Per gli appassionati dei simulatori di guida e titoli motoristici il 2017 è davvero un anno molto intenso e ricco di soddisfazioni, e forse neanche i più ottimisti avrebbero pensato qualche anno fa di vivere un momento simile. Dopo un primo boom nei primi anni del nuovo millennio, che aveva visto la nascita di capolavori come GTR, GTR 2 e rFactor, il genere dei simulatori di guida aveva pagato lo scotto di un mancato ricambio generazionale, con titoli sempre più approssimativi e il declino di Simbin, con quel GTR 3 annunciato ma che non ha mai visto la luce. Anche il secondo capitolo di rFactor, tutt’ora in uso, non ha mai convinto appieno la community del genere sim-racing, che ha dunque passato anni di sconforto con la polvere a imperversare sulle vari postazioni a causa di una sostanziale mancanza di stimoli.

Negli ultimi anni invece la situazione si è repentinamente capovolta, e la moltitudine di titoli a disposizione degli utenti è la diretta conseguenza di un ambiente che ha preso pienamente consapevolezza della propria dimensione “virtuale”. Le simulazioni di guida sono ormai una consuetudine del motorsport a ogni livello, dalle scuderie di Formula 1 fino alla Porsche Cup: ogni pilota prima di indossare casco e tuta trascorre ore ed ore alle prese con gli allenamenti ai simulatori di guida, utilizzandoli spesso per risolvere anche i problemi di setup sulla monoposto.

Project CARS 2

Naturalmente, le attrezzature a disposizione dei team (soprattutto se pensiamo alla F1) sono esponenzialmente più costose e professionali di quelle che possiamo utilizzare nelle nostre case, ma di fatto la sostanza non cambia. Le periferiche a disposizione si sono moltiplicate, offrendo qualità in ogni fascia di prezzo, riuscendo a soddisfare le esigenze sia con prodotti entry-level sia con periferiche decisamente più professionali e costose. Grazie a questi e anche ad altri fattori, assistiamo oggi a una seconda Età dell’Oro delle simulazioni di guida, trovando moltissimi titoli decisamente validi sul mercato, quasi tutti in grado di mostrare quantomeno un aspetto di rilievo: Assetto Corsa è ormai una realtà solida e imprescindibile, ma abbiamo seguito con piacere anche l’evoluzione costante di Codemasters e del suo F1, RaceRoom con i suoi DLC dedicati al mondiale DTM, la formula particolare proposta da iRacing o il succitato rFactor 2.

Anche il primo Project CARS aveva mostrato qualche punto di forza, rientrando a pieno titolo nelle scelte degli amanti delle simulazioni, ma le aspettative per questo secondo titolo sono altissime. Non ci resta che scoprire dunque l’ultimo lavoro dei ragazzi di Slightly Mad Studios, sperando che le aspettative non siano state disattese.

MOTORI PER TUTTI I GUSTI

Uno dei primi aspetti da sottolineare è senza dubbio la grande quantità di contenuti che Project CARS 2 mette a disposizione dei giocatori già al lancio: parliamo di un parco macchine composto da 180 veicoli di 35 costruttori diversi che potrete utilizzare su circa 60 tracciati, per un totale di oltre 130 layout differenti. Se poi aggiungiamo la possibilità di scegliere tra 17 condizioni meteo differenti, passando dal cielo sgombro fino alle bufere di neve, le possibilità diventano sostanzialmente infinite, con una varietà difficile da riscontrare in qualsiasi altro prodotto. Proprio dalla variabilità delle condizioni meteo iniziamo questa recensione del sequel di Project CARS: il nuovo LiveTrack 3.0 promette come anticipato di garantire ogni condizione meteo, con una transizione dinamica da una all’altra, offrendo anche al giocatore di personalizzare la propria esperienza configurando manualmente il meteo fino a quattro slot differenti nella stessa sessione.

Tralasciando lo spettacolo grafico che questa soluzione è capace di offrire (di cui parleremo in modo approfondito più avanti), questo vi permetterà di vivere esperienze di gioco uniche, irripetibili, a tratti paradossali se lo vorrete. Sarà per esempio possibile girare sul tracciato di Montecarlo nel bel mezzo di una bufera di neve, o di mettersi in gioco affrontando il cosiddetto “inferno verde” del Nordschleife con nebbia e pioggia, situazione che nella regione tedesca attorno al castello di Nürburg è in realtà molto frequente.

Project CARS 2

E proprio in queste situazioni estreme si apprezza in maniera inequivocabile il lavoro incredibili svolto dal team di sviluppo sulle condizioni meteo e anche sulle altimetrie dei tracciati realizzati con l’ausilio di tecnologia laser-scan. Ci è capitato di perdere rovinosamente il controllo della nostra Audi R-18 in un test sul Nordschleife, nel bel mezzo della tempesta, a causa di una enorme pozzanghera formatasi tra due tratti di pendenza opposta, portando a un inevitabile aquaplaning e al conseguente schianto contro il muro.

Ma le pozzanghere non sono disseminate lungo la pista in maniera quasi random come avviene per esempio in Forza Motorsport 6 (che peraltro non dispone in ogni caso di meteo dinamico), costringendo il giocatore a fare lo slalom tra i piccoli laghi sull’asfalto piuttosto che guidare. In Project CARS 2, abbiamo trovato una pozzanghera esattamente dove era lecito aspettarsela, dove era normale e logico che fosse, tanto da farci sentire a tratti un po’ stupidi per non averci pensato prima in modo da prevenire l’incidente. Il fatto è che questo livello di dettaglio, queste accortezze, questi preziosismi, non sono soliti nei titoli giocati fino a oggi. Da questo punto di vista, ma non solo, Project CARS 2 ci ha sorpresi, e ne siamo sicuri: sorprenderà anche voi.

PROJECT FORCE FEEDBACK

Abbiamo parlato delle 180 auto a disposizione, dei tracciati, del meteo dinamico. Ma come si guida il nuovo titolo di Slightly Mad Studios? La risposta non è così semplice, o per meglio dire, non così immediata. Le periferiche di gioco utilizzate per il nostro test sono le stesse usate per il recentissimo F1 2017: volante Thrustmaster T500 con corona Formula Custom, pedaliera Fanatec Clubsport V3 e software Z1 dashboard in esecuzione su uno schermo secondario da 7″. Trovare la configurazione ottimale per il force feedback però è stato in questo caso tutt’altro che immediato. In realtà la gestione dei menu dedicati al force feedback è più semplice da utilizzare rispetto al primo titolo, senza però rinunciare alla cura e alla precisione che ci si aspetterebbe da una produzione del genere.

La trasmissione delle forze è legata a dei profili di base (informativo, immersivo, grezzo e personalizzato), ognuno dei quali presenta determinati effetti in rilievo. Potrete poi regolare la forza a piacimento attraverso gli indicatori slide che riguardano il guadagno, il peso del volante, la trasmissione degli effetti delle ruote, gli effetti ambientali e la forza di ricentraggio. Una volta trovato il setup ideale il sistema ci ha convinti appieno: pur non raggiungendo le vette di Assetto Corsa, il force feedback risulta pieno e potente, riuscendo a trasmettere bene ogni variazione dell’asfalto, e anzi portandoci addirittura a ridurre le forze dal pannello di controllo del volante per non avere un movimento eccessivamente pesante e violento. La possibilità di variare i vari settaggi in tempo reale dal menu di pausa rende certamente la vita un po’ più facile, anche perché cambiando tipologia di auto sarete spesso costretti a fare qualche piccolo ritocco. Una vettura Formula offrirà una risposta totalmente diversa da una GT, e ancora differente da una vettura stradale. Se consideriamo le numerose classi di auto presenti in Project CARS 2 è chiaro che sarà difficile utilizzare una impostazione di force feedback universale. A tal proposito avremmo preferito però la possibilità di salvare le impostazioni del ritorno di forza per ogni classe, così da rendere più agevole il tutto.

Project CARS 2

L’esperienza di guida è però sempre stimolante e appagante: il divertimento è assicurato con le auto di qualsiasi categoria e in qualsiasi situazione, a partire dal momento di lasciare i box. Si, perché in Project CARS 2 ogni fase e ogni aspetto della guida potrà essere affidata al pilota in maniera manuale. Disattivando gli aiuti adeguati dal menu potrete infatti assumere il controllo già dalla corsia dei box, e i giochi si complicheranno ulteriormente qualora decidiate di usare frizione e accensione del motore in manuale: un semplice testacoda porterà infatti allo spegnimento del motore nel caso in cui non riusciate ad abbassare la frizione col giusto tempismo, costringendovi a dover avviare nuovamente la sequenza d’accensione del motore manualmente dopo aver ovviamente assegnato i tasti appositi sulla vostra periferica. Una piccola chicca che farà la felicità dei fan più sfegatati. Notevole anche il menu di setup della vostra auto, con settaggi incredibilmente dettagliati e tecnici, e anche se una breve didascalia cercherà di spiegare i vari effetti di eventuali modifiche sul comportamento dell’auto, in molti casi avrete bisogno di utilizzare la funzione dell’ingegnere di pista: selezionando il problema che riscontrate nel comportamento dell’auto, l’ingegnere vi proporrà una modifica di setup. Sebbene possa risultare una funzione non precisissima, come del resto può accadere nel motorsport, è una valida alternativa soprattutto per gli utenti meno esperti.

UNA VITA DA PILOTA

L’offerta ludica del titolo targato Slightly Mad Studios è in linea con quanto ci si aspetterebbe da un prodotto del genere e da quanto mostrato da titoli analoghi. Certo, dobbiamo sottolineare come questo secondo capitolo di Project CARS strizzi decisamente l’occhio al mondo degli eSports, con un menu dedicato agli eventi attualmente in corso o un calendario con quelli più importanti in programma. Cliccando su queste sezioni sarete reindirizzati tramite browser alla pagina selezionata e potrete tenere d’occhio gli eventi che più vi interessano. Per il resto, le modalità sono quelle ormai consuete: oltre alla classica gara personalizzata e l’immancabile test privato, potrete cimentarvi in una prova a tempo con classifiche online, e affrontare gli eventi online che i ragazzi di Slightly Mad Studios renderanno disponibili con cadenza settimanale e che richiederanno il raggiungimento di alcuni obiettivi con auto e tracciati specifici. Presente anche ovviamente una modalità online, con un nuovo matchmaking al fine di offrire gare più pulite e lineari, che ci è parso estremamente funzionale grazie a un’interfaccia chiara, fresca e gradevole che permette di filtrare gli eventi in modo da visualizzare solo quelli a cui potremmo essere interessati, in base a classe, lunghezza dell’evento, tipologia di circuito.

Nei primi giorni di test, complici i server sostanzialmente vuoti, abbiamo provato il brivido dell’essere detentori di tutti i record mondiali delle piste testate, ma per avere un parere più completo sul codice di rete (che a ogni modo pare promettere bene) servirà qualche settimana di test intensivo. Il vero punto cardine dell’offerta ludica è però senza dubbio la modalità Carriera, capace come sempre di impegnare il giocatore per decine e decine di ore senza mai risultare ripetitiva. La carriera del nostro alter ego virtuale si svolge esattamente come avviene nella realtà, partendo dunque dalle serie minori, affrontando tracciati brevi e piuttosto semplici a bordo di vetture con poca potenza e dunque un po’ più maneggevoli. Il percorso non è tuttavia bloccato, lasciandovi la possibilità di scegliere la categoria di partenza e il conseguente sviluppo, dai kart o dalla Formula Rookie fino alle categorie più prestigiose, come GT3, GT1, Prototipi o vetture Formula.

La difficoltà dell’IA è gestibile da un doppio indicatore slide, uno dedicato alla performance e uno all’aggressività. Gli avversari saranno in grado di usare un assetto personalizzato nel momento in cui selezionerete un livello più alto di 80, rendendo dunque le gare più serrate in ogni situazione. L’intelligenza artificiale si è dimostrata molto valida, anche se ha mostrato qualche lacuna in condizioni di pista bagnata, situazione in cui è stato più semplice avere la meglio. La vittoria di ogni serie vi porterà avanti nella vostra scalata al successo, e dal menu Carriera potrete rivedere i trofei vinti e controllare gli obiettivi della vostra vita da pilota. La formula funziona piuttosto bene e risulta appagante, ma sarebbe stata ancora più coinvolgente con l’aggiunta di un po’ di contorno prima e dopo la gara, con qualche sequenza animata o qualche cerimonia di premiazione o dell’agognato podio.

Project CARS 2 su console: un bicchiere mezzo pieno

di Piersandro Guerrera

Ho atteso con impazienza l’uscita di Project CARS 2 quest’anno. Il primo capitolo nel 2015 si rivelò un’inaspettata sorpresa dopo anni in cui gli appassionati di simulazioni di guida su console erano fossilizzati tra la lotta a distanza tra Microsoft e Sony con il loro modo di interpretare questo genere di videogiochi. Non è questo il luogo per discutere di quale tra Forza Motorsport e Gran Turismo fosse il più simulativo, ciò che però Project CARS e, a stretto giro, Assetto Corsa hanno mostrato agli utenti console è che le simulazioni di guida sono di tutt’altra pasta.

Project CARS 2 su PlayStation 4 Pro si comporta davvero bene: risoluzione fissata a 1440p e frame-rate che non mostra particolari cedimenti. Dal punto di vista tecnico non si assiste a un miglioramento che faccia gridare al miracolo (a differenza di quello che Polyphony Digital e Turn10 fanno nelle loro produzioni) ma le novità sono importanti: finalmente giocare con il controller non è impossibile, l’interfaccia dei menu è meno “PC friendly” e il setup del sistema di controllo o degli effetti visivi può essere fatto mentre si è in pista senza essere costretti a fare avanti e indietro tra gioco e opzioni.

Quello che però lascia l’amaro in bocca è come il piatto sia stato servito. Sono troppi e fastidiosi i difetti che Project CARS 2 ha su console: è scomparso il supporto a una tastiera esterna; impostando il nome del pilota nel vostro profilo il gioco continuerà a mostrare il vostro PSN ID; alcuni difetti estetici presenti nel primo capitolo sono rimasti (i vetri degli edifici sopra i box in alcune piste cambiano colore come se lampeggiassero); non è possibile regolare la distanza o l’altezza della camera della vostra auto; non funzionano alcuni dei settaggi nella modalità foto… insieme ad altri piccoli e grandi problemi che dimostrano come il beta testing su console non sia stato fatto in modo adeguato.

È davvero un peccato che chi ha acquistato il gioco al lancio o, come me, lo ha addirittura prenotato da mesi si trovi di fronte un prodotto non perfettamente “funzionante”. Siamo consapevoli che il team degli Slightly Mad Studios si impegnerà nei prossimi mesi a correggere tutte le lacune presenti, come già avvenuto con il primo capitolo, ma tutto ciò era perdonabile due anni fa… non oggi.

Project CARS 2

È TUTTO UN EQUILIBRIO SOPRA LA FOLLIA

Sotto il cofano del nuovo titolo di Slightly Mad Studios troviamo una versione tirata a lucido del favoloso Madness Engine, e non c’è nome più azzeccato. Project CARS 2 è uno spettacolo per gli occhi, con modelli 3D semplicemente eccezionali, valorizzati da riflessi sulle carrozzerie e materiali di pregevole fattura. I tracciati, realizzati in laserscan, restituiscono a tratti colori forse poco realistici, ma sono piccole sfumature che è possibile correggere su PC con l’aiuto di semplici add-on come ReShade. Ogni pista è caratterizzata comunque da un buon numero di elementi di contorno, contribuendo a dare un look davvero vivo e vibrante a ogni location. È quando si parla di effetti particellari e illuminazione che il Madness Engine rasenta la follia: correre alle prime luci dell’alba mentre infuria un temporale è uno spettacolo emozionante e che non dimenticherete facilmente. I fulmini che si stagliano nel cielo e che si riflettono sull’asfalto bagnato, le raffiche di vento e pioggia che scuotono gli alberi, le pozzanghere nei pressi di avvallamenti e salite, o ancora i fari a led della vostra supercar sotto i fiocchi di neve e le transizioni giorno/notte.

Project CARS 2 è pieno di questi e altri virtuosismi tecnici che vi lasceranno a bocca aperta, ma non è il solo comparto video a stupire: anche il sonoro, complice un surround pazzesco e una qualità dell’effettistica audio di altissimo livello, rendono la produzione di Slightly Mad Studios unica nel suo genere: dalla riproduzione di suoni dei motore agli effetti ambientali, ogni aspetto è stato curato in maniera maniacale, così come le colonne sonore di sicuro effetto (per gli appassionati segnaliamo inoltre la presenza di uno dei temi caratteristici della saga GTR). Unica nota stonata è il doppiaggio, esclusivamente in lingua originale e sottotitolato. Nei vari tutorial questo non rappresenta ovviamente un problema, ma a gara in corso leggere le indicazioni dell’ingegnere non è esattamente il massimo. Si poteva probabilmente fare un ulteriore sforzo al fine di garantire una fruizione più immediata delle indicazioni dell’ingegnere di pista soprattutto nelle fasi di gara.

Project CARS 2
Project CARS 2
GIUDIZIO
Project CARS 2 è un titolo enorme capace di regalare emozioni in quantità e qualità, con un’offerta ludica molto ampia e un comparto tecnico a tratti stupefacente, che vi consentirà di godere a pieno di un titolo che offre possibilità ed esperienze uniche nel suo genere. Con un parco macchine enorme, il più vasto assortimento di tracciati e layout, ogni condizione meteo immaginabile e il ciclo giorno/notte dinamico avrete il completo controllo di ogni aspetto della vostra esperienza di gara. Un titolo da non perdere per gli amanti dei sim-racing ma anche per utenti occasionali alla ricerca di un prodotto curato e dalla longevità assicurata.
GRAFICA9.7
SONORO9
LONGEVITÀ9.5
GAMEPLAY9
PRO
Comparto tecnico impressionante
Meteo dinamico e ciclo giorno/notte
Parco auto e tracciati molto vasto
Modalità carriera molto appagante
Controllo totale al pilota
CONTRO
Doppiaggio in lingua originale
Calibrazione del force feedback non immediatissima
9
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