Il malcontento nato dopo il lancio di Destiny 2 sembra essere arrivato a un punto di rottura totale. I fan dello sparatutto di Bungie hanno ormai smesso quasi del tutto di giocare al sequel di Destiny nonostante l’imminente arrivo della prima espansione, La Maledizione di Osiride, il cui debutto è previsto tra meno di sette giorni.

Nelle scorse ore, il community manager della software house David Dague ha annunciato con un tweet che il team non terrà l’ultimo livestream in cui avrebbe dovuto mostrare le armi e armature in arrivo con il primo DLC, ma pubblicherà piuttosto un aggiornamento sul proprio sito ufficiale in cui Luke SmithMark Noseworthy, rispettivamente director e project lead di Destiny 2, parleranno di come il gioco sarà migliorato nell’immediato futuro.

“Stiamo concentrando i nostri sforzi per condividere informazioni di notevole importanza su Destiny 2”, si legge sul forum ufficiale del gioco. “I responsabili dello studio parleranno dei nostri obiettivi per migliorare il gioco nel prossimo futuro, e di come intendiamo reagire ai feedback della community grazie alla pubblicazione di update e aggiornamenti che arriveranno nelle prossime settimane”.

L’ultimo di tre livestream programmati da Bungie per condividere dettagli sulla trama, le attività e gli oggetti che saranno disponibili ne La Maledizione di Osiride non sarà dunque più trasmesso come previsto questa sera. Già nei giorni scorsi si erano palesati i primi segnali di imbarazzo da parte del team di sviluppo, specialmente quando dopo aver ribadito che un nuovo tipo di Evento Pubblico introdotto con il DLC sarebbe stato “il più remunerativo di sempre”, al termine dell’attività la squadra incaricata di dimostrare l’attività ha ricevuto in cambio due Pegni e un pezzo d’armatura di qualità rara. Lo scorso livestream infatti si è concluso prima del previsto dopo che la chat di Twitch era diventata decisamente incandescente, con reazioni negative da parte di una community esasperata.

Da allora, non c’è stata pace per Bungie: dopo numerosi sospetti, alcuni fan hanno deciso di analizzare a fondo il sistema che gestisce l’esperienza e l’ottenimento in veste gratuita degli Engrammi Brillanti, speciali loot box che i giocatori possono altrimenti acquistare tramite le famigerate microtransazioni. Ebbene, un fan in particolare ha scoperto che superata una certa soglia di punti XP ottenuti entro un lasso di tempo, Bungie limitava in modo più che artificiale i punti XP ottenibili, con una riduzione che arrivava a toccare il 95%: ciò vuol dire che su un totale di 50.000 punti esperienza guadagnati nell’arco di mezz’ora, solo 2.750 punti XP erano effettivamente assegnati al giocatore nel caso in cui le attività fossero completate più velocemente di quanto inteso da Bungie. Ciò ha reso la progressione decisamente più lenta.

Inutile sottolineare che una scoperta del genere ha causato nella community reazioni feroci. Persino i giocatori più affezionati alla saga e allo studio che ha dato i natali al franchise Halo hanno perso (giustamente) la pazienza. In molti hanno cominciato a pensare che Bungie avesse volutamente contenuto il quantitativo di punti esperienza ottenibili con la normale progressione al fine di spingere i giocatori ad acquistare l’Argento (la speciale valuta con cui è possibile acquistare Engrammi Brillanti dall’Everversum) sfruttando le microtransazioni e dunque il denaro reale.

Ciò ha spinto Bungie a intervenire rapidamente, nonostante negli Stati Uniti fosse il periodo del Ringraziamento, e disattivare il sistema che gestisce l’esperienza, limitandosi ad ammettere che “il sistema non sta funzionando come avremmo voluto”.  Con un intervento repentino, l’azienda ha dunque rimosso le limitazioni artificiali dalle tre versioni di Destiny 2, confermando che dal 24 novembre “i giocatori vedranno il guadagno di PE cambiare in tutte le attività e vedranno il valore corretto mostrato nell’interfaccia”.

Tuttavia, qualcuno all’interno di Bungie deve aver dimenticato di aggiungere una piccola ma fondamentale nota: in concomitanza con la rimozione del sistema che limitava il quantitativo di esperienza ottenibile nelle attività PvE e PvP, Bungie ha sostanzialmente raddoppiato il quantitativo di punti necessari per ottenere un Engramma Brillante, passando da 80.000 punti XP a circa 160.000 punti XP. Il tutto, ovviamente, senza il minimo avviso. La community, però, si è accorta subito dell’inghippo, e ha riempito le pagine di Reddit di commenti negativi sul comportamento di Bungie.

La risposta della software house non si è fatta attendere ed è arrivata poche ore dopo su Twitter:

Bungie si è rifugiata dietro la necessità di aggiornare l’API di Destiny 2, ovvero la piattaforma che gestisce tutto il database dello sparatutto e consente la comunicazione con servizi come la companion app ufficiale oppure siti di terze parti come Destiny Tracker. La software house ha ammesso che i punti necessari a ottenere un Engramma Brillante sono ora 160.000, senza però aggiungere nulla sul fatto che il quantitativo di punti sia misteriosamente raddoppiato dopo la rimozione del limite artificiale. Anche in questo caso, la community si è sentita tradita dalla continua mancanza di trasparenza di Bungie, continuando a manifestare il proprio malcontento sui canali social di Bungie a ogni occasione utile.

Nel mentre, il director di Destiny 2 Luke Smith ha colto la palla al balzo per annunciare su Twitter che il team di sviluppo avrebbe svelato i dettagli dell’aggiornamento in arrivo a dicembre, con cambiamenti importanti per quel che concerne l’economia (venditori, come acquisire armi e armature, i famigerati Pegni e i frammenti leggendari) e il sistema di ricompense, sia per le armi che per le armature. L’aggiornamento includerebbe anche modifiche al gameplay e altre aggiunte di cui Smith non ha condiviso dettagli.

Smith ha aggiunto con un secondo post su Twitter che lui e Mark Noseworthy avrebbero risposto alle domande dei fan e commentato alcune lamentele ricevute dalla community sin dal lancio. Apparentemente, Luke Smith e Mark Noseworthy avrebbero dovuto essere tra gli ospiti del terzo e ultimo livestream dedicato a La Maledizione di Osiride, cancellato invece nelle scorse ore da Bungie.

Possibile che dopo le reazioni non positive dei fan durante il secondo livestream, Bungie abbia preferito evitare il confronto diretto con la community in un video che sarebbe rimasto inevitabilmente online, preferendo la strada dell’aggiornamento testuale sul proprio blog ufficiale, più gestibile a livello di “botta e risposta” col pubblico. Non è da escludere tuttavia che dopo aver “calmato” gli animi, spiegando ai fan come Bungie intende risolvere i tanti problemi che gravano sull’end-game di Destiny 2, Smith e Noseworthy possano tornare a farsi vedere su Twitch e affrontare i fan, che di sicuro apprezzerebbero maggiormente un tentativo di riconciliazione in cui gli sviluppatori sono disposti a metterci la faccia, piuttosto che l’ennesimo comportamento poco trasparente a cui i fan purtroppo sono abituati dal primo episodio di Destiny.

Intanto, il community manager David Dague ha condiviso su Twitter una serie di post in cui apprezza il feedback della community, ma invita i fan a reagire con civiltà nei confronti degli sviluppatori, continuando a esprimere le proprie opinioni senza offendere né aggredire la software house.

“Non ci aspettiamo che possiate essere sempre d’accordo tra di voi. Tutte le opinioni contano e noi ascoltiamo ogni singola opinione”, ha commentato Dague sempre su Twitter. “Spero di riuscire a focalizzare la discussione su come intendiamo migliorare il gioco, così da poterci godere l’esperienza e la community allo stesso tempo”.

Quando gli si è fatto notare che la community di Destiny 2 ha bisogno di pura trasparenza e di una direzione ben precisa, Dague è sembrato essere d’accordo, invitando la community a restare sintonizzata per l’annuncio che è in arrivo quest’oggi sulle pagine del sito ufficiale.

La situazione è estremamente delicata: da una parte, un team che non comunica con sufficiente trasparenza con i fan che, dall’altra, si sentono traditi, nonostante già in passato abbiano supportato un gioco non certo perfetto a suon di microtransazioni ed espansioni. Non resta che attendere le prossime ore per capire come Bungie intende modificare l’endgame di Destiny 2 per tentare di rientrare nelle grazie di una community più che mai stanca di questo atteggiamento.

Nel frattempo, ricordiamo che Destiny 2: La Maledizione di Osiride sarà disponibile dal 5 dicembre su PC, PS4 e Xbox One. L’espansione sarà gratuita per coloro che avessero già acquistato il Pass Espansioni, mentre tutti gli altri potranno acquistarla separatamente al prezzo di 19.99 euro.