlayStation: Kratos è tornato in una nuova avventura che rappresenta l'ennesima perla confezionata da Sony in esclusiva per la sua console. Quello di Santa Monica è un gioco estremamente curato e ricco di momenti epici, ma soprattutto denso di attività da completare, anche una volta che avrete raggiunto i titoli di coda, con una longevità davvero fuori dal comune per un gioco che, a conti fatti, non è un vero e proprio open-world. Se siete possessori di PS4 non dovete assolutamente lasciarvi scappare questo nuovo episodio, e non preoccupatevi se il sistema di combattimento è diverso dal passato: vi basteranno pochi colpi con il Leviatano per innamorarvi (ancora) del Dio della Guerra più famoso dell'industria videoludica.
GRAFICA9.5
SONORO9.5
LONGEVITÀ9.7
GAMEPLAY9.5
PRO
Avventura emozionante ed estremamente curata
Gli elementi ruolistici sono perfettamente integrati nell'esperienza
Il nuovo sistema di combattimento convince
Varietà e mole di contenuti davvero incredibile
Intrigante evoluzione del rapporto tra Kratos e Atreus
CONTRO
L'assenza di QTE potrebbe deludere i fan della saga classica
I boss principali sono pochi rispetto al passato
9.5
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