Scatta, salta, combatti, muori e riparti. Questa potrebbe essere la sintesi estrema di Dead Cells, un perfetto incrocio tra le caratteristiche di un metroidvania e un roguelike che, a un anno dall’uscita su PC, fa il suo ingresso trionfale nel mondo console incantando qualsiasi tipo di giocatore con i suoi ritmi frenetici e un gameplay che non fa sconti a nessuno.

GAMEPLAY MIX

In Dead Cells la morte non è un problema, è soltanto un momento di passaggio che fa da ponte e collega una partita all’altra. In pieno stile roguelike infatti, a ogni partita che si conclude con il game over segue un’altra run che riparte completamente da capo, niente più pezzi di equipaggiamento, armi o power-up sbloccati. E sebbene una meccanica di gioco come questa da una parte possa far storcere il naso, dall’altra altro non è che rivelatrice di ciò che vuole essere il gioco. L’idea di un fallimento che ricorre dopo ogni partita assume un fine nell’economia del gioco che, come direbbe il buon Yoda, si potrebbe definire come “il miglior maestro” per il giocatore.

Dead Cells

Ogni avventura che l’utente compie è unica: i livelli di gioco, boss a parte, sono generati casualmente, così come casualmente vengono posizionati nemici, tesori e scrigni. Ogni volta che ripartiamo all’avventura in seguito a una morte brutale, non abbiamo la coscienza di quello che ci troveremo davanti e tale sensazione di costante “corsa verso l’ignoto” restituisce a chi gioca la voglia di spingersi sempre più in avanti, verso questo o quell’obiettivo. Come dicevamo all’inizio, il gioco raccoglie anche lo spirito di un metroidvania delegando all’equipaggiamento – arma primaria e arma secondaria, bombe, torrette o granate – un ruolo centrale nell’esperienza di gioco. Questo perché, nonostante ogni partita sia a sé stante, c’è comunque un filo conduttore fatto di miglioramenti sbloccabili che perdurano di partita in partita o di armi e oggetti che possono essere in qualche modo recuperati.

Uccidere i nemici significa raccogliere delle cellule, moneta di scambio che può essere accettata dagli appositi commercianti per sbloccare potenziamenti per il nostro personaggio, nuove armi e non solo. Nel corso dell’esplorazione è possibile rinvenire, in zone più o meno nascoste dei progetti, i quali ci danno la possibilità di sbloccare l’oggetto in sé pagandolo in cellule.Dead cells

Se ad esempio venite in possesso del progetto per degli stivali speciali, una volta che arriverete in quella stessa run dal commerciante (morire senza aver depositato il progetto corrisponde a perderlo, ndr) vi comparirà il numero di cellule necessarie per attivarlo. Una volta fatto ciò, l’oggetto vi sarà immediatamente consegnato e andrà a far parte dell’insieme di oggetti ottenibili in casse e tesori nelle future partite. Le possibilità sono veramente tante: esistono borse per l’oro per fare in modo che le monete raccolte nel corso di una partita possano essere trasposte, fino a una cifra prestabilita, nella run successiva così da facilitare la parte iniziale del livello.

Non esistono solo le cellule: infatti, le monete sono un altro modo per acquistare oggetti o armi nel corso di una partita. Nonostante i rivenditori sparsi per la mappa offrano sempre una scelta piuttosto limitata, la possibilità di acquistare una torretta o una mina congelante vi ingolosirà non poco ogniqualvolta avrete al fortuna di imbattervi in uno di questi mercanti.

Nel segno di questa coerenza e continuità del titolo che vi stiamo raccontando, all’inizio di ogni partita è stato posizionato anche uno scribacchino che, in maniera molto simpatica, vi dirà di essere impegnato a prendere nota di ogni nostra mossa. Si tratta di nient’altro che di un menù di gioco ricco di statistiche – purtroppo assente un contatore per le ore di gioco, ndr – riguardo tutte le partite che abbiamo fatto e non solo.

dead cells

ADRENALINA

Dead Cells è un gioco che riesce in pieno non soltanto per il suo stile grafico, che alterna toni cupi al classico aspetto medievale, quanto piuttosto per l’ottimo equilibro del suo gameplay. Questo si traduce in uno stile di gioco praticamente impeccabile: lo schema dei comandi è ben ragionato e intuitivo e richiede non troppe ore di gioco per essere padroneggiato alla perfezione. E una volta che avrete imparato ciò, ogni configurazione di ogni partita sarà una passeggiata da gestire e vedere il personaggio correre, saltare e colpire in combo incessantemente risulterà a dir poco appagante.

È chiaro che poi, capiterà di affezionarsi ad alcune partite piuttosto che ad altre e questo sarà dovuto magari al mettere in piedi un equipaggiamento che ci piace particolarmente, magari basato su un arco molto forte e una spada congelante (una delle mie combo preferite, ndr). L’adrenalina data dal voler sopravvivere a tutti i costi è una qualcosa di unico che questo Dead Cells riesce a trasmettere a ogni passo, man mano che ci addentriamo nell’insidioso mondo di gioco.

I nemici che incontrerete lungo il cammino poi, sono sempre molto aggressivi, pronti a saltarvi addosso da un lato all’altro della mappa, ad avvelenarvi o a precipitarsi addosso a voi con un teletrasporto. Anche in questo caso, il lavoro di design che è stato compiuto ha dato vita a un’ottima compagine nemica, sempre molto varia e coerente nel mondo di gioco. Nonostante l’IA venga gestita singolarmente per ogni nemico, senza meccanismi in grado di spingerli a cooperare, c’è una differenza tale nel loro stile di gioco che gli permette, anche se al netto di questa mancanza, di essere sempre molto fastidiosi e impegnativi da gestire. Per non parlare poi dei soldati Elite o delle Boss Fight, una vera e propria sfida per i nervi nella quale dovrete dosare alla perfezione l’uso di armi, scatti, granate e cure. E non credete di riuscire sempre al primo tentativo: per la buona riuscita dell’operazione sarà necessario entrare un po’ in confidenza prima con le movenze e gli attacchi dei boss e poi, forse, riuscirete a sgominarli.

Insomma, sembra proprio che gli sviluppatori abbiano lavorato con grande coscienza al gioco e che il margine di errore sia stato veramente ridotto al minimo. Al netto di qualche problemino legato alla generazione casuale dei livelli, Dead Cells è veramente un gioco sorprendente capace di divertire e intrattenere per decine e decine di ore.

Dead Cells
Dead Cells
GIUDIZIO
Dead Cells è un videogioco mostruoso che è riuscito a vincere la sua sfida con il pubblico. Vince perché riesce a stimolare il giocatore a rigiocare, partite su partite, anche dopo le morti e le delusioni più cocenti. E questo non è merito altro che di un comparto grafico accattivante e di un sistema di gioco fantastico, variegato e ricco di possibilità da sperimentare che allontanano con forza qualsiasi senso di noia o di frustrazione.
GRAFICA8
SONORO7
LONGEVITÀ8.5
GAMEPLAY9.5
PRO
Gameplay equilibrato, rapido e divertente
Una marea di cose da fare e da sbloccare
Sa essere spietato
CONTRO
Qualche problema con la generazione dei livelli
Sa essere spietato
9
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