Yakuza 3 Remastered

Yakuza 3 Remastered

Finalmente gli ultimi tasselli della serie Yakuza arrivano anche su PlayStation 4.

Ammirare i videogiochi, riposti con così tanta cura sullo scaffale, è uno dei nostri passatempi preferiti. Ci diverte ordinarli in ordine alfabetico, notare come i cicli delle saghe siano perfettamente completi, tirando un sospiro di sollievo dato dalla soddisfazione dell’OCD. Immaginare una saga come Yakuza, presente su PS4 dal capitolo Zero fino al 6, con un vuoto di ben tre episodi, era finora uno strazio a cui preferivamo non pensare. Fortunatamente la cara SEGA ha deciso di venire incontro alle nostre defezioni mentali, proponendoci un cofanetto contenente i capitoli 3, 4 e 5 dell’era PlayStation 3 (l’ultimo mai visto fisicamente in occidente) in versione rimasterizzata.

Certo vedere i sequel di quel meraviglioso Kiwami 2 resta un sogno irrealizzabile, ma ci si può accontentare volentieri di questa Collection. Al momento è disponibile solo Yakuza 3, mentre gli episodi successivi saranno disponibili per il download rispettivamente il 29 ottobre 2019 e l’11 febbraio 2020. Trattandosi di un titolo del 2009, non siamo qui per analizzarne la già confermata qualità narrativa ma per giudicare l’operazione di restauro svolta dal gruppo di SEGA. Diamo dunque uno sguardo più ravvicinato al primo elemento del trittico.

Yakuza 3 Remastered

DIECI ANNI SUL GROPPONE E NON SENTIRLI

Considerato a detta di molti come “uno dei migliori capitoli della serie”, Yakuza 3 ha segnato il passaggio della saga al mondo in (quasi) alta definizione. Per chi non avesse posseduto una PlayStation 3 a suo tempo, vi basti sapere che potrete comodamente giocare il titolo dopo aver completato Kiwami 2, ovvero l’episodio più recente su PS4. Un non più giovanissimo Kiryu Kazuma, allontanata la minaccia del Kansai e della Jingweon Mafia, decide di lasciare Kamurocho assieme alla figlia adottiva Haruka. Dietro l’obiettivo di gestire un orfanotrofio a Okinawa – luogo in cui è cresciuto assieme all’amico Nishiki – si cela il desiderio di vivere un’esistenza tranquilla, lontano dalla violenza di Kamurocho e del Tojo Clan.

Come ben sappiamo, Yakuza non è una storia di crimine bensì un racconto di uomini, incatenati da un destino inevitabile, i quali tentano di sopravvivere e prevalere col solo aiuto dei propri ideali e di fortissime personalità. In maniera del tutto prevedibile, quella che sembra essere una strada in discesa, si trasforma repentinamente in un percorso tortuoso e accidentato: divenuto nuovo chairman del clan di Tokyo, un già maturo Daigo Dojima si trova a lottare tra la vita e la morte, dopo aver ricevuto una pallottola da parte di Kazama-San, che tutti credevano deceduto fino a quel momento. L’apparizione di quella che è stata una figura paterna per Kiryu, unita alle sue inspiegabili azioni, spinge il dragone a tornare indietro sui suoi passi, finendo al centro dell’ennesima guerra. Tale incipit, costruito su di un gioco di flashback, è il preludio di una delle migliori trame ideate da Nagoshi e compagni, contenente numerosi colpi di scena e volti memorabili.

Yakuza 3 Remastered

UN DRAGONE TIRATO A LUCIDO

Nel corso degli ultimi anni (Fist of the North Star a parte) il Ryu Ga Gotoku Team ci ha abituati fin troppo bene. Dopo quelle perle d’inestimabile valore che rispondono al nome di Yakuza Zero e Kiwami 2, un’ottima conclusione col sesto capitolo e l’azzeccatissimo spin-off Judgement, tornare così indietro nel tempo potrebbe far storcere il naso a qualcuno. L’utilizzo del nuovo e performante Dragon Engine è riuscito nell’arduo compito di attirare molti di quei giocatori ancora lontani dalla serie, specie per via dei suoi limiti tecnici (oltre che di una localizzazione per l’occidente solo in lingua inglese). Tornare a utilizzare la versione più macchinosa del motore old-gen è un compromesso che in molti debbono accettare, pena il non godere di uno dei capitoli più ispirati dell’intera saga, ma l’intero processo di rimasterizzazione è stato svolto nel migliore dei modi. Il traguardo dei 1080p e il framerate ancorato stabilmente sui 60fps garantiscono un’esperienza di gioco fluida e piacevole. Tale scorrevolezza rende i combattimenti e le scorribande per i vicoli di Kamurocho ancor più apprezzabili.

Volendo necessariamente trovare il proverbiale pelo nell’uovo, non abbiamo riscontrato la medesima qualità – in termini di pulizia generale e fluidità – nelle sezioni filmate, con sottotitoli e contorni a volte leggermente sgranati. Per fortuna questo discorso non è applicabile alle parentesi di gioco effettive, le quali si lasciano vivere in totale tranquillità. C’è da sottolineare però come tutto ciò si traduca in un semplice upscaling, ove modelli poligonali e aliasing sono stati lasciati praticamente intatti. I benefici della Yakuza Collection non si limitano inoltre al singolo versante estetico: ai tempi del suo primo rilascio nel vecchio continente e in America, da Yakuza 3 vennero rimossi numerosi contenuti, tagliati a causa delle strettissime tempistiche di pubblicazione. Gli elementi non ritenuti in linea con il gusto e le tradizioni del pubblico occidentale, furono quindi omessi, per permettere un lancio in regola con la tabella di marcia. Ebbene, dopo ben dieci anni, grazie al cofanetto su PlayStation 4 potremo finalmente usufruirne. Stiamo parlando di alcune missioni secondarie, gli Host Club tanto cari ai nostri amici nipponici, lo Strip Club di Pink Street e di passatempi tradizionali giapponesi come i parlor di Shogi e Mahjong.

Le succitate attività vanno quindi a unirsi a quelle già presenti nella prima versione del gioco, formando un pacchetto d’intrattenimento in linea con quanto offerto dai prodotti più recenti. Tornano quindi con furore il karaoke, le freccette, i campi da golf, baseball, il biliardo, il gioco d’azzardo sia internazionale sia tradizionale e i sempreverdi scontri all’interno dell’arena. Parlando infine delle meccaniche di gameplay, queste sono praticamente identiche a quelle dell’opera originale, ereditate fino a oggi dalle versioni più recenti del brand. Si parte dai lati positivi, come un quartiere vivo e vibrante, un sistema di combattimento divertente e bilanciato e la miriade di missioni secondarie, fino a quelli negativi tra cui annoveriamo barriere invisibili e stilemi tipici di una generazione videoludica ormai al suo epilogo: tutto è esattamente come sempre e sta solo a voi giocatori trarne un giudizio, specialmente dopo aver vissuto ciò sotto vesti migliori negli ultimi anni.

Yakuza 3 Remastered

NE VALE DAVVERO LA PENA?

Ne abbiamo già parlato: tornare a impersonare un Kiryu più tozzo, circondato da passanti goffi e simili a pupazzi, per le vie di una Kamurocho distante anni luce da quanto visto in Judgement, potrebbe essere un boccone troppo difficile da mandar giù, almeno da parte degli aficionados della tecnica. La domanda da porsi è quindi: vale la pena investire il proprio denaro in questa Collection? La risposta è un sonoro sì, sotto molteplici punti di vista. Coloro i quali si sono avvicinati al mondo ideato da Toshihiro Nagoshi solo nell’era PS4 farebbero bene a recuperare anche questi tre capitoli, in modo tale da completare l’intero filone narrativo su di una singola console. Chi invece ha già dalla sua l’esperienza vissuta su PlayStation 3 ritroverebbe un terzo episodio completo di tutti i suoi elementi originali, nonché un prodotto capace di difendersi con gli artigli e con i denti propri di un dragone.

L’acquisto di questa The Yakuza Remaster Collection è quindi consigliato a entrambe le fette di pubblico, nonostante un restauro tecnico appena sufficiente. Che avvenga per le strade di Kamurocho o nei vicoletti di Okinawa, la vostra sete di divertimento sarà totalmente soddisfatta da un prodotto che si riconferma, a distanza di così tanto tempo, ancora incredibilmente valido dal punto di vista narrativo e contenutistico.

GIUDIZIO
L'acquisto di questa The Yakuza Remaster Collection è quindi consigliato a entrambe le fette di pubblico, nonostante un restauro tecnico appena sufficiente. L'appuntamento è fissato al 29 ottobre con la recensione di Yakuza 4 Remastered!
GRAFICA7
SONORO8
LONGEVITÀ8.5
GAMEPLAY8.5
PRO
I 60 fps rendono giustizia ai combattimenti
La qualità narrativa resta sempre solida e ad alti livelli
Contenuti aggiuntivi, prima non inclusi, che ne aumentano il valore
Tre episodi che completano la saga anche su PlayStation 4
CONTRO
Upscaling appena soddisfacente
Limiti tecnici ancora oggi ben visibili
Sottotitoli solo in lingua inglese
8