Vaklyria Chronicles 4
Versione Testata: PlayStation 4

Valkyria Chronicles 4

Valkyria Chronicles è una serie che indubbiamente ha lasciato il suo segno nell’industria videoludica; attraverso una rappresentazione molto curata di un conflitto bellico al limite del fantastico, oltre che a un gameplay in grado di fondere strategia e gioco di ruolo, la saga è riuscita a incantare un’intera generazione di appassionati. Purtroppo però, il primo capitolo è stato anche quello che ha rappresentato la vetta del franchise, nonostante spin-off e sequel portatili molto interessanti. A questi titoli mancava però la magia della prima volta, quel pizzico di cruda realtà bellica appassionata che era riuscita a tenere tutti noi incollati allo schermo perfino nella sua edizione rimasterizzata, ancora più giocata rispetto, ad esempio, a Valkyria Revolution.

Dopo 10 lunghi anni di attesa, SEGA ha finalmente riportato il marchio di Valkyria Chronicles alla sua origine più popolare creando il nuovo Valkyria Chronicles 4. Questo inedito capitolo riprende effettivamente l’intera forma del suo primo precursore, aggiungendo e limando laddove necessario. Ci tuffiam di nuovo nel conflitto europeo con l’Impero e ci viene ricordato che in fondo, la guerra non cambia proprio mai.

LA GRANDE GUERRA

Facendo un piccolo viaggio nel tempo, la trama di Valkyria Chronicles 4 va ad ambientarsi nello stesso arco temporale di quella del primo capitolo, raccontandoci un’altra sfaccettatura del conflitto tra Impero e Federazione Atlantica nello spaccato della grande battaglia sulla capitale nemica. L’operazione Croce del Nord è stata uno dei momenti bellici che più hanno segnato le pagine della storia dell’Europa dell’immaginario del gioco SEGA, registrando innumerevoli perdite in un assedio urbano dove il valore e il coraggio l’hanno fatta da padrone. Al centro di questa operazione c’è l’Unità E: un piccolo reggimento di giovani galliesi comandato dal “protagonista” Claude Wallace.

Sebbene sia il comandante in carica, Claude è ben lungi dall’essere una sorta di alter-ego per il giocatore, infatti Valkyria Chronicles 4 ha premura di indicarci da subito che questa non è una storia di un singolo campione, piuttosto è l’intera unità a essere partecipe di un racconto corale dalle molte prospettive, ognuna importante al pari delle altre. Ogni singolo soldato, a partire dal cast principale fino alle riserve, ha la sua storia personale e il suo posto all’interno dell’economia narrativa. Se negli altri JRPG tutti i personaggi sfumano per far prevalere il gruppo di copertina, le cronache belliche del nuovo titolo SEGA lasciano spazio per tutti sia nella narrazione episodica principale che nella dedicata modalità “Storie degli Eroi”, la quale non solo vi fornirà nuovi scenari da combattere, ma vi racconterà i sogni e le speranze dell’intero reggimento.

Valkyria Chronicles 4

La perfetta gestione dell’Unità E in toto è forse il punto di forza maggiore di questa produzione, soprattutto perché possiede una scrittura in grado di consolidare perfettamente le relazioni tra i soldati nemici e alleati. Nei momenti più leggeri, tra le tende del campo base, si vive una quotidianità che esplora il lato gioviale di quelli che fino a poco tempo fa erano civili. Una volta imbracciate le armi e scavalcate le linee nemiche, si ha il modo di osservarne le sfaccettature più crude in emozionanti sequenze che esaltano i valori di ognuno di loro, seguendo il cameratismo e l’indistruttibile amicizia che li lega perfino nella più grande delle tragedie. Non mancheranno di certo momenti epici e situazioni che sfruttano il lato fantastico della Ragnitina, tuttavia è innegabile che la loro riuscita è garantita soprattutto dal complesso apparato che è stata costruito da SEGA. Anche il lato Imperiale viene correttamente messo sotto i riflettori in modo da fornire delle motivazioni emotive che spingono il giocatore ad aggiungersi alla lotta morale.

La disperazione di una missione nel cuore dell’esercito nemico, la nostalgia della normalità di casa e le difficoltà di essere stati catapultati in un conflitto si fanno sentire nel corso delle varie operazioni che compongono i 21 capitoli del diario del protagonista. Valkyria Chronicles 4 è maledettamente reale, così tanto da colpirvi quasi quanto lo hanno fatto film storici come Il Miglio Verde o Salvate il Soldato Ryan. Sebbene sia davvero difficile rappresentare con accuratezza la guerra, la riproduzione dello studio giapponese fa centro inquadrando il lato intimo del fittizio conflitto europeo, quello che solamente chi l’ha vissuto in prima linea può raccontare.

Ricalcando la realtà delle guerre mondiali, è impossibile non notare come le numerose testimonianze e fonti abbiano aiutato il team di sviluppo nella creazione del mondo di gioco, soprattutto considerando l’evidente parallelismo tra l’Impero e il fascismo. Questa macro visione delle parti non permette alter-ego da poter utilizzare, né vedrà il giocatore incarnarsi in un personaggio specifico da eleggere come leader indiscusso. Eppure, nonostante questa prospettiva accostabile a quella del fato, Valkyria Chronicles 4 è in grado di toccare le vostre corde più sensibili, trascinandovi nel dolore, nella gioia e nella ricerca della libertà per il proprio paese quasi come foste voi stessi abitanti della Gallia. Inoltre, il fatto che questo sia il capitolo più lungo della saga rende certamente giustizia alla meticolosa e appassionata cronistoria di quello che nel gioco viene storicamente definito l’evento più importante di quella guerra.

IMBRACCIANDO IL FUCILE, MARCIAMO

L’azione sul campo di battaglia è quindi molto importante, al pari delle molte linee di dialogo e delle cinematiche. Valkyria Chronicles 4 abbandona il twist action maturato con Revolution per tornare – anche qui – alle caratteristiche del primo storico titolo. Ci troveremo infatti a comandare le unità attraverso un sistema a turni che mischia componenti da RPG a meccaniche strategiche, facendoci passare da una visuale tattica a quella in terza persona. Ogni unità appartiene a una classe e possiede il proprio equipaggiamento, così come le abilità passive uniche in grado di creare un’enorme differenziazione dei soldati. Sebbene alcuni siano più potenti di altri – aspetto sottolineato dalla meccanica dei leader – anche i più “deboli” avranno comunque tratti positivi e negativi specifici che li rendono perfino più adatti di un’unità capace a tutto tondo.

Questa è soltanto la superficie di un sistema molto più profondo che crea un’enorme quantità di variabili, sia negli approcci che sul campo. La duplice natura di Valkyria Chronicles 4 si riflette perfettamente nel flusso di gioco. Prima di iniziare ogni scontro ci verrà chiesto di sistemare le nostre unità, addestrandole o migliorando il loro equipaggiamento, per poi scegliere quali attivare e quali schierare sul campo. Per far questo bisogna necessariamente considerare i loro Potenziali, i tratti passivi, la dotazione e le combinazioni di classi che più funzionano. Ad esempio, sfruttare appieno la nuova classe dei Granatieri risulta essenziale per permettere un’avanzata sicura delle unità esplorative di fanteria, mentre alcuni Lancieri nell’avanguardia permettono di liberarsi dei letali carrarmati in fretta. La creazione della propria strategia in base all’obiettivo della missione è quindi un fattore decisivo per la vittoria, perfino ancor prima di imbracciare i fucili.

Una volta ingaggiati i nemici impersonando i nostri soldati, entrano in gioco tutta una serie di altri fattori equamente importanti a quelli strategici. Capire il raggio d’azione delle varie armi, quando effettuare gli ordini e le unità da far avanzare è già di per sé un comportamento che vi porterà a un vantaggio. Tuttavia, la pianificazione in guerra è un concetto molto relativo visto che è impossibile predire completamente il comportamento dell’IA, la quale è piuttosto competitiva nel nuovo titolo SEGA. A questo punto, la vostra efficienza nei movimenti e nel tiro risulterà determinante per salvarvi la pelle. In un certo senso, è qui che il coraggio dei vostri soldati, o la loro fermezza, riuscirà a tirarvi fuori da situazioni in cui tutti gli accorgimenti del mondo non saranno in grado di aiutarvi. In questo modo, capirete il valore dei vostri uomini, arrivando ad affezionarvi ancora di più a Raz, Kai e a tutti gli altri protagonisti che possiedono abilità combinate basate sui legami creati nella narrazione. In un certo senso, queste dinamiche sono parte integrante della caratterizzazione, proprio perché il giocatore si sente in dovere di farli sopravvivere e di sfruttare i loro punti di forza caratteriali anche sul campo bellico.

Il gameplay di Valkyria Chronicles 4 è dunque crudo, dinamico e complesso al punto giusto, soprattutto considerando la curva di difficoltà (intesa al livello normale) che permette a veterani e a novizi di divertirsi in scontri sempre più complessi e dagli obiettivi vari. Non troverete mai una battaglia simile all’altra, né per design dei livelli né per tipologia di risoluzione. Alle volte vi verrà chiesto di far fuori tutto ciò che vi capita a tiro, in altre dovrete sopravvivere con pochissime unità, oppure segnalare la posizione dei carri per l’artiglieria e via dicendo. Guerriglia urbana, supporto areo e strike navali, scenari assolutamente unici e disparati sono il sale che rende Valkyria Chronicles 4 estremamenteq divertente e impegnativo.

Il ritorno alle origini è stato quindi una mossa vincente per il team di sviluppo, riproponendo una formula perfettamente funzionante e aggiustando e aggiungendo laddove ce n’era più bisogno. Il riutilizzo del gameplay più amato dai fan ha ovviamente permesso agli sviluppatori di concentrarsi sulla quantità sia degli scontri che delle interazioni possibili. Ordini, Schermaglie e il centro di Comando sono solo alcuni degli impianti toccati da questa filosofia che li rende un vero paradiso per chi adora analizzare ogni cifra al fine di costruire la perfetta unità di soldati. Del resto, i trofei vi incoraggiano proprio a tuffarvi in queste sottigliezze, tentando ancora una volta di ottenere il massimo punteggio in tutte le missioni.

Valkyria Chronicles 4

UNA VITA SULLA DIVISA

Dal lato tecnico Valkyria Chronicles 4 è abbastanza altalenante. Mentre il design sfoggia la sua consueta cura nell’estetica dei personaggi, rendendoli unici nei tratti somatici e caratterizzati attraverso il vestiario, il motore di gioco è effettivamente un po’ datato. Certo, ci sono dei miglioramenti soprattutto negli ambienti e nei particellari tuttavia i modelli tridimensionali al di fuori delle cutscene sono molto spartani, quasi ‘cubettosi’, così come le animazioni. C’è una sorta di staticità insita nel motore grafico che purtroppo è la diretta conseguenza della trasposizione del sistema di Vakyria Chronicles Remastered. Ciò non significa assolutamente che il nuovo capitolo sia mediocre o brutto, anzi rimane estremamente funzionale all’interno dello stile da cronistoria che la serie principale propone, tuttavia è indubbio che i difetti presenti inficino molto nell’esperienza generale. Le cinematiche invece costituiscono per fortuna un’eccezione, essendo molto più strutturate rispetto agli eventi riprodotti in-game.

La riproduzione degli scenari bellici è anche al centro di tutto l’impianto grafico, proponendo menù, didascalie e fondali in linea con il feeling europeo delle grandi guerre. La navigazione risulta un po’ lenta, soprattutto per la decisione di spezzare dialoghi e scene in più parti possibili, anche laddove non ve n’era bisogno. Sì, la sensazione di scorrere le pagine di un diario è molto forte e ci sono tanti piccoli tocchi che la caratterizzano, come istantanee con effetto seppia e piccoli bozzetti di tattiche e scenari, ma arrivati alla metà del gioco ci si trova a trascorrere molto tempo sfogliando le varie sezioni del titolo.

Il lato sonoro è quello che effettivamente segna il passo decisivo nella rappresentazione del conflitto, concedendoci musiche epiche eseguite da una magnifica orchestra e brani emozionanti votati all’esaltazione delle scene più drammatiche dell’opera. Si tratta di una colonna sonora memorabile che accompagna altrettanti momenti indimenticabili, perfino il solo filmato d’apertura è in grado di farvi venire la pelle d’oca. L’accoppiata tra la narrazione e le musiche è davvero d’impatto ed è difficile trovare composizioni di una così elevata qualità musicale. Purtroppo però, nonostante la loro indubbia godibilità, alle volte si sente l’eccessiva ripetizione tipica delle esigenza da RPG, soprattutto all’interno delle battaglie. Un piccolo neo, considerando anche l’eccellente doppiaggio giapponese (quello inglese è buono ma le tonalità originali sono imbattibili, specialmente in un’opera ricca di pathos come questa, ndr) e i buoni effetti sonori.

In linea generale, Valkyria Chronicles 4 non si vanta certo di essere un mostro di realismo, piuttosto punta tutto per rendere il feeling visivo funzionale alla tematica centrale, potenziando la narrativa e regalando espressività ai personaggi nel momento in cui più gli serve. Che siate fan di vecchia data o neofiti, non potrete fare a meno di sorprendervi su come lo stile animato abbia fatto centro ancora una volta, descrivendo perfettamente la guerra atlantica da ogni suo punto di vista.

GIUDIZIO
Valkyria Chronicles 4 è ciò che tutti stavano aspettando. Il vecchio sistema di gameplay unito a una storia stellare ha creato un mix in grado di far divampare la fiamma della passione che c'era stata per il franchise. Oltre a essere estremamente lungo, con 21 capitoli solamente di storia principale e molti altri per le vicende di ogni soldato, possiede una varietà pazzesca di mappe e scontri. La gestione strategica è profonda, così come i molti elementi tipici del lato RPG. Il lato tecnico risulta un po’ datato nel comparto grafico, ma l’eccellenza sonora ed estetica è senza dubbio un elemento in grado di sopperire a questo piccolo difetto. Valkyria Chronicles 4 è un titolo semplicemente imperdibile per tutta una serie di buone ragioni, sia per chi non ha mai vissuto il franchise e sia per chi stava attendendo SEGA da tanti anni.
GRAFICA7.5
SONORO9
LONGEVITÀ9
GAMEPLAY8.5
PRO
Storia appassionante, cruda e ricca di personaggi memorabili
Gameplay tattico, profondo e variegato
Longevità molto generosa, si tratta del capitolo più lungo del franchise
Colonna sonora eccezionale
CONTRO
Il motore grafico ha ormai la sua età
Menù poco pratici da navigare
8.5
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