Yakuza 0
Versione testata: PC

Yakuza 0

Il prequel di una delle esclusive più longeve di PlayStation fa il suo debutto su PC tre anni dopo la versione PS3 e un anno dopo quella next-gen per PS4. Indossate il vostro completo migliore e lucidate le scarpe: per la Yakuza onore e potere contano più di ogni altra cosa. Yakuza 0 ci porta dritti nel cuore di un Giappone in pieno boom economico: gli anni ’80 sono un periodo di eccessi e diverse organizzazioni si danno battaglia per ottenere il controllo dei nuovi quartieri mondani che pullulano di nuovi ricchi ansiosi di spendere il proprio denaro tra alcool, donne e gioco d’azzardo.

In questo scenario, il giocatore veste i panni di due vecchie conoscenze della saga, Kiryu Kazuma e Majima Goro, le cui vicende giovanili si alternano e si intrecciano lungo i diciassette capitoli che compongono il gioco. La trama è piuttosto fitta e articolata, sapientemente distribuita tra la miriade di dialoghi, splendidamente doppiati in giapponese e sottotitolati in inglese, che costellano le più di trenta ore necessarie a completare la campagna principale, le quali possono diventare tranquillamente più di cento nel caso in cui ci si volesse buttare a capofitto nelle svariate quest secondarie che gli sviluppatori hanno messo a disposizione dei giocatori più pazienti e tenaci.

Yakuza 0

UN GRANDE CLASSICO

Il gameplay del gioco non si discosta dai canoni della serie, incentrato principalmente sui combattimenti corpo a corpo, ma che invita il giocatore a prendersi del tempo per esplorare un mondo di gioco che, sebbene limitato a dei quartieri fittizi di Tokyo e Osaka, si rivela in fin dei conti sufficientemente esteso e ricco di attività secondarie in grado di intrattenere il giocatore per parecchie ore e che costituiscono delle piacevoli digressioni che spaziano tra la pura autocelebrazione (basti pensare alle sale giochi a tema SEGA in cui poter riscoprire vecchie glorie), l’intrattenimento erotico e il gioco d’azzardo, senza contare le attività più in voga dell’epoca come il bowling, le freccette o ancora qualche corsa con le mitiche mini 4WD. Se a tutto questo aggiungiamo una serie di missioni secondarie frutto dell’interazione con la moltitudine di personaggi non giocanti in cui è possibile imbattersi, avremo una vaga idea di quanto materiale gli sviluppatori abbiano inserito in una mappa che a un primo sguardo potrebbe sembrare piuttosto limitata.

Se da un lato le missioni secondarie contribuiscono ad arricchire il materiale a disposizione e ad allungare esponenzialmente la durata dell’avventura, dall’altro queste, pur offrendo talvolta dei dialoghi interessanti o dei rimandi alle precedenti produzioni che i fan della serie non faticheranno a individuare, risultano spesso ripetitive e per la maggior parte si riducono al mero dirigersi dal punto A al punto B, assistere ad una sfilza interminabile di dialoghi e riempire di legnate il gruppo di mitomani di turno. Ovviamente più divagheremo dalla nostra missione principale, vestendo i panni del supereroe del quartiere, più avremo l’occasione di guadagnare denaro od oggetti che potremo usare per migliorare il nostro rendimento nella lotta o toglierci qualche sfizio nei locali più in voga del momento.

UN PORTING NOTEVOLE

Sia Kiryu che Majima, sin dalle prime fasi di gioco, possono contare su tre stili di lotta differenti, intercambiabili in tempo reale tramite la croce direzionale. Ognuno di essi può essere affinato nel tempo, sbloccando di volta in volta potenziamenti attraverso moneta sonante o, più raramente, prendendo lezioni di combattimento da alcuni maestri di arti marziali. L’approccio al combattimento dei due personaggi è di per sé piuttosto differente, con Kazuma votato alla forza fisica e Goro più agile e dinamico. Una volta sbloccati i due stili aggiuntivi, le cose si fanno se possibile ancora più radicali e le differenze diventano sostanziali. Usando un po’ la testa è perciò possibile adattare il proprio stile di combattimento a seconda delle situazioni in cui ci si trova, tuttavia il button-mashing è sempre dietro l’angolo e il rischio di adagiarsi sugli allori ed eseguire sempre la stessa combo diventa presto tangibile.

La resa grafica complessiva di Yakuza 0 è eccellente nonostante si tratti a conti fatti di un titolo cross-generation: gli sviluppatori hanno svolto un ottimo lavoro di ottimizzazione al punto di permettere di giocare al massimo livello di dettaglio, in 4K e 60fps fissi anche con configurazioni non da top di gamma. Noi stessi abbiamo cercato di sondare la scalabilità del motore di gioco eseguendo il titolo su un PC con una decina d’anni sul groppone e delle specifiche che dal lato CPU avrebbero potuto, almeno sulla carta, creare un collo di bottiglia. Il risultato? Di molto sopra le aspettative: 1080p e dettagli medio-alti con 60fps solidi e un impatto visivo di tutto rispetto.

Yakuza 0

DA NON PERDERE

Tralasciando i meri dettagli tecnici, un plauso va fatto anche, e soprattutto, alla direzione artistica che ha confezionato un titolo accattivante e spaccone al punto giusto. Il taglio della regia, le animazioni dei personaggi e il colpo d’occhio generale si fanno apprezzare soprattutto durante i numerosi filmati realizzati con il motore di gioco. In queste occasioni la telecamera gioca sapientemente con angolazioni e inquadrature che lasciano trapelare una ben definita scelta stilistica, apprezzabile e soprattutto calzante sia con l’ambientazione che con la sceneggiatura.

Menzione a parte per il sonoro, che può fregiarsi di un eccellente doppiaggio in lingua nipponica e che, assieme a una colonna sonora aggressiva oltre che splendidamente eseguita e arrangiata, costituisce un ulteriore valore aggiunto a un gioco che, per tutti coloro che sanno farsi trasportare da una storia accattivante e ben raccontata, diventa un acquisto imprescindibile nonché una delle produzioni per PC più notevoli di questa torrida estate.

GIUDIZIO
Yakuza 0 è un titolo "spaccone", che senza tanti preamboli riesce a trasportare il giocatore nel bel mezzo del boom economico degli anni '80 in cui gli eccessi, le rapide ascese, le nuove scoperte tecnologiche e l’ombra imperante della malavita si fondono in una storia dai ritmi serrati e diretta in modo sopraffino. I combattimenti che fanno da contrappunto alla miriade di dialoghi conservano la propria attrattiva grazie ai molteplici approcci offerti dai differenti stili di lotta, sebbene alla lunga alcune situazioni risultino inevitabilmente ripetitive. Dal punto di vista tecnico, il team SEGA ha svolto un lavoro di conversione certosino, in grado di girare in modo soddisfacente su un’ampia gamma di configurazioni hardware. Complice un prezzo di vendita piuttosto aggressivo, diventa difficile sconsigliare Yakuza 0 a qualcuno che non l’abbia già giocato su piattaforma Sony o che non trovi del tutto indigesti titoli ricchi di dialoghi e scene d’intermezzo.
GRAFICA8.5
SONORO9
LONGEVITÀ8.7
GAMEPLAY7.8
PRO
Trama profonda e intrigante
Direzione artistica ispirata
Motore grafico versatile e leggero
Comparto sonoro curatissimo
CONTRO
La mole di dialoghi e filmati può risultare indigesta
Gameplay frammentato e a lungo andare ripetitivo
8.2
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