Call of Duty: Black Ops 4, provata la modalità Blackout su PS4 Pro

Per alcuni non è nient’altro che una moda passeggera, altri invece non riescono a smettere di giocarci. Stiamo parlando ovviamente del genere battle royale, un vero e proprio fenomeno virale capace di trascendere la natura videoludica tanto da entrare di prepotenza all’interno della cultura pop odierna: basti pensare ai simpatici balletti presenti in Fortnite che il calciatore francese Antoine Griezmann ha spesso riproposto dopo un gol segnato o alla miriade di videogiocatori che ogni giorno si mette alla prova con PUBG. Sulla scia del successo di un genere che sembra non conoscere limiti, anche Activision ha raccolto la sfida, con la speranza di bissare i risultati ottenuti dai due mostri sacri del genere.

Call of Duty: Black Ops 4 si era già lasciato scoprire in più di un’occasione sul versante multiplayer e, a poche settimane dall’uscita prevista per il 12 ottobre, abbiamo finalmente provato con mano Blackout, l’attesissima e intrigante rivisitazione del genere battle royale secondo Treyarch. Una mappa enorme su cui si danno battaglia più di ottanta giocatori (la seconda beta, infatti, ha incrementato il limite a 88) e scontri via mare, acqua e terra. Il primo impatto con Blackout è fuorviante, anacronistico e soprattutto strano, specie per chi mastica pane e Call of Duty da diversi anni ma assolutamente familiare per gli assidui giocatori di PUBG. Anche se sono numerosi i punti in comune con lo sparatutto sviluppato da Bluehole, il battle royale di casa Activision riesce a differenziarsi per un’esperienza di gioco diversa, oltre che per una serie di aggiunte che andremo ad analizzare.

BLACKOUT

I primi passi all’interno della modalità Blackout ci permettono di scegliere se giocare da soli, in coppia o in compagnia di altri tre amici per un totale di quattro giocatori e la scelta del nostro alter ego virtuale. Poco meno di un minuto e si è già nel vivo dell’azione dopo il consueto salto dal veicolo volante per poi iniziare la corsa all’armamento migliore, evitando di farsi eliminare dai giocatori presenti in zona o viceversa. Chi ha una certa familiarità con PlayerUnknown’s Battlegrounds non faticherà a trovare tutta una serie di similitudini, seppur con un gunplay decisamente più arcade e immediato, ma non per questo meno tattico. Potremmo definire Blackout come una modalità molto meno punitiva e maggiormente votata allo scontro tra giocatori, come testimoniato dalla quantità di armi e accessori che è possibile raccogliere con una certa velocità, riducendo al minimo il rischio di essere eliminati dopo pochi istanti di gioco.

Con altrettanta facilità è possibile montare istantaneamente mirini e accessori per le nostre armi o scegliere velocemente quale tipo di kit medico equipaggiare, idem per accessori come granate o altri gadget. È presente anche un inventario con cui gestire armi e munizioni, non di semplice consultazione ma basta un po’ di pratica per acquisire una certa dimestichezza con questo sistema. A differenza degli altri esponenti del genere battle royale, il numero di giocatori pensati per Blackout è di ottanta, ma non è escluso che in futuro questa modalità potrà raggiungere un numero di giocatori pari a quella del duo Fornite e PUBG. Come accennato in apertura, gli sviluppatori stanno già testando l’infrastruttura aumentando progressivamente il numero di giocatori (ora fermo a 88 utenti). Durante le nostre partite sono bastati poco più di cinque minuti per vedere dimezzati il numero di giocatori sulla mappa, con al massimo trenta minuti per decretare un vincitore. La formula di gioco, dunque, è quella collaudata dei battle royale, fatta di partite rapide e frenetiche, proprio come da tradizione Call of Duty, meglio se affrontate con un gruppo di amici fidati ma discretamente appaganti anche in solitaria.

Call of Duty: Black Ops 4 - Blackout

MAPPA DI GIOCO E VEICOLI

Tra le novità più importanti non possiamo che citare la mappa di gioco, di fatto la più grande di sempre per la serie, suddivisa in tredici zone e ognuna ripresa dal comparto multigiocatore dei capitoli precedenti. Decisamente convincente la disposizione delle varie location, così come il level design: le ambientazioni sono varie e coprono una buona quantità di biomi, passando da zone boschive a quelle desertiche, con una buona concentrazione di edifici e grandi strutture. Con un certo piacere ci siamo addentrati all’interno del poligono di tiro già visto in Black Ops o l’iconica Nuketown che i giocatori di Call of Duty hanno imparato ad apprezzare nelle sue varie rivisitazioni. Gli amanti della modalità Zombies troveranno pane per i loro denti all’interno della zona nota come Ricovero, al cui interno dovranno prestare attenzione non solo ai giocatori avversari ma anche ai non-morti. Sparse nell’ambientazione ci saranno anche le tipiche casse misteriose e, liberando la zone dai non morti, sarà possibile acquisire il potente equipaggiamento al suo interno. Altre casse con armi potenti saranno lanciate in varie zone della mappa, sulla falsariga di titoli come PUBG.

Altra caratteristica inedita per la serie è la presenza di mezzi di trasporto con cui spostarsi lungo la mappa: negli anni gli appassionati di Call of Duty hanno sì guidato carri, aerei e veicoli di ogni genere, ma principalmente nelle brevi occasioni dell’esperienza single-player e mai in quella multigiocatore. In questa versione di prova abbiamo testato i quattro mezzi messi a disposizione: quad, furgone, elicottero e gommone. Il modello di guida e relativa fisica dei veicoli ci è parso tutto sommato accettabile, anche se la scelta di affidarsi esclusivamente agli analogici per accelerare/frenare e cambiare direzione non si è rivelata il massimo dalla comodità. In particolar modo abbiamo evidenziato alcune criticità nella guida dei furgoni, apparsi lenti e difficoltosi da manovrare mentre quad, elicotteri e imbarcazioni hanno offerto una maneggevolezza nettamente migliore. Pur offrendo un buon colpo d’occhio generale, con una build se vogliamo più rifinita se paragonata alla versione Xbox One di PUBG, si nota ancora qualche texture poco rifinita in lontananza e viene evidenziata nuovamente la necessità di un motore grafico più performante.

Call of Duty: Black Ops 4 - Blackout

BENE, MA NON BENISSIMO

Non solo armi e accessori dunque ma anche tutta una serie di bonus momentanei da attivare attraverso il menu di equipaggiamento rapido usufruendo così di vantaggi tattici durante il corso del match: ne sono stati inseriti di differenti e, oltre a poter essere attivati in contemporanea, hanno una durata variabile come nel caso di quelli che aumentano la percezione dei passi degli altri giocatori per sessanta secondi o la possibilità di muoversi più velocemente per raggiungere l’area di contenimento. Da questo punto di vista viene data la possibilità al giocatore di sopravvivere più a lungo all’esterno dell’area di gioco, togliendo un punto vita per ogni secondo trascorso al di fuori di questa zona; è giusto quindi parlare di semplificazioni ma tutto ciò è parte della filosofia che ha da sempre contraddistinto la serie.

Con un pizzico di amarezza abbiamo notato una serie di problematiche che avevamo sollevato anche durante le nostre prove del comparto multiplayer, soprattutto per quanto riguarda il bilanciamento di alcuni accessori: anche questa volta le corazze sparse per la mappa, suddivise in tre livelli che ne definiscono la resistenza, ci sono apparse fin troppo efficaci. Anche l’inserimento di un sistema di balistica dei proiettili, per quanto estremamente semplificato, è da considerarsi come un qualcosa di nuovo per la serie ma del tutto necessario dal momento che le distanze di ingaggio sono aumentate in maniera esponenziale, passando da mappe ben delimitate a un’intera area a disposizione per gli scontri. L’impressione che abbiamo avuto però è stata quella di non essere completamente liberi di colpire un bersaglio a centinaia di metri, anche calcolando la caduta del proiettile, come invece avviene in PUBG, lasciandoci perplessi in più di una circostanza.

Call of Duty: Black Ops 4 - Blackout

Come affermato più volte in questi mesi, le grandi aspettative per la modalità battle royale di Call of Duty: Black Ops 4 hanno rischiato più volte di far passare in secondo piano la componente multiplayer. Alla luce di quanto provato dobbiamo ammettere che ci saremmo aspettati un qualcosa che si differenziasse in qualche modo dai titoli già presenti sul mercato, dal momento che Blackout propone sì qualche buona idee ma non aggiunge niente di nuovo al genere in questione. Parliamo di novità secondarie che non fanno gridare di certo al miracolo, come ad esempio l’aggiunta di qualche area con gli zombie o di bonus consumabili, elementi che purtroppo non sembrano spostare l’ago della bilancia a favore del battle royale di Activision. Questo contatto con Blackout ci ha convinto a metà, al netto di qualche aspetto da limare in termini di bilanciamento e aspetti da rifinire, risultando comunque divertente, soprattutto in compagnia.

Permangono dubbi anche sul come Treyarch riuscirà a supportare una modalità del genere con update e aggiunte di rilievo, considerando però la presenza di altre due componenti di spessore come il multiplayer competitivo e quello cooperativo della modalità Zombies. Si prospetta quindi un inizio in salita per il debutto di Blackout nel mondo dei battle royale e servirà uno sforzo incredibile da parte degli sviluppatori per riuscire a competere con due mostri sacri come Fortnite e PUBG.