EA Sports UFC 3
Versione testata: Xbox One S

EA Sports UFC 3

Da qualche anno Electronic Arts ha cercato di allargare gli orizzonti per quanto riguarda le produzioni sportive, introducendo in mezzo a brand di successo come FIFAMadden NFL anche un’esperienza più di nicchia come quella dedicata alle Arti Marziali Miste. EA Sports UFC 3 è il terzo capitolo di una saga giovane, nata dal nulla ma che ha saputo conquistare sempre più consensi a ogni iterazione. UFC 3 arriva come di consueto in un mese tutto sommato povero di uscite di rilievo in ambito prettamente sportivo, cercando così di ritagliarsi una fetta di pubblico interessata a esperienze di combattimento dal taglio più marcatamente simulativo.

Con il duro Conor McGregor nuovamente atleta di copertina, EA Canada ha preparato tutta una serie di novità in grado di espandere ulteriormente il concept di gioco prendendo in prestito idee e tecnologie che hanno già avuto successo in altri franchise EA Sports. Basteranno a garantire la stessa sorte al nuovo UFC 3? Scopritelo con noi.

EA Sports UFC 3

ALL’INSEGNA DEL REALISMO

La prima innovazione che salta all’occhio sin dalle prime partite è il rinnovato sistema che gestisce le animazioni dei lottatori, preso in prestito da un’altra produzione di casa EA Canada: si tratta della Real Player Motion Tech, la stessa tecnologia alla base del recente FIFA 18 e ha permesso di offrire un grado di realismo senza precedenti nelle movenze. Grazie a questa tecnologia, Electronic Arts ha realizzato più di cinquemila animazioni differenti che hanno consentito di replicare lo stile di lotta di ciascun atleta con estrema fedeltà, andando persino a ricreare differenti animazioni in base all’affaticamento, agli arti indeboliti e via dicendo. Una cura nei particolari che non traspare solo nei movimenti, ma anche nei colpi e relative reazioni da parte dell’avversario che incassa, al punto da rendere spesso e volentieri molto complesso stabilire se si tratta effettivamente di un videogioco o un match di Arti Marziali Miste in TV.

Un risultato pregevole che contribuisce ad accrescere il senso di realismo durante ogni sfida nell’ottagono, grazie anche a un sistema di gioco che continua la sua evoluzione verso un gameplay sempre più simulativo, che tiene conto di diversi valori (categoria/peso, colpi, prese, resistenza e infine salute). Ognuno di questi valori si traduce in un comportamento differente del lottatore nel match, al di là della semplice categoria d’appartenenza. Con una resistenza più elevata, avrete maggiore tolleranza ai colpi subiti e sentirete meno la fatica, mentre a una maggiore massa muscolare e forza delle parti del corpo interessate (braccia, gambe, mandibola, e via dicendo) corrisponde un determinato quantitativo di salute massima per ogni scontro. La salute disponibile per ogni parte del corpo è prontamente riportata attraverso piccole barre dell’interfaccia di gioco, mentre la resistenza avrà un ruolo molto più importante nell’economia di gioco: la vostra capacità di gestire al meglio la stamina farà la differenza tra una vittoria ragionata e una sconfitta frutto di attacchi poco oculati.

In UFC 3 si nota più che mai l’impronta simulativa che EA cerca di dare al suo brand capitolo dopo capitolo, una scelta che estromette giocoforza chi cerca l’ennesimo picchiaduro ignorante in cui darsele di santa ragione senza un minimo di acume tattico e pazienza. La sapiente gestione della propria resistenza, la capacità di incassare al momento opportuno e non lanciarsi in un attacco quando la barra della resistenza non si è ricaricata del tutto sono tutti accorgimenti che fanno la differenza, soprattutto al momento di abbandonare l’agio degli scontri con la CPU e lanciarsi nello spietato mondo del multiplayer online. In questi casi è molto importante studiare la tattica dell’avversario, i suoi movimenti e valutare quanta energia abbia in corpo dal momento che, una volta consumata la nostra riserva, i movimenti saranno decisamente più lenti del solito e diventeremo facili bersagli, complice una quantità di danni inflitti che andrà progressivamente a scemare man mano che esaurirete le forze.

Con una serie di combo che variano a seconda del lottatore potrete sferrare attacchi più veloci cui cui spezzare le difese dell’avversario e tentare di rendere inutilizzabile la parata (o perlomeno per un breve periodo): infatti, così come l’energia e la resistenza, anche la capacità di parare i colpi nemici deve fare i conti con la preparazione atletica del proprio lottatore. Dopo un tot di attacchi subiti, potreste ritrovarvi a non poter più bloccare le combo del nemico, lasciandovi praticamente esposti all’offensiva avversaria. Potrete comunque tentare di evitare le sue mosse grazie a un’altra novità di UFC 3, ovvero la schivata, che vi permette di effettuare una serie di movimenti con cui eludere gli attacchi avversari. Anche in questo caso, però, è fondamentale prevedere la provenienza degli attacchi onde restare scoperti e subire un inevitabile knockout. Ogni tecnica ha una potenziale risposta e contro da tenere bene in mente: UFC 3 è un gioco che premia la pazienza e la tenacia di chi avrà la volontà di studiare adeguatamente le tante sfaccettature del suo sistema di controllo, che va ben oltre il semplice button smashing frenetico di tanti picchiaduro moderni. Prevedere gli spostamenti degli avversari e i loro tentativi di dar vita a una transizione sono accortezze che, specialmente online, possono fare una grande differenza.
EA Sports UFC 3

UFC A 360 GRADI

Un sistema di combattimento così variegato necessità di una modalità Pratica altrettanto elaborata, specialmente se il vostro scopo è quello di eccellere nel single-player al fine di confrontarvi con altri giocatori online. È un bene dunque che la modalità messa a punto da Electronic Arts abbia nel suo arco numerose frecce, tra tutte quella di poter assegnare una serie di attacchi che il nostro avversario potrà sferrare così da studiare al meglio le possibili contromosse. Oltre ad affinare la velocità di reazione e le tecniche più adatte a controbattere, si tratta di un modo decisamente intelligente di studiare possibili strategie, combo, attacchi concatenati con cui ingaggiare una sfida, anche in base a quelle che sono le caratteristiche dell’avversario. In questo caso, le numerose varianti offerte dalla modalità Sfida permettono di allenarsi seguendo strategie precise, utili tanto nell’attacco quanto nella difesa.

Inutile però sottolineare che il fiore all’occhiello di UFC 3 è ancora una volta la modalità Carriera, che pur lontana dai livelli raggiunti da modalità come Il Viaggio e Longshot (l’alternativa della campagna single-player di FIFA in salsa Madden NFL), può vantare una buona profondità. L’iter è quello – ormai classico – di ogni Carriera presente nei titoli sportivi: nei panni di un novello e sconosciuto atleta dovrete intraprendere un percorso che vi porterà, a suon di scontri sull’ottagono, a diventare il Greatest of all Time, il G.O.A.T. (no, non si tratta di una capra, ndr). A ogni vittoria corrisponderà un quantitativo di fama e denaro che guadagnerete, che permetterà di ottenere più seguaci e di allenarvi in strutture sempre più attrezzate, apprendendo nuovi stili di lotta e migliorando le proprie performance in combattimento. Ancora una volta sarà necessario bilanciare il tempo speso negli allentamenti e quello speso nell’autopromozione, ma la sensazione è che, rispetto al passato, manchino novità sostanziali capaci di tenere i giocatori incollati per troppo tempo alle prese con la Carriera. Questa sensazione deriva da tutta una serie di meccanismi legati sopratutto all’interazione con i fan e i media sui social network, ma anche sui contratti che potrete ottenere e sulle modalità che porteranno a guadagnare ingaggi via via più prestigiosi.

LA SQUADRA DEFINITIVA

Difficilmente, insomma, vi lascerete conquistare dalla Carriera per più di una manciata di ore: l’esperienza è più che altro ripetitiva e corre il rischio di risultare facilmente monotona, andando a minare il divertimento di una produzione che, in realtà, merita molto più. È per questo che fareste bene a focalizzare le vostre attenzioni sulla componente multiplayer online, che nel rispetto di tutte le produzioni EA Sports più importanti offre sia varianti più casual, come la classica Partita rapida, sia playlist classificate con tanto di personale reinterpretazione della ormai immancabile Ultimate Team. Come nella versione originale di FIFA, anche in questo caso potrete creare una squadra di talenti in base alle differenti categorie e competere in una serie di tornei con ciascun atleta. Come da tradizione, ovviamente, questa modalità è anche un modo per Electronic Arts di monetizzare grazie alle tanto temute microtransazioni, qui presenti con dei crediti che permettono di acquistare le buste e velocizzare dunque il processo di ottenimento dei contenuti a pagamento, ma nonostante tutto il sistema che gestisce dietro le quinte la modalità Ultimate Team sembra non tenere conto degli oggetti ottenuti tramite microtransazioni.

Il risultato è un matchmaking comunque bilanciato, che punta sulle performance e statistiche del giocatore per trovare avversari alla portata. Anche in questo caso dobbiamo confermare che il netcode confezionato dal team di sviluppo è abbastanza solido, e con una buona connessione di rete non dovreste riscontrare particolari patemi nel portare a termine un match senza l’annosa questione del lag. Un’ottima ciliegina sulla torta per un prodotto che ha ormai raggiunto la maturità e aspetta solo la definitiva consacrazione.

GIUDIZIO
Un grande passo in avanti per la saga di Electronic Arts dedicata al mondo delle Arti Marziali Miste, grazie all'uso di una tecnologia come Real Player Motion già vista in una serie come FIFA, che contribuisce a rendere ancora più realistiche e accurate le animazioni dei lottatori, enfatizzando un combat system decisamente profondo e ricco di variabili. Un prodotto ora ancora più completo che vi terrà impegnati per ore e ore a lottare nell'ottagono.
GRAFICA8.5
SONORO7.5
LONGEVITÀ8
GAMEPLAY9
PRO
La tecnologia Real Player Motion aggiunge realismo al comparto grafico
Sistema di combattimento complesso e ricco di sfaccettature
Tante modalità di gioco, sia in locale che online
CONTRO
Modello simulativo non alla portata di tutti
La modalità Carriera stanca dopo un po'
8
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