Al giorno d’oggi i remaster si dividono essenzialmente in due categorie: quelli inutili, che potremmo definire squallide mosse commerciali, e quelli di indiscutibile valore, in grado di rendere il giusto omaggio alle più apprezzate glorie del passato. Non ci sono mezze misure, sebbene in molti tentino disperatamente di farci credere il contrario. Per fortuna nostra e di Capcom, il recentissimo Resident Evil 0 HD Remaster è senza dubbio una delle poche riedizioni che hanno davvero senso di esistere.

Parliamo infatti di un prodotto di altissima qualità, che essendo stato tuttavia sviluppato appositamente per GameCube a seguito di una storica partnership da Capcom e Nintendo, non riuscì mai a ottenere quella visibilità che avrebbe senza dubbio meritato. Insomma, un vero e proprio “candidato ideale” per rinascere attraverso un’edizione rimasterizzata che pur non facendo gridare al miracolo sotto alcun punto di vista, porta con sé un mare di ricordi ed emozioni che gli appassionati della saga sicuramente non potranno fare a meno di assaporare lungo tutto il corso dell’avventura proposta.

Anche a distanza di tutti questi anni le vicende di Rebecca Chambers e Billy Cohen riescono infatti a regalare le stesse soddisfazioni di un tempo e questo nonostante il titolo denoti chiaramente di aver risentito dello scorrere del tempo sotto il profilo strutturale e l’ottimizzazione tecnica non denoti chissà quale titanico impegno da parte del team di sviluppo. I passi avanti ci sono e si vedono, intendiamoci, ma nel complesso ammetto che mi sarei aspettato qualcosa in più per far sì che l’atmosfera risultasse un po’ più d’impatto.

Se da un lato non si può infatti ignorare l’ottimo lavoro svolto sul sistema di illuminazione (completamente rivisto al fine di esaltare la già pregevole direzione artistica) e in generale sulle texture, dall’altro fanno storcere un po’ il naso le sequenze narrative, non proprio all’altezza della situazione. Nulla che possa in qualche modo limitare la qualità complessiva dell’esperienza proposta, questo è certo, anche a fronte di un sistema di controllo più moderno che rende la progressione senza dubbio più appetibile anche agli occhi di chi non avesse mai sentito parlare di “tank controls”.

Tra enigmi, intensi combattimenti e numerose boss fight, il titolo garantisce infatti parecchie soddisfazioni lungo tutto il suo corso e se a questo aggiungiamo anche l’inedita possibilità di affrontare l’intera avventura nei panni di Albert Wesker (scelta che stravolge ovviamente il ritmo stesso della progressione) anche eventuali irriducibili della saga troveranno qualcosa in grado di stuzzicare il loro interesse.

Al di là del piacere provato nel rigiocare un titolo a cui sono sempre stato così legato, non posso negare di aver provato un profondo senso di tristezza durante l’analisi del prodotto. Una tristezza che nasce dalla consapevolezza di quanto la serie, ormai alla deriva, si regga e perduri nel tempo solo grazie alle sue primissime iterazioni. Ritrovarsi nel 2016 a gioire per la riedizione di un prodotto con quindici anni sul groppone dovrebbe far riflettere noi… ma soprattutto Capcom. Intanto, nell’attesa di una rinascita per la saga horror, i fan di Resident Evil possono cogliere l’occasione di rigiocare due dei prodotti più rappresentatiti del brand con la recente Resident Evil Origins Collection, una raccolta disponibile dal 22 gennaio in formato retail che include Residente Evil HD RemasterResident Evil 0 HD Remaster in un’unica confezione.

GIUDIZIO

Un titolo da non perdere per gli amanti dei survival horror, soprattutto ora che grazie alla recente uscita della Resident Evil Origins Collection, è possibile portarselo a casa insieme al remake del primissimo capitolo della saga.