PlayStation VR

PlayStation VR: il mondo virtuale va preso sul serio!

Prima di decidermi ad acquistare PlayStation VR sono stato molto combattuto. A volte lo scetticismo superava la curiosità, altre volte la voglia di innovazione si scontrava con la paura di trovarsi di fronte un prodotto non all’altezza. Eppure, dopo tanta attesa, le mie prime 24 ore con il visore per la realtà virtuale di Sony mi hanno lasciato soddisfatto.

Il prodotto non è perfetto e i limiti tecnici della console non sono il vero problema con cui ci si scontra. Come indicato dal nostro Jacopo nella sua recensione, giocando con PS VR si assiste a un effetto “griglia” dovuto alla bassa risoluzione dell’immagine che tende a sgranare quello che vedrete di fronte ai vostri occhi, un difetto superabile che non necessariamente riduce l’efficacia della simulazione.

PlayStation VR

Quello che difficilmente si può digerire è invece vedere una resa cromatica non ideale, con un nero “a macchie” e sporco che uno schermo OLED non dovrebbe presentare. Durante le schermate di caricamento il difetto è più evidente, proprio perché si intravedono esclusivamente dei pallini bianchi che ruotano su uno sfondo nero, e ciò si traduce in colori non sempre uniformi nelle immagini di gioco.

La complessa gestione dei cavi è ridotta a uno solo tra la PU e la vostra postazione. Avrete a che fare con una prolunga che permette di raggiungere comodamente il divano posto di fronte alla TV e giocare seduti senza la necessità di trascorrere delle ore in piedi. Piuttosto, ci ha sorpreso il fatto che pur alla portata di PlayStation Camera e con un’ulteriore estensione del cavo a disposizione, il visore a volte risulta “troppo lontano” dall’inquadratura e l’immagine tende a scurirsi per farci capire che dobbiamo protenderci in avanti per essere rilevati.

Non ho rilevato invece il “motion sickness” segnalato da molti utenti, constatando piuttosto che la sensazione di nausea si avverte per lo più in assenza di immersione.

In giochi come Driveclub VR, dove le immagini scorrono più velocemente, bisogna assolutamente “prendere sul serio” ciò che viene visualizzato dal visore. Se l’approccio è quello di trovarsi di fronte “un gioco” è difficile che vi comportiate come nella realtà. Puntando con la testa la fine della curva o accompagnando i movimenti dell’auto, ovvero trattando la “realtà virtuale” come una “realtà reale”, questo effetto scompare del tutto e difficilmente avvertirete il senso di nausea.

In ogni caso è assolutamente importante configurare correttamente l’altezza della visuale e la distanza dal volante, per ottenere un’immagine analoga a quella che avete quando guidate un’auto dal vivo. È consigliabile inoltre fare qualche giro con calma, senza necessariamente mandare su di giri il motore della Ferrari FF che la demo mette a vostra disposizione, dato che una vettura meno potente vi permetterà un approccio più graduale e di adattarvi più facilmente alla nuova atmosfera offerta da PlayStation VR.

Più che altro quello che dobbiamo chiederci è se oggi PlayStation VR offre quello di cui un utente assetato di realtà virtuale potrebbe attendersi. Nelle scorse ore Sony ha aggiornato il lettore multimediale di PlayStation 4 per consentire la riproduzione dei filmati acquisiti con le 360 Camera, ovvero le telecamere che consentono di catturare immagini di tutto ciò che vi circonda, ma al contempo non mette a disposizione contenuti multimediali adeguati per supportare il suo visore.

La mancanza di un accordo con Google per portare Maps e il suo StreetView su PlayStation VR, con panorami da esplorare in realtà virtuale e la possibilità di viaggiare stando comodamente seduti in casa propria (molto bello da vedere già con gli artigianali Cardboard e un semplice smartphone), è un elemento di disturbo. I giochi per VR attualmente sono pochi e il supporto multimediale, quello su cui un visore per la realtà virtuale dovrebbe puntare con la stessa forza, è davvero ridotto all’osso.

Le uniche esperienze aggiuntive sono offerte da due film VR presenti su PlayStation Store, in cui potete guardarvi intorno durante le varie scene dei cortometraggi proposti, e l’applicazione Littlestar VR Cinema, a oggi molto povera di contenuti. Speriamo che Sony riesca a trasformare il suo visore in qualcosa di più di un mero accessorio per videogiochi, dato che il potenziale per offrire molto di più c’è ma al momento è difficile vederlo.

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