Wolfenstein II: The New Colossus
Versione testata: Switch

Wolfenstein II: The New Colossus (Switch)

A circa otto mesi dal lancio su PC e consoleWolfenstein II: The New Colossus torna in una versione cucita appositamente da Panic Button attorno all’hardware di Nintendo Switch. Impresa non certo semplice per il team che, dopo la discreta riedizione di DOOM sulla console ibrida, ha tentato di adattare al meglio uno sparatutto dal ritmo veloce e gameplay complesso come quello di MachineGames alle peculiarità di Switch, proponendo a conti fatti un buon compromesso tra comparto grafico, fluidità e sistema di controllo.

Prima di iniziare, però, è bene precisare che nonostante la versione Switch di Wolfenstein II: The New Colossus arrivi sul mercato quasi un anno dopo le controparti per PC, PS4 e Xbox One, è proposta a prezzo pieno (come tutte le riedizioni dei titoli Bethesda) e senza i quattro DLC che hanno narrato storie alternative dopo il termine della campagna single-player. Per quanto una mossa del genere non vada certo a intaccare il valore complessivo dello sparatutto, proporre una sorta di Definitive Edition del gioco al lancio sulla console di Nintendo avrebbe certamente aiutato a digerire meglio un prezzo che allo stato attuale potrebbe sembrare eccessivo, se si pensa alle offerte disponibili per l’acquisto dello stesso prodotto su altre piattaforme.

Wolfenstein II: The New Colossus

A CACCIA DI NAZISTI, ANCHE IN MOVIMENTO

La prima novità che spicca nella versione Switch di Wolfenstein II: The New Colossus è certamente la possibilità di godere dell’avventura di Terror Billy ovunque vi troviate. Potete farlo sfruttando i Joy-Con, che possono essere utilizzati sia attaccati alla console (il modo migliore, per quanto mi riguarda) che separatamente, ma nel secondo caso mi è parso che la presa fosse meno salda per uno sparatutto che richiede costanti correzioni nella telecamera e, in caso di uso di due armi simultaneamente, la pressione di entrambi i grilletti.

Nel corso della mia prova, ho testato differenti soluzioni: posizionando la console sul dock, quella migliore è stata senza dubbio l’uso del Pro Controller, che ha assicurato la precisione necessaria a colpire i nemici dalla distanza, mentre l’utilizzo dei due Joy-Con nelle prime battute di gioco ha dato qualche grattacapo di troppo e causato un po’ di frustrazione, complice una sensibilità davvero scarsa che mi ha costretto più volte a incrementarne i valori dal menu principale.

Wolfenstein II: The New Colossus

Ho poi provato a utilizzare il Joy-Con Grip, ma anche in questo caso la presa mi è sembrata poco salda e con essa anche la precisione. Dunque ho optato per la rimozione del Joy-Con sinistro dal Grip, così da avere più libertà in fase di gestione della visuale, ma ancora una volta non mi è sembrato che il risultato migliorasse più di tanto, se non dopo aver opportunamente gestito la sensibilità della mira dal menu principale. Una volta aumentati i valori, sono riuscito finalmente a gestire a dovere la mira, sebbene il comparto grafico ridimensionato rispetto al gioco che ho avuto modo di sviscerare su PS4 e Xbox One abbia reso difficoltosa l’identificazione dei bersagli, spesso “nascosti” all’interno degli scenari più bui e per questo difficili da scorgere, sia in modalità TV che portatile.

Insomma, se avete in mente di provare Wolfenstein II a un livello di difficoltà superiore alla media, considerando quanto brutale sappia essere il gioco di MachineGames in particolari sezioni dell’avventura, il consiglio è quello di valutare oculatamente l’acquisto di un Pro Controller dal momento che il rischio di buttare via i Joy-Con dopo un quarto d’ora di gioco è altissimo. Una volta presa la mano e bilanciato al meglio la mira, il gioco si conferma godibile anche su Switch, con un gameplay decisamente più vario rispetto a The New Order e The Old Blood che è enfatizzato dall’uso di meccaniche stealth (come le uccisioni istantanee alle spalle) o di abilità legate all’armatura di Blazkowicz, che donano al gioco molteplici approcci e una certa rigiocabilità (in base a un determinato gadget che sceglierete, infatti, potrete accedere o meno a determinati percorsi).

Wolfenstein II: The New Colossus

COMPROMESSI

Sin dall’avvio della campagna di The New Colossus, si notano sostanziali differenze tra le versioni principali e il porting operato da Panic Button su Switch. In primis, il comparto grafico che, seppur in grado di girare a 1080p (sfortunatamente non nativi) con la console posizionata sul suo dock, deve fare i conti con un livello di dettagli sensibilmente minore rispetto alle console di Microsoft e Sony. In generale, sembra che le texture siano troppo tenui e manchino di quell’incisività che abbiamo imparato ad apprezzare nelle produzioni del team svedese. È una pecca che si nota non solo negli scenari, che spesso appaiono sfocati, ma anche nei modelli poligonali dei personaggi, che soprattutto nei primi piani appaiono poco dettagliati, quasi come fossero patinati.

Paradossalmente, la situazione migliora se si abbandona la TV di casa e opta per la modalità portatile di Switch: in questo caso, complice una cornice ridotta che si adatta alla risoluzione 720p della console Nintendo, diventa più facile apprezzare il lavoro svolto da Panic Button, che è stata in grado di adattare al meglio il gioco ai mezzi a disposizione. Certo, scordatevi in entrambi i casi la possibilità di godere della versione Switch di Wolfenstein II a 60fps, perché sia che giochiate sulla TV di casa che in modalità portatile il frame-rate sarà comunque fissato a un massimo di 30fps (non sempre stabili, a onor del vero).

Wolfenstein II: The New Colossus

Il motivo è più che comprensibile: Switch non è sufficientemente potente per mantenere una fluidità ottimale con un simile livello di dettagli e tutti gli effetti particellari proposti a più riprese durante l’avventura. Per coloro che hanno visto in azione Wolfenstein II su PC o console, il downgrade potrebbe sembrare evidente, ma nel caso in cui vi affacciaste per la prima volta allo shooter pubblicato da Bethesda, sappiate che si tratta di uno dei migliori prodotti third-party proposti su Switch, nonché il miglior capitolo della serie reboot creata da MachineGames, la cui storia narra con un sapiente uso di flashback e monologhi interiori la difficile ma intrigante storia di William B.J. Blazkowicz, mietitore di nazisti e patriota del popolo a stelle e strisce.

Resta un po’ d’amaro in bocca per la scelta da parte di Bethesda di non includere nella versione Switch tutti i DLC proposti nel Season Pass dell’edizione originale, dal momento che avrebbe certamente offerto un valore molto più elevato all’offerta di gioco e fornito un motivo per sorvolare sugli inevitabili compromessi necessari per portare il gioco su una console come quella di Nintendo. Avremmo certamente preferito un prezzo più elevato, magari di 70 euro, pur di godere dell’esperienza di Wolfenstein II nella sua interezza.

GIUDIZIO
Portare un gioco come Wolfenstein II: The New Colossus su Switch senza fare importanti sacrifici sul versante tecnico era impossibile. Per questo, dopo l'ottimo lavoro con DOOM, Panic Button ha dato ancora dimostrazione del proprio talento con un porting che ha del miracoloso se si considera l'hardware a disposizione, ben lontano dagli standard delle altre console. Vista la penuria di FPS su Switch, Wolfenstein II è un gioco da non lasciarsi scappare assolutamente nel caso in cui non l'abbiate ancora provato altrove... tuttavia a distanza di un anno ci saremmo aspettati la presenza dei DLC già lanciati su PC e console per rendere più appetibile un gioco che arriva su Switch con notevoli compromessi a quasi un anno dal debutto originale.
GRAFICA7.5
SONORO8.5
LONGEVITÀ8
GAMEPLAY7.5
PRO
Un porting notevole considerando l'hardware a disposizione
Esperienza di gioco sostanzialmente intaccata...
CONTRO
...seppur con qualche compromesso, come il frame-rate
Graficamente si nota un pesante downgrade
Mancano i DLC del Season Pass originale
7.8
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