Metro Exodus

Metro Exodus

Artyom torna nello sparatutto di 4A Games. Riuscirà a scoprire la verità sul genere umano?

Dopo l’esplosione del reattore nucleare di Černobyl’, considerata una delle più grandi catastrofi dell’età contemporanea, il mondo intero assistette al grave incidente con grande preoccupazione. L’orrore del disastro nucleare, e ciò che ne sarebbe conseguito, spaventò l’Europa a causa delle possibili ripercussioni sull’ambiente e sulla popolazione. Tra atroci verità e dicerie romanzate, l’universo videoludico ha visto nascere un buon numero di produzioni, più o meno interessanti, dedicate al terribile incidente nucleare. Tra quelle degne di essere citate troviamo chiaramente la serie Metro o S.T.A.L.K.E.R., mentre ad attenderci nei prossimi mesi ci sarà l’inquietante e distopico Atomic Heart.

Concentriamoci però sul presente, anche se in Metro Exodus ci ritroveremo catapultati in un futuro non troppo distante e assai incerto. Dopo aver ammirato l’oscurità dei tunnel moscoviti nei due precedenti capitoli, la serie Metro torna con un nuovo episodio, prendendo spunto dalle vicende narrate da Dmitrij Gluchovskij (autore originale della saga) nel romanzo Metro 2035. In compagnia del prode Artyom, siamo saliti a bordo dell’Aurora e viaggiato in lungo e largo in una Russia devastata dal conflitto nucleare. Dopo una lunga avventura, è arrivato il momento di condividere il verdetto finale sul terzo e conclusivo capitolo di una serie che è riuscita, meglio di altre, a far ricreare le atmosfere post-nucleari in terra russa.

Metro Exodus
La nostalgia della fredda e buia Mosca si farà comunque sentire.

NELLA STEPPA SCONFINATA

In seguito agli eventi narrati in Metro: Last Light, Artyom riesce a captare un misterioso segnale convinto che provenga non da Mosca ma da ben più lontano, partendo così per spedizioni altamente pericolose. Durante una missione, il protagonista e sua moglie Anna scoprono che l’Hansa, una delle più terribili organizzazioni militari della Metro, sta sequestrando e uccidendo chiunque metta piede fuori dalla capitale. I due finiscono per essere catturati dagli spietati aguzzini, ma riescono a scappare grazie all’aiuto degli Spartan. Inizia così il lungo viaggio che porterà Artyom e i suoi compagni ad attraversare tutta la Russia post-nucleare, dai freddi e minacciosi Urali fino alle distese sabbiose del Mar Caspio. L’obiettivo della lunga traversata sarà quello di scoprire cosa è successo nel mondo esterno, e tentare di riunire ciò che resta del genere umano.

Dopo un turbolento capitolo che funge da tutorial in cui diremo addio alla tipica ambientazione vista nei precedenti capitoli, ci siamo lanciati nell’esplorazione di un mondo vivo ma allo stesso tempo deprimente e ormai in preda alla distruzione. La prima cosa che salta all’occhio è di certo l’impatto scenico che ogni singolo scorcio riesce a imprimere, con il team creativo di 4A Games che si è prodigato nel restituire un’ottima profondità visiva e una cura certosina per il dettaglio. Merito certamente del 4A Engine, capace di portare su schermo giochi luce e ombre pregevoli, che su PC riescono a trasmettere un maggiore senso di tensione, specialmente nelle porzioni del gioco ambientate in scenari al chiuso e in edifici diroccati. La resa grafica è in generale positiva anche su console, con il motore di gioco che permette anche su PS4 e Xbox One di calarsi nelle atmosfere dark e claustrofobiche riprodotte perfettamente negli scenari interni.

Una narrativa convincente e un’ambientazione curata nei minimi particolari trovano terreno fertile in una struttura che presenta alcuni dei tratti caratteristici tipici degli open-world. Va fatta una precisazione però, in quanto quello di Metro Exodus non è esattamente un mondo che può essere esplorato come e quando si vuole: come nei precedenti episodi, si procede per capitoli, tra sezioni “su binari” e altre caratterizzate da scenari decisamente più ampi ed esplorabili. Per fare un paragone, ogni zona è simile alle regioni viste in Monster Hunter: World, aree circoscritte che però vivono e reagiscono in base ai comportamenti del giocatore. Seminare morte e distruzione nelle vesti del Terminator di turno può essere una soluzione, ma preparatevi a fronteggiare orde di creature… o a sfruttarle per conquistare la posizione.

Come nella più sacra tradizione degli open-world, ogni capitolo è disseminato di accampamenti nemici da liberare e di luoghi di interesse; non ci saranno torri radio o punti di sincronizzazione per rilevare sulla mappa gli avamposti, ma dovremo fare affidamento solo ed esclusivamente al nostro binocolo. Può ritenersi necessario volgere il proprio sguardo in lontananza, sfruttando chiaramente alcune posizioni sopraelevate. I luoghi interessanti saranno contrassegnati da un avviso sonoro e bisognerà zoomare in una particolare direzione per marcare i punti d’interesse sulla cartina. Questi sono suddivisi in varie tipologie, contraddistinti principalmente in ripari da sfruttare o luoghi altamente pericolosi. All’interno di un rifugio è possibile riposare per aspettare il calar delle tenebre o la luce del sole, o effettuando importanti modifiche all’equipaggiamento. Le aree pericolose invece possono essere rappresentante da avamposti brulicanti banditi, tane di mostri deformi o discariche radioattive. Indipendentemente dalla tipologia, visitare con successo questi luoghi vi ricompenserà quasi sempre con un utile potenziamento o una nuova arma. Parallelamente al filone narrativo principale, non mancheranno missioni secondarie da portare a termine nelle determinate aree di gioco, che vanno dall’agire stealth durante una missione al recuperare un orsacchiotto di pezza per un determinato personaggio.

Metro Exodus rappresenta un radicale cambio di scenario nella serie.

SABBIA E FANGO

La serie Metro si è sempre contraddistinta per un particolare predisposizione per meccaniche di gioco che pongono enfasi su una sana dose di realismo. Se nei capitoli precedenti la gestione delle risorse necessitava comunque di essere oculata, in Exodus scordatevi di trovare medikit, munizioni in quantità e personaggi secondari con cui commerciare bene di prima necessità. Nel vostro esodo solitario dovrete dedicarvi all’esplorazione degli anfratti circostanti per recuperare risorse utili da impiegare nel sistema di crafting. La creazione di oggetti ricopre infatti un ruolo fondamentale in termini di gameplay, e dovrete ben presto abituarvi a sfruttarla il più possibile grazie allo zaino in dotazione che funge da tavolo da lavoro da usare in mobilità. L’uso di questo strumento però è soggetto ad alcuni vincoli, dal momento che sarete limitati alla creazione di munizioni e consumabili, come le molotov, oppure alla modifica delle armi in vostro possesso. Alcune azioni, come ad esempio produrre munizioni speciali o pulire le proprie bocche da fuoco, potranno al contrario avvenire esclusivamente attraverso appositi tavoli da lavoro nascosti nei rifugi.

A partire da alcuni filmati di presentazione dedicati a Metro Exodus, è apparso chiaro come la mancata manutenzione dell’arsenale possa creare più di un grattacapo ad Artyom. Esplorando i vari scenari all’aria aperta, elementi naturali come sabbia e fango finiranno infatti per ricoprire e sporcare le armi, inficiandone le prestazioni. Un fucile sporco non solo arrecherà meno danni ai nemici, risultando al contempo meno preciso, ma potrebbe perfino incepparsi nel momento meno opportuno, come durante un assalto di un’orda di Nosalis pronti a divorarci.

Ma se la mancata pulizia delle armi è un’aggravante a cui si può porre rimedio, decisamente più fastidiosa è la legnosità del sistema di controllo, un difetto che avevamo riscontrato durante il nostro incontro con il gioco Colonia, e che purtroppo abbiamo ritrovato anche nella sua versione finale. Una mancanza che in alcuni frangenti risulta marcata, specie se ci tocca mettere a tacere per sempre un gruppo di banditi con una serie di precisi colpi alla testa. Da considerare anche che i proiettili subiscono degli effetti della gravità e tenderanno a calare alla distanza; il nostro consiglio è quello di prendervi del tempo per mirare al meglio piuttosto che essere frettolosi e sprecare preziose munizioni.

L’Aurora sarà la vostra casa una volta abbandonata la metropolitana moscovita.

MANI IN ALTO

4A Games si conferma dal punto di vista tecnico una software house capace di realizzare grandi progetti. Nella parte iniziale della nostra recensione vi abbiamo raccontato di come il motore grafico sia in grado di reggere scorci e paesaggi di grande impatto visivo, mantenendo un buon livello di dettaglio. Ma la serie Metro si è sempre contraddistinta per l’atmosfera cupa, a tratti ansiogena, presente nei suoi scenari, e anche in Exodus non mancheranno momenti di alta tensione emotiva. Le luci soffuse (o totalmente assenti), unitamente a gracchianti sibili persi nel buio, aiuteranno i giocatori a immedesimarsi nella Russia post-nucleare. Un punto di forza che i veterani della serie hanno apprezzato ampiamente nel corso di questi anni.

Il grande passo qualitativo, sopratutto per quanto riguarda le possibilità di interazione, è stato compiuto con l’intelligenza artificiale dei nemici o alleati. Abbiamo più volte ribadito come la saga, ma in particolar modo Exodus, sia improntata al realismo e in questo capitolo troverete tutta una serie di situazioni interessanti; a seconda del nostro comportamento, i nemici, così come i nostri compangi, reagiranno di conseguenza. Uccidere dei mercanti senza pietà non sarà visto di buon occhio da parte degli Spartan, in egual misura essere magnanimi verso chi si arrende potrà essere visto come un atto generoso da altri NPC. In base a questo potreste evitare di essere attaccati, e sbloccare dei dialoghi dai risvolti positivi . Mentre è consigliabile adottare un basso profilo in presenza di abitanti del luogo, dimostratevi invece implacabili nel non avere nessuna pietà quando si tratta di eliminare mostri e predoni. Tuttavia ci siamo imbattuti in situazioni dove l’IA dei nemici si è dimostrata tutt’altro che brillante nell’imbastire tattiche efficaci per contrastare Artyom e i suoi alleati.

Gli scontri con i predoni spesso non seguono una logica consolidata e potranno evolversi in maniera imprevedibile, dal momento che le casualità sono molteplici. Per non incappare in situazioni spiacevoli, meglio procedere in maniera furtiva al calar del sole, quando appare più difficile essere individuali. Tenete a mente però che la notte è il momento della giornata preferito dalle creature deformi e il minimo sparo potrebbe richiamarli nella vostra posizione; di giorno invece ne incontrerete relativamente poche, ma i banditi riusciranno ad avvistarvi anche in lontananza, ma la presenza del meteo dinamico potrà rivelarsi un prezioso alleato. Infine, dimostrandovi particolarmente inclini alla violenza e al massacro in favore di un approccio più stealth, i vostri avversari potrebbero decidere di alzare bandiera bianca, affidando la loro vista nelle vostre mani. Ucciderli brutalmente o lasciarli vivere, a voi la scelta.

Non mancano però piccolezze e imperfezioni varie che minano quella che è la qualità complessiva del titolo: al momento le varie ambientazioni richiedono tempi di caricamento abbastanza lunghi, anche se poi siamo rimasti soddisfatti dalla fluidità percepita lungo tutta la durata della sessione. Da segnalare anche qualche bug e compenetrazioni poligonali, corredato da una gestione della fisica non proprio perfetta, con personaggi scaraventati in aria in maniera sì divertente ma tutt’altro che realistica.

GIUDIZIO
Non potevamo chiedere di meglio per concludere il viaggio di Artyom. Metro Exodus è la degna conclusione di una saga che sin da 2033 aveva dimostrato di regalare emozioni che solo alcuni single-player riescono a dare. Anche se abbiamo abbandonato le cupe atmosfere della metropolitana, ci siamo trovati di fronte a un mondo per niente amichevole e per questo straordinario. Abbiamo apprezzato come al giocatore venga posta una sfida continua con la morte dato da un meteo dinamico e da creature temibili. L'altro importante apporto viene dato da una IA molto avanzata, ma non sempre perfetta. Non mancano imperfezioni a livello tecnico, ma si tratta di piccole sbavature che nulla tolgono alle splendide cornici regalate dal 4A Engine.
GRAFICA9
SONORO8.5
LONGEVITÀ8
GAMEPLAY8.5
PRO
Ambientazioni impressionanti
Grande realismo, livello di sfida tipico della serie
Sviluppo dell'IA interessante...
CONTRO
...ma che ogni tanto pecca di acume tattico
Sistema di controllo a tratti legnoso
Qualche dettaglio tecnico non perfetto
8.5
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