Road to Fallout 76 - Gli anni '50

Road to Fallout 76 – Il fascino degli anni ’50

Fallout 76 è indubbiamente il Fallout più vicino alla risoluzione del conflitto bellico che ha distrutto il mondo fittizio costruito da Bethesda. Ambientato 25 anni dopo la pioggia di bombe atomiche che ha colpito USA, Cina e il resto del mondo, ci porta in una quasi verdeggiante West Virginia che presenta strutture stranamente integre e oasi di pericolose radiazioni genera mostri stranamente appartenenti al folklore del paese. Ma, essendo ambientato a così poca distanza rispetto alla guerra, è anche il capitolo che più di tutti riporta in vita gli elementi che caratterizzano lo stile pre-bellico di Fallout, ispirato agli anni ’50 americani.

Oggi più che mai è dunque lecito chiedersi: perché mai il mondo di Fallout è rimasto bloccato nel 1950, quando la sua linea temporale è arrivata ben oltre il 2040? Non temete ignari vagabondi della zona contaminata, posate pure il fucile e ricordate insieme a noi un’epoca felice in cui l’America era tanto bella quanto terrorizzata.

Fallout: 76

PICCOLI CHIP CAMBIA MONDO

Nell’universo alternativo di Fallout la storia come la conosciamo risulta la stessa fino all’incirca il 1950, dove abbiamo le prime divergenze temporali che hanno portato al noto risultato radioattivo che tutti abbiamo esplorato. Un singolo elemento ha fatto sì che l’evoluzione tecnologica si “arrestasse” e rimanesse ancorata ai concetti degli anni ’50, come la dimensioni esagerate di qualsiasi apparecchiatura con parti elettriche. Stiamo parlando del famoso Transistor, componente essenziale che nel nostro mondo ha permesso di arrivare agli smartphone con cui state leggendo questo articolo. L’assenza del transistor dal mondo di Fallout (anche se si vocifera che il Platinum Chip di New Vegas ne fosse un prodotto) ha lasciato che tutto rimanesse stagnante così come si immaginava l’apice della scienza con le tecniche a disposizione dell’epoca. Ciò spiega molte stranezze presenti nel mondo di Bethesda, come il fatto che i computer siano monocromi, le macchine bislacche e gli elettrodomestici ingombranti.

Naturalmente questo fattore ebbe un impatto anche nel mondo militare e in quello energetico, portando tutti i governi a dirigersi verso l’energia nucleare. A differenza della nostra storia, gli scienziati di Fallout riuscirono a piegare l’atomo al loro volere, tanto da creare veri e propri reattori domestici da utilizzare in casa, nella propria auto sportiva o attraverso mini testate nucleari da lanciare contro i bambini che invadevano il prato di casa. Ciò ha ovviamente portato a un utilizzo bellico molto più intenso da parte delle potenze mondiali, tanto da creare dei veri e propri arsenali che prima o poi si sarebbe scatenati su tutta la superficie terrestre.

Non è affatto un azzardo dire che l’assenza del transistor abbia portato inevitabilmente alla guerra nucleare, e fa paura sapere che senza questo oggettino così piccolo il mondo sarebbe stato un posto molto più pericoloso e ricco di scorie di uranio decaduto. Eppure, fino allo scoppio, quello che Fallout ci tiene a farci vedere è una società felice, allegra e ricca di meraviglie che ci sogniamo. Liberamente ispirato a Il Mondo di Domani scritto nel 1953 da August Derleth, lo stile di vita pre-bellico di una famiglia benestante ci appare radioso e visionario. In una casa ricca di miracoli della tecnologia, come maggiordomi robot e forni radioattivi, si poteva vivere come dei pascià e con tutte le comodità del caso. Un frigo pieno zeppo di Nuka Cola e Sugar Bombs? Possibile grazie al netto picco che le industrie americane subirono dopo le conquiste petrolifere dello Zio Sam. Autostrade pullulanti di macchine super veloci che collegano enormi città costellate di luci e grattacieli? Facile con il duro lavoro meccanizzato dei Bot e l’inestinguibile energia delle centrali nucleari più efficienti del suolo americano.

Sulla carta tutto ciò sembra quasi un sogno che farebbe gola anche a noi creature tutte McDonald’s e Facebook, ma se da un lato abbiamo una fantasia da pubblicità ben confezionata, dall’altro non possiamo scordarci che a un certo punto della storia il governo ha iniziato a costruire bunker anti-atomici, a creare supersoldati e ad armare la propria fanteria con armature atomiche. Il tutto perché l’assenza del transistor ha anche influito sulla perpetuazione della Guerra Fredda, la quale non si è mai veramente arrestata nell’America di Bethesda.

L’INCUBO ROSSO

Mentre l’uomo americano sedeva sul divano, lasciando che la moglie gli portasse una soda ghiacciata e il figlio la stellare pagella scolastica, ognuno di loro in cuor suo sapeva che perfino all’interno della loro casa non potevano sentirsi al sicuro. Il nome dell’incubo che affliggeva tutti gli abitanti degli Stati Uniti degli anni ’50 era uno solo: Comunisti. La Russia e la Cina erano i grandi demoni che dall’oriente minacciavano lo stile di vita civilizzato e capitalista dello Zio Sam, invadendo i territori e posizionando perfette spie nelle organizzazioni governative, cimici nella case e assassini alla cassa del Walmart di quartiere. La propaganda al riguardo era spudorata e in Fallout, con la Guerra Fredda quasi mai sedata, il pensiero anti-rossi è diventato sempre più forte e con sempre più azioni militari volte a provarlo. Le risposte non tardano ad arrivare e tutti ricordiamo le vicende dell’operazione Anchorage o l’attacco chimico cinese a Hoover Dam che causò la Seconda Peste (e che poi portò alla creazione del siero per supersoldati). Tutto poi sfociò nel lancio delle atomiche da parte degli stati maggiori, anche se ancora oggi non si sa con esattezza chi fu il primo a lanciare le bombe.

L’esagerazione della serie nei riguardi dell’incubo rosso è un fattore estremamente voluto proprio perché l’intenzione degli sviluppatori era quella di creare un ambiente che fosse una grossa iperbole delle paure e dello stile di vita che gli americani vivevano a quell’epoca e che, ancora oggi, sembra perdurare nella mente di molti cittadini. Si tratta di una visione che sfocia nel razzismo più becero e che loda la razza bianca americana benedetta da Dio e protetta dalle mitragliatrici. Per fermare l’invasione e proteggere il proprio popolo, il ricorso all’energia dell’atomo è risultato ancora più scontato che nella nostra realtà per via della sua eccellente portabilità perfino nell’ambito domestico. Ciò lo ha fatto diventare un mezzo bellico più “accettabile” per la comunità, soprattutto se per anni e anni la campagna presidenziale ha spinto sull’illustrare come lo straniero sia una minaccia e che i propri confini/ideali siano da difendere a ogni costo.

L’odio era quasi giustificato se lo si guarda dalla prospettiva dell’ignaro spettatore della TV di stato, la quale si premurava di informarlo delle mirabolanti imprese di difesa dei propri militari e degli attacchi immondi dei comunisti, ma ometteva come l’America avesse fatto terra bruciata per ottenere il petrolio, rendendosi più invasore che invasa. E così nacque quel patriottismo estremizzato che ritroveremo negli ideali della Confraternita d’Acciaio o nelle mire dell’Enclave, così schiavizzati da una politica di controllo da non rendersi nemmeno conto della propria natura. E non sono i soli considerando come perfino in un mondo distrutto dalla bomba atomica c’è spazio per razzismi, schiavismo e tutte quelle amenità che si sperava quantomeno si estinguessero una volta che la società fosse ridotta al collasso.

SOGNI DEL FUTURO

E invece sono mali che hanno persistito proprio perché l’ambientazione di Fallout non è altro che lo specchio di ciò che gli abitanti del 1950 si immaginavano per il loro futuro. Nessuno conosceva il transistor e di certo nessuno si aspettava un fenomeno come Apple o un presidente di colore, fantasticavano solamente utilizzando il modello di mondo, giusto o sbagliato, che possedevano al tempo. Ciò significa che il futuro immaginato negli anni ’50 avrebbe mantenuto i dettami di stile dell’epoca, amplificandone le sensazioni e le tecnologie all’estremo in quella corrente che oggi chiamiamo “Retro Sci-Fi”. Ed ecco qua che la colazione è servita da un robot placcato in acciaio lucente con un accento servile e i computer diventano più grossi e intelligenti, tanto da riuscire a simulare il comportamento umano con delle facce di bit verdi. Insieme alle meraviglie della scienza pre-transistor, però, rimane sempre la paura del nemico comunista, al quale non viene fornito alcuno spazio di dialogo per il semplice fatto che non c’è più voglia di comprenderlo considerando l’assoluta forza e bellezza dell’American Golden Age. La diplomazia è superata se si è dalla parte del più forte, no?

L’unica vera preoccupazione risiedeva proprio nelle armi atomiche, le stesse utilizzate dall’America contro il Giappone nella Seconda Guerra Mondiale e sulle quali i comunisti avrebbero tanto voluto mettere mano. Il cittadino medio non sapeva nulla di nulla su queste nuove quanto pericolose meraviglie della scienza e in Fallout questo aspetto non cambia nonostante la loro introduzione nel comparto domestico/militare. Un forte deterrente armamentario e la potente intelligence della Casa Bianca erano fattori che permettevano a tutti di andare a dormire tranquillamente, proprio perché non vedevano un pericolo palese al loro stile di vita, consolidato in ben più di 50 anni di pace apparente.

La gente del futuro targato Bethesda crogiolava nel proprio lusso super accessibile, gli industriali vendevano e si arricchivano e l’economia era alle stelle. Il governo continuava a mietere vittime dalla parte opposta del finto paradiso stellato, facendo credere agli americani che nessuno avrebbe mai potuto danneggiarli fino a quando i loro figli e compatrioti combattevano nelle loro armature atomiche, in nome della pace naturalmente. Non si svegliarono neanche durante la grande ondata di arruolamenti o nelle numerose esercitazioni anti-atomiche che si susseguirono negli ultimi anni prima del conflitto.

Fallout 76

Quando il computer più potente al mondo calcolò che entro 50 anni “l’inferno sarebbe sceso sulla terra”, solo in pochi si preoccuparono davvero, complice la campagna ingannevole di Vault-Tec, che tutto voleva fare tranne che proteggere i suoi clienti comuni. Così, quando suonò l’allarme bomba, molta gente neanche si diresse verso i rifugi anti-atomici, morendo sulla propria poltrona elettrica sorseggiando Nuka Cola mentre sulla TV davano le immagini delle bombe in picchiata. Guarda caso, i capi di stato invece erano già belli che partiti per la loro isola sicura. L’unico veramente furbo fu Mr. House di New Vegas, che riuscì a proteggere Las Vegas comprendendo che bisognava agire in fretta prima di finire uccisi da chissà quale arma mortale.

Una volta usciti dalle nostre prigioni sotterranee, in qualunque capitolo noi giocatori ci siamo ritrovati, o ci ritroveremo nel caso di Fallout 76, in un mondo cambiato ma che tiene ben salde le radici del suo splendore, nonostante siano marce e corrotte.

L’umanità e la guerra forse non cambieranno proprio mai, ma la storia è riuscita a mutare semplicemente con la comparsa di un piccolo e inoffensivo transistor, tanto importante da aver fatto la differenza tra un mondo in cui esiste l’amministrazione Trump e uno in cui c’è una guerra atomica devastante. In effetti, faccio fatica a capire quale sia il peggiore…

Road to Fallout 76

Questo è il primo di tanti articoli del nostro Road to Fallout 76, il processo di avvicinamento alla recensione del nuovo titolo targato Bethesda. Non perdete nuovi approfondimenti sull’attesissimo gioco di ruolo in arrivo nei prossimi giorni!

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