La prima esperienza di molti giocatori nel letale mondo di Dying Light si potrebbe racchiudere in con una bizzarra parafrasi di un famoso detto partenopeo: vedi Harran e poi muori. Vuoi per la brutale bellezza della realtà messa a punto da Techland, vuoi per un finale aperto che ha permesso al gioco restare nella mente degli appassionati fino a oggi, questo pregevole survival horror dal taglio dichiaratamente moderno ha saputo conquistare una popolarità che forse neanche i suoi stessi creatori avrebbero previsto.

Ed è proprio quella stessa popolarità che ha fatto sì che la Enhanced Edition si rivelasse una delle riedizioni più chiacchierate e desiderate degli ultimi anni, non solo a fronte delle tante migliorie promesse ma soprattutto per la presenza di The Following, immensa espansione con cui il team di sviluppo intende stuzzicare l’interesse di tutti coloro che avessero già avuto modo di vestire i panni di Kyle Crane in passato. Il grande hype che ha caratterizzato le settimane che ne hanno preceduto la release ufficiale si sarà però rivelato davvero giustificato?

LO ZOMBIE GAME DEFINITIVO?

Il primo impatto con Dying Light: The Following – Enhanced Edition è stato a dir poco devastante, devo ammetterlo. Tornare in un luogo così ostile, a distanza di così tanti mesi dal giorno in cui ho completato l’avventura principale, si è infatti rivelato più complicato di quanto avrei potuto prevedere, e questo soprattutto a fronte dell’evidente processo di ottimizzazione generale messo a punto dal team di sviluppo. Gran parte delle migliorie che contraddistinguono questa riedizione saranno forse difficili da notare per gran parte dei giocatori, ma chiunque avesse trascorso decine e decine di ore con l’edizione di base del prodotto, non potrà fare a meno di accorgersi di quanto tutto sia migliorato.

Tralasciando un processo di ottimizzazione generale per ciò che concerne meccaniche di gioco, bilanciamento, grafica e intelligenza artificiale, la Enhanced Edition vanta infatti innumerevoli novità anche sul versante contenutistico, proponendo non solo tutti i DLC messi a punto da Techland nei mesi successivi al lancio dell’edizione standard di Dying Light ma anche il pezzo da novanta di questa riedizione, ovvero l’espansione The Following. Non siamo infatti di fronte al classico dlc da quattro soldi nato per capitalizzare sull’hype degli appassionati, ma a una vera e propria espansione “vecchia scuola” capace di arricchire l’universo di gioco in maniera davvero sorprendente.

Tutto denota infatti una cura per i dettagli davvero sorprendente, determinante per garantire un’esperienza in linea con l’avventura di base, e se a questo aggiungiamo una lunga serie di innovazioni, soprattutto sul versante contenutistico, è davvero difficile non rendersi conto di quale sia l’effettivo valore di The Following. Oltre a proporre una nuova, pregevolissima avventura, incentrata su una misteriosa setta che sembra custodire il segreto dell’immunità al virus che ha devastato Harran, questa espansione introduce infatti diverse pregevoli novità, tra cui spicca senza dubbio un’ambientazione del tutto inedita e, cosa ancor più importante, una buggy per esplorarla!

A dispetto di ciò che molti temevano, l’introduzione di un mezzo di locomozione ha avuto un impatto estremamente positivo sull’esperienza, e questo non solo perché riduce parecchio il tempo necessario per qualsiasi spostamento all’interno di un’ambientazione davvero vastissima (è circa il doppio rispetto a quella dell’avventura di base) ma perché è stata davvero ben contestualizzata nella realtà di gioco proposta. Scordatevi di avere a che fare con un mezzo inarrestabile e onnipresente, perché anche la buggy incarna alla perfezione il concetto di sopravvivenza in diversi modi: può essere “richiamata” solo in specifici avamposti, può esaurire il carburante e dunque fermarsi all’improvviso e soprattutto può rompersi.

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I Figli del Sole sono una setta davvero affascinante e il fatto che l’esperienza si basi sulla necessità di conquistare la loro fiducia a suon di “buone azioni” completando missioni sempre diverse, limita al minimo noia e monotonia.

Questo implica ovviamente che dovrete depredare le auto presenti nell’ambientazione in cerca di benzina e materiali con cui ripararla, ma credetemi, una volta che vi sarete resi conto di quale sia la sua effettiva utilità – soprattutto a fronte della possibilità di potenziarla – non riuscirete a farne davvero a meno. E in questo senso, ovviamente, l’introduzione di un nuovo albero di abilità incentrato esclusivamente sulla guida risulta quantomai gradito nonché utilissimo per arricchire una progressione già di per sé piuttosto stuzzicante. Tante sono infatti le skill sbloccabili ma, come impone ormai la tradizione di Dying Light, l’unico modo per accedervi sarà quello di mettervi alla guida del veicolo il più spesso possibile, affrontando anche le tante sfide appositamente sviluppate per incoraggiarne l’utilizzo.

La buggy non è tuttavia l’unica novità degna di nota. The Following introduce infatti nuove tipologie di nemici in grado di rendere ancora più evidente l’elevata difficoltà media dell’avventura, armi ed equipaggiamenti inediti e, come prevedibile, una vasta gamma di missioni secondarie volte ad accrescere una longevità che si aggira già intorno alle 10 ore per la sola main-quest. E tutto questo senza contare il nuovo Legend System, che facendo leva sul nuovo, brutale livello di difficoltà “Incubo” permette di sbloccare bonus permanenti e oggetti esclusivi attraverso un nuovo albero di abilità rivolto ai veri appassionati di Dying Light, e soprattutto il sistema di Taglie, composto da sfide aggiornate su base regolare il cui scopo sarà proprio quello di garantire costanti stimoli (e tanti motivi per continuare a giocare) a tutta la community.

GIUDIZIO

Dying Light: The Following – Enhanced Edition propone dunque un’esperienza all’insegna del divertimento – soprattutto in cooperativa, ovviamente – che sembra stata davvero progettata per soddisfare tanto i vecchi giocatori del prodotto quanto i potenziali neofiti della caccia agli zombie targata Techland.