Control

Control

Da Remedy Entertainment arriva una nuova avventura paranormale: pronti a scoprire i misteri del Federal Bureau of Control?

Dopo il mezzo passo falso di Quantum Break, di Remedy Entertainment si erano un po’ perse le tracce: la software house finlandese, che ha dato i natali ad alcuni dei franchise più importanti della storia videoludica come Alan Wake e Max Payne, non era riuscita a conquistare i fan con un progetto che, vuoi per le piattaforme di destinazione (il gioco era stato lanciato solo su PC e Xbox One), vuoi per l’idea di base (coniugare videogioco e serie TV in un’unica, intricata storia in cui le scelte avevano un certo peso), si è rivelato meno soddisfacente del previsto.

Con il nuovo brand Control, pubblicato sotto l’egida di 505 Games, la casa capitanata da Sam Lake ci prova un’altra volta sfruttando peraltro temi molto simili a Quantum Break e prendendo in prestito una delle attrici principali, Courtney Hope, qui nei panni della protagonista Jesse Faden. Il risultato finale, però, è completamente diverso. Nonostante l’alone di mistero che aleggia nelle stanze del Federal Bureau of Control, la nuova opera targata Remedy Entertainment riesce a rendere giustizia al suo passato grazie a un thriller dalle tinte sovrannaturali. Scopritelo insieme a noi nella recensione di Control.

LA MINACCIA DI HISS

Della sceneggiatura di Control preferiamo non svelarvi troppi dettagli, dal momento che la trama è da sempre uno dei punti di forza delle opere di Sam Lake. Vi basti sapere che la protagonista Jesse, direttrice del Bureau, si trova a fronteggiare un’oscura presenza in grado di contagiare e possedere chiunque si trovi all’interno dell’edificio. Grazie alle sue abilità paranormali, che variano dalla telecinesi alla levitazione, Jesse dovrà mettere fine alla misteriosa epidemia esplorando in lungo e largo il Bureau, in quello che è un gioco d’azione in terza persona con visuale alle spalle della protagonista. Come dicevamo, nei toni, nei poteri e nella struttura di gioco, Control ricorda tanto Quantum Break, senza le scelte che confluivano in un differente episodio della serie TV annessa e, più in generale, con una sceneggiatura che fa del mistero e della scoperta il suo punto di forza.

Sebbene Lake abbia preferito un approccio meno lineare e più enigmatico per narrare le vicende di Control, il mondo di gioco include numerosi modi per permettere a coloro che fossero interessati di approfondire gli avvenimenti all’interno del Bureau, le origini del misterioso Hiss e la causa che spinge Jesse a mettere a rischio la sua vita. Tuttavia, uno stile simile per la narrazione, fatto di risposte più o meno esplicite e di tante, forse troppe domande lasciate senza una vera e propria spiegazione, potrebbero allontanare chi non ama particolarmente sceneggiature criptiche e dense di mistero. Mistero che è allo stesso tempo croce e delizia di Control, due facce della stessa medaglia che fanno del nuovo progetto di Remedy una grande avventura o una grande delusione.

IL POTERE DELLA MENTE

A livello di gameplay, la particolarità di Control è quella di offrire numerose abilità che la protagonista Jesse potrà sviluppare grazie a un sistema di progressione che si riflette sia nei poteri che nell’unica arma a disposizione del giocatore. Un’arma in grado di mutare forma e capace di offrire abilità differenti in base alla situazione da affrontare, dandogli ad esempio la possibilità di liberarsi di più nemici grazie a una raffica di proiettili oppure di preparare un colpo caricato ad alto impatto per infliggere maggiori danni ai nemici corazzati. Il passaggio da una forma all’altra è immediato, ma il meglio di sé la pistola lo dà solo una volta che l’avrete potenziata grazie a un sistema di crafting che vi spingerà a esplorare lo scenario in cerca di risorse utili per l’upgrade.

Ed è proprio l’esplorazione uno dei temi centrali di Control: come dicevamo, Sam Lake ha scelto per il suo nuovo franchise di offrire un’esperienza molto più criptica e questo si traduce anche nella qualsivoglia assenza di vincoli in un’avventura assolutamente non lineare. In qualsiasi momento potrete abbandonare la missione principale per dare una mano a un NPC incontrato per strada, imbattendovi in una quest segreta che potrebbe premiarvi con una nuova abilità paranormale. La struttura di Control ricorda molto una delle maggiori prerogative dei metroidvania, il backtracking: non sarà raro infatti recarsi in una zona visitata in precedenza con lo scopo di completare una missione secondaria o di accedere a una zona inaccessibile fino a quel momento, solo perché nel mentre la protagonista è riuscita a sbloccare una nuova abilità. Questo backtracking è uno degli aspetti più riusciti di Control e spinge il giocatore a scrutare attentamente lo scenario in cerca di indizi che possano indicare la strada, dal momento che anche in termini di HUD e indicatori il gioco resta volutamente criptico per incentivare l’esplorazione del Bureau.

Control
Nel corso dell’avventura, farete la conoscenza di tanti personaggi che vi aiuteranno a comprendere (in parte) la storia di Control.

Parlavamo di nuove abilità, ed si tratta anche in questo caso di uno degli elementi più importanti del gameplay di Control: la protagonista, infatti, può sfruttare inizialmente la telecinesi per raccogliere oggetti e scagliarli contro gli avversari, ma durante la storia si imbatterà in particolari missioni che le consentiranno di acquisire nuove abilità, come ad esempio la possibilità di creare uno scudo con dei detriti o di raggiungere delle zone inaccessibili grazie alla levitazione, restando sospesa in aria per qualche istante prima di effettuare uno scatto fulmineo. Questi poteri, ovviamente, rendono il backtracking di cui sopra ancora più rilevante, perché non sarà raro imbattersi in missioni secondarie che richiedano l’uso di un’abilità specifica che sbloccherete solo successivamente. Tra l’altro, è davvero suggestiva la sequenza che permette di sbloccare ogni nuova abilità: si tratta di momenti esoterici ambientati in scenari in continua evoluzione, che mutano quasi a voler spiegare al giocatore come sfruttare i nuovi poteri per risolvere situazioni che poi incontreranno tra le varie aree dell’edificio.

Tuttavia, se c’è una cosa che proprio non convince di Control è il combattimento con i nemici: da una parte abbiamo un sistema di coperture che, come nel caso di Quantum Break, è decisamente approssimativo e costringe il giocatore a spostarsi di continuo al fine di evitare di finire al tappeto (e di ricominciare dal checkpoint precedente, un altro punto critico di Control); dall’altra, un’IA dei nemici tutt’altro che perfetta che risulta in alcuni casi troppo blanda, in altri eccessivamente potente. Un’opera di bilanciamento non ottimale che, in alcuni casi, porta alla morte inspiegabile della nostra Jesse: qui si torna al discorso dei checkpoint, che dopo Quantum Break sembra essere il tallone d’Achille di Remedy. La gestione dei salvataggi non è certo il punto di forza di Control e non sarà raro dover ricominciare un’intera sezione a causa del posizionamento errato di un checkpoint. Ed è un peccato, perché a causa del backtracking vi ritroverete più volte a esplorare zone già setacciate in precedenza, con il rischio di incappare in qualche area troppo frustrante.

UN’OPERA IMPERFETTA

Tecnicamente, Control alterna una direzione artistica come al solito pregevole e scorci molto suggestivi a una varietà delle ambientazioni non sempre eccezionale e qualche limitazione tecnica che, soprattutto su console, fa apparire la produzione di Remedy un prodotto sensibilmente differente a quella vista su PC. Quest’ultima versione, infatti, ha dalla sua il Ray Tracing, che permette di offrire illuminazioni dinamiche, riflessi e ombre che rendono l’ambientazione ancora più accattivante. Lo stesso non succede su PS4, la cui versione è comunque caratterizzata da un frame-rate solido (nonostante il grande numero di elementi su schermo) e da un’ottima fattura per le esplosioni, probabilmente il fiore all’occhiello del comparto tecnico.

Poche giustificazioni per l’intelligenza artificiale, che si concentra quasi esclusivamente sulla superiorità numerica e non è mai in grado di variare più di tanto i pattern offensivi e difensivi. Nemici che, tra l’altro, sono anche fin troppo simili tra loro, un problema che Remedy aveva già manifestato con Quantum Break e che si ripete (così come i difetti in termini di IA) anche in Control. Concludiamo con un plauso al comparto sonoro: da una parte l’ottimo doppiaggio in lingua originale (assente quello in italiano), dall’altra l’audio misterioso e onirico, con una colonna sonora che accompagna con fare interessante le (dis)avventure della bella Jesse all’interno del Bureau.

GIUDIZIO
Con il nuovo Control, Remedy Entertainment si riprende dal mezzo passo falso di Quantum Break e dà vita a una intrigante avventura dalle tinte paranormali, che grazie a una narrazione non lineare, a un gameplay divertente e a un backtracking intelligente riesce a tenere il giocatore incollato allo schermo per decine e decine di ore.
GRAFICA8.3
SONORO8.8
LONGEVITÀ8.5
GAMEPLAY8.5
PRO
Poteri ben congegnati e divertenti da usare
Esplorazione in stile metroidvania ricca di mistero
Sceneggiatura intrigante e fuori di testa...
CONTRO
...ma probabilmente troppo intricata per molti
IA dei nemici non sempre all'altezza
Gestione dei checkpoint non ottimale
8.5
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