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Ace Combat 7: Skies Unknown

Ace Combat 7: Skies Unknown

Un nuovo capitolo della serie Bandai Namco è pronto a decollare anche in questa generazione.

Se dovessi scegliere un modo per descrivere il mio primo incontro con Ace Combat 7: Skies Unknown, avvenuto alla Gamescom 2018 durante l’evento targato Banda Namco, questo non potrebbe essere che definito come traumatico. Nonostante i miei continui tentativi di provare a completare una delle due missioni disponibili nella demo, questi finivano sempre alla stessa maniera: maldestre manovre con tanto di fragorosi schianti su alberi, case o rocce. Conscio di portare a casa l’ennesima brutta figura, gettai la spugna come un pugile in balia di un avversario imbattibile.   

Quando è arrivata in redazione la copia review del nuovo episodio di Ace Combat, a distanza di cinque mesi da quella traumatica prova, ho voluto mettermi nuovamente alla prova. Non che il gioco mi fosse dispiaciuto, anzi, ne avevo comunque intuito le potenzialità, che in qualche modo mi hanno convinto ad accettare questa sfida. Dopo innumerevoli schianti, diverse scomuniche ma anche tante soddisfazioni e scariche di adrenalinica, ho avuto modo di approfondire pregi e difetti dello storico simulatore di volo. Prima di lasciarvi con la nostra recensione, ricordiamo che Ace Combat 7: Skies Unknown è disponibile da oggi su PS4 e Xbox One, con la versione PC che arriverà sul mercato solo il 1 febbraio. 

Ad accompagnare la narrazione degli eventi, troverete spesso ottime sequenze realizzate con il motore di gioco.

ERUSEA VS OSEA 

Congiuntamente ad alcune saghe videoludiche nate nel Sol Levante, tra tutte la serie Metal Gear di kojimiana invenzione, quella di Ace Combat ha allo stesso modo dimostrato una certa passione per la fantapolitica. D’altronde la serie non è nuova nell’immaginare ipotetici conflitti basati su contesti storici passati, contemporanei o proiettando il proprio sguardo verso un futuro non troppo distante. Da questa fervida immaginazione è nato addirittura un universo meglio noto come Strangereal, dentro al quale si sono poi riversati la maggior parte dei filoni narrati della serie, con tanto di termine creato ad hoc formato dall’unione delle parole strange (strano) e real (reale). In Ace Combat 7: Skies Unknown il conflitto su larga scala divampa quando il Regno di Erusea muove guerra contro la Federazione Oseana. In questa conseguente escalation, l’utente prende il controllo di Trigger, abile pilota inviato in una serie di missioni ad alto rischio subito dopo un evento totalmente inatteso. Bollato come criminale insieme ad altri aviatori, il nostro protagonista dovrà vedersela contro un ingente esercito di droni da combattimento spesso più abili e piloti in carne e ossa.

L’avvicendarsi della narrazione, che dà indistintamente voce ai personaggi delle due fazioni, rende la sceneggiatura di Sunao Katabuchi (già sceneggiatore di due capitoli precedenti della serie) equiparabile a un thriller fantapolitico che attinge a piene mani da alcune tematiche attuali, dalla robotica all’intelligenza artificiale, costruendo parte dell’intreccio narrativo sul massiccio dispiegamento di droni da guerra da parte del Regno di Erusea. A supporto dell’impianto narrativo vedono alternarsi filmati che coniugano lo stile giapponese a quello occidentale, ricordando, e non poco, l’opera magna di Hideo Kojima, seppur con le dovute differenze. Ciononostante, la vicissitudine degli eventi è a grandi capi comprensibile anche per chi si avvicina alla serie per la prima volta, anche se nel marasma generale la narrazione appare confusionaria, tanto da arrivare ai titoli di coda tra questioni sospese a metà e domande senza risposta. Ace Combat 7: Skies Unknown è un chiaro esempio di narrazione totalitaria, dove ogni intermezzo, compresi i rapporti all’inizio e alla fine di ogni missione, diventano l’occasione perfetta per narrare l’evolversi del drammatico conflitto.  

VERSO CIELI SCONOSCIUTI 

Arcade o meno, il genere di appartenenza della saga Ace Combat è da sempre annoverato tra i simulatori di volo, anche se ha sempre virato, è il caso di dirlo, verso un’esperienza più arcade, non disdegnando comunque una certa dose di realismo. Gli aspiranti piloti o i veterani della serie potranno scegliere tra un set di comandi che semplificano o meno il controllo dell’aereo, e decidere se attivare o meno una riduzione dei danni da collisione. Noi abbiamo optato per un’esperienza decisamente più realistica, che si è poi è rivelata un vantaggio sia nelle missioni della campagna che nelle partite multiplayer, permettendoci di compiere manovre di certo più complesse, ma allo stesso tempo estremamente efficaci. È comunque richiesta una certa pratica per prendere confidenza con il sistema di controllo: qualche possibile schianto di troppo è chiaramente da mettere in preventivo, soprattutto in quelle fasi dove è richiesta una precisione quasi millimetrica. Nulla di proibitivo o impossibile, anche considerando che, oltre al movimento del mezzo, le uniche azioni richieste sono di selezionare il bersaglio, eventualmente cambiare il tipo di missili tra i due disponibili o fare affidamento al fuoco delle mitragliatrici: (abbastanza) semplice da usare, ma altrettanto difficile da padroneggiare.

Di per sé l’interfaccia è anche piuttosto chiara, salvo poi rendersi confusionaria nelle situazioni dove vengono mostrate un certo quantitativo di informazioni a schermo, rendendo qualche volte difficile agganciare l’obiettivo selezionato se questo si trova in corrispondenza di altri. In quei casi è possibile fare affidamento sul radar situato in basso a sinistra, selezionabile in tre forme diverse in modo tale da offrire una panoramica completa o mirata degli elementi situati nel nostro raggio di azione. Per immedesimarsi al meglio è caldamente consigliata la fruizione del titolo con la visuale all’interno dell’abitacolo, in alternativa sono disponibili anche quelle da distanza ravvicinata o situata alle spalle del velivolo. Buone notizie per i possessori di controller HOTAS, pienamente compatibili e configurabili per rendere ancora più realistica la vostra esperienza di gioco.  Il titolo tra l’altro offre il supporto al visore per la realtà virtuale di Sony, ma di questo vi parleremo nei prossimi giorni con un approfondimento dedicato alle funzionalità esclusive per PSVR su PlayStation 4.

PRESS THE… TRIGGER 

Pur essendo la storia narrata da personaggi non giocanti, indosseremo sempre e comunque i panni, o meglio, la tuta, di Trigger. L’asso del volo non proferirà mai parola, ma la sua maestria tra i cieli verrà giudicata sufficiente per tentare di porre rimedio al conflitto grazie alle sue (in verità, nostre) abilità. Di fondo l’obiettivo prefissato in ogni missione prevede la distruzione di aerei e postazioni nemiche sparse nello scenario. Per quanto possa sembrare strano, Ace Combat 7: Skies Unknown è uno dei migliori esempi di varietà videoludica di questa generazione. E non solo per quello che concerne le ambientazioni di gioco o la quantità spropositata di aerei tutti da sbloccare, ma proprio per le tante e differenti situazioni in cui viene introdotto il giocatore. Ve ne citiamo alcune, come il passare inosservati tra i radar nemici, affrontare adrenalinici duelli aerei, missioni di scorta di altri velivoli o semplicemente accumulare un certo numero di punti distruggendo obiettivi ostili entro un tempo limite. In determinate missioni ci verrà anche chiesto di decollare, atterrare o fare rifornimento, piccole aggiunte decisamente gradite. Buttarsi in picchiata all’inseguimento di un nemico, fuggire dalla sua morsa scomparendo tra le nuvole o sfruttando i pochi flare a disposizione, sono scariche di adrenalina con pochi eguali, che ben sintetizzano l’ottima rappresentazione della filosofia portata avanti dal team Project Aces e dal producer Kazutoki Kono nel corso di questi anni.

A ogni briefing introduttivo corrisponde un debriefing, dove il primo introduce informazioni narrative e ciò che ci verrà chiesto di fare, mentre l’altro riepiloga lo svolgimento della nostra missione, con tanto di valutazione espressa in lettere che tiene conto della nostra abilità. L’IA che regola il comportamento dei piloti nemici è si aggressiva, ma non crea eccessive preoccupazioni, pur dimostrandosi decisamente agguerrita e abile nei movimenti di evasione quando verranno agganciati dai nostri missili. In generale, è bene non riporre mai troppa fiducia nella propria squadriglia perché questa si limiterà a qualche sporadica incursione, giustificata in parte dal sistema di punti che premia con crediti di gioco le nostre performance: a seconda della tipologia di nemico eliminato riceveremo un certo numero di punti, dove l’abbattimento di una torre radio chiaramente verrà ricompensata in misura migliore rispetto a alla distruzione di un bersaglio in movimento come un sofisticato Rafale M. La varietà la fa quindi da padrona nelle venti missioni disponibili, anche se la longevità non è delle più alte, portandovi a completare il titolo in una decina di ore, un numero che potrebbe aumentare o diminuire a seconda di quella che sarà la vostra bravura pad alla mano e dal livello di difficoltà scelto tra i tre disponibili. 

Tutti gli aerei all’interno del gioco sono stati riprodotti in maniera semplicemente impeccabile.

TOP GUN 

I protagonisti indiscussi di Ace Combat 7: Skies Unknown non potevano che essere gli aerei, presenti in grande numero e in differenti tipologie, con oltre venti tra modelli attualmente in uso presso le militari e recenti prototipi. Il parco aerei si snoda attraverso un sistema di progressione chiamato Albero deli aerei, e prevedo lo sblocco di questi acquistandoli con crediti MRP (Military Result Points) ottenuti al completamento delle missioni o match multigiocatore. Come un vero e proprio skill tree, sbloccando un elemento si rendono disponibili altre abilità seguendo precise linee che compongono un fitto schema. Non solo aerei però, ma anche parti per migliorarne le loro caratteristiche, e acquistare anche differenti tipologie di missili da equipaggiare nel proprio mezzo. Questi componenti aggiuntivi migliorano le prestazioni di alcune caratteristiche come la potenza di fuoco, i sistemi difensivi o la manovrabilità, solo per citarne alcune. 

Il lavoro svolto da Bandai Namco Studios è semplicemente sbalorditivo: a risaltare è stato ancora una volta l’impegno profuso tanto nella riproduzione estetica quanto anatomica degli aerei, che sono stati resi digitalmente uguali alle rispettive controparte reale. A questo giro, gli sviluppatori nipponici non si sono limitati a proporre velivoli che si differenziano tra loro a livello prettamente estetico, ma le differenze si avvertono anche quando si solcano i cieli all’interno di essi, dove un caccia Gripen E offre un’esperienza di volo sufficientemente diversa da un F/A-18F Super Hornet. Si tratta di un fine lavoro di ricerca che potrà probabilmente passare inosservato tra gli utenti meno attenti ma che farà sicuramente la gioia degli appassionati di velivoli militari. Quelli presenti nel nostro hangar potranno altresì essere personalizzati con decalcomanie e vari stemmi sbloccabili al conseguimento di determinati obiettivi o salendo di grado nel multiplayer. 

ARIA, TERRA, MARE 

Il sottotitolo che accompagna questo nuovo capitolo della serie è indicativo sulla strada intrapresa dagli sviluppatori, perché proprio il cielo rappresenta la massima libertà di espressione per questi artisti della velocità subsonica. Dominare la vasta distesa azzurra vuol dire riuscire ad avere il sopravvento anche di nuvole, vento e fulmini. Non a caso una delle novità più succose è rappresentata dall’aggiunta di un sistema meteo dinamico, TrueSKY (già apprezzato in DRIVECLUB), che garantisce ulteriore spessore al gameplay. Se addentrarsi in una nuvola si rivela una buona strategia per interrompere il contatto visivo con i propri inseguitori, dall’altra parte dovremo fare i conti con la formazione di condensa, o perfino ghiaccio, sul lunotto frontale, con un abbassamento della visibilità. Allo stesso modo essere colpiti da un fulmine manderà in tilt l’HUD per una manciata di secondi, creando non pochi fastidi a causa di una distorsione delle informazioni su schermo; perfino turbolenze e correnti d’aria andranno a influenzare pesantemente la manovrabilità. 

L’effettivo buon numero di scenari disponibili rende ognuna delle venti missioni differente dalle altre, una caratteristica che ben si incastra con la volontà di esaltare il concetto di varietà che riaffiora praticamente sotto ogni aspetto del gioco. Non ci si destreggia solo all’interno di ambienti naturali o a quattromila metri di altitudine tra pericolosi picchi rocciosi, per rendere ancora più spettacolari gli scontri ad alta quota sono stati aggiunti anche centri urbani in notturna, deserti con relative tempeste di sabbia e intense battaglie sfrecciando a pelo d’acqua sulle distese oceaniche. L’altro aspetto sorprendente è il numero di dettagli che caratterizzano gli scenari di battaglia, spesso impercettibili quando si viaggia oltre la barriera del suono, ma che nell’insieme riescono a fare la differenza. In questo nuovo capitolo di Ace Combat la parola noia è stata esplicitamente bandita in ogni sua forma. 

NEL BLU DIPINTO DI BLU 

Nei momenti di stanca o di relativa calma apparente, è perfino rilassante godersi gli scorci paesaggistici attivando il pilota automatico, lasciandosi cullare tre le correnti ascensionali o rivivere gli adrenalinici combattimenti aerei durante il replay. Merito in questo caso del sapiente uso dell’Unreal Engine 4, che regala ottimi modelli poligonali per quanto il vasto campionario di aerei a disposizione, con una buona effettistica di luci (peccato per l’assenza dell’HDR) ed effetti particellari come esplosioni e scie lasciate al passaggio dei jet. Con un velo di tristezza ci tocca però segnalare qualche elemento apparso sotto tono graficamente, su tutte una risoluzione di alcune texture non sempre ottimale. Fermo restando che il colpo d’occhio, soprattutto a livello artistico, è comunque impressionante e si lascia apprezzare anche nelle cut-scene.   

Stabile e granitico il frame-rate, elemento fondamentale per un titolo che sprizza velocità da ogni poro, anche quando è messo a dura prova dai numerosi elementi mostrati sullo schermo. Su PS4 Pro infatti non abbiamo notato il minimo rallentamento, peccato che la potenza aggiuntiva della console Sony non sia stata sfruttata migliorando la risoluzione generale del titolo. L’impressione maturata dopo diverse ore di gioco è che proprio la fluidità di gioco abbia avuto il sopravvento sul maggiore dettaglio grafico, che ci porta comunque ad avallare questa scelta ponderata dal team di sviluppo. 

Pienamente convincente il lavoro fatto sul comparto sonoro, che può contare sulla colonna sonora a opera di Keiki Kobayashi, ormai profondo conoscitore della serie, superbo nell’offrire un sottofondo sonoro che accentua la tensione e il senso di velocità che si provano ogni volta che si sale su un aereo. Completa il quadro un’attenta campionatura di effetti sonori, che ricrea attentamente il fragoroso rombo del parco velivoli messo a disposizione. Decisamente superata anche la prova degli attori chiamati a prestare la propria voce nel doppiaggio inglese, mentre gli amanti della cultura nipponica potranno optare invece per quello giapponese.

Sfidare gli altri piloti in partite online è un ottimo modo per divertirsi e mettere alla prova le proprie abilità.

PICCOLI PILOTI CRESCONO

È giunto poi il momento di mettersi alla prova sfidando altri piloti, questa volta in carne e ossa, provenienti da ogni parte del mondo. Al momento sono due le modalità presenti nel comparto multiplayer: Battle Royale e Deathmatch a squadre. La prima in realtà ha poco a che vedere con il genere del momento, trattandosi di un free-for-all dove vince il pilota con il punteggio più alto alla fine del match. Niente dogfight da cento giocatori dunque, anche se visto il trend attuale non è da escludere a priori l’aggiunta di una vera e propria modalità battle royale in stile Fortnite, PUBG e Call of Duty: Blackout. La seconda modalità non necessita di troppe spiegazioni: vi basti sapere semplicemente che due squadre da quattro giocatori si contendono la supremazia aerea in intensi scontri ad alta quota. Per aggiungere un po’ di pepe ai match online, sono state ricreate le stesse situazioni (anche se al momento il numero di mappe è decisamente limitato) incontrate precedentemente nell’ottima campagna single-player, mettendo così ulteriormente alla prova i giocatori in condizioni del meteo talvolta avverse. 

A differenza di altre produzioni, Ace Combat 7 si avvale di un sistema di creazione stanze con tanto di filtri selezionabili per trovare la partita che più si addice alle nostre preferenze. Non abbiamo riscontrato problemi di stabilità del netcode o fenomeni di lag persistente, con le sporadiche migrazioni dell’host avvenute quasi sempre in maniera corretta. Sicuramente elementi come il bilanciamento di alcuni aerei e relative parti saranno oggetto di valutazione nelle settimane e mesi successivi all’uscita di gioco, ma ricopre comunque un ruolo di primo piano. In questo caso l’offerta ludica non è delle più abbondanti, con il rischio concreto di annoiare presto, ma data la passione riversata nel titolo non nutriamo grossi dubbi sul fatto che gli sviluppatori giapponesi possano supportare degnamente il titolo, aggiungendo nuovi contenuti anche per il multiplayer competitivo.

GIUDIZIO
Potente e rapido come un jet supersonico, Ace Combat 7: Skies Unknown sfreccia a tutta velocità su console. Il debutto della serie in questa generazione è di quelli che vincono e convincono, riportando in auge una storica serie come quella di Ace Combat. Potrà sembrare un’affermazione scontata, ma questo nuovo capitolo si appresta a essere uno degli episodi più riusciti di sempre, miglioratosi in ogni suo aspetto e ponendo delle interessanti basi per il futuro del franchise. Merito soprattutto di un sistema di meteo dinamico e dei tanti aerei ben riprodotti, supportati da missioni varie e divertenti da giocare. Una trama a tratti un po’ confusionaria, un numero di contenuti non esaltante qualche sbavatura tecnica limitano un titolo comunque ben realizzato, che diventa un acquisto imprescindibile per i fan del genere. La speranza è che il publisher giapponese possa dare il via a una maggiore continuità alla serie, supportando al contempo un ottimo titolo come quello attuale. Piloti, lucidate i caschi e preparate le tute da volo, Ace Combat è tornato!
GRAFICA8.8
SONORO8.7
LONGEVITÀ7.8
GAMEPLAY9.3
PRO
La varietà delle missioni è incredibilmente sorprendente
Tanti aerei riprodotti in maniera fedele e dettagliata
L'aggiunta del meteo dinamico esalta ancora di più il gameplay
Trama sviluppata in maniera interessante...
CONTRO
...ma che sa essere confusionaria
Comparto grafico con qualche imperfezione
Pochi contenuti per il multiplayer, campagna single-player non lunghissima
8.7
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