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Dragon Ball Z: Kakarot

Dragon Ball Z: Kakarot provato in anteprima all’E3 2019

Goku è tornato per raccontare ancora una volta la sua storia, e noi l'abbiamo provata in anteprima: ecco le nostre impressioni da Los Angeles.

Tutti conosciamo la storia di Son Goku, il mitico guerriero creato da Akira Toriyama nel lontano 1984 e successivamente portato al successo mondiale grazie all’anime che ancora oggi fa registrare ascolti record tra il pubblico (giovane e meno giovane). Dopo gli esperimenti passati, Bandai Namco ha voluto tornare alle origini della saga giapponese con una produzione che ci riporta ai fasti della serie Budokai Tenkachi all’interno di una struttura ruolistica.

Dragon Ball Z: Kakarot è il nuovo episodio della serie che ci permette di vivere l’avventura di Goku dal primo scontro contro il fratello Raditz all’iconico momento in cui il protagonista si trasforma nel leggendario Super Saiyan. All’E3 2019, nel padiglione di Bandai Namco riservato alla stampa, siamo riusciti a mettere le mani sulla versione preliminare del gioco di ruolo provando per circa mezz’ora la storia di Dragon Ball Z: Kakarot. Senza indugiare oltre, tuffiamoci nel mondo creato da Toriyama.

Nella nostra prova, abbiamo affrontato il fratello malvagio del nostro eroe, Raditz.

KAKAROT VS RADITZ

Nella demo provata a Los Angeles, il nostro compito era di salvare il piccolo Gohan dalle grinfie di Raditz, fratello di Goku nonché una delle storiche nemesi dell’eroe. Come confidato dai ragazzi di CyberConnect 2, sarà possibile esplorare la mappa di gioco in cerca di segreti o attività secondarie prima di affrontare il boss: la demo, infatti, permetteva di scegliere se affrontare immediatamente Raditz o se esplorare lo scenario circostante e completare delle missioni secondarie. Nonostante le vicende trattate in Dragon Ball Z: Kakarot siano quelle dei primi archi narrativi del manga e anime, gli sviluppatori hanno cercato di aggiungere una certa dose di novità dal punto di vista narrativo, con nuovi eventi, personaggi e storie rispetto al canone creato da Toriyama.

Le missioni secondarie sono varie e stravaganti, anche se facilmente ricollegabili a modelli classici dei giochi di ruolo. Nel breve tempo a disposizione, abbiamo sperimentato diversi tipi di sidequest prima di affrontare il Saiyan nemico, aiutando un paesano a distruggere dei robot impazziti che terrorizzano la zona circostante, ottenendo così dei punti esperienza utili per la progressione del personaggio. Sbirciando la mappa, abbiamo anche notato che ci saranno molte attività end-game come la caccia ai dinosauri, nonché villaggi sparsi nel mondo di gioco con diverse richieste di aiuto da parte dei rispettivi abitanti.

Non potevamo certo concludere la demo senza uno scontro con il boss di turno: il combattimento con Raditz si è rivelato divertente, impegnativo ma per nulla frustrante. Di base il combattimento si articola sulla combinazione di pochi tasti, a differenza dei vecchi picchiaduro dove al giocatore era richiesta una certa abilità nel concatenare mosse, combo e tecniche speciali. Goku può contare su una barra del Ki ricaricabile in qualsiasi secondo al prezzo di una guardia bassa e quindi della totale vulnerabilità agli attacchi nemici. Premendo il trigger destro del controller si apre un’interfaccia da cui attivare i poteri speciali, come la classica Kamahameha, che consumano Ki. Una volta che avrete accumulato colpi sufficienti e riempito la barra Surge, Goku entrerà in uno stadio speciale che darà al Sayan più resistenza e un incremento sotto tutti i punti di vista.

DRAGON BALL PER TUTTI

Il gameplay di Dragon Ball Z: Kakarot è abbastanza lontano dai più classici picchiaduro, tuttavia non rinuncia a ciò che più è apprezzato dai fan dell’anime: i combattimenti. Questi ricoprono una buona parte dell’avventura e sebbene la scelta di renderli più intuitivi rischi di far storcere il naso a coloro fossero abituati a concatenare mosse su mosse per avere la meglio sui nemici, possiamo affermare che è richiesta sempre e comunque una certa padronanza del sistema di combattimento per poter parare al momento giusto o eseguire particolari tecniche. Purtroppo, nella breve demo non è stato possibile approfondire il sistema di progressione del personaggio, nonostante avessimo ottenuto diversi punti esperienza, ma resta il fatto che l’assenza di un vero e proprio albero delle abilità può correre il rischio di rendere meno intuitiva l’assegnazione di poteri e skill al nostro eroe.

Graficamente parlando, Dragon Ball Z: Kakarot ci ha lasciato senza fiato, regalandoci una versione ancora più rifinita delle prime avventure di Dragon Ball. Molti effetti sembrano presi direttamente dall’anime, offrendo al giocatore un coinvolgimento estremamente elevato ed estasiandolo dalla possibilità di distruggere intere montagne con un solo nemico. Non è mancata anche la ciliegina sulla torta durante lo scontro finale con Raditz che, guarda caso, aveva come sottofondo la sigla originale giapponese di Dragon Ball Z.

Ci sarà certamente spazio per altre sorprese del genere in un’avventura che si preannuncia di certo particolarmente ricca di contenuti e che ci permetterà di vivere una delle storie più amate dai fan di manga e anime giapponesi. L’appuntamento con Dragon Ball Z: Kakarot è fissato ai primi mesi del 2020 su PC, PlayStation 4 e Xbox One.

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