Resident Evil 2

Resident Evil 2

Lo storico survival horror di Capcom vive una seconda giovinezza grazie a un remake davvero incredibile.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita esponenziale dell’effetto nostalgia sulle opere del passato, che ha generato un corposo numero di annunci di veri e propri remake (o semplici rimasterizzazioni) dei titoli più amati dai giocatori di vecchia data che, nonostante l’età adulta, non hanno dimenticato i giorni della propria adolescenza trascorsi con le vecchie glorie di una volta. Tuttavia, spesso non è semplice riuscire a ricreare le stesse sensazioni, lo stesso feeling ed emozioni che ci siamo portati dietro come preziosi ricordi, ma si rischia al contrario di intaccare l’immaginario che si è creato attorno a un opera.

Non tutti i remake o Remastered sono usciti indenni dalla prova del tempo, ma di una cosa siamo sicuri: con Resident Evil 2, Capcom ha ancora una volta dimostrato il proprio valore facendoci rivivere insieme a lei un fiume di ricordi, catapultandoci in quello che è uno spiazzante tuffo nel passato, un’opera nell’horror vecchio stampo, crudo e genuino. Ciò che abbiamo potuto vivere (o rivivere, nel nostro caso) con il recente remake di Resident Evil 2 è stato un mix di vecchia scuola e nuove tendenze, di familiare e inaspettato, di affascinante e terrificante.

Resident Evil 2
Primo giorno di lavoro per la recluta Leon S. Kennedy. Nessuno lo aveva avvisato però che Raccoon City sarebbe stata invasa da un’orda di non-morti implacabili.

Merito di un sapiente lavoro certosino eseguito su più fronti, una cura impeccabile da parte della software house nella ricostruzione di atmosfere, luoghi e sensazioni, contestualizzati però con la tecnologia, evolutasi nel tempo, e con le esigenze del giocatore moderno. Resident Evil 2 Remake è un omaggio al passato che ha fatto grande Capcom, capace di sorprendere fan di vecchia data e affascinarne di nuovi. Scopriamo insieme com’è cambiato a distanza di 21 anni dal debutto sulla scena.

PIÙ DI UN REMAKE

Una volta avviata l’avventura di Resident Evil 2, ci si ritrova di fronte a una totale rielaborazione tecnica e logistica sia per quanto riguarda le ambientazioni presenti a Raccoon City, sia per ciò che riguarda interazioni e approcci con il mondo di gioco: la ben nota centrale di polizia e i vari ambienti che si esploreranno nella campagna prendono letteralmente vita grazie a una opera di ricostruzione degna di nota, che ha portato a una tridimensionalità incredibilmente convincente. Siamo nuovamente immersi in quell’orrore causato dalla malvagia Umbrella Corporation, in un mondo popolato da un costante senso di inquietudine e paura, ma in modo ancora più realistico.

Procedendo attraverso i ben noti saloni e corridoi della stazione di polizia, cercando di ragionare a mente lucida sugli obiettivi da seguire, Leon e Claire possono contare sull’inedita visuale in terza persona che abbandona l’inquadratura fissa per adagiarsi alle spalle dei due protagonisti, accompagnandoli mentre ispezionano le numerose stanze dello scenario alla ricerca di oggetti utili alla sopravvivenza. Il gameplay è rimasto abbastanza fedele al passato, ma non rinuncia ad alcuni accorgimenti per farsi apprezzare al meglio dalle nuove leve. Con la torcia potete far luce su ambienti che solo a una prima occhiata sembrano familiari, ma che nascondono ben più di un modo per ricordarci che siamo solo cibo che cammina: ed ecco che ben presto vi ritroverete a dover barricare finestre per ostacolare l’avanzata dei non-morti, a miscelare erbe e munizioni sperando di mantenere i nervi saldi nei momenti cruciali e soprattutto di non sprecare l’ultimo proiettile in canna mancando clamorosamente il bersaglio.

Inutile esser spavaldi pensando di avere un discreto numero di proiettili: gli affamati abomini di Raccoon City possono incassare molti più colpi rispetto al passato in quella che è una difficoltà in grado di adattarsi dinamicamente alle risorse del giocatore, nell’ottica di mantenere sempre vivo il senso di tensione e continuare a tormentarci anche se abbiamo privato i non-morti degli arti. Vane sono infatti le speranze che una semplice porta impedisca a un famelico zombie di metterci pressione, mentre cerchiamo tra le note raccolte nell’edificio un codice per aprire una cassetta di sicurezza e recuperare munizioni.

Resident Evil 2
La cura nella ricostruzione dei modelli poligonali è decisamente alta, ma il gioco sa farsi apprezzare anche a livello di atmosfera e comparto sonoro.

Oggi come un tempo, Resident Evil 2 fa un sapiente uso del backtracking spingendoci a ritornare spesso e volentieri sui nostri passi per la risoluzione di enigmi e obiettivi secondari, in grado di fornirci vari bonus (come il potenziamento delle nostre bocche da fuoco, o il mero incremento dello spazio nell’inventario) preferendo spesso un percorso più lungo e sicuro a uno più breve ma denso di pericoli, rappresentati da ammassi di carne con artigli affilati e denti putrescenti. Non mancano però i mezzi con cui proteggerci in caso di assalto nemico, grazie ai quali Leon e Claire possono contrattaccare, utilizzando ad esempio coltelli e granate. Tuttavia le armi bianche possiedono una durevolezza limitata (a meno di non sbloccare armi bonus invincibili) e avremo a disposizione un numero davvero esiguo di risorse, che spingono a una gestione oculata degli oggetti presenti nell’inventario.

Ciliegina sulla torta, per accrescere la tensione e attentare maggiormente alla salute psicofisica di chi si troverà costretto a vagare per la stazione di polizia, ci pensa un antico nemico della saga Resident Evil, Mister X. L’inarrestabile e immortale Tyrant, mastino della Umbrella Corporation, ricoprirà un ruolo chiave nella nostra avventura, braccandoci senza tregua e dandoci un senso d’oppressione davvero notevole: il famigerato Mister X ci cercherà costantemente, i suoi pesanti passi saranno udibili anche attraverso diverse stanze tenendoci sempre su una corda di violino, e costringendoci spesso a un cambio di piani e percorso. Fortunatamente, con la realizzazione del remake vengono meno alcune meccaniche per la gestione dei progressi (niente più nastri di inchiostro per i salvataggi, perlomeno al livello di difficoltà standard), che eliminano alla radice qualsivoglia rischio di rendere l’esperienza eccessivamente frustrante.

UN MIX LETALE

Se il comparto grafico è davvero degno di nota, con una ricostruzione incredibile dei modelli dei personaggi e degli ambienti, giochi di luci e ombre assolutamente suggestivi e un colpo d’occhio a dir poco notevole, è altrettanto doveroso spendere qualche riga per fare un plauso al sonoro, di qualità più unica che rara. Giocando con un buon headset (meglio se surround), Resident Evil 2 è in grado di stupire anche i giocatori più esigenti per la cura nei dettagli: porte che scricchiolano, artigli che stridono, versi sommessi o affannosi, tonfi, urla, assi rotte, pioggia ed esplosioni, tutto è stato creato con l’unico obiettivo di coinvolgerci il più possibile nell’esperienza asfissiante del secondo capitolo della saga, e nulla ci è mai sembrato così veritiero nella sfortunata centrale di polizia di Raccoon City.

L’esperienza che andremo a vivere, indipendentemente da chi sceglieremo di controllare per la prima volta tra i due protagonisti, è sempre caratterizzata dal fattore imprevedibilità, capace di stupirci di volta in volta. Oltre ai succitati Leon e Claire (che come avrete intuito offrono punti di vista complementari sulle vicende), potremo inoltre vestire i panni, anche se per brevi momenti, della piccola Sherry nell’orfanotrofio e della misteriosa e seducente Ada, impegnata nel portare a termine degli obiettivi personali. Un interessante scelta che aggiunge profondità al canovaccio e una visione complessiva molto più ampia degli eventi che fanno da contorno al copione del gioco di Capcom, senza dimenticare l’annuncio della stessa software house sull’imminente debutto in forma gratuita di brevi storie focalizzate su personaggi comprimari, che andranno certamente ad arricchire la narrazione, stratificando l’immaginario legato all’impero del gruppo Umbrella.

Resident Evil 2
Easter egg e personaggi segreti sono ancora lì al proprio posto. Per sbloccarli, però, dovrete completare alcune sfide molto impegnative.

Scegliendo Leon o Claire potremo peraltro seguire due percorsi diversi ma allo stesso tempo paralleli, dandoci anche modo di gustare il vero finale dopo che i due avranno condiviso le loro sfortunate vicende. Sebbene ripercorreremo le stesse ambientazioni affrontate durante la prima run, saranno presenti piccole variazioni nella trama utili per meglio comprendere la situazione e motivare la scelta di proseguire nell’avventura, anche se a volte non mancano incongruenze che potrebbero far storcere il naso ai fan di vecchia data, probabilmente l’unico vero neo dell’intera produzione giapponese.

GIUDIZIO
Capcom è senza dubbio riuscita nell'arduo compito di rinnovare uno dei capitoli più amati del suo brand, tanto da far sperare nella stessa opera di ricostruzione per gli altri episodi: d'altronde, con un remake del genere, è facile conquistare l'approvazione del grande pubblico, si tratti di appassionati di vecchia data o di persone che provano Resident Evil 2 per la prima volta. Con un ritmo molto alto e costantemente serrato, il survival horror offre dei momenti di pura adrenalina e una trama mai sottotono, un mix capace di creare un coinvolgimento costante e l'inquietudine di non esser mai al sicuro. Chi ha vissuto l'avventura di Leon e Claire nel 1998 resterà colpito dal pregevole restauro e dalla cura maniacale nei dettagli da parte di Capcom: si tratta di uno dei migliori esempi di remake mai realizzati nella storia dei videoludica, un'opera monumentale che si candida con prepotenza al premio di gioco dell'anno in questo 2019 appena cominciato.
GRAFICA8.5
SONORO9.5
LONGEVITÀ8.5
GAMEPLAY8
PRO
L'atmosfera horror non ha rivali, anche dopo vent'anni
Comparto sonoro estremamente coinvolgente
Ritmo frenetico, sensazione di terrore costante
La ricostruzione degli ambienti e personaggi è incredibile...
CONTRO
...ma il gameplay risente in alcuni casi del peso degli anni
Qualche incongruenza nel canovaccio
9
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