La scena indie dell’industria videoludica è ormai diventata sinonimo di inventiva e coraggio, premiata sempre più da giocatori che, con l’età che avanza, cominciano a desiderare quel qualcosa in più che titoli più blasonati spesso non riescono a dare. Dietro un indie si nasconde molte volte un team composto da poche persone, che grazie alla passione per i videogiochi riesce a garantire un livello qualitativo di tutto rispetto pur senza i fondi e le risorse di software house ben più rilevanti.

È il caso di Backwoods Entertainment, studio tedesco composto da sole tre persone e fondato da Marcus Bäumer. Il loro primo importante progetto è Unforeseen Incidents, un’avventura punta e clicca basata fortemente sulla narrativa lanciata pochi giorni fa su PC e Mac. Andiamo ad analizzare la prima esperienza del team nella nostra recensione.

Unforeseen Incidents

BENVENUTI A YELLTOWN

La nostra avventura prende il via nella cittadina di Yelltown, le cui ambientazioni sinistre e fatiscenti mettono in chiaro da subito ciò che ci troveremo ad affrontare, non lasciando trasparire nulla di buono. Le nostre sensazioni si rivelano subito corrette, quando apprendiamo dalla radio locale che in una parte della città si è ormai diffusa una forte epidemia di febbre mortale, con tre vittime già accertate e un numero che sembra destinato a crescere.
Messa subito in chiaro la drammatica situazione, arriva il momento di conoscere Harper Prendell, il protagonista con cui condivideremo l’intera avventura.

Harper è un radioamatore con la passione per l’elettronica, abilità che si rivelerà una chiave di volta per molte delle situazioni che fronteggeremo durante il proseguo della storia. Yelltown viene messa in quarantena quando il virus mortale è ormai fuori controllo: a nulla sono valsi i tentativi disperati di contenere l’epidemia. Scoperto un importante dettaglio della storia (che non vi sveleremo per non rovinarvi alcuna sorpresa), il giocatore si troverà ad affrontare una lunga corsa ricca di ostacoli per cercare di salvare il genere umano.

A CAPO DELL’ENIGMA

Le avventure punta e clicca fanno della storia e dei puzzle il loro punto cardine, e con questo titolo i ragazzi di Backwoods hanno fatto centro: la storia anche se un po’ abusata scorre spedita e senza incertezze, con alcuni colpi di scena niente male. I personaggi secondari che ci fanno da spalla sono caratterizzati ottimamente e non è raro condividere qualche battuta, visto che il nostro Harper si rivelerà un vero burlone. A livello di sceneggiatura vera e propria ci saremmo aspettati qualcosina in più dal finale, che ci è parso fin troppo telefonato, ma si tratta di un comprensibile errore di gioventù per un team alla prima esperienza ma dalle potenzialità interessanti.

Potenzialità che emergono specialmente nella caratterizzazione degli enigmi, che spesso e volentieri riescono a mettere il giocatore in difficoltà e impegnarlo per ore e ore al fine di trovare il bandolo della matassa. Dar vita a un livello di difficoltà spinto così in alto è stata una scelta coraggiosa ma che abbiamo apprezzato, riportando alla memoria vecchie glorie dal passato come Syberia o anche Monkey Island, decisamente un gran bel complimento. Tutti i puzzle calzano perfettamente nel contesto, non sembrando mai fuori luogo o messi come mero riempitivo: proprio la difficoltà di questi puzzle è ciò che ci ha spinto a impiegare più di 15 ore per portare a termine la storia, complice anche l’assoluta assenza di suggerimenti.

QUANDO UN DISEGNO DIVENTA MAGIA

Le ambientazioni che compongono Unforeseen Incidents sono meravigliose: si parla di qualcosa come sessanta sfondi totalmente disegnati a mano, che impreziosiscono una storia articolata attraverso quattro capitoli, ognuno con una varietà di scenografie ottima. Il comparto artistico è realizzato in maniera impeccabile ed è sicuramente la sorpresa più bella di Unforeseen Incidents. Per lo sviluppo del gioco è stato utilizzato il solito motore Unity, ma non ci sono particolari impostazioni per personalizzare l’aspetto tecnico, risoluzione a parte.

Il doppiaggio (totalmente in inglese) non brilla per qualità nella recitazione, ma considerando la natura indie e il budget a disposizione possiamo certamente chiudere un occhio. Sono presenti i sottotitoli in italiano, anche se in alcuni casi (pochi) sono da segnalare delle vignette non tradotte nella nostra lingua. A livello sonoro ci troviamo di fronte a una soundtrack che non eccelle ma calza degnamente in ogni scena, mentre è leggermente inferiore il livello dei suoni ambientali.

Unforeseen Incidents
Unforeseen Incidents
GIUDIZIO
Unforeseen Incidents ci ha portato indietro nel tempo. L’ha fatto rispolverando una formula non degnamente supportata negli ultimi tempi, con titoli prettamente narrativi ma senza la giusta dose di sfida, qui presente sotto forma di enigmi complessi e ben congegnati. Per il team indie Backwoods Entertainment, supportato da Application Systems Heidelberg, si tratta del primo progetto di rilievo e l’esordio non poteva essere migliore, e siamo certi che il futuro per il team tedesco sarà ricco di soddisfazioni.
GRAFICA8.5
SONORO7
LONGEVITÀ8.5
GAMEPLAY8
PRO
Scenari accattivanti e interamente realizzati a mano
Livello di sfida elevato
Ottima durata
CONTRO
Recitazione a tratti poco convincente
Comparto sonoro non esaltante
8.5
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