Con il primo Life is Strange, i francesi di Dontnod Entertainment avevano dimostrato di poter passare con una certa disinvoltura da un gioco d’azione come Remember Me, caratterizzato da un sistema di combattimento ricco di sfaccettature, a un’avventura fortemente story-driven che, nonostante il comparto grafico modesto, è riuscita a narrare una storia emozionante e articolata. Lo ha fatto senza paura, trattando tematiche spesso scomode come il bullismo e gli abusi, riuscendo a spalmare un canovaccio denso di spunti e bivi narrativi più o meno marcati in un viaggio lungo cinque episodi, senza tuttavia intaccare il ritmo di una narrazione che ha fatto della collisione tra reale e sovrannaturale, tra musica e arte, tra la spensieratezza giovanile e il peso dell’oppressione un mix in grado di coinvolgere profondamente a livello emotivo il giocatore.

Con Life is Strange 2 non ci sono più Chloe e Maxine, e non c’è nemmeno Arcadia Bay, lo scenario della prima stagione che svolgeva a tutti gli effetti un ruolo da co-protagonista nell’intera avventura. Dopo la breve miniserie prequel Before the Storm, Dontnod ritorna in cabina di regia per narrare le avventure di Sean e Daniel Diaz, due fratelli la cui vita sarà stravolta da un avvenimento improvviso, il proverbiale fulmine a ciel sereno che ha saputo sorprendere anche chi, come il sottoscritto, si era lasciato ingannare per un attimo da un incipit per alcuni versi molto compassato e apparentemente troppo ancorato al passato.

Life is Strange 2

Al contrario, Life is Strange 2 cambia totalmente registro e sceglie di raccontare una storia itinerante, mettendo in risalto argomenti sociopolitici estremamente attuali che sono trattati con estrema cura e dovizia di particolari dagli sceneggiatori di Dontnod. Il primo episodio in oggetto, dal titolo Roads, funge da prologo a quella che sarà la fuga dei due fratelli Diaz, residenti a Seattle ma di origini ispaniche e come tali dunque emarginati. Due vittime di un sistema, quello statunitense, che ormai tollera sempre meno l’immigrazione: l’episodio manifesta in diverse occasioni la cattiveria insita dell’uomo contro coloro che non sono considerati dei “veri cittadini americani” e non sarà raro lungo l’avventura imbattersi in numerosi esempi di xenofobia.

IN FUGA

La storia si articola attraverso scene che, come di consueto, possono variare in base alle scelte prese nei dialoghi, agli oggetti con cui interagirete, allo spazio che dedicherete all’esplorazione e dunque alla scoperta di particolari che potrebbero tornare utili in un particolare momento (e non necessariamente nello stesso episodio). Rispetto al passato, Dontnod ha optato per uno stile più maturo e realistico, stravolgendo le carte in tavola quando meno te lo aspetti e costringendo i due fratelli a una disperata fuga verso la libertà. Quanto le scelte del giocatore possano incidere sulla storia è un discorso che affronteremo in un secondo momento, ma in questo episodio ci è sembrato palese che la possibilità di variare approccio in determinate situazioni non abbia un peso estremamente rilevante nel viaggio di Sean e Daniel, legato a dei momenti e traumi imprescindibili per lo svolgersi dell’atto successivo. D’altronde, Life is Strange 2 non è certo Detroit: Become Human e una sceneggiatura con centinaia di scelte e di bivi narrativi non si sarebbe prestata allo stesso modo in una produzione come questa… tuttavia c’è sicuramente un modo in cui le scelte compiute dal giocatore – che interpreta il personaggio di Sean – possono influenzare ciò che lo circonda e in particolare suo fratello Daniel.

Life is Strange 2

LA METAFORA DEI LUPI

Ancora una volta, Dontnod prende in prestito una creatura animale per comunicare al giocatore quello che è il suo ruolo in questa storia. Nel caso di Life is Strange 2, alla farfalla del primo episodio si sostituisce il lupo, una simbologia che sarà evidente in tutto l’episodio e che vuole indicare quelli che sono i personaggi di Sean e Daniel, due giovani lupi che imparano l’uno dall’altro e sono caratterizzati da un legame imprescindibile. In particolare, sarà il giocatore, nei panni di Sean, a influenzare Daniel con i suoi comportamenti e le sue scelte: l’etica, in questo caso, è assolutamente fondamentale perché in base a ciò che deciderete nell’avventura, Daniel trarrà ispirazione dalle vostre azioni e si comporterà di conseguenza. Dontnod punta particolarmente a sensibilizzare il giocatore e nel farlo ci mette alla prova, portandoci ad esempio a scegliere se spingere Daniel a elemosinare del cibo o rubare da una stazione di servizio, se farlo personalmente o se, al contrario, investire il poco denaro rimasto per viveri e accontentare il fratello minore.

Ciò è importante perché crea nel giocatore un senso di responsabilità, spingendolo a prendere la decisione giusta nonostante il sentimento non sia propriamente insito nel personaggio del sedicenne Sean, il quale si troverà suo malgrado a dover provvedere al fratello di nove anni, assecondare i suoi bisogni e a fungere da esempio. Questo sistema non è sempre evidente, anzi, in alcuni casi starà allo stesso giocatore cercare di stimolare Daniel tramite interazioni opzionali che, però, possono rendere più o meno saldo il rapporto tra i due: ad esempio in occasione di un’esplorazione, momento in cui Sean potrà insegnare a suo fratello a orientarsi nel bosco oppure perdere di vista suo fratello che, per tutta risposta, potrebbe cadere e farsi male. Situazioni del genere vanno a influenzare il morale dei due personaggi e potrebbero portare a linee di dialogo diverse e a opzioni altrimenti inaccessibili. È ancora presto per stabilire la portata di tali scelte a lungo termine, ma a giudicare dalla consueta infografica con le decisioni prese al termine dell’episodio, crediamo che alcune di queste scelte possano avere effettivamente un grande impatto nel quadro generale.

Life is Strange 2

L’ELEMENTO SOVRANNATURALE

Finora abbiamo parlato di una storia e un contesto più realistico rispetto a Life is Strange che, come ricorderete, permetteva alla protagonista Max di riavvolgere il corso del tempo per rimediare alle scelte compiute nella storia. In Life is Strange 2, Dontnod sceglie ancora di cambiare registro: pur mantenendo per ovvi motivi la presenza di elementi sovrannaturali (d’altronde, il gioco è pur sempre ambientato nello stesso universo del primo episodio) e introducendo una nuova abilità nel contesto, il giocatore non sarà in grado di utilizzarla direttamente nel corso dell’avventura. Questo “potere”, infatti, sarà presente in determinati momenti della storia e fuori dal controllo di Sean e Daniel. Aspetto quest’ultimo che spinge ulteriormente il giocatore a riflettere sulle proprie scelte, dato che non ci sarà la possibilità di tornare sui propri passi dopo aver preso una decisione. Ciò non significa che Dontnod abbia semplificato ulteriormente il gameplay: ad esempio, la gestione dell’inventario passa dallo zaino di Sean, al cui interno saranno contenute le risorse e il denaro in possesso, il cellulare e una mappa della zona, che segnerà i possibili punti di interesse (e lascia intendere la destinazione dei due personaggi).

Un pretesto interessante che dà vita a meccaniche inedite (ad esempio, la gestione del denaro per sopravvivere) e permette delle interazioni nuove, come ad esempio la possibilità di sfruttare i collezionabili per personalizzare lo zaino. Raccogliendo degli oggetti che scoverete lungo il cammino, infatti, potrete scegliere di appenderli o usarli come toppe per rendere la borsa più “personale”, una scelta perfettamente in linea con lo spirito di questo sequel e che giustifica anche l’esplorazione degli scenari al fine di trovare i numerosi elementi nascosti dagli sviluppatori al loro interno. Non poteva certo mancare la componente artistica in un titolo come Life is Strange 2, e dopo l’uso della Polaroid di Max per scattare delle foto, in questo episodio potrete sfruttare il talento di Sean per una serie di minigiochi in cui dovrete disegnare uno scenario. In tali frangenti, con la pressione del grilletto sinistro si osserva l’ambientazione per un lasso di tempo utile a farlo memorizzare a Sean, che ruotando lo stick analogico potrà poi riprodurlo su carta. Dopo una manciata di osservazioni e schizzi, il bozzetto di Sean sarà concluso e potrete così immortalare alcuni scenari: nel nostro caso siamo riusciti a trovare solo due momenti del genere, ma non è da escludere che esplorando più a fondo le ambientazioni ci sia la possibilità di sfruttare ulteriormente una piccola ma interessante meccanica.

Life is Strange 2

Sebbene la storia si muova su un sentiero ben preciso, in alcuni casi il giocatore potrà interagire con Daniel per dar vita a piacevoli divagazioni che, oltre a rafforzare il rapporto tra i due, permetteranno di spezzare la pesante atmosfera che grava sui fratelli. Che si tratti di un fantasioso combattimento che omaggia Il Signore degli Anelli o il semplice sedersi fianco a fianco a osservare le meraviglie di uno scenario incantevole, guardare insieme la TV o saltare spensierati sul letto con la musica a palla, questi momenti contribuiscono ad accrescere l’empatia verso i due protagonisti e a vivere in prima persona la storia raccontata da Dontnod. Che non manca di offrire omaggi e riferimenti al primo episodio, specialmente in una manciata di scene che saranno influenzate dai salvataggi della prima stagione (ma non disperate, potrete creare un salvataggio fittizio con scelte casuali all’avvio del gioco) e vi mostreranno una scena diametralmente opposta in base al finale dell’originale Life is Strange.

A livello tecnico, questo sequel mostra una cornice generalmente più accattivante del primo episodio, dovuta in particolare all’uso di un nuovo motore (Unreal Engine), che nonostante non sia sfruttato dagli sviluppatori con lo scopo di ricreare personaggi e ambientazioni realistiche, è capace di offrire degli scorci davvero memorabili, che il giocatore può fermarsi a osservare per tutto il tempo che desidera, accompagnato dagli occasionali monologhi di Sean. Il tutto è supportato da una colonna sonora come sempre ispirata, che accompagna con fare sommesso fino a esplodere nei momenti clou, salvo poi tornare con dolcezza ad accompagnare le vicende dei protagonisti. Il mix funziona, e in più di un’occasione questo primo episodio di Life is Strange 2 è stato in grado di emozionarci e stupirci, nonostante la lentezza (chiaramente voluta) del comparto narrativo. Un pilota che, dopo aver assistito al breve teaser dopo i titoli di coda, fa ben sperare sulla bontà di questa seconda stagione creata dal team francese.


Quella che segue è una valutazione provvisoria di Life is Strange 2. Per maggiori informazioni, leggi la nostra politica sulle recensioni dei giochi episodici.

Life is Strange 2 – Episodio 1: Roads
PRIMO IMPATTO
Il primo episodio di Life is Strange 2 lascia ben sperare sulla bontà di questa seconda stagione: Dontnod non stravolge la formula originale, ma la affina con grandi e piccole novità che fanno da contorno a una narrazione più matura e introspettiva, la quale abbraccia nuovi temi sociopolitici decisamente attuali e ben articolati lungo questa prima porzione dell'avventura. Sebbene sia caratterizzato da una certa lentezza, specialmente nella prima parte dell'episodio, Roads riesce nell'intento di farci avvicinare al nuovo protagonista Sean e ci spinge a prendere decisioni con una certa responsabilità, al fine di essere un esempio per il giovane fratello Daniel. Non resta che sperare che la fuga dei due personaggi possa "continuare su questa strada" e sorprenderci ancora con ulteriori colpi di scena. Aspettando il finale, il primo impatto con Life is Strange 2 è decisamente positivo.
8.5
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