Patapon Remastered
Versione testata: PS4

Patapon Remastered

AGGIORNAMENTO

Abbiamo rivisto la nostra recensione aggiungendo in calce un paragrafo che analizza la questione input lag, con soluzioni per aggirarlo e un giudizio rivisto in base a quelle che sono le effettive potenzialità dell’edizione PS4 con un input lag adeguato.

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Uscito originariamente nel lontano 2008 su PSP, l’originalissimo gioco di Japan Studio conquista finalmente PlayStation 4 con una edizione completamente rimasterizzata in alta definizione: Patapon Remastered. Che lo abbiate già giocato oppure che non lo conosciate affatto, date uno sguardo a questo curioso rhythm game perché sicuramente rimarrete piacevolmente sorpresi.

Patapon Remastered

IL RITMO DELLA GUERRA

Mescolando elementi che non hanno apparentemente niente a che vedere tra loro, il team di Japan Studio ha dato vita a questo intrigante God Game strategico in terza persona, interamente basato sulla musica e il ritmo. Nei panni di una divinità chiamata l’Onnipotente, dovremo condurre alla prosperità e alla riconquista delle terre la simpatica popolazione dei Patapon, piccoli esseri simili a degli occhi dalle tinte bianche e nere. Attraverso uno di loro, l’Hatapon ovvero il portabandiera che ha il compito di comunicare con noi e interpretare i nostri ordini, avremo modo di comandare la schiera di esserini mediante alcuni comandi. Il mediatore e portatore dello stendardo infatti avrà l’esclusivo compito di tradurre i ritmi che scandiamo in ordini, a seconda che si suoni il tamburo del coraggio, della forza, della saggezza o dei miracoli. Ognuno di questi viene suonato premendo uno dei quattro tasti frontali e, mediante combinazioni di quattro suoni consecutivi, possiamo fare in modo che le schiere di Patapon avanzino, attacchino, si difendano o evochino un miracolo.

Dopo aver preso un po’ di confidenza con il titolo, nei primi livelli ci viene insegnato a tenere il ritmo e ci vengono spiegate le suddette successioni di tasti, il giocatore si troverà di fronte a una lunga serie di schemi, sempre lineari, suddivisi in sfide contro i boss, missioni di caccia e battaglie. In ogni caso, i nostri obiettivi alla fine non varieranno poi tanto: capiterà di doversi scontrare contro un imponente boss, di affrontare le potenti unità della tribù nemica degli Zigoton – fastidiose creature squadrate colorate di rosso e nero che intralceranno spesso e volentieri il nostro viaggio verso la misteriosa Fineterra – oppure di dover cacciare qualche animale per rimediare del cibo.

Si contrappone alla progressione tutto sommato coerente dei livelli a scorrimento orizzontale una serie di accorgimenti ed elementi tattici che donano un che di strategico al videogame. Innanzitutto, prima di ogni battaglia, sarà necessario armare e scegliere la disposizione delle truppe. Che si tratti di guerrieri armati di spada e scudo, di lance, arcieri etc. per ognuno di questi è possibile ottenere ed assegnare un tipo equipaggiamento che va dall’elmo al tipo di arma impugnata, le cui differenze in termini di potenza sono dovute al tipo di materiale impiegato per la costruzione. Inoltre, prima di procedere con lo schieramento delle truppe, sarà necessario scegliere i tre gruppi di unità da mandare in combattimento e il loro ordine sul campo di battaglia. Certo, se poi volete soltanto giocare senza perdere tempo con questi particolari, vi basterà premere il tasto Triangolo per ottimizzare l’equipaggiamento delle nostre unità, lasciando così al computer la mera valutazione strategica.

NON AVRAI ALTRO DIO

Per reperire alcuni oggetti come la carne, fondamentale per creare nuove unità tramite l’apposita interfaccia nella città di Patapolis, il gioco ci obbliga a ripetere ricorsivamente delle missioni di caccia dove, con molta cautela, dovremmo uccidere degli animali per poi prenderne i resti. Il titolo ha qualche problema con questa sorta di backtracking obbligato in quanto questa meccanica è resa fastidiosamente troppo necessaria per il proseguo nell’avventura, per armare al meglio le nostre unità o per, ad esempio, crearne di nuove. Al contrario invece, le battaglie sono sempre varie e divertenti e richiedono una buona dose di abilità. E anche la concentrazione da parte del giocatore non deve mai mancare, specie se vogliamo sbloccare il cosiddetto “Status Fever”, ovvero un potenziamento momentaneo per le unità che si ottiene facendo una combo di dieci combinazioni di tasti consecutive.

Patapon Remastered

Oltre a un numero soddisfacente di nemici e di boss, a rendere i livelli imprevedibili ci pensa anche un sistema di gestione delle condizioni atmosferiche che, in modo apparentemente casuale, interverranno ad ostacolare la nostra gloriosa avanzata. Che si tratti di vento, tempesta o neve, è meglio non sottovalutare mai la situazione e stare sempre vigili e all’erta: il pericolo è dietro l’angolo. Per quanto concerne invece l’aspetto tecnico, non c’è molto da dire. Lo stile grafico e un po’ caricaturale fatto di colori piatti è più che soddisfacente e grazie all’alta definizione su PlayStation 4 offre un colpo d’occhio decisamente più convincente e piacevole, con tonalità di colore pulite e brillanti. L’unica nota negativa, e mica da poco, riguarda gli intermezzi presenti – sia nel corso dell’avventura che quando troviamo e sblocchiamo un nuovo tamburo – i quali non sembrano proprio essere stati ritoccati, mostrando così delle texture dai toni decisamente più sporchi e spenti e un input lag piuttosto predominante nelle fasi più concitate.

L’ANNOSA QUESTIONE INPUT LAG

Proprio questo problema ci ha causato più di una difficoltà nel giudicare un gioco che fa del tempismo e della precisione il proprio punto di forza. Il nostro test è stato effettuato in origine su una PS4 standard collegato a una TV Samsung 43KU6400, con le seguenti impostazioni in uscita: 1920×1080 / 60p HDMI UHD Color. In questo caso, però, l’input lag è sembrato piuttosto evidente, rendendo come già anticipato piuttosto difficoltoso l’uso del gioco nelle fasi più impegnative. Con l’impostazione della modalità Gioco sulla TV la latenza scende a 21ms, senza che la qualità dell’immagine ne risenta. L’input lag risulta ora trascurabile, permettendo di gestire correttamente anche i livelli più complessi con tanti Patapon da controllare, o persino il balletto di Pan il Pakapon per ricevere rami (finora impossibile da completare senza diversi errori). L’uso di una modalità Gioco è dunque fondamentale per godere al meglio di questa edizione rimasterizzata di Patapon, ma resta il fatto che la necessità di ricorrere a delle impostazioni particolari per adattare la TV a un gioco specifico rende problematico l’utilizzo del suddetto prodotto per tutti coloro non disponessero di un televisore adeguato o performante. Abbiamo deciso di adeguare il voto originale aggiungendo un punto al totale, garantendo così la sufficienza a un titolo comunque divertente e originale.

GIUDIZIO
Divertente e innovativo, aveva piacevolmente stupito i possessori di PSP diversi anni fa e adesso è sbarcato anche su PlayStation 4 pronto ad avvicinare al genere e ad incuriosire una marea di giocatori che finora non avevano mai avuto la fortuna di giocarlo. E comunque, nonostante siano trascorsi diversi anni e col tempo qualche meccanica di gioco cominci a scricchiolare, la produzione di Japan Studio resta in ogni caso un qualcosa di unico che vale la pena provare, magari su PSP o su una TV dotata di modalità Gioco che permetta di evitare il fastidioso input lag.
GRAFICA6.5
SONORO7
LONGEVITÀ7
GAMEPLAY7
VOTO ORIGINALE (v1.0)5.5
PRO
Gameplay unico
Esperienza divertente...
CONTRO
...ma su PSP era più appagante
Backtracking noioso e poco vario
Input lag evidente, risolvibile solo con la modalità Gioco su TV
6.5