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Call of Duty: Black Ops 2

Call of Duty 2020, Activision cancella il gioco di Sledgehammer e lo affida a Treyarch

Gli sviluppatori si occuperanno di un nuovo Black Ops ambientato nella Guerra Fredda.

Interessanti retroscena sullo sviluppo del nuovo episodio di Call of Duty previsto per il 2020 sono stati pubblicati qualche istante fa sulle pagine di Kotaku.

Secondo l’insider Jason Schreier, Activision avrebbe rimosso dallo sviluppo Sledgehammer Games e Raven Software, che hanno lavorato al progetto negli ultimi due anni, cancellando quanto fatto finora e affidando le redini dell’episodio a Treyarch, già autore di Black Ops 4 lo scorso anno.

Il prossimo episodio di Call of Duty sarà dunque un sequel intitolato verosimilmente Black Ops 5 e ambientato nel periodo della Guerra Fredda, con una campagna single-player a supporto del ricco comparto multiplayer.

Facciamo un passo indietro: secondo Schreier, che è entrato in contatto con tre figure impegnate nello sviluppo del nuovo Call of Duty in arrivo nel 2020, Activision avrebbe rimosso Sledgehammer e Raven dallo sviluppo del gioco che era ormai in lavorazione da due anni, affidando nuovamente a Treyarch la guida del progetto.

Con Infinity Ward impegnata nell’episodio di quest’anno (che dovrebbe essere, senza particolari sorprese, Modern Warfare 4), il publisher ha deciso di interrompere la tradizionale staffetta fra tre team che, di anno in anno, si sono avvicendati nel proporre un episodio di Call of Duty.

Dal 2012, con il lancio di Black Ops II a opera di Treyarch, si sono infatti susseguiti Ghosts (Infinity Ward), Advanced Warfare (Sledgehammer), Black Ops III (Treyarch), Infinite Warfare (Infinity Ward), WWII (Sledgehammer) e Black Ops IIII (Treyarch). Quest’anno sarà nuovamente il turno di Infinity Ward con un nuovo Modern Warfare, mentre nel 2020 avremmo dovuto assistere al ritorno di Sledgehammer (con Raven, tuttavia, nel ruolo di principale sviluppatore) per un nuovo capitolo ambientato nella Guerra Fredda, probabilmente legato alla Guerra del Vietnam.

Secondo Schreier, le tensioni tra Raven e Sledgehammer e le continue discussioni tra i rispettivi membri dei due team avrebbero portato Activision a sollevare entrambe le aziende dalla guida del nuovo progetto e ad affidarlo a Treyarch, mantenendo però l’ambientazione della Guerra Fredda (e verosimilmente gli asset costruiti finora dalle due parti) e adattandolo allo stile di Black Ops.

Ciò vuol dire che al contrario dell’ormai tradizionale ciclo di sviluppo da tre anni, che si era rivelato già particolarmente faticoso ai tempi di Black Ops 4, Treyarch avrà solo due anni per completare Black Ops 5 in un contesto che proietta il gioco verso un lancio in formato cross-gen (con PS5 e la prossima Xbox che dovrebbero esordire, appunto, nell’autunno del 2020) e prendendo in corsa un gioco costruito da due team differenti.

A tal proposito, secondo le fonti di Schreier, la situazione in casa Treyarch è spaccata in due: c’è chi si è rivelato entusiasta della possibilità di lavorare a un progetto del genere e chi, al contrario, pare spaventato dall’idea di un ciclo di lavorazione così intenso e dallo spettro del consueto crunch che sta caratterizzando tutte le grandi produzioni di questa generazione.

Activision non ha commentato l’articolo di Kotaku, aspetto comprensibile dal momento che è ormai prossimo il reveal del nuovo Call of Duty di Infinity Ward e il publisher non vuole distrarre i fan con annunci che potrebbero compromettere la sua posizione, in un periodo di certo particolarmente complicato per il colosso americano.

Naturalmente noi di VGN.it continueremo a monitorare la situazione e a tenervi aggiornati in caso di ulteriori approfondimenti.

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