Fallout 4

Fallout 4

Se siete appassionati di videogiochi è molto probabile che, almeno una volta nella vita, vi sia capitato di trascorrere così tanto tempo con un determinato prodotto da arrivare al punto di esserne quasi ossessionati. E per ossessione ovviamente intendo: vederne riferimenti ovunque nella vita reale, sognarlo la notte e, inutile dirlo, ritrovarsi a pensare a come risolvere determinate situazioni di gioco nei momenti più inopportuni. A essere onesto l’ultima volta in cui mi ritrovai a sperimentare sensazioni simili fu con l’uscita di Fallout 3, e con mio “grande dispiacere” devo ammettere che mi è successa la stessa identica cosa con Fallout 4

ASPETTATIVE IRREALISTICHE?

Quando un prodotto particolarmente atteso arriva finalmente sul mercato, il rischio che possa in qualche modo finire con l’essere schiacciato dal peso delle aspettative del pubblico è sempre dietro l’angolo. Nel recente passato, in fondo, è successo più e più volte e se a capo del progetto non ci fosse stata una certa Bethesda, ammetto che io stesso avrei temuto per la buona riuscita di Fallout 4 ma… come appunto sottolineavo, né Todd Howard né tanto meno i suoi fedelissimi sono degli sprovveduti, e di conseguenza nessuno ha mai anche solo preso in considerazione l’ipotesi che questo desideratissimo sequel potesse deludere le aspettative in alcun modo.

Tale fiducia, come vedremo tra poco, è stata ovviamente ben riposta, ma la domanda a cui rispondere non è certo se Fallout 4 meriti la massima attenzione, quanto piuttosto se sia davvero quel leggendario capolavoro che tutti ci aspettavamo. E paradossalmente, rispondere a questa domanda, si è rivelato più complesso di quanto credessi. Sì perché sebbene Fallout 4 sia senza dubbio un titolo straordinariamente ricco ed emozionante capace di tenermi incollato al pad per oltre 100 ore (per ora), devo ammettere che sotto alcuni aspetti ne sono rimasto in parte deluso.

Avendo amato alla follia sia Fallout 3 che New Vegas, mi sono avvicinato a questo sequel convinto che Bethesda sarebbe riuscita a proporre un’esperienza senza precedenti, in grado di elevare il concetto di free-roaming verso nuovi e migliori standard, ma la realtà dei fatti è che per quanto più ricco e d’impatto rispetto ai suoi celebri predecessori, Fallout 4 può essere essenzialmente definito un prevedibile “more of the same”, che per quanto straordinario, resta pur sempre un “more of the same”.

In termini puramente strutturali, questo nuovo capitolo della saga non introduce infatti davvero nulla di particolarmente innovativo – al di là ovviamente di insediamenti e crafting – e cosa ancor più importante, non sembra capitalizzare in maniera davvero significativa né sui punti di forza dei suoi predecessori né tanto meno sulle potenzialità offerte dagli hardware di nuova generazione, finendo inevitabilmente col proporre un’esperienza in linea con quella offerta da Fallout 3 e New Vegas.

Sul fronte della narrazione infatti, il titolo propone un’avventura che per quanto ricca di possibilità, non introduce alcuna reale novità rispetto al passato: il susseguirsi delle innumerevoli missioni che compongono l’intera quest-line (e parlo sia di missioni principali che di sotto-trame) propone situazioni ormai ben note al pubblico senza nulla che possa essere definito realmente “epico”,  ma la cosa paradossale, e se vogliamo più deludente, è che il grado di interazione di libertà interpretativa sembra essere stato addirittura ridimensionato rispetto al passato.

Le possibilità di condizionare realmente la vita del Commonwealth e di coloro che abitano questa vasta ambientazione, sono infatti tremendamente limitate e poche sono le occasioni in cui ci si trova a vivere quegli straordinari drammi esistenziali tipici delle precedenti iterazioni del brand (vi ricordate della bomba a Megaton in Fallout 3? Beh, qui non vi capiterà spesso di essere messi di fronte a scelte così d’impatto). Non che questo pregiudichi in alcun modo la qualità di un’esperienza che, ci tengo a sottolinearlo, vi regalerà comunque emozioni uniche, ma considerando l’evoluzione tecnologica verificatasi in questi anni, mi sarei aspettato molto di più in questo senso.

Al di là di questa doverosa precisazione, Fallout 4 si dimostra comunque quel capolavoro che tutti aspettavamo. La quantità di quest disponibili nel mondo di gioco è sinceramente sconvolgente e il fatto che molte di essere sbuchino fuori dal nulla nei momenti più inaspettati – anche durante normalissime fasi di esplorazione fini a se stesse – rende la progressione esaltante e mai banale. In ogni momento si ha infatti la sensazione che possa succedere praticamente qualsiasi cosa e nonostante l’evoluzione di queste quest sia, come accennato poc’anzi, tendenzialmente lineare e priva di quella “epicness” che molti avrebbero desiderato, è innegabile che l’esperienza sia capace di regalare immense soddisfazioni… nonché una longevità che supera ampiamente le 200 ore di gioco qualora si decida di esplorare ogni angolo del Commonwealth.

Vista la presenza di una quantità spropositata di abilità sbloccabili, di svariate immancabili fazioni (ognuna delle quali propone una propria quest-line) e di un filone narrativo principale ricco di interessanti situazioni, trovare la forza di staccare le mani dal pad per dedicarsi ad altro potrebbe risultare estremamente complesso anche per chi, fino a oggi, non avesse mai nutrito un interesse particolare verso questo tipo di esperienze. E in questo senso l’ottimo lavoro svolto da Bethesda sul crafting gioca ovviamente un ruolo di primaria importanza.

PERSONALIZZAZIONE ESTREMA

La principale novità di Fallout 4 rispetto ai suoi predecessori è senza dubbio il crafting che permette di personalizzare non solo armi ed equipaggiamenti di ogni genere, ma soprattutto di dar vita a delle vere e proprie basi che possano ospitare il nostro alterego, i compagni che si uniranno a noi nel corso dell’avventura e, soprattutto, i tanti sopravvissuti disseminati nel Commonwealth. Attraverso un pregevole – e non particolarmente complesso – sistema di gestione degli insediamenti, il titolo ci permette infatti di curare ogni minimo aspetto delle aree poste sotto il nostro controllo: è possibile costruire strutture di ogni genere, negozi, sistemi difensivi, fonti di sostentamento utili alla raccolta di cibo e acqua e, ovviamente, veri e propri impianti elettrici che possano fornire l’energia necessaria per il funzionamento di qualsiasi dispositivo.

Le possibilità, com’è facile intuire, sono pressoché infinite e considerando anche l’opportunità di creare delle rotte commerciali che possano collegare i vari insediamenti conquistati, è facile intuire quale sia l’effettiva bontà di questa nuova feature. Anche in questo caso forse si poteva fare qualcosa in più per rendere gli insediamenti più “vivi” (spesso e volentieri si ha l’impressione che gli insediamenti siano popolati da automi privi di intelletto) ma nel complesso si tratta senza dubbio di una feature interessante che spero vivamente possa essere ampliata già attraverso i DLC in arrivo nel 2016.

Tecnicamente parlando Fallout 4 si attesta su standard di sostanziale mediocrità in linea con i suoi predecessori. Per quanto vasto e vario, il mondo di gioco non presenta infatti una cura per i dettagli particolarmente significativa, e se a questo aggiungiamo la presenza di innumerevoli, immancabili bug e glitch, è difficile non provare un leggero senso di amarezza nel vedere Bethesda ripetere sempre i suoi storici errori. In termini di atmosfera, complice anche un pregevolissimo comparto sonoro, il titolo riesce comunque a convincere, assicurando un grado di coinvolgimento perfettamente in linea con le aspettative.

GIUDIZIO

Straordinariamente ricco e appassionante, Fallout 4 si dimostra un prodotto di altissima qualità, ma ciò non toglie che la valutazione non possa purtroppo prescindere da una sostanziale mancanza di innovazione.

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