Katamari Damacy Reroll

Katamari Damacy Reroll

Un grande classico fa il suo arrivo su Switch.

Katamari Damacy è stata una delle grandi perdite per i possessori di PS2 del 2004 residenti nel vecchio continente: nonostante il successo di critica, il gioco infatti non lasciò mai il Giappone e gli Stati Uniti e non venne mai commercializzato ufficialmente in Europa.

Resta una scelta difficile da digerire, ma allo stesso tempo commercialmente abbastanza intuibile: il gioco, radicatissimo nello stile giapponese insensato e folle, benché divertente era lontanissimo dai gusti occidentali (a meno di alcune nicchie), e nessuno volle tentare il salto nel vuoto distribuendolo nella vecchia e bacchettona Europa. Oggi, però, complice la distribuzione digitale più snella e agile, ecco che Katamari Damacy arriva su Nintendo Switch con un porting/semi Remastered (capirete dopo il perché del “semi”) con il suffisso inedito Reroll, dopo quattordici anni dall’uscita originale. Avrà superato la prova del tempo? Scopritelo nella nostra recensione!

Katamari Demacy Reroll

QUANTO TEMPO

Il gioco è esattamente come quello di quasi due decadi anni fa: lo scopo è fare rotolare una misteriosa sfera (il “Katamari” del titolo) grazie alla quale è possibile raccogliere tutto quello che si trova sul terreno di gioco, creando una palla sempre più grande, a seconda delle richieste. La possibilità di agganciare oggetti è graduale e proporzionale alla grandezza della sfera e dei materiali già raccolti: mentre all’inizio potrete raccogliere solo piccoli oggetti, a poco a poco che il vostro Katamari sarà cresciuto saranno accumulabili anche elementi più grandi che prima invece erano semplici ostacoli alla vostra mania di accumulo degna di uno dei protagonisti di un programma di Real Time.

Il fatto di poter raccogliere oggetti di grandezza diversa in momenti diversi è un bello stratagemma per obbligarci a percorrere i livelli in maniera pensata e strategica: prima in autentica esplorazione dell’area, poi cercando le cianfrusaglie più piccole per prepararsi infine a raccogliere automobili, palazzi, torri, ecc, memorizzando il livello, visto che le prove sono a tempo. L’obiettivo è raggiungere diametri sempre maggiori che permettano poi a vostro padre, una specie di Re dell’Universo, di ricostruire i pianeti che ha involontariamente distrutto (vabbè, vi avevo detto
che il gioco era impregnato di sana insensatezza giapponese).

Katamari Demacy Reroll

QUALCUNO HA DETTO SWITCH?

A livelli grafico, siamo di fronte a una “semi-remastered”, perché la risoluzione generale è stata sì aumentata con il supportato ai 16:9, ma il resto del gioco, modelli poligonali e texture compresi, sono rimasti praticamente identici al passato, per una dichiarata scelta dello sviluppatore che ha voluto preservare lo stile già all’epoca volutamente “scarno”. Non è una scelta, infatti, che ci disturba o ci fa pensare a un lavoro svolto con poco impegno, ma è purtroppo vero che un mancato make-up grafico possa allontanare nuovi adepti al gioco, non invogliati da un comparto grafico che corrisponde alle potenzialità tecniche di 20 anni fa. Brilla di personalità, oggi come allora, la colonna sonora, anch’essa molto giapponese e, torniamo a dirlo, delirante, con brani orecchiabilissimi cantati con intonazione più o meno precisa da una voce decisamente svogliata, dando vita a un effetto divertentissimo.

Resta una piccola considerazione sul sistema di controllo, ancora oggi in grado di risultare un po’ intricato all’inizio, ma dopo poco diventa molto più semplice controllare il Katamari all’interno delle aree di gioco, finché purtroppo l’esperienza si esaurirà per colpa di una longevità che non è proprio il cavallo di battaglia della produzione targata Bandai Namco. Chi ha aspettato Katamari in Europa per 14 anni può finalmente colmare la lacuna e dedicarsi a una delle più originali pagine della storia dei videogiochi. Tutti gli altri, soprattutto i ragazzi più giovani, sappiano che siamo di fronte a un prodotto principalmente studiato per i nostalgici: la formula di gioco e il trattamento visivo non sono particolarmente intriganti per il pubblico di oggi.

GIUDIZIO
Questa "nuova" edizione “Reroll” di Katamari Damacy non è altro che una revisione del primo capitolo, finalmente disponibile anche in Europa e leggermente rivisitato nell’aspetto (con un semplice incremento della risoluzione, poco di più) ma immutato nella sostanza. La follia della trama vi porterà a fare rotolare una sfera nei vari livelli cercando di raccattare più oggetti possibili e farne crescere la circonferenza: un canovaccio che sembra demenziale (e lo è, fidatevi!) ma che diventa molto divertente se provato di persona. Non ci sono grosse novità né visive (texture e modelli poligonali sono quelli di 14 anni fa), né di gameplay, il che rende il gioco poco d’appeal per chi non lo avesse desiderato all’epoca di PlayStation 2 o chi, giustamente, fosse alla ricerca di un comparto grafico all’altezza delle nuove generazioni, o ancora per chi non volesse cimentarsi con un titolo un po’ "macchinoso" in alcuni momenti. Tuttavia, per la "vecchia guardia” si tratta di un capitolo da recuperare assolutamente, complice anche il prezzo budget che lo rende veramente accessibile per tutti.
GRAFICA6.5
SONORO7.5
LONGEVITÀ6
GAMEPLAY7.5
PRO
Formula di gioco originale e divertente
Follia grafica e sonora in ogni secondo
CONTRO
Longevità ridotta
Nessuna vera miglioria grafica
7.5
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