Another World
Versione testata: Switch

Another World

Ci sono giochi capaci di attraversare le generazioni mantenendo però un innato fascino, facendo crescere con il passare delle console una sorta di mitologica aura che li innalza al rango di “capolavori senza tempo”. Il titolo che abbiamo tra le mani oggi è uno di questi: di Another World si è detto di tutto, sappiamo oramai ogni dettaglio sulla sua storia, il suo creatore, il suo sviluppo e tutti i curiosi retroscena che lo riguardano. Ma non siamo qui per una lezione di storia del videogioco, bensì per analizzare la più recente versione del gioco per l’ibrida di Nintendo.

Another World
Versione originale

UN RITORNO AL PASSATO

Another World su Switch fa la sua comparsa in questa calda estate ed è pronto a farci rivivere (o sperimentare per la prima volta) quelle emozioni probabilmente sepolte dopo i 27 anni passati dalla sua uscita, quando le console proponevano una grafica a 16-bit. Il titolo creato da Éric Chahi ha visto crescere la potenza di computer e console e aumentare in modo esponenziale la risoluzione di TV e monitor, ma ha saputo ritagliarsi ogni volta il suo spazio e la sua conversione su buona parte delle piattaforme moderne. Quella per Nintendo Switch è basata sulla oramai conosciuta conversione di DotEmu che presenta una grafica rivisitata e la possibilità di cambiare “al volo” tra la nuova e la vecchia versione, permettendo inoltre di selezionare tre livelli di difficoltà: facile, normale e avanzata, che corrispondono rispettivamente a “più semplice”, “simile” e “più difficile” della versione originale. Unico neo di questa versione, come altre già presenti su altre piattaforme, è la presenza delle bande nere ai due lati dello schermo, a prescindere da quale modalità di visualizzazione sceglierete.

Oltre a questo possiamo scegliere il tipo di sonoro, se rimasterizzato, originale oppure una versione che include l’audio originale ma estrapolato dalle versioni CD-Rom. Purtroppo, non ci sono altre opzioni particolari oltre a quelle succitate. Un peccato, dal momento che probabilmente avrebbe fatto comodo personalizzare i tasti di gioco che, per quanto semplici, sarebbe stato bello poter riassegnare a piacere. Ciò nonostante è possibile giocare in tutte le modalità previste dalla console, anche utilizzando un singolo Joy-Con in completa mobilità o utilizzando il più comodo Nintendo Switch Pro Controller. Resta il disappunto per la mancanza di “coraggio” nel realizzare un porting più complesso, magari sfruttando al meglio le peculiarità della console Nintendo per offrire uno stile di gioco più ricco di varietà.

Another World
Versione rimasterizzata

ANOTHER CONSOLE

Anche a distanza di anni dal lancio dell’originale, Another World risulta godibilissimo sulla console Nintendo: sia che scegliate la modalità originale che quella rimasterizzata la sostanza non cambia, cercherete immediatamente di respirare e uscire dall’acqua non appena preso il controllo di Lester, protagonista del gioco che si trova contro la sua volontà in questo “strano mondo” concepito da Chahi. Da qui in poi sarà un susseguirsi di eventi narrati con una manciata di colori e di animazioni, senza una parola (perlomeno nulla di comprensibile) e nessun testo su schermo.

Another World è il videogioco ridotto ai minimi termini: non presenta interfacce, complicati menu, inventari, tutorial… si gioca e basta, tutto d’un fiato volendo, senza tenervi impegnati per troppe ore. La prima partita, però, rimane impressa indelebilmente sulla memoria del giocatore che tornerà volentieri in quell’insolito mondo per visitarlo nuovamente, colto da una sorta di nostalgia che rimarrà dentro dopo averci vissuto per quel breve ma intenso periodo. Il pianeta extraterrestre di Another World saprà ritagliarsi un suo spazio, non tanto per la sua rara bellezza, quanto per quell’atmosfera di ignoto, quella triste aria di malinconia che ci trasmette e ci porta a chiedere cosa altro si nasconda sotto a quel cielo azzurro e quali altre storie potrebbero essere raccontate al di fuori della nostra terra.

Il gioco di Éric Chahi è diventato involontariamente una pietra miliare del panorama videoludico, una lettera d’amore scritta ad un pubblico che non era pronto a ritrovarsi tra le mani una simile produzione che avrebbe in qualche modo segnato e portato una serie di cambiamenti in questo mondo, così distante da quello che invece viene narrato nel gioco.

Oggi dopo così tanti anni siamo ancora qui ad aspettare un seguito che vorremo così tanto ma che speriamo non arrivi mai, per questo continuiamo a giocare ad Another World, generazione dopo generazione, tornando a guardarlo con la sua grafica originale così minimale e così perfetta che, non per niente, ha saputo trovare posto anche al MoMa di New York.

GIUDIZIO
Una creatura mitologica, più che un gioco, che andrebbe giocato da tutti. Questa versione per Switch è un’ottima scusa per averlo sempre con sé per rigiocarlo di tanto in tanto in caso di necessità. Nonostante alcuni insignificanti difetti, come un refuso nel testo e due bande nere ai lati dello schermo presenti sia in modalità tablet che collegando la console alla TV, Another World rimane un classico intramontabile, da giocare ancora o, se siete fortunati, da vivere per la prima volta.
GRAFICA7
SONORO7
LONGEVITÀ7
GAMEPLAY7
PRO
Stessa esperienza magnetica del gioco originale
Salvataggio automatico, niente più codici da trascrivere
Passaggio al volo tra grafica vecchia e nuova
CONTRO
L'ennesimo porting che non sfrutta l'unicità di Switch
Presenti due barre nere ai lati dello schermo
7
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