I possessori di Switch vivono un momento che probabilmente aspettavano da anni, con una varietà di titoli di grandissima qualità disponibile in esclusiva per la piattaforma ibrida ideata da Nintendo, un elenco che passa da The Legend of Zelda: Breath of the Wild a Super Mario Odyssey, passando per Splatoon 2. Negli ultimi mesi non c’è stato certo modo di annoiarsi, ma a supportare il successo di Switch sono arrivati anche titoli di terze parti: in molti casi si tratta di titoli nati e pensati su hardware diversi per potenzialità e modalità di utilizzo, ed è proprio il caso di L.A. Noire, titolo pubblicato da Rockstar nell’ormai lontano maggio del 2011, all’epoca capace di portare agli utenti console un’esperienza nuova, diversa e molto ben caratterizzata.

A cinque anni dall’esordio originale, Rockstar Games lancia su console dell’attuale generazione la sua avventura a tinte noir offrendo anche un discreto boost, che su PS4 Pro e Xbox One X si traduce nel completo supporto al 4K e alla tecnologia HDR. Come si comporta la versione Switch? Scopriamolo insieme nella nostra recensione!

RITORNO A LOS ANGELES

In L.A. Noire, i ragazzi di Rockstar ci portano sulle strade di Los Angeles, ma non è la “Los Santos” tratteggiata in maniera canzonatoria e parodistica nei vari Grand Theft Auto. Certo, lo stile di Rockstar è sempre riconoscibile, nell’interfaccia utente, la minimappa di gioco, a tratti nel modello di guida. Ma qui siamo nella Los Angeles degli anni ’40, con le sue tinte scure una grande guerra alle spalle, i vizi e gli strascichi di un conflitto duro anche per i vincitori. Nei panni dell’ambizioso detective e reduce di guerra Cole Phelps, porteremo avanti alcune indagini più o meno complesse che porteranno la carriera del giovane investigatore a una serie di alti e bassi. Il presente di Cole si intreccerà però inevitabilmente con il suo passato da soldato nella battaglia di Okinawa, che ci porterà nel corso della campagna a scoprire molte sfumature della vita e delle emozioni del detective.

L’offerta ludica si sposa inaspettatamente benissimo con le esigenze di Switch, e non ci riferiamo certo all’aspetto tecnico del titolo. Chi ha avuto modo di giocare il titolo al lancio su Xbox 360 o PS3 non noterà grandi differenze, e da questo punto di vista il titolo risente del tempo che inizia a pesare sulle spalle, sebbene il motion capture per le animazioni facciali e la recitazione, a tutti gli effetti parte integrante del gameplay, rappresentano ancora oggi uno degli aspetti più riusciti dell’intera produzione. Le indagini, gli interrogatori, i flashback nel passato di Cole Phelps sono un piacevolissimo impiego nei ritagli di tempo per chi ama giocare in viaggio, nei piccoli spostamenti o anche solo sul divano oppure prima di addormentarsi.

INVESTIGATORI OVUNQUE

La console Nintendo dal canto suo offre la possibilità utilizzare il touchscreen, rinunciando temporaneamente ai Joy-Con e anche a un po’ di precisione nei controlli, sfruttando tutta una serie di gesti per ingrandire la scena del crimine ed esplorare al meglio lo scenario in cerca di indizi. Chi preferisce un approccio più tradizionale troverà nei due Joy-Con un ottimo sistema di controllo, a testimonianza del buon lavoro svolto da Nintendo con il suo Rumble HD, particolarmente coinvolgente nonostante le dimensioni e un peso davvero ridotti al minimo. Certo, in entrambi i casi non ci troviamo di fronte a nulla di rivoluzionario, ma nonostante ciò un sistema di vibrazione del genere è in grado di fornire un feeling più concreto all’esperienza di gioco, aspetto del tutto inedito per una console portatile.

A livello tecnico, L.A. Noire mostra su Switch tutti i limiti della console Nintendo rispetto alle più performanti rivali di Sony e Microsoft. Il titolo gira in modalità portatile alla risoluzione di 720p (il massimo offerto dal suo schermo touch), con un frame-rate che zoppica nei momenti più concitati e una cornice generale che ha ricordato molto l’originale su console old-gen, mentre utilizzando la console sulla sua dock-station la risoluzione raggiunge i 1080p, con un’immagine leggermente più rifinita. Se il massimo splendore grafico è ciò che cercate nell’edizione Remastered di L.A. Noire, di sicuro non dovreste rivolgere lo sguardo nei confronti dell’edizione Switch, che non può per forza di cose raggiungere gli standard Ultra-HD delle console rivali, ma se vi stuzzica l’idea di vivere una intrigante avventura dalle tinte noir in qualsiasi momento, allora la versione per la console ibrida Nintendo vince a mani basse. Imprescindibile però l’utilizzo delle cuffie, con cui potrete apprezzare fino in fondo colonne sonore particolarmente ispirate e musiche di sottofondo che interagiscono con le indagini, sottolineando momenti topici dell’avventura.

L.A. Noire
L.A. Noire (Switch)
GIUDIZIO
Vestire nuovamente i panni del detective Phelps dopo più di 6 anni è stato più piacevole del previsto, e gran parte del merito è da ascrivere proprio a Nintendo Switch. Il porting sulla console Nintendo non propone nulla di rivoluzionario, né arricchisce in modo significativo l’offerta ludica, ma ci ha fornito l’opportunità di goderci il titolo in modalità e momenti diversi della nostra giornata, fornendo di fatto un nuovo punto di vista. L’acquisto non è probabilmente da consigliare a chi ha già vissuto l’esperienza di Rockstar nel 2011, o quantomeno non al prezzo di lancio di 50 euro, ma per chi si fosse perso questa piccola perla, L.A. Noire vi stupirà con una formula particolare, inconsueta e sempre molto ben caratterizzata.
GRAFICA7.5
SONORO9
LONGEVITÀ8
GAMEPLAY8
PRO
Esperienza portatile davvero apprezzabile
Possibilità di utilizzare i comandi touchscreen
Animazioni facciali e motion capture degni di nota, ancora oggi
CONTRO
Tecnicamente inizia a sentire il peso degli anni
Offerta di gioco sostanzialmente invariata
Prezzo della versione Switch elevato rispetto a quelle PS4/Xbox One
8
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