Call Of Cthulhu
Versione testata: PS4

Call of Cthulhu

È difficile immaginare la trasposizione di uno dei più importanti giochi di ruolo come il Richiamo di Cthulhu dal formato cartaceo al più moderno videogioco. Questo perché non ci troviamo di fronte a un mondo violento e se vogliamo impetuoso come potrebbe essere quello di Dungeons & Dragons o, ancor di più, quello di Pathfinder. In questo caso si parla di un’ambientazione creata dalla mente torturata e afflitta del solitario di Providence, il maestro Howard Phillips Lovecraft, un mondo in cui la riflessione sull’ignoto e su tutto ciò che è inconcepibile è il fulcro dell’universo legato ai Miti.

Dopo un sonno primordiale nel quale si era assopito nel lontano 2005, il Grande Dormiente torna sulle console con ben due capitoli spaventosi. Da una parte il prossimo The Sinking City, open-world marcatamente action che abbiamo potuto toccare con mano alla Gamescom di Colonia, dall’altra Call of Cthulhu. Ed è proprio il titolo di Cyanide Studio e Focus Home Interactive l’oggetto dell’analisi di oggi, un’esperienza molto più lenta e riflessiva, ma inquietante come non mai. Senza indugiare oltre, prepariamoci a sconfinare nella follia.

Call Of Cthulhu

LA PAURA DELL’IGNOTO

In Call of Cthulhu, facciamo la conoscenza di Edward Pierce, un investigatore privato ormai sul lastrico. La sua carriera e la sua vita sembrano giunti al capolinea, con la rete di agenzie investigative pronte a sbarazzarsi di lui. A un tratto, però, ecco comparire un misterioso individuo, con un altrettanto misterioso quadro e un incarico da risolvere: scoprire la verità su sua figlia, Sarah Hawkins. Il quadro sembra in qualche modo collegato alla vicenda e raffigura una inquietante ombra a braccia aperte di fronte a una donna accasciata al terreno. Il mandante rivela anche che quel dipinto gli è stato lasciato poco prima che la ragazza morisse nell’incendio che ha sconvolto la sua famiglia. Luogo dell’indagine è il deposito 36 a Darkwater, un isolotto nebbioso al largo di Boston. A Pierce tocca suo malgrado accettare per non perdere il proprio lavoro.

Il protagonista giunge così alla baia di Darkwater, un luogo misterioso, marcio e decisamente poco accogliente. A darci il benvenuto è il capitano Fitzroy, vecchio lupo di mare che ha visto giorni migliori, in cui Darkwater era un fiorente porto e i balenieri vivevano nel benessere. A monito di questa epoca gloriosa rimane qualche stralcio di giornale sulla “Pesca Miracolosa”, un giorno storico dove i balenieri catturarono una immensa creatura la quale sfamò l’isola per decenni. Ma quell’era è passata e rimane solo un’orca spiaggiatasi sulla banchina, un infausto segno che spaventa particolarmente i marinai. Esplorata la zona in cerca di indizi e risposte, riusciamo a entrare di nascosto nel deposito. Cadaveri in putrefazioni e un dipinto indescrivibile turbano la psiche di Pierce.

Call ff Cthulhu

NELLA SUA DIMORA DI R’LYEH…

La prima sensazione che si prova una volta sbarcati a Darkwater è quella dello sconforto e del timore. Cyanide Studio ha catturato l’essenza oscura e immonda degli esseri lovecraftiani e l’ha riversata in una ambientazione perfettamente in linea con quanto visto nei romanzi dell’autore, che poi è stata trasposta nel celeberrimo gioco di ruolo. L’immenso folklore del Ciclo dei Miti, che un po’ vedemmo col secondo episodio di Museo Videoludico, va a miscelarsi all’interno di una narrazione capace di fare accapponare la pelle, tanto da far sembrare al giocatore di vivere una delle più importanti campagne de Il Richiamo di Cthulhu, come Le Ombre di Yog-Sothoth. Ed ecco ritrovarci riferimenti al “dio cieco che gorgoglia e bestemmia al centro dell’Universo”, dei deliri dovuti ai sogni di Cthulhu che vagano nel cosmo come foglie al vento e a creature da incubo tra le pagine di libri profani.

La storia si articola attraverso un sistema di scelte e decisioni che si ripercuotono poi sul mondo di gioco e, di conseguenza, anche su Pierce. Scegliere di leggere un tomo blasfemo per apprenderne i contenuti può essere utile per comprendere la lingua degli Antichi, ma gli effetti su di noi sono sconosciuti e potrebbero costarci la vita in un momento particolare. Diventa fondamentale ponderare le opzioni disponibili: conoscere e divenire così folli, o rimanere nel tepore dell’ignoranza? Alle volte conviene persino rischiare e ottenere un’informazione valida ai fini della nostra investigazione. Vi sarà richiesto di tanto in tanto di parlare con i personaggi sparsi nello scenario o di cercare indizi in una determinata zona della mappa. Maggiori saranno le informazioni in possesso, più facile sarà risolvere l’enigma di turno e di conseguenza completare la missione. L’investigazione e la risoluzione dei vari casi ricorda il sistema visto in Batman: Arkham, ma nella maggior parte dei casi si ha la sensazione che a prescindere dalla quantità di informazioni scovate, la risoluzione del caso avvenga in modo estremamente lineare. Sebbene il team abbia lavorato a molteplici bivi narrativi e finali, aspetto quest’ultimo che permette di contare su un fattore rigiocabilità ed estendere una longevità di per sé non eccessivamente elevata, l’impressione è che le sfaccettature dovute alle decisioni che prenderete in Call of Cthulhu non abbiano un reale peso nella conduzione della trama, che si rivelerà piuttosto guidata verso un finale prestabilito, magari leggermente diverso in alcuni elementi, ma non così vario come ci si poteva attendere da un’avventura con elementi ruolistici.

Call ff Cthulhu

…IL MORTO CTHULHU ATTENDE SOGNANDO

Lo studio francese propone un’interessante visione delle modalità di gioco del Richiamo di Cthulhu. Al momento della creazione, il nostro personaggio viene caratterizzato attraverso un sofisticato sistema di punteggi e abilità. Nel videogioco assistiamo a un lavoro simile, ovviamente semplificato: intelligentemente, all’interno dello studio di Pierce, ci verranno chieste le credenziali del nostro investigatore. A questo punto potrete assegnare dei punti in sette campi differenti: Fiuto, Eloquenza, Psicologia, Investigazione, Forza, Occulto e Medicina. La peculiarità sta nel fatto che i primi cinque si aumentano successivamente esclusivamente con i Punti Personaggi, ottenibili solo dopo aver completato determinati eventi della campagna, mentre Occulto e Medicina richiederanno un maggior impegno, poiché sono ottenibili solo scovando determinati libri od oggetti sparsi per il mondo di gioco. Tuttavia, come nel caso della trama, si avverte che l’impianto ruolistico non abbia la giusta importanza nell’ecosistema di gioco, e che l’esperienza sia in realtà molto più guidata di quanto Cyanide non voglia far intendere con le abilità e i punti esperienza del caso.

In alcune scene, il protagonista si troverà affrontare degli inseguimenti capaci di avvolgerci in un clima di terrore e ansia, questo perché nonostante le apparenze del protagonista, non c’è mai un momento marcatamente action che prevede di sparare alle nefandezze ultra dimensionali, ma, sempre nel buon nome del gioco di Chaosium, è l’abilità investigativa a essere premiata: sfruttare gli indizi a propria disposizione e le altre abilità sono dunque gli unici mezzi a disposizione di Pierce. D’altronde, è risaputo che i semplici proiettili non possono nulla contro le aberrazioni del cosmo.

Call of Cthulhu

L’ORRORE DI DUNWICH

Che cosa c’entra forse uno dei racconti più importanti di Lovecraft con un titolo che narra una storia inedita e totalmente scollegata? Purtroppo non è oro tutto quello che luccica e se da una parte vediamo una grande cura nei dettagli e nei personaggi, dall’altra notiamo come Cyanide Studio si sia un po’ dimenticata del lato tecnico, che sotto diversi aspetti si perde in errori mediocri. La cosa che noterete senz’altro è che ogni NPC secondario ha la stessa faccia: a volte pelato, a volte coi basettoni, ma di base sempre con il medesimo volto. Una noncuranza che si nota anche in altri piccoli dettagli, come i capelli che sembrano aghi di pino. Tuttavia ciò che davvero conta è la resa grafica della nebbia e delle zone lugubre, che fanno dimenticare lo spudorato riuso dello stesso modello a favore di un’ambientazione ben riuscita e complessivamente in grado di restituire le stesse sensazioni di ansia e terrore che si “respirano” leggendo un’opera di Lovecraft.

Anche a livello sonoro Call of Cthulhu non trova il giusto compromesso. Spesso, durante la prova, ci siamo trovati a guardarci intorno in preda al panico a causa di un ruggito troppo vicino, quando in realtà la creatura si trovava dall’altra parte della stanza. La somma di questi elementi costringe in parte a rivedere il giudizio di un prodotto che, linearità a parte, potrebbe essere considerato come un ottimo walking simulator per gli amanti di Lovecraft e delle sue opere deliranti. Tuttavia, aspettando The Sinking City, sembra palese che nonostante le premesse non sarà questo Call of Cthulhu a restituire ai fan dell’autore l’opera videoludica definitiva che si attende con ansia da anni.

GIUDIZIO
Se volete prendervi una pausa dalla versione cartacea del Richiamo di Cthulhu, il titolo di Cyanide Studios potrebbe fare al caso vostro. Al netto di una linearità di fondo che tradisce, almeno in parte, l'impianto da GdR confezionato da Cyanide, in Call of Cthulhu c'è tutto quello che un fan di Lovecraft potrebbe desiderare: una ambientazione oscura, una narrazione intrigante e tanta, tanta follia. Nel giocatore è richiesto molto impegno nel cercare gli indizi su come uscire dalle situazioni più ostiche e non basterà andare a tentoni, pena la sconfitta totale, ma ciò nonostante il gioco sembra volerci guidare verso un finale ben preciso. Anche la presenza di un sistema di abilità molto semplice strizza l'occhio alla creatura di Chaosium, ma risulta all'atto pratico fin troppo basilare. Peccato poi per un comparto tecnico ben lontano dalla perfezione, che nonostante l'ottimo clima di ansia e terrore si perde in tante piccole leggerezze che vanificano in parte l'ottimo lavoro degli sviluppatori nella trasposizione dell'universo lovecraftiano.
GRAFICA6.5
SONORO6.5
LONGEVITÀ7
GAMEPLAY8
PRO
L'ambientazione rende onore al mondo lovecraftiano
Richiede un certo impegno nell'investigazione
Sistema di abilità che ricorda quello del gioco di ruolo...
CONTRO
...ma a conti fatti non ha un grande peso nell'esperienza
Esperienza lineare nonostante i diversi bivi narrativi
Comparto tecnico non certo esaltante
7
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