Museo Videoludico #02 – L’Amygdala di Bloodborne

Follia. Uno stato di assoluta precarietà a cui l’uomo deve sottostare quando si trova in situazioni al di fuori del comune. Può essere causata da un avvenimento truce, o dalla vista di qualcosa di imponente.

Probabilmente il designer giapponese Hidetaka Miyazaki ha ben pensato di creare qualcosa di enorme e unico quando pensò a Demon’s Souls nel lontano 2009. Sappiamo tutti che da quel capitolo, un po’ sconosciuto inizialmente, sarebbe nata una tipologia di gioco che in molti oggi cercano di uguagliare, senza però ottenere lo stesso risultato. I giocatori, però, hanno apprezzato quello che potremmo definire il cugino di primo grado dei cosiddetti soulslike: Bloodborne.

Museo Videoludico - Amygdala - Bloodborne

Completamente distaccato dai capitoli principali, Bloodborne (uno dei giochi gratuiti di marzo su PS Plus) ha saputo affascinare tutti per la sua natura gotica e tenebrosa, ma soprattutto per le sue bestie da incubo. In questa puntata di Museo Videludico vi parleremo solamente di una creatura, anche se sarebbe interessante trattarle tutte quante. Preparatevi a scoprire cosa si cela dietro la storia di Amygdala, il terribile Antico della Frontiera dell’Incubo.

Amygdala è uno dei tanti boss opzionali di Bloodborne, e neanche troppo facile da raggiungere. Per poterlo battere bisogna innanzi tutto ottenere la Tonsilla di Pietra, oggetto speciale in possesso solo di alcuni eletti. Uno di questi si trova nella Foresta Proibita, nel villaggio caratterizzato da una trappola al centro della piazza. Una voce inquietante, dal fare sospetto, ci invita a recarci al portone sotto la Cattedrale di Cathedral Ward. Solo chi è in possesso della Tonsilla può accedere alla cosiddetta Frontiera dell’Incubo. Un essere immenso e lungiforme prenderà il Cacciatore proprio di fronte alla porta che il misterioso uomo del villaggio ci aveva indicato. Si tratta di un Antico, un Amygdala Minore.

Il nostro attende il giocatore alla fine del livello, appollaiato a guardia di una torre grazie alle sue dieci zampe. Amygdala è assai simile alle sue controparti minori, ma rispetto a loro è prima di tutto aggressivo, inoltre la sua pelle è di un bianco candido e pallido che mostrano la sua maestosità. La testa ha una forma allungata e simile a un alveare, in cui crescono degli occhi poco prima di sfoderare il suo attacco micidiale. Dei peli scarmigliati crescono su tutto il corpo, facendolo assomigliare ancor di più a un immenso ragno. Unico particolare mancante, presente invece nei Minori, sono i tentacoli che scendono viscidi dalla testa.

Museo Videoludico - Amygdala - Bloodborne

Il collegamento tra la creatura e il mondo dell’horror è palese. Un collegamento che ci porta a pensare a chi dell’incubo, del sogno, della follia ne ha fatto un dogma: Howard Phillips Lovecraft. Attirato da sempre da ciò che trascende l’intelletto umano e che si spinge nella tetra oscurità del cosmo, Lovecraft è riuscito a creare una vera e propria mitologia dedita all’orrore, nonostante la sua sia stata una vita breve. Capostipite di questi racconti è ovviamente il sommo Cthulhu, squamosa divinità dalle fattezze di polpo che occupa un posto di tutto rispetto nella cultura horror.

Il pantheon lovecraftiano si compone di creature minori, maggiori, indipendenti e servitrici. Un mondo tanto assurdo da chiedersi cosa possa aver pensato il solitario di Providence al momento della loro creazione. Con Bloodborne, la storia si ripete. Partiamo dalle Amygdalae Minori. Abbiamo già detto che sono molto vicini alla controparte unica: così come queste servono l’Antico Amygdala, anche senza offendere il giocatore, nella mitologia di Lovecraft, molte creature sono al soldo di Cthulhu, come la cosiddetta “Prole Stellare”, totalmente identica al padre, ma di dimensioni ridotte.

Museo Videoludico - Amygdala - Bloodborne

Amygdala, nel suo aspetto, ricorda molto un’altra creatura temibile: il Mi-Go. Questo essere è una delle creature più subdole mai create da Lovecraft in quanto rapisce gli umani per poi dissezionarne il cervello e studiarlo su di sperdute navicelle nel lontano Yuggoth (Plutone nell’universo lovecraftiano). La forma raccapricciante ricorda in toto quella di Amygdala, e anche la testa dei Mi-Go è simile: affusolata e caratterizzata da una sorta di alveare. Nel mondo disperato e senza luce di Bloodborne, anche un altro essere è assai somigliante alla figura dei Funghi di Yuggoth: nelle vicinanze di Byrgenwerth, si possono trovare dei custodi con la testa piena di occhi giallognoli e con delle magri ali sulla schiena, da cui protendono dieci zampe da aracnide. La connessione tra Lord Amygdala e questi terrificanti custodi è immediata.

Museo Videoludico - Amygdala - Bloodborne

Anche la Tonsilla di Pietra ha vari collegamenti. Oltre a richiamare l’organo omonimo, questo oggetto ricorda molto la Giada Intagliata, oggetto proveniente dai racconti di Junji Ito, maestro dell’horror giapponese. La Giada, oltre a essere simile nella composizione, maledice chi la possiede, aprendo dei buchi sulla pelle del povero malcapitato. La Tonsilla di Pietra ovviamente non ha questo effetto, ma per certi versi, quando il Cacciatore ne è in possesso, non può più liberarsene.

La nostra avventura odierna termina qui. Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate e cosa vorreste vedere in futuro. Museo Videoludico torna il prossimo mese con una nuova analisi e tante curiosità.