Wolfenstein: Youngblood

Wolfenstein: Youngblood provato in anteprima all’E3 2019

Preparatevi a sterminare i nazisti nei panni delle due figlie gemelle di William B.J. Blazkowicz.

Così com’è stato per DOOM, anche Wolfenstein è un franchise rinato dopo l’opera di rifacimento da parte di Bethesda, che ha affidato al team svedese di MachineGames il compito di riportare in auge il mito di William B.J. Blazkowicz per una nuova generazione di sterminatori di nazisti. Dopo il successo indiscutibile di Wolfenstein: The New Order e del sequel The New Colossus, la software house cambia tutto e dà una sterzata decisiva alla serie con lo spin-off Wolfenstein: Youngblood, incentrato totalmente sulla modalità cooperativa.

All’E3 2019 abbiamo potuto provare con mano una breve demo della nuova avventura ambientata nell’universo creato da Muse Software e reso celebre da id Software. Nella versione dimostrativa, abbiamo potuto giocare in compagnia di un collega americano e testare una piccola porzione dell’avventura nei panni delle due figlie gemelle di Terror Billy, Jess e Soph Blazkowicz. Ecco com’è andata.

Wolfenstein: Youngblood
Jess e Seph, le due figlie di William “Terror Billy” Blazkowicz, partiranno alla volta di Parigi per scoprire cos’è accaduto al padre, disperso nella capitale francese.

UNITE CONTRO I NAZISTI

La missione testata a Los Angeles era ambientata subito dopo quella introduttiva, nella quale le due gemelle devono infiltrarsi a bordo di uno zeppelin che le porterà a Parigi, la principale ambientazione di questo spin-off. Liberata l’America dai nazisti, Blazkowicz è partito alla volta del vecchio continente per mettere fine all’oppressione del Terzo Reich nel resto del mondo. Tuttavia, quando il contatto radio tra Terror Billy e le figlie gemelle si interrompe misteriosamente, Jess e Seph decidono di raggiungere Parigi per salvare il padre. Arrivati nella capitale francese, non abbiamo potuto fare a meno di notare come il gioco offra un’impostazione completamente diversa rispetto al passato.

Complice l’influenza di Arkane Studios, che ha collaborato con MachineGames allo spin-off, Youngblood offrirà livelli molto più grandi rispetto al passato che saranno esplorabili a piacimento dai giocatori, anche (e soprattutto) in verticale. Ciò garantirà la possibilità di muoversi in totale libertà e scegliere un approccio meno guidato e lineare all’azione. Il tutto è supportato da un nuovo sistema di movimento che, per supportare la presenza di due personaggi nel pieno delle forze come Jess e Seph, permette di compiere scatti, doppi salti, scivolate e schivate che rendono il gameplay più frenetico e divertente che mai.

Non è il cambiamento più importante che renderà Youngblood così diverso rispetto alla saga principale: sfruttando l’esperienza di Arkane nei giochi d’azione con elementi RPG, i ragazzi di MachineGames hanno inserito una corposa componente ruolistica che dà alle due protagonista la possibilità di progredire nel corso dell’avventura spendendo i punti XP guadagnati per ottenere perk e nuove abilità che renderanno lo stile di gioco sempre più vario. Si tratta di un grande passo in avanti rispetto all’esperienza tradizionale della saga, con un sistema davvero profondo che unisce statistiche, perk passivi e abilità che possono davvero stravolgere il sistema di gioco in modo molto più netto che in passato, laddove in base a un bivio narrativo o al potenziamento scelto per il buon Blazkowicz le uniche differenze consistevano nella possibilità di usare un’arma diversa o di accedere a determinati passaggi altrimenti inaccessibili.

UN GIOCO DI RUOLO COOPERATIVO

L’introduzione di un sistema ruolistico non passa soltanto dalle abilità di Jess e Soph, ma anche dai nemici, che adesso disporranno di un livello che li renderà più o meno difficili da affrontare in base alla vostra potenza. Questa caratteristica, però, corre seriamente il rischio di rendere meno veloci i combattimenti: nella nostra demo, infatti, è capitato di dover affrontare un nemico corazzato di qualche livello superiore a quello dei nostri personaggi, talmente coriaceo da richiedere più di dieci minuti di salti, schivate, colpi alle spalle e fuoco incrociato per poter essere messo al tappeto. Il tutto ammesso e non concesso che riusciate a farlo fuori prima che lo faccia lui.

Wolfenstein: Youngblood
Prima di poter utilizzare due armi contemporaneamente come il paparino, servirà sbloccare un’apposita abilità nell’albero di Jess o Soph. Una volta che l’avrete fatto, non mancheranno nuove bocche da fuoco fuori di testa per spazzare via i nazisti dalla faccia della Terra.

Già, perché nell’ottica di incentivare la collaborazione tra le sorelle Blazkowicz, i giocatori avranno la possibilità di rianimare il compagno a terra fino all’esaurimento delle vite a disposizione (che potranno essere tuttavia raccolte all’interno dei livelli, insieme ad altri oggetti presenti come da tradizione nella saga). Questa meccanica spinge a combattere tenendo sempre d’occhio lo status dell’altro giocatore, tuttavia l’impressione allo stato attuale è che il team di sviluppo debba supportare al meglio questa peculiarità tramite l’interfaccia di gioco, comunicando in modo più efficace ad esempio se il proprio alleato ha bisogno di essere rianimato.

Per il resto, la collaborazione tra Jess e Soph passa anche dalla necessità di completare dei puzzle ambientali che, nella nostra demo, ci hanno visto impegnati nell’apertura di una porta protetta da un codice. Una delle due sorelle infatti aveva il compito di attivare una sorta di sequenza che ci avrebbe fornito una chiave, che l’altro giocatore avrebbe poi utilizzato per sbloccare la porta. Si tratta di meccaniche inedite per la serie e che di certo rappresenteranno un modo per spezzare dalla “monotonia” dei combattimenti.

Una volta completata la nostra prova con mano di Wolfenstein: Youngblood, abbiamo abbandonato lo spazio allestito da Bethesda carichi di speranza: il concept dello spin-off funziona ed è ricco di novità che, nonostante lo stravolgimento introdotto dalla modalità cooperativa, possono renderlo uno dei capitoli più riusciti nella storia del franchise. A tal proposito contribuirà particolarmente anche la bontà della sceneggiatura, che mantiene l’impronta caratteristica che MachineGames ha dato ai capitoli precedenti ma che punta molto anche sul carattere di Jess e Soph, sensibilmente diverso a quello del padre.

Resta da capire come funzionerà il nuovo “approccio libero” alla storia, con la possibilità di affrontare missioni principali e secondarie a piacimento, in modo se vogliamo ancora più marcato rispetto a quanto proposto da The New Colossus, e soprattutto se un simile stile narrativo avrà poi ripercussioni sulla bontà della sceneggiatura rispetto alla classica avventura lineare confezionata in passato dalla software house.

Come da tradizione, anche Youngblood offrirà ambienti estremamente curati e ricchi di particolari che vogliono immaginare un universo alternativo in cui i nazisti hanno avuto la meglio e conquistato il mondo.

Ben venga a ogni modo la sperimentazione, che passa non solo dalle novità in termini di approccio e novità del gameplay, ma anche nella formula di distribuzione: acquistando l’edizione Deluxe (al prezzo di 39,99 euro) otterrete infatti lo speciale Buddy Pass, che vi permetterà di fornire a un altro giocatore una copia di Wolfenstein: Youngblood con la quale il vostro alleato potrà giocare con voi gratis (senza tuttavia avere l’opportunità di avviare il gioco in vostra assenza). Una mossa che potrebbe rendere questo spin-off più popolare al lancio, che ricordiamo è previsto tra circa un mese su PC, PS4, Xbox One e, per la prima volta in contemporanea con le altre versioni, anche su Nintendo Switch.

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